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Da Source Code a Edge of Tomorrow, il loop temporale al cinema

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loop

Quante volte abbiamo visto l’eroe o l’eroina di un film ripetere all’infinito lo stesso giorno per portare a termine una missione? Una sola risposta, almeno dieci. In occasione dell’uscita del nuovo attesissimo action movie di Tom Cruise, Edge of Tomorrow – Senza Domani vi proponiamo i dieci film più divertenti, affascinanti e rappresentativi del classico loop temporale cinematografico, vivi – muori – ripeti, per citare la frase di lancio del film di Doug Liman. Tratto dalla celebre light novel All You Need Is Kill di Hiroshi Sakurazaka Edge of Tomorrow (qui la recensione) racconta la storia del tenente colonnello William Cage (Tom Cruise), un funzionario dell’esercito che sprovvisto di qualsiasi esperienza di combattimento viene lanciato in una missione suicida contro i Mimics, una terribile razza aliena che ha invaso il pianeta Terra. Catapultato al centro dell’azione William muore pochi minuti dopo aver toccato il suolo ma improvvisamente si risveglia, a poche ore di distanza dalla missione contro i Mimics. Bloccato in un terribile loop temporale William diventa di volta in volta più forte, grazie anche alla soldatessa Rita Vrataski (Emily Blunt) delle Forze Speciali che aumenta le sue abilità nel combattimento. Ricordiamo insieme i dieci principali film che intrappolano i loro protagonisti in un infinito loop temporale dalle conseguenze impreviste.

1) RICOMINCIO DA CAPO: diretto da Harold Ramis nel 1993 Ricomincio da capo è la divertente storia di un meteorologo televisivo (Bill Murray) che, costretto a recarsi in Pennsylvania per fare un reportage sul Giorno della Marmotta, rimane intrappolato in un insopportabile loop temporale che lo costringe a vivere sempre lo stesso giorno.

2) FINAL DESTINATION: diretto da James Wong nel 2000 Final Destination racconta la storia di un gruppo di adolescenti statunitensi che saliti su un aereo per andare in gita a Parigi riescono a salvarsi dallo schianto del velivolo grazie ad una premonizione di Alex (Devon Sawa). Il giovane impedendo ad altri ragazzi di morire su quell’aereo ha infranto i piani della morte, che tornerà ancora più spietata per completare il suo terribile disegno.

3) SOURCE CODE: diretto nel 2011 da Duncan Jones Source Code racconta la storia di Colter (Jake Gyllenhaal), un soldato che, facendo parte di un programma governativo sperimentale per le investigazioni, si trova costretto a vivere e rivivere, attraverso la tecnologia, la tragedia di un treno fatto esplodere da una bomba.

4) THE BUTTERFLY EFFECT: diretto nel 2004 da Eric Bress e J. Mackye Gruber The Butterfly Effect narra le vicende di Evan (Ashton Kutcher), un ragazzo dotato di un potere particolare che gli permette di modificare eventi chiave accadutigli nel tempo e di vivere così diverse ipotesi della sua vita.

5) DEJA VU: CORSA CONTRO IL TEMPO: Diretto nel 2006 da Tony Scott Déjà vu è la storia dell’agente dell’ATF Doug Carlin (Denzel Washington) che attraverso un congegno spazio-temporale torna indietro nel tempo per prevenire un attentato ad un traghetto che ha ucciso 543 persone.

6) 50 VOLTE IL PRIMO BACIO: diretto nel 2004 da Peter Segal 50 volte il primo bacio racconta la storia di Henry Roth (Adam Sandler), un giovane veterinario che perde la testa per l’insegnante d’arte Lucy Whitmore (Drew Barrymore). Il loro primo appuntamento va a gonfie vele, ma il giorno seguente la ragazza non si ricorda più di lui a causa di una malattia cerebrale che le cancella di giorno in giorno tutti i ricordi. Così Henry è costretto a rivivere all’infinito il primo appuntamento con Lucy per non rinunciare mai al loro amore.

7) LOLA CORRE: Diretto nel 1998 da Tom Tykwer Lola corre racconta la storia della punk Lola (Franka Potente), costretta a trovare in venti minuti centomila marchi per salvare la vita del suo fidanzato. La sua corsa si ripete tre volte con esiti sempre diversi, talvolta felici, altre tragici.

8) PREMONITION: diretto nel 2007 da Mennan Yapo Premonition racconta la storia di Linda Hanson (Sandra Bullock), una giovane casalinga che in una giornata tipica della sua vita scopre che suo marito Jim (Julian McMahon) è morto durante un viaggio di lavoro. Linda è sconvolta, ma quando si risveglia il giorno seguente scopre che Jim non è ancora partito per il viaggio di affari. Semplice illusione o bizzarro loop temporale?

