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Cinema

Cannes 2020 | Annunciata la selezione ufficiale del festival che non ci sarà

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Thierry Frémaux l’aveva detto ed è stato di parola, seppur la dichiarazione sia parso più uno sfoggio personale atto a celebrare il Festival del cinema per eccellenza – che di certo non aveva bisogno di superflui lustrini – che un effettiva risposta al forzato annullamento di Cannes 2020 a causa dell’epidemia di Covid-19. In ogni caso il delegato generale ha annunciato ieri, insieme al presidente del festival Pierre Lescure, la selezione di titoli che era stata prevista per l’edizione di quest’anno: film che potranno essere presentati o concorrere in altre kermesse (la grande rivale Venezia esclusa) o distribuiti direttamente in sala a patto di portare con loro il marchio Cannes. Un totale di 56 titoli – nessun italiano – annunciati senza la sezione nella quale avrebbero dovuto gareggiare, con ben quindici esordi e sedici produzioni a marchio femminile. Ma vediamo insieme una panoramica delle pellicole più interessanti che avrebbero dovuto originariamente vedere la prima luce delle sale sul suolo d’Oltralpe.

Da Wes Anderson a François Ozon

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The French dispatch

Il film più atteso dalla critica e dal pubblico era sicuramente The French Dispatch di Wes Anderson, pronto ad accompagnarci nelle dinamiche relazionali della sezione francese di quotidiano americano con il supporto di un cast delle grandissime occasioni (capitanato dai suoi feticci Bill Murray, Owen Wilson e Adrien Brody). Ma la lista di grandi autori è lunghissima, da François Ozon con il viaggio nostalgico in un’estate degli anni ’80 di Été 85 al “doppio” Steve McQueen con Mangrove and Lovers Rock – facenti parte di un progetto antologico per BBC Films -, da Thomas Vinterberg che in Druk – Another Round torna a collaborare col fido Mads Mikkelsen a Bruno Podalydès con Les Deux Alfred.

Leggi anche: Cannes 2019, i film e le star più attese in questo nuovo giro di Croisette

Dall’Oriente con furore

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Peninsula

Ma è soprattutto il cinema orientale a pagare il prezzo più alto: nell’edizione successiva al trionfo di Parasite (2019) erano molte infatti le proposte “con gli occhi a mandorla” pronte a caratterizzare le varie sezioni. Sia dal punto di vista più spettacolare, con Peninsula di Yeon Sang-ho – sequel dell’instant cult Train to Busan (2016) che avrebbe fatto saltare dalla sedia i critici più abbottonati, che da quello più intimista e crepuscolare: la lunga lista include i nuovi lavori di maestri/e conclamati quali Hong Sang-soo (con Heaven), Naomi Kawasi (True mothers), Im Sang-soo (Évent), oltre alla visione globale di Septet: The Story Of Hong Kong, che ripercorre la storia del cinema dell’ex colonia britannica attraverso lo sguardo di sette grandi registi come Ann Hui, Johnnie To, Tsui Hark, Sammo Hung, Yuen Woo-Ping, Patrick Tam e Ringo Lam.

Non manca l’animazione, con il nuovo atteso lavoro della Pixar ossia il Soul diretto da Pete Docter – recentemente autore dell’ottimo Inside out (2015) e l’ultimo film dello studio Ghibli firmato dal figlio d’arte Goro Miyazaki, il fantastico Aya and the Witch. Tra i debutti d’eccellenza dietro la macchina da presa citiamo il Failing di Viggo Mortensen: anche lui, come i suoi colleghi esordienti e meno famosi, avrebbe forse voluto vivere l’emozione della “prima volta” in maniera ben diversa.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

Cinema

Jeff Bridges annuncia sui social: “Ho un tumore”

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Il leggendario attore statunitense Jeff Bridges, oggi settantenne, ha affidato a Twitter un annuncio che ha lasciato sgomenti milioni di fan. 

L’annuncio di Jeff Bridges 

“Ho un linfoma”. Così Jeff Bridges ha dato la notizia della malattia con un tweet, in cui ha scritto che, anche se la malattia è grave, si sente fortunato “ad avere una grande squadra di medici” ad assisterlo e che la prognosi di guarigione è buona. L’attacco del tweet fa riferimento ad una celebre frase di “the Dude”, ovvero il Drugo del film Il grande Lebowski, interpretato da Bridges nel 1998 e considerato uno dei suoi personaggi più riusciti. L’attore, che ha vinto il premio Oscar nel 2010 per la sua interpretazione nel film Crazy Heart, ha detto che sta iniziando le cure e che terrà aggiornati i suoi fan sulle sue condizioni di salute.

Stile inconfondibile

In un secondo tweet Bridges ha poi detto di sentirsi “profondamente grato per l’amore e il sostegno” della sua famiglia e dei suoi amici. Ha ringraziato tutti per le loro preghiere e ha approfittato per invitare i suoi follower statunitensi ad andare a votare alle prossime elezioni presidenziali del 3 novembre, condividendo anche il link attraverso il quale registrarsi per poter votare.

