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Oscar 2017: 10 attrici che meritano una nomination

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Anche se mancano pochi mesi alla prossima edizione degli Academy Awards, e un sacco di film devono ancora essere svelati, una cosa è certa: il gruppo di attrici degne di nota è alquanto numeroso. Mentre Tom Hanks e Casey Affleck sembrano essere gli unici attori con una marcia in più rispetto agli altri per ricevere il premio Oscar (rispettivamente per Sully e Manchester by The Sea), il mondo femminile di Hollywood sembra ricco di alternative.

Emma Stone con La La Land e Natalie Portman con Jackie guidano la carica con quello che sembra il miglior lavoro della loro carriera. La coppia è seguita da Amy Adams che ha ricevuto molti consensi per l’intelligente film di fantascienza del regista Denis Villeneuve, Arrival (qui il cd della colonna sonora del film) insieme ad Annette Bening per il film 20th Century Woman. All’estremo opposto Viola Davis è diventata una delle contendenti più accreditate dopo le recensioni sul film Barriere, ruolo che le ha permesso di aggiudicarsi il Tony Award come miglior attrice protagonista al fianco di Denzel Washington. Quest’ultima avrà comunque una forte concorrenza la notte degli Oscar per la presenza di Michelle Williams che è pronta a spezzare i cuori come l’addolorata ex moglie di Affleck in Manchester by the Sea.

Tutte le donne appena nominate sono sicure di avere occupato un posto agli Oscar con film usciti solo qualche mese prima dell’attesissima serata degli Academy Awards, mentre Maryl Streep si propone con una pellicola che ha inaugurato la stagione estiva e che arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 22 dicembre (Florence). Con una tale sovrabbondanza di prestazioni femminili, molte sono destinate a finire nel dimenticatoio, ma vediamo di seguito altre 10 possibile candidate agli Oscar 2017 come miglior attrice protagonista.

rebecca hall Christine

Rebecca Hall nel film Christine

Rebecca Hall – Christine

Rebecca Hall ha lavorato costantemente per quasi 20 anni, impressionando il pubblico in The Town, Vicky Christina Barcelona e The Prestige, ma c’è voluto tutto questo tempo affinché le affidassero un compito impegnativo come il ruolo di Christine nell’omonimo film. Il dramma, messo in scena dal regista Antonio Campos, parla della giornalista diventata famosa in tutto il mondo per essersi tolta la vita in diretta tv nel 1978. Hall è sorprendentemente brava nel ruolo, scavando nelle profonde insicurezze del personaggio e dipingendo una donna difficile sull’orlo della disperazione.

Sonia Braga – Aquarius

Fernanda Montenegro è stata l’ultima attrice brasiliana ad essere stata nominata agli Oscar come miglior attrice nel 1998 col film Central do Brasil. Sonia Braga merita di essere la seconda. Interpreta qui un’affascinante personaggio diretto dal regista Kleber Mendonça Filho, di nome Clara, una vedova benestante e noto critico musicale in pensione che vive il dramma di essere cacciata da casa sua. Braga, maggiormente conosciuta tra il pubblico inglese per la pellicola Il Bacio della Donna Ragno che le permise di essere candidata al Golden Globe, ha sempre lavorato costantemente da quel momento in poi, ma ci sono voluti più di tre decenni affinché le affidassero un ruolo che mettesse in mostra tutto il suo potenziale.

Sally Hawkins – Maudie

Sally Hawkins offre una performance capace di rivaleggiare quella che le permise di vincere il Golden Globe nel 2009 nel film La Felicità porta Fortuna di Mike Leigh. Infatti nel film Maudie interpreta la nota artista canadese Maudie Downey Lewis per la regia di Aisling Walsh, mostrato in anteprima al Telluride Film Festival, suscitando un modico scalpore e non generando entusiasmi al Toronto Film Festival. La performance dell’attrice è troppo importante per essere ignorata. Infatti ti sa trasmettere i drammi legati alla malattia di cui è affetta il personaggio di Sally, ovvero l’artrite reumatoide giovanile, senza che l’afflizione per il malessere prenda il sopravvento nella sua vita. È profondamente realistico, un lavoro fatto col cuore.

Kate McKinnon – Ghostbusters

Qualunque sia la vostra opinione sul reboot di Ghostbuster di Paul Feig, non si può negare una chiara verità, ovvero che la “strana” performance di Kate McKinnon nei panni dell’ ingegnere stravagante del gruppo funziona. Di tutto il formidabile gruppo, la favorita del Saturday Night Live ha messo in scena il personaggio più compulsivo, presentando uno stuolo di stranezze messe in atto da una star ancora in formazione che ha fatto una svolta importante. Il suo fascino rispecchia quello di Melissa McCarthy nella commedia del 2011 Le Amiche della Sposa sempre di Paul Feig, che ha guadagnato una nomination agli Oscar. McKinnon merita di seguire le sue orme.

