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I Soprano: arriva il film prequel con Alan Taylor alla regia

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Il creatore de I Soprano David Chase ha co-scritto la sceneggiatura con il veterano della serie Lawrence Konner sull’era delle rivolte di Newark negli anni ’60. In particolare, questo periodo di tempo ha visto gli afroamericani e gli italiani di Newark scontrarsi e adottare misure letali per annientarsi a vicenda. L’impostazione del film consente quindi ai personaggi de I Soprano di apparire nella loro controparte giovane.

I Soprano: il regista del prequel

The Wrap riporta ora che Alan Taylor, che in precedenza ha diretto episodi de I Soprano vincendo anche un Emmy nel 2007 per la miglior regia per l’episodio “Kennedy and Heidi”. Ha anche diretto episodi de I Soprano in quattro delle sei stagioni dello show.

Da allora, Taylor ha avuto successo lavorando in show e film importanti come Il Trono di Spade, Thor: The Dark World e Terminator Genisys. Sembra proprio lui il perfetto regista per il film prequel della serie che ha reso famoso il compianto James Gandolfini.

Il regista Alan Taylor

I Soprano: chi sostituirà James Gandolfini?

La più grande domanda è: quando si formerà il cast e quali saranno i personaggi più giovani che vedremo? Qualcuno può sostituire James Gandolfini? O sarebbe meglio fare il film incentrandosi su personaggi come Paulie Walnuts e Junior Soprano? Quest’ultima opzione potrebbe essere migliore perché permette di legare la serie a gangster che non abbiamo mai visto veramente, invece se si concentrano sulla storia di Tony ci sono dei paletti ben fissati dai quali non possono fuggire. Sicuramente avremo più notizie non appena il cast si formerà e magari Alan Taylor lascerà qualche dichiarazione facendoci capire meglio su cosa intende lavorare, su quali aspetti de I Soprano riprenderanno vita. Di certo, la realizzazione di questo prequel riporterà alla memoria di tutti le splendide interpretazioni di James Gandolfini e ci commuoverà tutti. Ovviamente sarà anche una buona scusa per rivedere tutta la serie dalla prima all’ultima puntata.

Fonte: thewrap.com

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Cinema

Movie Score, addio a Scott Walker: genio musicale e raffinato cinefilo

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“A kind gentle outsider”. È con queste parole che Thom Yorke ricorda oggi Scott Walker, inafferrabile e multiforme genio della musica scomparso all’età di 76 anni. Dagli esordi americani del “bubblegum pop”, passando per il successo commerciale dei primi anni ’60 con i suoi The Walker Brothers e poi per la storica quadrilogia da solista Scott 1-4, Walker ha attraversato tantissime fasi diverse nel corso della sua carriera, approdando all’avanguardia nel 1995 con il seminale Tilt (in cui spicca persino un brano dedicato a Pier Paolo Pasolini e alla sua poesia Uno dei tanti epiloghi) a cui sono seguiti The Drift nel 2006 e Bish Bosch nel 2012. Tre album “monolitici” nella cui orbita musicale sono ruotati negli ultimi anni una lunga serie di lavori “satellite”, tra cui l’album “sismico” realizzato in collaborazione con i Sunn O))), allo stesso tempo terribile e giocoso. Gli ultimi album di Scott Walker sono infatti spesso insostenibili nei suoni e nel contenuto, ma rivelano la loro ironia solo attraverso successivi ascolti, quando si è finalmente in grado di “sopportare” l’atmosfera opprimente che li caratterizza. Non a caso lo stesso Walker paragonò il suo Bisch Bosch al debutto cinematografico di David Lynch, Eraserhead: un film che “un giorno può sembrare soffocante e il giorno successivo estremamente ridicolo”.