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Static Shock | Michael B. Jordan produrrà il film alla DC & WB

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Dopo aver inizialmente annunciato il progetto durante l’evento DC Fandome nel mese di agosto, DC e Warner Bros hanno deciso di unire le loro forze per il film Static Shock puntando sul candidato agli Emmy Michael B. Jordan come produttore. Come riportato da The Hollywood Reporter, ormai l’accordo sembra essersi perfezionato con una bella firma di Jordan sul contratto.

Le dichiarazioni di Michael B. Jordan

“ Sono orgoglioso di essere parte della costruzione di un nuovo universo incentrato sui supereroi neri; la nostra comunità lo merita ” , ha detto Michael B. Jordan in una dichiarazione. “Outlier Society si impegna a dare vita a diversi contenuti di fumetti su tutte le piattaforme e siamo entusiasti di collaborare con Reggie e Warner Bros in questo primo passo.”

Jordan, che produrrà tramite il suo banner Outlier Society con sede alla Warner Bros, si unisce al candidato agli Emmy, agli Oscar e ai Golden Globe Reginald Hudlin nel progetto, che in precedenza aveva annunciato il suo sviluppo in studio ad agosto. Jordan’s Outlier sarà il principale responsabile creativo del film, con il grande fan dei fumetti Jordan che avrà l’opportunità di aiutare a sviluppare un franchise potenzialmente multipiattaforma attorno al supereroe DC Comics preferito.

Leggi anche: Senza rimorso, il teaser trailer con Michael B. Jordan

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Leggi anche: Michael B. Jordan e Denzel Washington nel film “Journal for Jordan”

Le origini di Static Shock

Static, alter ego Virgil Hawkins, ha fatto il suo debutto nell’omonimo fumetto omonimo nel 1993 dall’ormai defunto Milestone Comics, un editore fondato da scrittori e artisti neri che cercarono di creare uno spazio più inclusivo. In seguito ha trovato una celebrità più grande attraverso la serie animata Static Shock su Kids ‘WB, in cui è stato doppiato da Phil LaMarr e ha seguito la storia dell’adolescente protagonista che si trasforma in un supereroe dopo essere stato esposto a uno strano gas e ha ottenuto poteri elettromagnetici. Solo nel 2008 è riuscito a entrare dalla porta principale della DC Comics.

Oltre ad annunciare lo sviluppo del film all’evento, Hudlin ha rivelato al DC FanDome che l’editore di fumetti avrebbe rilanciato Milestone con lui ora partner dell’etichetta e al centro di tutto e che sta sviluppando un nuovo Static Shock digital fumetto che debutterà nel febbraio 2021, così come una graphic novel di Hudlin con disegni di Kyle Baker, anche se non è stata fissata una data di uscita per questo.

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The Social Network | Sorkin lavorerebbe al sequel ad una sola condizione

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Aaron Sorkin è tornato a parlare della possibilità di un sequel di The Social Network, il celebre biopic diretto nel 2010 da David Fincher, che racconta la nascita di Facebook ad opera di Mark Zuckerberg durante il suo soggiorno ad Harvard e che proprio di recente ha festeggiato i dieci anni dall’uscita in sala. 

Un sequel di The Social Network?

Il film, considerato da molte riviste specializzate uno dei migliori dell’ultimo decennio, spiccava anche grazie alla sceneggiatura perfetta di Sorkin (che per il suo lavoro vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale). Lo script si basava sulla biografia “The Accidental Billionaires” di Ben Mezrich: nel film, in particolare, Sorkin si concentrava sulle controversie legali nate tra i co-fondatori del celebre social network in seguito alla sua inaugurazione e al suo conseguente successo. 

La condizioni di Sorkin

In una recente intervista con Josh Horowitz, Aaron Sorkin ha parlato della possibilità di un sequel di The Social Network, anticipando che sia lui che il produttore Scott Rudin sarebbero entusiasti all’idea di realizzare un nuovo film. Tuttavia, lo sceneggiatore premio Oscar ha specificato che un sequel vedrà davvero la luce soltanto se David Fincher accettasse di tornare alla regia. “Mi piacerebbe vedere un sequel. E anche Rudin vorrebbe vederlo”, ha spiegato Sorkin. “Credo che anche il pubblico voglia vederlo, perché quello che abbiamo scoperto è il lato oscuro di Facebook. Voglio scrivere quel film? Sì, lo voglio. Ma lo scriverei soltanto se David accettasse di dirigerlo. Anche se Billy Wilder tornasse in vita e volesse dirigere il film, io accetterei comunque soltanto se fosse coinvolto anche David”.

L’attesa per Fincher

Ma Aaron Sorkin non è l’unico a volere un sequel di The Social Network. Già diverso tempo fa, Jesse Eisenberg, che fu nominato come miglior attore protagonista agli Oscar grazie alla sua interpretazione di Zuckerberg, aveva dichiarato a IndieWire che era disposto a tornare per un sequel del film e stava solo aspettando che arrivasse la telefonata da Fincher.

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