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I mille volti di Dwayne Johnson…non solo muscoli

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Conosciuto anche come The RockDwayne Douglas Johnson  è un attore, wrestler ed ex giocatore di football americano. Figlio e nipote d’arte, rispettivamente di due wrestler professionisti, Rocky Johnson e Peter Maivia ed è per questo che è stato definito “wrestler di terza generazione“. Lascia abbastanza dubbiosi che un uomo che si cimenti in quel genere di mestiere, possa imporsi come attore, ma noi siamo fermamente convinti che abbia meritato tutti i ruoli che gli sono stati affidati. Costantemente in bilico fra performances caricaturali e comiche, e altre più potenti ed estreme, Dwayne ha trovato fortuna ad Hollywood, sostenendo con disincanto ruoli di guerrieri accattivanti alla conquista di chissà quale terra…e in una maniera sublime. 

rock3Il suo primo ruolo da protagonista per un film fu Il Re Scorpione nel 2002. Poi Il Re Scorpione 2 – Il destino di un guerriero (The Scorpion King 2: Rise of a Warrior), che è un film d’azione direct-to-video del 2008, diretto da Russell MulcahyCi troviamo a tremila anni prima di Cristo a Gomorra, città ambiguamente evocativa, dove un tiranno intende compiere un vero e proprio genocidio per sete di potere. La sua forza deriva anche da un misterioso mago. L’unico che può opporsi a tale tragedia è Mathayus, cui dà volto e (soprattutto) corpo The Rock, il nuovo Schwarzenegger dai tratti hawayani. In questo caso non abbiamo una storia ambiziosa o particolarmente originale. Ma la passione messa da Dwayne Johnson in questo personaggio, che rappresenta il suo primo vero trampolino di lancio, è abbondantemente percepita. Caro Schwarzenegger, fatti più in là. Arriva The Rock, campione di wrestling di origini samoane, assai più giovane e simpatico del culturista austriaco. Dopo il suo exploit in “La Mummia 2” gli hanno cucito addosso questo “Re Scorpione che negli Stati Uniti ha riscosso un grande successo.  Punti di forza: la regia speedy di Chuck Russell, l’antichità mitica un po’ alla Conan, il gusto fumettistico imposto dagli autori de “La Mummia”. (…) Deserti insidiosi, palazzi reali, tempeste di sabbia, femmine discinte, città brulicanti. Non manca nulla: ma al posto del superoismo alla Milius, o delle oscurità care a Tolkien, c’è un susseguirsi di trovate e colpi di scena spesso assai efficaci. Anche se ogni film agli anabolizzanti richiama la battuta del vecchio Groucho Marx: “No grazie, non vedo film in cui l’eroe ha il petto più grosso dell’eroina”, le parole di Fabio Ferzetti, il 26 aprile 2002. 

Il primo vero ruolo di Dwayne Johnson, lontano dalla saga de La Mummia, è Il tesoro dell’Amazzonia che rappresenta sempre un gradino in più nella carriera di questo attore. Abbandonare una saga è sempre arduo, ma con questa pellicola Johnson è riuscito a dare un taglio netto al passato. In questo film fa una breve comparsa Arnold Schwarzenegger  nel ruolo del padrone di un locale notturno: proprio qui, nella scena iniziale, incrocia fugacemente The Rock dicendogli “Divertiti” 

A seguire ci imbattiamo in A testa altaun film del 2004 diretto da Kevin Bray, con protagonista il wrestler Johnson. Il film è il remake della pellicola del 1973 Un duro per la legge e ha a ricevuto recensioni perlopiù negative da parte della critica. Il sito Rotten Tomatoes dà al film un punteggio del 24% basandosi su 128 recensioni, con una valutazione media di 4.4/10. Nonostante le critiche però, il film è andato piuttosto bene al botteghino, incassando oltre 57 milioni di dollari contro un budget di 46 milioni di dollari. Il film trae ispirazione da una storia realmente accaduta, quella di Buford Hayse Pusser, uno sceriffo della contea di McNairy Tennessee, deceduto nel 1970 in un incidente stradale. Anche lo sceriffo Bufford Pusser fu un lottatore di wrestling, proprio come l’attore protagonista.