Walker firmò la sua prima colonna sonora per il cinema nel 1999, quando decise di proseguire la sperimentazione cominciata con Tilt attraverso il cinema frammentato e frammentario di Leos Carax. Pola X, basato sul romanzo Pierre di Herman Melville, metteva in scena una relazione incestuosa tra un giovane scrittore e una sorella che si credeva ormai perduta. La colonna sonora, in gran parte eseguita dalla Filarmonica di Parigi diretta da Brian Gascoigne, tastierista e storico collaboratore di Walker, raccoglieva diversi campionamenti di dialoghi ed effetti sonori (o persino di vecchi brani dello stesso musicista, come alcuni secondi di The Cockfighter nella opening track) e si componeva di brevi partiture per strumenti a corda che suonavano come presagi funesti. Una peculiarità, quella di anticipare con la musica ciò che sarà poi svelato attraverso le immagini, che lo accompagnerà fino ai suoi lavori più recenti per il giovane regista Brady Corbet. Sia in The Childhood of a Leader che in Vox Lux, infatti, gli arrangiamenti per archi scritti da Walker sembrano indicare un senso di angoscia che le immagini inizialmente non suggeriscono, come se la musica avesse il ruolo di precedere un orrore che si rivelerà solo successivamente nel corso del film. Nel cinema di Corbet l’infanzia è la culla in cui i personaggi covano le deviazioni e le anomalie peggiori, quelle che poi li accompagneranno da grandi e che la colonna sonora di Walker cerca di far emergere prima della loro plastica manifestazione su schermo. Il musicista e compositore americano aveva quindi trovato nel lavoro cinematografico di Corbet un nuovo mezzo utile a veicolare la sua musica “dolorosa” e costantemente “in divenire”, che non vuole solo esprimere sofferenza e inquietudine, ma trasmetterla. “If it doesn’t hurt then it isn’t worth realising” era il pensiero di Scott Walker (sintetizzato dalle parole del suo amico e collega Brian Eno).

The Childhood of a Leader e Vox Lux

La carriera di Corbet si lega fin dagli inizi al nome di Michael Haneke, il maestro austriaco a cui si deve un film come Caché, in grado di usare una minuscola vicenda famigliare per indagare ciò che rimaneva del colonialismo francese in Africa. Così anche il cinema del suo “allievo” cerca sempre di inserire delle vicende personali in un quadro generale, che è quello del periodo storico in cui i personaggi vivono e crescono. The Childhood of a Leader storicizzava la “disattenzione” di una coppia di genitori verso il proprio figlio, riconducendola in un rapporto causale alla nascita del nazismo, riflettendo sulle conseguenze di quella “pace cartaginese” imposta alla Germania dopo la Prima Guerra Mondiale con il Trattato di Versailles attraverso una questione squisitamente privata. Così il successivo (e ancora inedito in Italia) Vox Lux narra invece di una cantante che diventa famosa in seguito ad una tragedia dalla quale riesce miracolosamente a salvarsi (e sulla quale comincerà cinicamente a lucrare per guadagnare soldi attraverso il pietismo) e la cui musica viene utilizzata come simbolo della violenza stragista e terroristica del ventunesimo secolo. La diva interpretata da Natalie Portman decide di condividere pubblicamente un dramma individuale per sfondare nel mondo della musica, rappresentato da un’industria discografica per cui anche i sogni (fra le cose più intime e personali a cui si potrebbe pensare) devono essere destinati alla commercializzazione, trasformati in videoclip da sfruttare per vendere il proprio prodotto. Walker nella colonna sonora del film dialoga con i brani originali composti da Sia: canzonette né belle, né tantomeno orecchiabili, ma funzionali alla narrazione nella loro ruffianeria e nella loro forza di seduzione, espressione di una musica da utilizzare come mezzo di prevaricazione sugli altri. Lo stesso Walker, in alcune delle sue ultime interviste, ha spesso “rinnegato” gli anni dei suoi maggiori successi commerciali, in cui la percezione che il pubblico aveva di lui era “falsata” da esterne necessità di marketing.

Se Pola X era una “estensione” del precedente album Tilt, così le colonne sonore di The Childhood of a Leader e di Vox Lux sono il proseguimento dell’esperienza di Bisch Bosch, durante la quale Walker aveva sviluppato una tecnica di composizione in grado di rendere ogni brano uno spazio tridimensionale pensato per essere occupato dall’ascoltatore per un determinato periodo di tempo. Così la narrazione dei film di Corbet viene sintetizzata in rapidi movimenti alla Bernard Herrmann che assomigliano a coltellate nel mezzo filmico, pugnalate in grado di trapassarlo per mostrare allo spettatore cosa si nasconde al suo interno. Brevissimi frammenti ed impercettibili indizi sonori che formano un’unità musicale attraverso la loro accumulazione, come già sperimentato nella composizione del 2007 dal titolo And Who Shall Go To The Ball? And What Shall Go To Bell?, scritta per una performance di danza contemporanea “eseguibile” anche da ballerini disabili, i cui movimenti, per ovvie ragioni, non sono sempre fluidi come quelli degli altri danzatori.