Allison Janney nel film Tallulah

Allison Janney nel film Tallulah

Allison Janney – Tallulah

È normale dare Allison Janney per scontata,in quanto appare superlativa in tutte le pellicole… e Jenney lavora sodo. L’attrice infatti è già conosciutissima sul piccolo schermo grazie ai quattro Emmy per The West Wing Tutti gli Uomini del Presidente – ma il mondo del cinema deve ancora onorarla con uno qualsiasi riconoscimento importante. Janney è magnifica in Tallulah,un film indipendente che ha debuttato al Sundance solo per atterrare su Netflix con un rumoroso tonfo. Non importa. Nel personaggio di una madre che è costretta a fare amicizia con una sconosciuta(Ellen Page) che sostiene di essere fidanzata di suo figlio e di essere in gravidanza, così Janney dimostra ancora una volta di essere tra i talenti più accattivanti di oggi.

Paulina Garcia – Little Men

Un film di Ira Sachs, Little Men è ricco di performance di un certo livello, ma nessuna è autentica come il ritratto del personaggio Leonor messo in atto dall’attrice Paulina Garcia, una madre single che lotta per mantenere a galla il suo pittoresco negozio di abbigliamento e per dare da mangiare a suo figlio. Nel suo primo progetto in lingua inglese, Garcia ( così forte nel film Gloria del 2013) non ha paura di affrontare le caratteristiche del suo personaggio, in un lavoro profondamente umano e difficile da dimenticare.

Jennifer Garner – Miracoli dal Cielo

Miracoli dal Cielo, dramma familiare basato sulla fede religiosa di una famiglia alle prese con cose apparentemente impossibili (miracoli), non è un buon film. È una grossolana propaganda cristiana che predica la conversione, e nient’altro. Jennifer Garner, che guida il dramma nella parte di una credente praticante originaria del sud e che viene sconvolta da una malattia potenzialmente letale diagnosticata alla figlia, comunque riesce ad essere eccellente. Gettandosi nel progetto con tutta se stessa, la Garner rappresenta una madre che all’inizio lotta con la stessa ferocia di una leonessa per poi sgretolandosi lentamente di pari passo con la salute della figlia.

Anna Gunn – Equity

In Equity Anna Gunn incarna un anziano banchiere spietato ed esperto di investimenti che non ha nulla a che vedere con Skyler White (Breaking Bad), personaggio che ha rappresentato per ben 5 stagioni. L’attrice sceglie di gestire il difficile personaggio di Wall Street, facendosi portavoce dell’attuale problema di tutte le donne che hanno difficoltà nell’ambito lavorativo solo per il loro sesso.

Blake Lively nel film Paradise Beach

Blake Lively nel film Paradise Beach

Molly Shannon – Other People

Una veterana del Saturday Night Live, Molly Shannon è una dinamica attrice comica già conosciuta e guardarla nelle variegate sfumature di una madre che soffre di cancro terminale in Other People è una vera e propria rivelazione. La semi-autobiografica commedia dark di Chris Kelly parla di uno scrittore gay che fa ritorno dalla sua famiglia per aiutare la madre malata, e Shannon affronta la cosa con una tranquillità quasi terrorizzante, mantenendo pur sempre la sua comicità. Si tratta di un connubio incredibile che probabilmente poteva essere messo in atto solo da Molly Shannon.

Blake Lively – Paradise Beach – Dentro l’Incubo

Blake Lively entra in contatto col suo io in Paradise Beach, offrendo una performance che lascia a bocca aperta. L’attrice è stata sempre una presenza accattivante, riuscendo anche ad emergere praticamente indenne da Lanterna Verde, ma in questa pellicola dimostra una tempra formidabile che nessuno pensava che avesse. Nella parte di una giovane surfista costretta a lottare contro uno squalo bianco, Lively è un mix di muscoli e intelligenza. Con un budget di soli 17 milioni, il film riesce a sfondare nel mercato internazionale, grazie anche Lively e al suo personaggio che fanno sembrare il pericolo quasi reale.

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Perchè un animale fa bene alla salute

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beethoven cast

Gli animali giocano un ruolo primordiale nella vita di tutti i giorni degli esseri umani. Per dimostrarlo, Wamiz ha analizzato per voi i risultati di alcuni studi scientifici e vi riassume tutti i benefici degli animali da compagnia attraverso un’infografica. Dalla nascita sino all’età avanzata, i nostri piccoli amici ci apportano tanto in termini di benessere fisico o psichico, ma anche da un punto di vista sociale. I cani e i gatti sono dei veri alleati della salute! Gli animali da compagnia, dei veri alleati per la salute di tutta la famiglia

Rafforzano la salute dei più piccoli

La presenza di un quattro zampe in casa è benefica per tutta la famiglia. Avere un cane o un gatto aiuta i bambini ad essere responsabili; inoltre, un animale domestico è anche un buon amico che gli insegna a credere in sé. E non solo. Anche i neonati hanno dei riscontri positivi: secondo uno studio svedese, restando in contatto giornalmente con un animale, i bebè hanno il 33% di rischio in meno di sviluppare allergie, il 30% di rischio in meno di soffrire di infezioni respiratorie e il 15% di rischio in meno di soffrire d’asmaOvviamente, se il bambino soffre già di allergie, l’adozione di un animale non cambierà nulla e non è una soluzione.