Nel primo ruolo drammatico, Dwayne Johnson si è dimostrato subito all’altezza. Parliamo di La Gang di GridironQuesta pellicola è ispirata alla vera storia di Sean Porter (Johnson), un assistente sociale che ha cercato di recuperare alcuni giovani detenuti in un riformatorio, creando una squadra di football. Sean Porter lavora come assistente sociale in un riformatorio di San Francisco che trabocca di giovani membri delle gang che hanno commesso dei crimini efferati, dalla rapina a mano armata all’omicidio. Un giorno Sean, frustrato nel vedere che dei ragazzi appena usciti dal riformatorio vengono uccisi, per dare un senso alla loro (e alla propria) vita, convince il direttore dell’istituto a creare una squadra di football che possa giocare il campionato giovanile. Dopo innumerevoli sforzi per creare la squadra e per farla gareggiare nel campionato, dopo una pesante sconfitta nella prima partita, il gruppo comincia a lavorare come una vera squadra, arrivando fino ai play-off. Però l’entrata nei play-off viene messa in dubbio per un tentato omicidio di un membro della squadra. Grazie all’aiuto di volontari della polizia, Sean riesce a far giocare la semifinale dei play-off contro la squadra che li aveva battuti la prima partita. Dopo un match storico , la squadra vince, ma è battuta in finale. Però la cosa più importante, come ripete Sean alla fine, è che i ragazzi ora sono dei vincenti. Nel finale Sean racconta la vita di tutti i giocatori del team: la maggior parte va a scuola, tre lavorano a tempo pieno, due giocano a football in un college e solo cinque rientrano nelle rispettive bande, due torneranno in prigione e uno verrà ucciso in una sparatoria. Per “Gridiron” si intende la “griglia”, cioè le righe che compongono il campo di football. 

Joe Kingman è un celebre campione di football che ha tutto quanto si possa desiderare: soldi, fama, successo, donne. Anche se a volte si sente solo, la sua vita trascorre tranquilla, fino all’arrivo di una bambina di otto anni che sostiene di essere sua figlia, nata da una precedente e brevissima relazione. La bambina rivoluzionerà la vita del padre, con conseguenze imprevedibili per tutti…Capita a tutti gli eroi dei film d’azione di provare l’esperienza della “commedia per famiglie”. Lo ritroviamo così alle prese con una pestifera bambina che, prevedibilmente, cambierà completamente la sua vita. The Game Plan, enorme successo di pubblico in America, fa seguire ad una prima parte improntata al divertimento e alla commedia, un secondo momento romantico e struggente, un piccolo dramma per arrivare ad un classico happy end. The Rock, che torna al football dopo il valido Gridiron Gang, film dopo film, dimostra di aver raggiunto una notevolissima padronanza della scena ed appare molto a suo agio in ruoli “quasi comici”. Cambio di gioco (The Game Plan) è una commedia del 2007 diretta da Andy Fickman. 

Spero ritroviate la via di casa“, recita il film L’acchiappadenti uscito il 13 gennaio in Australia e in diversi paesi del Sud America. La pellicola è stata distribuita nelle sale degli Stati Uniti dal 22 gennaio 2010. In Italia l’uscita è avvenuta l’11 giugno dello stesso anno. L’acchiappadenti (Tooth Fairy) è un film del 2010 diretto da Michael Lembeck. 

In questo caso non è il protagonista, ma la sua apparizione nel film lascia decisamente il segno e non solo sull’asfalto. I poliziotti di riserva (The Other Guys) è un film del 2010 diretto da Adam McKay. Nel cast, oltre ai protagonisti Will Ferrell e Mark Wahlberg, sono presenti anche Eva Mendes, Samuel L.JacksonDwayne Johnson e Michael KeatonIl detective Allen, revisore dei conti, ama trascorrere il tempo tra le scartoffie piuttosto che affrontare la vita di strada. Terry, un ragazzo dai modi un po’ ruvidi, è stato affiancato ad Allen come suo collaboratore. Allen e Terry ammirano i poliziotti più bravi della città ma, quando si presenta loro l’opportunità di prender parte alla squadra, le cose non vanno come previsto. 