Scott Walker “the moviegoer, raffinato cinefilo

Ben prima di comporre la sua prima “soundtrack” per il cinema, Walker aveva alle spalle una lunga serie di contributi musicali in colonne sonore per il grande schermo, in particolare The Rope and the Colt del 1969 per Une corde, un colt di Robert Hossein, I Still See You del 1971 per The Go-Between di Joseph Losey, Man da Reno del 1993 per Toxic Affair di Philomène Esposito e persino il brano Only Myself to Blame del 1993 per la colonna sonora di The World Is Not Enough, diciannovesimo film della saga cinematografica di James Bond (senza dimenticare il suo “cameo” all’interno della colonna sonora composta da Nick Cave per il film To Have And To Hold di John Hillcoat). Per questo il suo lavoro come compositore di colonne sonore, cominciato solo nel 1999, appare quasi come una “restituzione” ad un mondo, quello del cinema, che tanto lo aveva influenzato, specialmente durante il suo periodo solista tra la metà degli anni ’60 e la fine dei ’70. I temi musicali di Nino Rota, di Ennio Morricone (specialmente la sua composizione per il film Sacco e Vanzetti) e di Michel Legrand furono componente essenziale di quell’amnios da cui la musica di Scott Walker cominciò a prendere forma.

Nel 2012 il servizio di streaming Curzon On Demand chiese a Scott Walker di selezionare dieci film da proporre agli abbonati della piattaforma online. La lista, particolarmente variegata, comprendeva: The Travelling Players di Theo Angelopoulos (per i “ricordi affettuosi” che suscitava in lui), Le Quattro Volte di Michelangelo Frammartino (“la sua visione è come un incantesimo”), The Story of the Last Chrysanthemum e Utamaro and His Five Women di Kenji Mizoguchi (“uno dei più grandi film pre-bellici e la meravigliosa storia di un fluttuante mondo d’artista”), La Cérémonie di Claude Chabrol (“l’ultimo film realmente marxista”), Match Factory Girl e Tatjana di Aki Kaurismaki (“il primo è come un film di Bresson, ma in cui si ride, il secondo è imprescindibile per tutte le persone dipendenti dalla caffeina”), Il Divo di Paolo Sorrentino (“quello che il grande cinema dovrebbe fare sempre”), The Turin Horse di Béla Tarr (“bellissimo e libero addio cinematografico”) e infine The White Ribbon di Michael Haneke, il film che ha influenzato (insieme al Moloch di Sokurov) l’opera prima del già citato Brady Corbet. Dieci film che, oggi più che mai, varrebbe la pena rivedere per ricordare quello che è stato un genio della musica, ma anche un colto e raffinato cinefilo.

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Cinema

Bumblebee, rilasciate due scene cancellate nel film

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Il film Bumblebee in procinto di uscire in versione Blu-ray il mese prossimo, ha portato la Paramount a voler rilasciare alcune scene cancellate del film, tra cui una scena di apertura alternativa che punta a una versione più oscura e seria del film che ricorda Transformers. Potete guardare le scene tagliate da Bumblebee nel corso dell’articolo.

Che amiate oppure no la sequenza di apertura di Cybertron, questa sequenza regala azione al Transformers color caramello ed è spassosa da guardare, tanto che sembra di vedere un  cartone animato di Transformers in live-action. Inoltre è efficace perché dà il giusto tono all’arrivo di Bumblebee sulla Terra, come il soldato sopravvissuto che deve tenere lontani i segreti degli Autobot dai Decepticon che li inseguono. Una sequenza di apertura alternativa per  Bumblebee potrebbe aver cambiato completamente il film. La seconda scena eliminata è un po’ più sul lato comico, con Charlie ( Hailee Steinfeld ) che convince il suo fratellino Otis (Jason Drucker ) a lavare la sua nuova auto. Ma la sua eccitazione per la sua nuova cavalcata svanisce quando Bumblebee si rompe in mezzo alla strada, umiliandola di fronte a tutti i suoi compagni di classe.

