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Kevin Spacey, 5 ruoli comedy da ricordare

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Kevin Spacey è sicuramente uno degli attori di Hollywood più apprezzato di sempre; guadagnatosi la fama grazie a pellicole come I Soliti Sospetti del 1995 che gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista, American Beauty del 2000 che gli permise di vincere l’Oscar come miglior attore protagonista, nel 2013 ha anche dimostrato il suo talento nella serie tv House of Cards – Gli Intigri del Poteregrazie alla quale ha vinto un Golden Globe. Ciò che accomuna tutte queste pellicole è il genere drammatico-thriller, ma ciò che esalta maggiormente Kevin Spacey come attore è la sua versatilità e capacità di partecipare anche a commedie con un successo più o meno eguale.

Proprio in attesa dell’uscita al cinema del film Vita da Gatto, nel quale Kevin Spacey da uomo d’affari miliardario un po’ troppo cinico si ritrova intrappolato nel corpo di un gatto siberiano, permettendogli questa esperienza di comprendere ancora meglio le ragioni della moglie e della figlia che da sempre desiderava avere un gattino, stiliamo una classifica dei ruoli più esilaranti mai messi in scena da Kevin Spacey.

kevin spacey film

5. K-Pax – Da un altro Mondo

Anche se non può definirsi una commedia fino in fondo, in questa pellicola Kevin Spacey interpreta un presunto alieno che viene rinchiuso all’interno di un manicomio per i suoi atteggiamenti molto strani, e anche perché afferma di venire da un pianeta situato nella costellazione della Lira. È molto interessante notare come il giudizio dei medici e di coloro che gli stanno vicino durante il ricovero sia destinato a cambiare quando notano particolari capacità dell’ “alieno” Prot che riesce a vedere i reggi ultravioletti (invisibili all’occhio umano) e supera alcuni test astrofisici molto complessi. La trama è destinata a cambiare i toni quando il medico che lo cura,il Dott. Powell inizia ad indagare per scoprire la vera identità di Prot.

4. Fred Claus – Un Fratello sotto l’albero

Una di quelle commedie che non può mancare durante il periodo natalizio (naturalmente insieme a Una Poltrona per Due), in questa pellicola i protagonisti sono Paul Giamatti nella parte di Babbo Natale e Vince Vaughn che interpreta suo fratello che vive di piccoli crimini ed è principalmente un fannullone. Potrà sembrarvi strano, ma anche Kevin Spacey ha preso parte a questo film nella parte dell’ispettore Clyde. Nel momento in cui Babbo Natale si decide a dare l’opportunità al fratello di dimostrare di essere buono e generoso, iniziano i guai proprio perché il carattere esuberante del fratello rischia di collidere con gli interessi dell’ ”ispettore per l’abolizione del natale.”

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3. Professione Inventore

In questa commedia Kevin Spacey interpreta un uomo da affari, Robert Axle, che è riuscito a costruirsi un impero multimiliardario. In realtà Robert non è un vero e proprio inventore, ma le sue invenzioni vengono fuori dall’unione di oggetti già esistenti sul mercato. Un giorno decide di unire una panca per addominali ad un telecomando, e l’invenzione si rivela un disastro quando coloro che la usano rimangono vittime di mutilazioni agli arti. Con la condanna per “indifferenza depravata verso la vita umana” perde tutto il suo impero insieme agli affetti familiari. Dopo 10 anni esce di prigione e, grazie alla maturità raggiunta a causa degli errori commessi in passato, decide di ricucire il rapporto con la figlia e trovare l’affare che gli permetterà di ricostruirsi l’impero.

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2. Come Ammazzare il Capo… e Vivere Felici

Dal regista Seth Gordon, che ricordiamo per il film Tutti Insieme Inevitabilmente, nasce l’idea di questa commedia esilarante che vede tre impiegati infelici che un giorno decidono di uccidere i propri datori di lavoro (si spera non abbia fatto venir in mente nessuna strana idea a tutti gli impiegati infelici del mondo). Il cast può contare di personalità importanti come Jennifer Aniston, Jason Bateman, Jamie Foxx, Colin Farrell e , naturalmente, Kevin Spacey. In questo film Spacey impersonifica un Horrible Boss (capo orribile) che non riesce a trattenersi dal ridere sonoramente davanti a tutti quando il suo impiegato gli confida che chiama sua nonna “bismamma”, nonostante l’impiegato non fosse riuscito a partecipare al funerale della nonna a causa del troppo lavoro. Successivamente si scoprirà che Spacey non è solo un capo orribile, ma nasconde altri dettagli della sua personalità ben più terribili.

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1. Come Ammazzare il Capo 2

Per il sequel abbiamo un cambio in cabina di regia che viene affidata a Sean Anders. Anche nel secondo capitolo della saga si decise di inserire Kevin Spacey proprio perché era tanto piaciuto nel primo film. In questo caso si vede per molto meno tempo,infatti il suo personaggio si trova in galera proprio per i fatti accaduti nel film precedente,ma quando i tre protagonisti si recano da lui per chiedere un consiglio su come ostacolare i piani del loro nemico,preferisce lasciarsi andare nuovamente ad una sonora risata per i drammi di coloro che hanno causato la sua detenzione,piuttosto che aiutarli e in cambio avere una testimonianza favorevole che gli permetterebbe di ottenere gli arresti domiciliari.