Ancora tu! (You Again) è un film del 2010 diretto da Andy Fickman. Roger Ebert sul Chicago Sun-Times ha scritto che nel film le scene piacevoli e divertenti sono molto poche. Della stessa opinione è stato il New York Times, che ha inoltre spiegato come, allo stesso modo di molti altri film Disney, You Again “esalta i superficiali valori materiali, provando a camuffarli in un contenitore di veleno rivestito da diversi strati di zucchero e riconciliazioni strappalacrime”. Il Los Angeles Times e Usa Today hanno molto apprezzato l’interpretazione di Kyle Bornheimer, tra gli attori non protagonisti, definendola come una delle miglior cose apprezzabili nel film. The Reel Critic invece ha giudicato «fantastica» l’interpretazione di Kristen Bell nel ruolo di Marni, definendo brillante la chimica tra Jamie Lee Curtis e Sigourney Weayer e lamentando il poco spazio dato a Betty White.  

Probabilmente il miglior film di Michael Bay, in ogni caso una delle migliori e più folli interpretazioni di Dwayne Johnson, qui in grado di rubare la scena anche a Mark WahlbergPain & Gain – Muscoli e denaro (Pain & Gain) è un film del 2013. Bay rinviò svariate volte questo progetto in favore della serie di film di Transformersiniziata nel 2007 e terminata col terzo film nel 2011: “Volevo fare un piccolo film poco costoso come un cambio di rotta dopo Transformers 3“. Il film è ispirato ad una storia vera raccontata in una serie di articoli del Miami New Times nel 1999, scritta dal giornalista investigativo Pete Collins e raccontata nel libro pubblicato ad aprile 2013 da Collins intitolato Pain and Gain: This is a True Story. 

Fast & Furios (5, 6 e 7). Qui l’Agente Hobbs è sicuramente uno dei personaggi più cari al pubblico, presenza fissa della saga di Fast & Furious a partire dal quinto capitolo. Fast & Furious 5 (Fast Five) è un film del 2011 diretto da Justin Lin. È il quinto film della serie e segue in ordine cronologico Fast & Furious – Solo parti originali. Con un budget di 125 milioni di dollari, il film ne ha incassati 626.137.675. Le riprese di Fast & Furious 6, invece, sono state effettuate tra la Gran Bretagna e la Spagna. Nello stato iberico le riprese vengono fatte nell’isola di Tenerife, mentre nel Regno Unito le città in cui si svolgono le riprese sono varie, tra cui le più importanti sono Londra, Liverpool e Glasgow. Le riprese, iniziate nel mese di luglio del 2012 sono terminate nel dicembre dello stesso anno. Proprio negli ultimi giorni, la troupe si è spostata a Los Angeles, precisamente nella zona di Echo Park, nella quale si trova l’abitazione in cui viveva Dominic. Ricostruito il garage che appare nel primo film, sono state girate alcune scene, dove tutto è iniziato. Fast & Furious 7 (Furious 7) è un film del 2015 diretto da James Wan. È il settimo film della serie Fast & Furious ed è interpretato da Vin Diesel, Paul Walker, Tyrese Gibson, Dwayne Johnson, Michelle Rodrigue, Jordana Brewster, Lucas Black e Jason Statham. È inoltre il primo film della serie ambientato dopo le vicende di Fast & Furious: Tokyo Drift. Il film segna anche l’ultima apparizione cinematografica dell’attore Paul Walker, deceduto il 30 novembre 2013, quando le riprese del film erano ancora in corso. 