 

Questa è una scena abbastanza irrilevante – abbiamo già molti momenti ispirati a John Hughes che mettono in scena Charlie in diverse situazioni imbarazzanti e, tagliandolo, passeremo meno tempo con il suo odioso fratello OtisBumblebee è ora disponibile su Digital HD e sarà disponibile su 4K Ultra HD, Blu-ray e DVD il 2 aprile 2019In fuga nell’anno 1987, Bumblebee trova rifugio in una discarica in una piccola città balneare della California. Charlie, alla vigilia dei suoi 18 anni sta cercando di trovare il suo posto nel mondo, fin quando trova casualmente Bumblebee, sfregiato dalla battaglia e rotto.

L’ apertura originale di  Bumblebee mostra Bumblebee che atterra sulla Terra e viene inseguito dai soldati del settore 7 tra cui l’ agente Burns interpretato da John Cena . Ma sembra che sia sulla Terra per una missione diversa da quella che ha nel film finale. Una voce molto più profonda, più aspra di quella di  Dylan O’Brien , “Ho finito con questa missione. L’umanità non vale la pena di essere salvata “, il che suggerisce che Bumblebee fu inviato sulla Terra per proteggere gli umani dagli invasori di Autobot. Mi piace l’idea che sia un rifugiato sul pianeta, in attesa che il resto della sua razza si unisca a lui, piuttosto che un involontario protettore. In fondo si adatta meglio alla personalità di Bumblebee e mantiene il film allegro e caloroso. Il regista  Travis Knight ha fatto una buona scelta nel cambiare questa scena d’apertura, a favore di un’altra che gli conferisce un tono più leggero, anche se sembra che sia stata realizzata tardi nella produzione, poichè questa scena ha già avuto il pieno trattamento VFX.

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Mouse Guard, Idris Elba si unisce a Andy Serkis nel cast

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Idris Elba è in trattative per unirsi a Andy Serkis e Thomas Brodi-Sangster nel film d’azione fantasy della Fox, Mouse Guard, con la regia di Wes Ball noto per aver diretto i vari capitoli di Maze Runner.

Fox sta pianificando un film live-action utilizzando un tipo di tecnologia già impiegata nei film Il pianeta delle scimmie, in cui Serkis ha recitato nel ruolo del capo scimmia Caesar. David Peterson ha creato, scritto e illustrato la serie Mouse Guard, lanciata nel 2006 e ambientata in un mondo medievale senza umani. Le storie si concentrano su una fratellanza di topi, i quali hanno prestato giuramento ai loro topi compagni di servirli sempre.

La Fox ha iniziato lo sviluppo del film, basato sulla serie di graphic novel Mouse Guard, nel 2016. Matt Reeves, regista de La guerra per il pianeta delle scimmie, sta producendo questo sesto progetto e la compagnia di produzione Idaho con Ross Richie e Stephen Christy, entrambi di Boom! Studios – l’editore di Mouse Guard. Joe Hartwick Jr. si sta occupando della produzione. Se l’accordo dovesse concludersi, Elba interpreterà  Celanawe, una figura eremita che vive da tempo fuori dalle abitazioni dei topi. Serkis interpreterà il malvagio fabbro Midnight e BrodieSangster interpreterà Lieam, uno dei membri più giovani della Guardia del Topo. La produzione dovrebbe iniziare nella tarda primavera.

Variety ha riferito all’inizio di questo mese che Elba era alla Warner Bros. per sostituire Will Smith nel ruolo di Deadshot nel sequel Suicide Squad. L’attore sarà il protagonista nella prossima serie di Netflix Turn Up Charlie e apparirà sul grande schermo per lo spinoff The Fast and the Furious, Hobbs and Shaw “al fianco di Dwayne Johnson e Jason Statham, oltre all’adattamento di Cats della Universal. La notizia è arrivata due giorni dopo che la 20th Century Fox ha annunciato l’accordo con la Walt Disney Co.

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