Gli animali proteggono il vostro cuore

Secondo uno studio dell’American Heart Association, che ha esplorato la relazione tra il fatto di avere un animale e il MCV (Mean Cell Volume, il volume cellulare medio), avere un cane riduce i rischi di morte prematura del 33% e i rischi di avere una malattia cardiovascolare dell’11%. Un’ottima notizia per gli italiani dato che, secondo i dati IStat, le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in Italia (specialmente per le donne). Questo perché avere un animale, e soprattutto un cane, ci rende più attivi (30 minuti in più rispetto alle persone che non posseggono un quattro zampe) e ciò ha un impatto positivo sulla nostra salute fisica. I proprietari fanno più esercizio fisico, portano a passeggio il cane, giocano con lui e alcuni si danno anche al canicross (in Italia il Campionato Nazionale arriva a 130 iscritti, ma l’attenzione verso questo sport è in crescita!).

Inoltre lo studio, oltre all’aumento dell’attività fisica, ha rivelato diversi benefici cardiovascolari dell’avere un animale, tra cui tra cui:

  • una pressione del sangue più bassa;
  • un miglioramento del tono muscolare;
  • una diminuzione dello stress.

Gli animali mantengono giovani i più anziani

La compagnia di un cane aiuterebbe anche le persone di più di 65 anni a ringiovanire di 10 anni! Secondo uno studio inglese, infatti, i proprietari di cani di più di 65 anni hanno dimostrato di essere il 12% più attivi di chi non possiede un amico a quattro zampe. Questo perché avere un animale da compagnia porta ad un livello di attività fisica più elevato, dato che le persone anziane devono portare a passeggio regolarmente il loro cane, occuparsene, lanciargli la pallina… E in questo modo tutto il corpo è sollecitato a fare degli sforzi quotidiani, senza che se ne rendano conto. La loro forma fisica sarebbe così equivalente a quella di una persona di 10 anni più giovane (i problemi cardiaci, ossei e muscolari sono ridotti). Avere un animale sarebbe, quindi, un buon rimedio per prevenire le malattie.

infografica versione desktop

Il compagno ideale di tutti gli incontri

Avere un cane (ma anche un gatto, anche se in minor misura) agevola e crea dei rapporti sociali. L’80% dei proprietari incontra altre persone del quartiere grazie al proprio animale. E questo semplicemente perché, passeggiando con Fido, si è più facilitati ad incontrare il vicinato. Almeno il 37% dei proprietari ha già fatto un incontro romantico grazie ad una passeggiata con il proprio cane! Ma ciò è successo anche al 20% dei proprietari di gatti! Anche il gatto, anche se in modo minore, facilita gli incontri e non è raro che un vicino si occupi di dargli da mangiare durante le vacanze dei suoi proprietari.

Avere un animale da compagnia fa bene al morale                                                                                                     

Il 68% delle persone anziane si sente meglio mentalmente e fisicamente grazie al proprio animale da compagnia. La presenza dell’animale come mediatore sociale nelle case di riposo è sempre più frequente. La Pet Therapy, che sta prendendo piede progressivamente anche in Italia, aiuta a ridurre i problemi mentali, fisici o sociali, riducendo lo stress e dando affetto alle persone che si sentono più sole. Quando accarezzano il proprio animale, gli umani producono ossitocina, che gli permette di essere più rilassati e, quindi, di provare una sensazione di benessere. Secondo uno studio recente francese, il 40% dei proprietari intervistati afferma di aver preso un animale per sentirsi meno stressato.

Il loro effetto sulla nostra salute è evidente: ci danno affetto e sono capaci di capire quando qualcosa va storto e ci confortano. Sempre di buon umore, fanno le feste al padrone quando torna a casa da lavoro. Un beneficio per la salute, ma anche un beneficio per il benessere interiore! Con tutto l’affetto e i benefici che ci donano, non deve stupire, dunque, che il 62% dei proprietari di animali dichiara di aver preso un amico a quattro zampe perché rende più felici.

Non si può negare il sostegno psicologico di un animale da compagnia! Un quattro zampe aiuta, inoltre, anche le persone in difficoltà a non chiudersi in se stesse. Avere un animale significa avere un essere vivente a proprio carico: bisogna occuparsi di lui, portarlo fuori, dargli affetto. Rende i proprietari più responsabili, li valorizza e dà un senso alle loro vite, il che aiuta a lottare contro la solitudine e la depressione.

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Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

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nicolekidman

L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

eyes wide shut

Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

ritorno a could mountain. il finale del film 3

Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

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Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

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Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

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