rock4Per concludere, San Andreas in cui Dwayne Johnson è un pilota della sezione speciale salvataggi che cercherà disperatamente la figlia scomparsa nel “più grande terremoto di tutti i tempi” ossia il “Big One”. Prodotto dalla New Line, il film è diretto da Brad Peyton, meglio noto come il regista di Viaggio nell’isola misteriosaQuello che colpisce molto di questo blockbuster da 100 milioni di dollari di budget, che dovrà provare la capacità di Peyton nel fare il salto di qualità dalle sue produzioni precedenti, è il rapporto di forza tra il muscle man The Rock e una furia distruttrice geologica contro cui i suoi muscoli possono francamente poco. È un film che potrebbe dividere molto: chi forse avrebbe voluto The Rock più forte e chi amerà The Rock così fragile. È un trionfo dell’etica middle-class. San Andreas racconta il terremoto di maggiore magnitudo mai successo nella storia conosciuta. Uno sciame sismico lungo una faglia mai rilevata in precedenza, nei pressi della diga di Hoover del Nevada, attraversa il confine per attivare la famosa Faglia di Sant’Andrea in California, che deflagra in una enorme scossa scuotendo Los Angeles fino alle sue fondamenta. Ma non si ferma lì. L’onda d’urto viaggia lungo tutta la sua linea, innescando un effetto a catena di caos e distruzione fino ad arrivare a San Francisco. Dwayne Johnson interpreta Ray, il personaggio intorno al quale ruota tutta la storia, pilota di elicottero della squadra di soccorso dei pompieri di Los Angeles, il quale si imbarca in una missione altamente personale quando il disastro ha inizio, ripromettendosi di portare in salvo la sua ex moglie e la loro figlia nel bel mezzo dell’escalation di eventi disastrosi. 

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Il Signore degli anelli: Il ritorno del fantasy più amato di sempre

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Sono passati poco più di vent’anni da quando il primo film di questa epica trilogia fantasy è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trovando un posto nel cuore di tutti gli appassionati di mondi fantastici abitati da creature e razze di ogni tipo. 

Dopo un silenzio che dura da un bel po’ di anni, precisamente dal 2014, data in cui uscì l’ultimo film della trilogia Lo Hobbit, il mondo che J.R.R. Tolkien ha creato torna nuovamente a trasportarci nella magica Arda o Terra di Mezzo che a dir si voglia, ma questa volta non lo farà sui grandi schermi del cinema, bensì sul nostro televisore, computer o cellulare. 

Il nuovo Signore degli Anelli infatti non sarà un lungometraggio, ma una vera e propria serie che verrà inserita nel catalogo di Amazon Prime Video. 

Una serie con un arduo compito 

Come sappiamo bene, l’universo fantasy creato dal noto scrittore è tuttora fonte di ispirazione per numerose storie, basti pensare ai vari film, fumetti e, in particolare, ai videogiochi come Dragon’s Crown e Skyrim. Molti titoli videoludici, alcuni anche molto apprezzati, sono ambientati proprio nella Terra di Mezzo, mentre è possibile scaricare giochi come Throne: Kingdom at War che si ispirano parecchio alle epiche battaglie, alle grandi città e ai fitti boschi verdi, pieni di misteri e creature inimmaginabili. 

Con questa incredibile base, anche un solo passo falso potrebbe essere un enorme problema, quindi ecco cosa bisogna aspettarsi dalla serie in uscita il 2 Settembre di quest’anno. 

Coerenza 

L’universo che Tolkien ha creato è immenso e gestirlo all’interno di un’opera potrebbe rivelarsi un’impresa non da poco. 

La storia del mondo di Arda è piena di eventi particolari avvenuti in una linea temporale veramente lunga, la serie si basa in particolare sugli eventi accaduti nella seconda era. Trovare alcuni dei personaggi della prima trilogia in una serie ambientata nella Terra di Mezzo del passato, potrebbe far (giustamente) infuriare i fan più accaniti.