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Cinema

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, rilasciata una nuova interessante featurette

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Milioni e milioni di fan sparsi in tutto il mondo, non vedono l’ora di tornare nel mondo della magia con il secondo capitolo di Animali Fantastici. Warner Bros. Pictures ha deciso di rilasciare una nuovissima featurette in vista dell’imminente uscita nelle sale del sequel fantasy  Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. All’interno della clip potrete ascoltare le interviste all’autrice JK Rowling e ad alcuni componenti del cast che parlano di Johnny Depp e dei personaggi di Ezra Miller rispettivamente come Grindelwald e Credence .

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald è la seconda delle cinque nuove avventure nel mondo magico ideato e scritto da JK Rowling. Il film vedrà nuovamente la partecipazione di Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamandar e di Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. Altri grandi nomi sono quelli di Claudia Kim, Zoe Kravitz, Callum Turner, con Jude Law nei panni di Silente e Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald.

Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald

Come molti di voi ricorderanno, alla fine del primo film, il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Depp) era stato catturato dal MACUSA (Magical Congress of the United States of America), con l’aiuto di Newt Scamander (Redmayne). Ma, facendo leva sulla sua minaccia, Grindelwald era riuscito a sfuggito alla custodia con l’intento di iniziare a radunare diversi seguaci, il punto centrale della sua agenda: portare al potere i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non-magici.
Nel tentativo di contrastare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Law) arruola il suo ex studente Newt Scamander, che accetta di aiutare, ignaro dei pericoli che lo attenderanno. Le linee guida da seguire ovviamente sono quelle dell’amore e della lealtà, anche tra gli amici e la famiglia più veri, in un mondo magico sempre più diviso.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald  è stato diretto da David Yates, ideato da una sceneggiatura di JK Rowling e prodotto da David Heyman, JK Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald arriverà nelle sale italiane il 16 novembre 2018.

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Guida tv

Stasera in tv: i film da non perdere il 26 settembre

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io che amo solo te

Se la vostra serata prevede divano e popcorn siete nel posto giusto. Per evitare di perdere tempo facendo zapping senza sapere cosa vedere, ecco alcuni consigli per scegliere un film tra quelli previsti stasera in tv per questo 26 settembre.

Film in tv 26 settembre 2018

1) Io che amo solo te in onda su Rai 1 alle 21.25 di Marco Ponti con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Maria Pia Calzone, Eugenio Franceschini, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Eva Riccobono, Dario Bandiera, Enzo Salvi, Dino Abbrescia, Alessandra Amoroso.

Trama: Polignano a Mare. Ninella, una vedova 50enne considerata la più bella sarta del paese, è da sempre innamorata di don Mimi’, ma non ha mai potuto coronare il suo sogno d’amore con lui. Il destino, però, le riserva una sorpresa inaspettata: sua figlia Chiara, infatti, sposerà Damiano, proprio il figlio di don Mimi’. Il matrimonio tra i due ragazzi, vero e proprio evento nell’arroccato paesino, richiederà una lunga ed estenuante preparazione supervisionata dalla “First Lady”, moglie di Mimi’ e futura suocera di Chiara, a cui risulterà tutt’altro che semplice tenere tutto sotto controllo. Soprattutto suo marito…

2) Cars 2 in onda su Rai 2 alle 21.20 di Brad Lewis, John Lasseter.

Trama: Saetta McQueen insieme al suo amico Cricchetto partecipa a una corsa automobilistica indetta per promuovere un tipo di carburante ecologico. Alcune auto russe cercano di screditare il nuovo carburante, ma l’agente McMissile e Holley Shiftewell sono sulle loro tracce.

Cars 2

Cars 2

3) Nel centro del mirino onda su Rai Movie alle 21.10 di Wolfgang Petersen con Clint Eastwood, John Malkovich, Rene Russo, Dylan McDermott.

Trama: Dal giorno in cui hanno ucciso Kennedy a Dallas, Frank Horrigan, un agente dei servizi segreti degli Stati Uniti, non si è più ripreso. Oggi Horrigan è a un passo dalla pensione ma è ancora li’ a badare alla sicurezza dell’attuale Presidente. Un giorno inizia a farsi vivo un aspirante attentatore. L’uomo si fa chiamare Booth – come l’assassino di Abramo Lincoln – e dimostra di essere al corrente delle ossessioni di Horrigan. Inizia cosi’ un duello a distanza tra il misterioso personaggio e l’agente.

4) Caccia a Ottobre Rosso in onda su La 7 alle 21.15 di John McTiernan con Sean Connery, Scott Glenn, Alec Baldwin, Joss Ackland, Tim Curry.