9) LE MORTI DI IAN STONE: diretto da Dario Piana nel 2008 Le morti di Ian Stone racconta la storia di Ian Stone (Mike Vogel), un ragazzo che conduce una vita normale fino al giorno in cui, aggredito da una creatura misteriosa, viene spinto sotto un treno. Muore (forse) e si risveglia in una nuova vita per essere nuovamente inseguito e ucciso in un loop che minaccia di diventare eterno.

10) IF ONLY: diretto nel 2004 da Gil Junger If Only racconta la storia d’amore di Samantha (Jennifer Love Hewitt) e Ian (Paul Nicholls), due giovani divisi da un tragico destino che uccide la ragazza in un incidente stradale. Distrutto dal dolore Ian si addormenta per risvegliarsi il giorno seguente accanto alla ragazza, ancora viva e vegeta. Ian ha una seconda possibilità per salvare Samantha, ma come tutte le cose, anche questa scelta avrà delle conseguenze.

The Edge of Tomorrow uscirà in tutte le sale italiane il 29 maggio 2014.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Cinema

Venezia 79: ATHENA, quattro fratelli un unico destino

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Athena è stato presentato il 2 settembre in concorso alla 79ª edizione del Festival di Venezia. Si tratta di una produzione interamente francese e verrà distribuito su Netflix dal 23 settembre. Racchiuso in appena 97 min, è diretto e in parte sceneggiato e prodotto dal regista francese classe ‘81 Romain Gavras.

Athena, di cosa parla?

Siamo in Francia, un ragazzo viene ucciso durante uno scontro a fuoco con la polizia, questo giovane uomo ha 3 fratelli e uno di loro decide di iniziare una rivolta anarchica al fine di trovare risposte e ottenere i nomi degli agenti coinvolti. Da qui un massacro su più fronti che vedrà una famiglia pian piano disgregarsi, in una lotta tanto interiore quanto pubblica.

Athena, la recensione

Un destino, degli ideali chiari e tanta voglia di vendetta all’interno di un contesto turbolento. Tre fratelli tormentati ognuno dai propri demoni interiori, ma uniti da un amore familiare indelebile, si battono in una cieca lotta, tanto concettuale quanto fisica, affrontando le circostanze in modi completamente differenti e rischiando tutto e senza margine di manovra.

Ostinata ricerca della verità o di una qualche forma di giustizia, questa è la ramificazione che Athena insegue fin da subito verso un finale inaspettatamente rivelatore, che tinge un war-urban movie di un retrogusto thriller.

Morte, lacrime e disperazione disegnano un accurato disordine, un caos costruito sull’attuazione di una legge personale, un proprio credo fatto di violenza e rivoluzione. La pellicola è fin da subito un turbinio adrenalinico di sequenze, una guerra a colpi di piani sequenza totalmente immersivi ed interminabili, impreziositi da performance attoriali sbalorditive.

Ad incorniciare questa intrigante struttura possiamo ammirare una regia salda, che con fermezza articola musiche, colori, giochi di ombre, fumo e luci che scandiscono un ritmo incessante attraverso schieramenti di oscurità e chiarore. Inquadrature che inseguono personaggi come a volerli rendere totalmente focus della scena, mostrandoceli di spalle nel loro intento di compiere azioni decise.

Un impianto sonoro essenziale e rallenty funzionali, vengono poi inseriti nei momenti più adatti, tra occhi spietati e sguardi impauriti che descrivono sapientemente gli attriti di una famiglia, unita dal sangue ma separata nei principi.

Una madre come unica risorsa, un punto comune utile a calmare tre uomini travolti dagli eventi, che finisce per regalare parallelismi attuali efficaci in un film colmo di potenziali riflessioni socio-politiche, non trascurabili. Difficile cambiare il proprio destino, quando il futuro lo scrivi col sangue. Scelte sbagliate portano a conseguenze catastrofiche ed è esattamente lo stesso effetto domino che si chiede allo spettatore con questo Athena.

L’escalation empatica costante porterà ad un finale commovente, responsabile di una profonda e intensa ricerca di sviluppo concreto che arriva a insidiarsi nella mente di chi guarda, pur essendo lontano da quelle realtà.

Rabbia e sconvolgimenti emotivi in un contesto irrimediabile, delineano una porzione di vita che ci viene raccontata partendo da un forte trauma, in cui si tenta (non sempre riuscendoci), di tutelare i rapporti umani come quelli civili. La rivolta che colpisce Athena diviene a un certo punto ingestibile e colpevoli da un lato le melodie e dall’altro le scelte registiche, questa vera e propria fortezza inaccessibile ma sotto assedio, richiama assonanze dell’immaginario comune.

Il Signore degli anelli in primo luogo è di certo un elemento istintivamente riconducibile quando vediamo il preludio dello scontro armato, mentre in parallelo giunge chiara e lampante l’associazione visiva a Cesare de Il pianeta delle scimmie osservando Karim e le dinamiche da leader che gli gravitano attorno.