Source: Pexels 
Fedeltà 

Le caratteristiche delle razze, l’architettura, la fauna e la flora, i personaggi più importanti, tutto deve essere il più possibile fedele all’universo narrativo. Il trailer della serie mostra delle immagini promettenti: grandi ambienti come le città o i boschi sembrano simili a quelli presenti nella prima trilogia di Peter Jackson, così come altri particolari come per esempio le armature.

Effetti speciali 

Nonostante il peso degli anni si faccia sentire, La Compagnia dell’Anello mostra degli splendidi effetti speciali. Per fare un esempio, il Balrog è tutt’oggi una delle creature più belle realizzate in CGI (Computer-generated imagery). Anche sotto questo aspetto, sembra che la serie mostrerà i suoi muscoli con una computer grafica di tutto rispetto. 

Per quanto riguarda la trama, dovremmo avere una storia fantasy avvincente, anche se bisognerà vedere come verrà raccontata allo spettatore. Il trailer mostra avventura, grandi battaglie e tanti altri elementi che potrebbero tenerci incollati allo schermo. 

Le premesse per un’ottima serie ci sono tutte, quindi possiamo solo attendere il 2 Settembre con ansia, magari leggendo un libro o giocando a un titolo ispirati alle storie della Terra di Mezzo. 

Fonte: Pexels 

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Eduardo Scarpetta | vita e carriera del ‘Golden Boy’ del cinema italiano

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È proprio il caso di dire: E adesso ride lui. Tra gli attori più amati da pubblico e critica, il partenopeo Eduardo Scarpetta, sta raccogliendo un successo dietro l’altro. Diviso tra il mondo del cinema e delle serie tv, questo giovane attore – come l’ho soprannominato io – ‘Golden Boy’, dal nome e cognome assai noto nella storia del teatro italiano è stato tra i protagonisti dell’ultima edizione dei David di Donatello 2022.

Vincitore dell’ambita statuetta come miglior attore non protagonista nel film Qui rido io di Mario Martone, Eduardo è riuscito a conquistare l’Accademia per il ruolo di Vincenzo Scarpetta. Ma dietro questo volto da scugnizzo napoletano, dagli occhi grandi, brillanti e dal sorriso smagliante cosa si nasconde? Continuate a leggere per scoprire alcune curiosità che lo riguardano tra passato, presente e futuro.

Eduardo Scarpetta | Una bigliettino da visita importante

Affermare il proprio nome nel mondo dello spettacolo, teatro o cinema che sia, non è mai un’impresa facile. Discorso valido soprattutto quando si possiede un nome e un cognome che porta alla mente, uno degli uomini più talentuosi del mondo dello spettacolo italiano. Come un’arma a doppio taglio per tutti gli artisti d’arte come in questo caso, affermarsi in campi nei quali padri e nonni hanno lasciato il segno, può rivelarsi più arduo del previsto.

Eduardo Scarpetta per quanto abbia una nome così pesante, ha dimostrato di avere il talento nelle vene, oltre al sangue di uno dei commediografi più popolari, amati e discussi del teatro della metà dell ‘800. A tal proposito vorrei recuperare una dichiarazione rilasciata dall’attore in una recente intervista: «Provenire da una famiglia come gli Scarpetta mi ha dato consapevolezza e senso di responsabilità

Mario Scarpetta e il figlio Eduardo

Chi è Eduardo Scarpetta?

Il giovane Eduardo Scarpetta è nato a Napoli il 14 aprile 1993, figlio dell’attore Mario Scarpetta (figlio di Vincenzo Scarpetta) e dell’attrice Maria Basile. Come accadde per il padre, anche Eduardo debuttò a teatro all’età di 9 anni insieme ai genitori con lo spettacolo Felicello e Felicella. L’occasione furono i 150 anni del trisavolo Eduardo, prendendo parte a 8 repliche, rendendolo il bambino più felice del mondo non solo per aver guadagnato i primi 100€ della sua vita, ma per aver recitato per la prima volta.

Dopo aver frequentato il liceo classico, riuscì ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, alternando le lezioni, al lavoro di barista e ai provini come attore. Nonostante il suo nome, Scarpetta non si risparmiò in nulla, facendo la famosa gavetta, come comparsa per il cinema e la televisione.