Trama: Nel 1984, Ottobre Rosso, il più sofisticato sottomarino atomico dell’Urss, parte per una missione di cui gli americani riescono a decifrare il significato. Finche’ Jack Ryan, della CIA, intuisce che il comandante Ramius intende disertare e consegnare il sommergibile agli americani. Ma anche i sovietici hanno intuito il progetto e si mettono sulle tracce di Ottobre Rosso per distruggerlo. Ryan si fa calare con un elicottero nell’unita’ subacquea Dallas, comandata da Bart Mancuso, e l’inseguimento comincia. Ramius però è troppo bravo per farsi prendere.

Caccia a Ottobre Rosso

Caccia a Ottobre Rosso

5) 58 minuti per morire – Die Harder in onda su Iris alle 21.00 di Renny Harlin con Bruce Willis, Bonnie Bedelia, Franco Nero, William Sadler.

Trama: Il tenente di polizia John McClane si reca all’aeroporto ad aspettare la moglie. Ma l’aeroporto viene “sequestrato” da un gruppo di terroristi, capeggiati da un ex ufficiale dei corpi speciali, che non esita ad abbattere un aereo pieno di passeggeri per perseguire il suo scopo: fare atterrare e prelevare, salvandolo cosi’ dal meritato processo, un dittatore sudamericano. McClane risolve la situazione.

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Cinema

Venezia 75, perché ROMA di Alfonso Cuarón ha vinto il Leone d’Oro

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Alla fine il Leone d’oro della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è andato al film che tutti (critica e pubblico del festival) consideravano il più quotato: Roma di Alfonso Cuarón. Non c’è quindi alcuna dietrologia che tenga: la decisione della giuria presieduta da Guillermo Del Toro non deve essere letta alla luce del dibattito su Netflix (c’è chi parla di scelta simbolica nel premiare un film prodotto dal colosso americano) né alla luce della decennale amicizia che lega i due registi messicani.

Persino la qualità effettiva del film (che non è in discussione) ricopre una importanza marginale nelle logiche festivaliere, nonostante quello di Cuarón venisse considerato da molti non solo il film con più possibilità di vincere ma anche il più bel film in concorso, cosa non affatto banale. Ogni premio assegnato dalla giuria è frutto di un lavoro di continua mediazione, che è la ragione per la quale dai palmarès dei festival più rinomati vengono storicamente esclusi i film più controversi ed audaci (è successo anche quest’anno a Venezia con Killing di Shin’ya Tsukamoto, un’opera senza dubbio bellissima ma complessa e di difficile accesso). 

Roma è invece un film poco spendibile commercialmente (in un concorso invece molto improntato al mainstream) perché denso e sofisticato, ma allo stesso tempo abbastanza classico (le citazioni a Federico Fellini si sprecano) da riuscire ad incontrare il gusto di tutti i giurati. Non fatichiamo quindi a credere alle parole di Del Toro, il quale ha dichiarato che la decisione di assegnare il Leone d’oro al film di Cuarón è stata presa all’unanimità con nove voti a favore e zero contrari. Quello del regista messicano è un amarcord che rielabora fatti della sua biografia ed avvenimenti storici in una epopea personale che è tanto reale quanto idealistica. Le vicende di una famiglia medioborghese si intrecciano con quelle della domestica messicana che si prende cura di loro (e che a sua volta sarà accudita nei momenti di difficoltà dalla “padrona di casa”) in una visione interclassista della società (sperata e non realistica) non così diversa da quella che già emergeva in Y tu mamá también. 

Nell’assegnazione dei premi, la giuria di Venezia 75 non ha nascosto la volontà di veicolare un messaggio sociale attraverso le proprie decisioni, come testimoniano i riconoscimenti assegnati a The Nightingale, film per nulla memorabile ma dalla chiara connotazione politica e femminista. Anche in questa ottica il film di Cuarón sembra essere la scelta migliore: come già in Gravity, anche nel suo nuovo lavoro il cineasta messicano rende evidente la propria predilezione verso il genere femminile, il solo in grado di accudire e proteggere, che in ogni modo deve difendersi da quello maschile, distruttivo e mai in grado di unire ma solo di dividere. Se è vero infatti che il concorso di Venezia è stato caratterizzato dalla quasi totale assenza di registe (solo una donna in concorso, Jennifer Kent, l’autrice di The Nightingale, appunto) è anche impossibile non accorgersi dei tanti film in programma in grado di parlare di donne sia direttamente (The Favourite, altro grande trionfatore) che indirettamente (The Sisters Brothers, con un cast tutto maschile ma in cui lo stereotipo della virilità viene deriso e ribaltato). 

Paradossalmente quest’anno il film vincitore della Mostra del Cinema rischia di non arrivare in sala o di arrivarci solo per un passaggio fugace (che poi è quello che è avvenuto, per ragioni differenti, con tanti altri Leoni d’oro degli anni passati). Eppure il film di Cuarón, con lunghi piani sequenza, con il suo bianco e nero in 65mm e con l’uso incredibile che fa del sonoro, sembra essere uno di quei prodotti impossibili da fruire in maniera ottimale in un luogo che non sia la sala cinematografica. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: per la prima volta un film che non vuole essere a tutti i costi appetibile al grande pubblico non sarà destinato all’oblio, ma arriverà su di una piattaforma in grado di garantirne la massima diffusione. E sarà forse questo il grande merito del 75esimo Leone d’oro.

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