Sorprendente infine nella sua conclusione, che innalza ancor di più il contesto narrativo portando succulente riflessioni da maturare, questo nuovo lavoro di Gavras può senza dubbio essere additato come uno dei prodotti più interessanti provenienti dalla nuova edizione del Festival di Venezia.

Deciso, feroce, violento ma al tempo stesso estremamente delicato, sa parlarci di attualità in un modo insolito, inscenando una guerra su più fronti che procede però in un’unica direzione.

Colmo d’amore, protezione e spirito fraterno, ci suggerisce che a volte i pregiudizi e le apparenze non sono gli elementi a cui dar fede, ancor di più nel mondo odierno fatto di false speranze, nascoste dietro una corteccia di spudorato dissenso.

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Zlatan | Da Malmö alla Juventus, l’ascesa di Ibrahimovic nel biopic tratto dal libro

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Sono le difficoltà incontrate da Zlatan Ibrahimovic, più che le sue vittorie sul campo da calcio, ad essere esplorate nel film tratto dall’autobiografia best-seller del campione svedese di origine slava (Io, Ibra, in Italia edito da Rizzoli). La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale alla 16esima Festa del Cinema di Roma.

Zlatan, diretto dallo svedese Jens Sjogren, titolo originale I am Zlatan ripreso dall’edizione internazionale del libro, è un racconto di formazione focalizzato principalmente sugli ostacoli incontrati lungo il cammino verso la gloria. Seguendo i primi passi della carriera dell’attuale asso del Milan, noto fuori dal campo per il carattere da duro e la forte autostima, il film ripercorre i suoi inizi da figlio di immigrati slavi nella periferia operaia di Malmö, fino al suo contratto con la Juventus, vero punto di svolta di una carriera che lo porterà a indossare le maglie anche di Inter, Barcellona, Milan, United e PSG.

Caduta e ascesa

Prima dell’ascesa c’è però una “caduta”. La pellicola inizia con Ibra già sotto contratto con il club olandese dell’Ajax. Il problema dell’attaccante è però nei numeri con pochi gol, che gli valgono l’etichetta di “immigrato pigro”. Il suo agente, Mino Raiola, lo convincerà a vendere la sua Porsche e a concentrarsi sui suoi allenamenti, perché all’orizzonte sembra esserci la vera prima grande chiamata, quella della Juventus

Viene difficile credere come il talento che giocava solo per sé, non passando mai la palla ai compagni e costringendo i suoi primi allenatori a tenerlo in panchina, oggi sia il leader indiscusso del suo Milan, anche se per adesso limitato al ruolo di “capo spogliatoio” secondo Tuttosport, visto l’infortunio che lo terrà fuori almeno fino agli inizi del 2023.

Alle origini di Ibra

Gli appassionati di calcio sanno per certo che Ibra, pur non potendo contribuire con gol e assist come un tempo, anche da bordocampo farà di tutto per trasmettere alla squadra la sua fame di vittorie per capovolgere l’inerzia di una gara, come testimoniato dalle telecamere fisse su di lui a San Siro. Il Milan che in queste prime giornate di Serie A è tra le quattro papabili per la vittoria, a giudicare dalle scommesse live su NetBet, subito dopo Juve e Inter, deve molto allo slancio motivazionale di Zlatan e solo continuando a guardare al film (o leggendo il libro) possiamo capire davvero come si forma il carattere impavido di Ibra. In particolare, attraverso il lungo flashback che parte dalle sue prime mosse sui campi da calcio a Malmö, si può comprendere tutta la forza interiore di questo campione. Poche persone credevano davvero in lui, ma Ibra non ha desistito e ha continua a salire di livello mostrando già doti fuori dal comune nella squadra della sua città.

Le guide che lo spronano

Nel frattempo sono due gli attori che si alternano nel ruolo per rendere realistica la crescita dello svedese, Bajraktari Andersson e Granit Rushiti. Con quest’ultimo torniamo alla quasi attualità e all’incontro con il potente direttore generale della Juve Luciano Moggi, poi, attraverso nuovi flashback veniamo di nuovo trasportati tra le periferie di Malmö, nelle case dei due genitori separati e al campo d’allenamento, tra gli echi della guerra dei Balcani e gli omaggi rimarcati a Muhammad Alì, fonte di ispirazione principale del dodici volte Guldbollen, o Pallone d’Oro svedese. Il focus si sposta sulla guida paterna: “Devi usare la critica come una forza trainante”, gli dice il padre Sefik per spronarlo a sfidare i suoi nemici, tirando sempre fuori il meglio di sé. Oggi forse Ibra non ha più bisogno di consigli e dal film capiamo meglio il perché.

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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