Nel 2016 prende parte al film Pericle – il nero diretto da Stefano Mordini, con il ruolo di Ciro, autista di Pericle mandato da Don Luigino e presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Un Certain Regard.

Eduardo Scarpetta | diviso tra il cinema e il calcio

L’amato papà Mario, scomparso prematuramente nel 2004, oltre a sostenere il figlio come attore, amava assecondarlo nella sua seconda passione: il calcio. Tra gli 8 e i 10 anni, il piccolo Eduardo li ha trascorsi sul campo, allenandosi assiduamente a parare i rigori calciati dal padre. La scomparsa di Mario, lo ha portato a riflettere e a portarlo a un passo dal diventare calciatore professionista. Sfortunatamente per lui, all’età di 15 anni a causa di un brutto infortunio, si è reso conto di avere la scogliosi, procurandogli forti dolori alla schiena.

Tuttavia questa rivelazione, lo porterà a praticare nuoto e trekking, dedicando anima e corpo all’arte della recitazione.

Eduardo Scarpetta nei panni di Renato Carosone

Eduardo Scarpetta | i primi ruoli tra cinema e serie tv

Il 2018 è l’anno della sua svolta come attore cinematografico e seriale. Ben presto arriva la prima grande occasione della sua carriera grazie al regista Mario Marton, amico di famiglia, che lo sceglie per il ruolo del capraio nel film Capri – Revolution. Un ruolo che lo portò a dedicare molte ore di studio, non solo del copione ma anche delle abitudini delle capre.

E poi, con il primo ruolo da protagonista nella serie Carosello Carosone, diretta da Lucio Pellegrini trasmessa su Rai Uno. Incentrata sulla vita del celebre cantante napoletano, Renato Carosone, noto al pubblico per successi discografici come Tu vuò fa l’americano, in occasione del centenario dalla sua nascita.

Continua senza sosta il suo percorso nel mondo delle serie tv, con il successo mondiale L’amica geniale, sempre nel 2018 fino all’ultima stagione, andata in onda qualche mese fa. Tratta dal bestseller scritto da Elena Ferrante e diretto da Saverio Costanzo, Scarpetta interpreta il ruolo di Pasquale Peluso, primogenito di Alfredo e Giuseppina, molto amico di Lila e Lenù nelle prime due stagioni. Nella terza serie, il suo personaggio subirà un cambiamento importante, risultando pericoloso a causa dei suoi ideali politici, andando contro i fascisti e la sua amica di infanzia Lenù.

E nel 2020 interpreta il ruolo di un ragazzo punk nel film La tristezza ha il sonno leggero diretto da Marco Mario De Notaris.

Eduardo Scarpetta | il primo grande riconoscimento

Nel 2021, Scarpetta viene scelto nuovamente da Mario Martone per portare sul grande schermo il film diretto Qui rido io. Un lungometraggio molto caro all’attore, visto l’argomento trattato: la storia della sua famiglia. Il capocomico Eduardo Scarpetta (Toni Servillo) è il capofamiglia e padre dell’adolescente Vincenzo Scarpetta (Eduardo Scarpetta) e dei figli illegittimi Eduardo De Filippo, Titina De Filippo e Peppino De Filippo.

Al centro della vicenda il processo mosso dalla SIAE per volere del poeta Gabriele D’Annunzio, per aver portato a teatro la parodia de La Figlia di Iorio. Paradossalmente questa grave accusa, vedrà sancito per la prima volta il ‘Diritto d’Autore’ in Italia, con lo scopo di legittimare tutte le parodie, che andarono ad arricchire la storia del teatro italiano.

Interpretare uno dei membri della sua famiglia di origine, oltre a rappresentare un orgoglio personale, gli è valso anche il primo David di Donatello come miglior attore non protagonista. Il discorso di ringraziamento, tra incredulità e commozione è stato dedicato al regista e alla sua famiglia per averlo sempre sostenuto.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti | la recensione dei primi due episodi della serie su Disney+

Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

Il discorso di Eduardo Scarpetta ai David di Donatello 2022

«Mario mi disse che tutto nacque perché aveva ritrovato il manoscritto originale di “Qui rido io” che scrisse Eduardo Scarpetta e che mio padre Mario ha consegnato a lui, credo venticinque anni fa. Quindi oltre a essere dedicato a Mario (Martone) è dedicato a un altro Mario, che è mio padre che ho perso a 11 anni e mezzo. A Mario a chi mi ha votato, a mia mamma che è a casa e che mi sta guardando, a mia sorella che è seduta lì. Evviva il cinema, tanta merda a tutti gli altri e grazie ancora

In realtà, come lo stesso Eduardo ha ammesso durante una recente intervista, il manoscritto consegnato dal padre al regista non fu Qui rido io, ma quello de La figlia di Iorio. Una piccola défaillance assolutamente giustificabile vista la grande emozione di ricevere per la prima volta un premio così importante, alla sua prima candidatura.

Leggi anche: Le Fate Ignoranti – La serie | la conferenza stampa con il cast e il regista

Eduardo Scarpetta nei panni di Michele ne Le Fate Ignoranti – la serie

I prossimi lavori di Eduardo Scarpetta

Reduce dal grande successo di pubblico (e di streaming) per Le Fate Ignoranti – La serie diretta da Ferzan Ozpetek per Disney+, l’ attore napoletano è riuscito a conquistare il pubblico nel ruolo di Michele. Amante di Massimo (marito dell’ignara Antonia) e cuore del gruppo delle Fate di Via Ostiense, Scarpetta spera con tutto il cuore che si possa realizzare una seconda stagione, presto o tardi.

Il film La donna per me diretto da Marco Martani, vede nel ruolo di protagonista Andrea (Andrea Arcangeli) alla vigilia del suo matrimonio con la bella Laura (Alessandra Mastronardi). Il futuro sposo incredibilmente, resta bloccato in un loop temporale, che lo vede vivere in diverse realtà, lo stesso giorno. Eduardo Scarpetta interpreta il ruolo di Giulio, colui che metterà la pulce nell’orecchio di Andrea su ciò che sta per compiere nella sua vita.

I protagonisti della serie Lidia Poët

In fase di post produzione per Netflix, c’è la serie Lidia Poët, diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Ambientata alla fine dell’Ottocento a Torino, narra la vicenda di Lidia (Matilda De Angelis), una donna che lottò con tutta se stessa per ribaltare un’ ingiusta sentenza della Corte. Una decisione che la riguardava da vicino, visto che le impediva di esercitare la professione di avvocato a causa del suo genere. Grazie al fratello Enrico (Pier Luigi Pasino), impiegato in uno studio legale e Jacopo (Eduardo Scarpetta), giornalista e cognato di Lidia, riusciranno a scoprire alcuni segreti che potrebbero cambiare le carte in tavola.

Al momento è impegnato sul set di un film insieme alla nostra Monica Bellucci e all’attrice australiana Tony Collette, la quale si è congratulata con Eduardo per il David vinto qualche sera fa. Tutti e tre sono i protagonisti di un progetto internazionale, a metà tra una commedia e un action movie.

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Cinema

Il Giorno della Memoria: 10 film da vedere, ma non i soliti

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Oggi è il Giorno della Memoria e, per l’occasione, vogliamo consigliarvi 10 film da vedere, tralasciando i soliti titoli che vengono fuori in questo giorno. La Vita è Bella o Schlinder’s List sicuramente sono dei capolavori indiscussi, però ci sono altri film degni di nota che vale la pena recuperare.

Abbiamo selezionato film di vario genere, dalla commedia al dramma, dall’animazione al film musicale. Nel video qui sotto potete scoprire i film che abbiamo scelto che raccontano il periodo della Seconda Guerra Mondiale, dell’olocausto, degli ebrei, della shoah e di una pagina di storia terribile che è bene ricordare ogni anno.

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