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Can Yaman

Verissimo | il divo turco Can Yaman si racconta nel salotto di Silvia Toffanin

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Il grande successo della serie tv turca Daydreamer – Le ali del sogno ha fatto volare da Istanbul agli studi di Milano, l’attore turco Can Yaman. Noto per avere una vera e propria passione per il nostro Paese, il ‘divo del momento’ come amano chiamarlo gli addetti ai lavori, ha accettato immediatamente l’invito alla trasmissione Verissimo, condotta da Silvia Toffanin.

Dopo la chiusura improvvisa e ingiustificata agli occhi dei fan, della sua ultima ‘dizi’, Bay Yanlış , il bell’attore insieme ai suoi manager turchi Ilker Bilgi e Cüneyt Sayıl sono arrivati in Italia la scorsa settimana per registrare una puntata di C’è posta per te a Roma (in onda a gennaio 2021) e questa intervista richiesta da mesi e mesi dal pubblico italiano, negli studi Mediaset di Milano. Ecco i passaggi più importanti riguardanti questa bellissima conversazione con la bravissima Toffanin.

Can Yaman e il rapporto con le sue fan

Dopo i consueti saluti tra Can Yaman e la padrona di casa, è iniziata l’intervista nella quale, l’attore ha notato con dispiacere lo studio vuoto, ammettendo che ormai è abituato a essere accolto dalla folla delle sue fan e gli fa strano tutto quel silenzio. La Toffanin ha chiesto: “Ti fa piacere tutto questo affetto?” La sua risposta: “Mi ha incominciato a far piacere. Due anni fa non ero abituato a tutto questo. Ora mi sono abituato e quando non c’è folla mi sento disturbato. “

“Come stai vivendo questo momento particolare nel tuo Paese? “
“Da tre mesi ero sul set, mi svegliavo alle 9 e finivo a mezzanotte e oltre per lavorare e avevo occupato tutto il tempo. Ora che la serie è terminata sono arrivato qui e vediamo cosa accadrà.

“Ti piace l’Italia?” “Mi piace molto l’Italia.

“Da un po’ di tempo sei un personaggio molto richiesto. Lo senti tutto questo affetto?” La sua risposta: “Sento un affetto e amore sincero al 100%. Non vengono da me solo per fare la foto perchè sono famoso. Loro mi adorano, mi rispettano e mi amano e guardano tutti i lavoro che faccio. È una cosa che mi commuove molto. Tre anni fa non percepivo tutto questo. Ora ho iniziato a capire tutto questa cosa ed molto emozionante per me. Cerco di essere sempre con garbato con loro. Amo riunirmi con loro.”

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L’infanzia di Can Yaman a Istanbul

Sfoderando un brillante italiano dopo aver visto il video tributo nel quale sono state inserite le tappe più importanti della sua vita, passando dal liceo italiano a Istanbul, al conseguimento della laurea in Legge e alle borse di studio, ecco cosa ha raccontato.

“Ti piace rivederti oppure sei uno che non si rivede?” “A me piace rivedere le puntate da un punto di vista professionale. Vedere me stesso non è una cosa alla quale sono abituato.”

L’argomento famiglia è stato introdotto con una domanda apparentemente semplice che in realtà ha mostrato una profonda sofferenza ormai superata, grazie soprattutto all’affetto delle nonne.

“Da bambino com’eri?” Ha detto: “Sono cresciuto con mia nonna per tre anni per problemi di famiglia perchè i miei genitori non erano agiati. Mia nonna si è presa cura di me, dopo tre anni mia mamma ha iniziato a lavorare fuori Istanbul e sono andata dall’altra nonna a Bodrum, a sud della Turchia. Ho avuto un’infanzia un po’ complessa, poi a 10 anni mio padre ha iniziato a guadagnare bene e stare bene. A 14 anni quando ho scelto di fare il liceo italiano, durante il primo anno, il lavoro di mio padre è andato male e ho corso il rischio di non poter andare nel liceo italiano perché era a pagamento. Per non perdere questa opportunità sono riuscito a vincere una borsa di studio risultando il primo della scuola. Sono molto portato per le lingue, già avevo imparato l’inglese e l’italiano lo volevo imparare e in un anno lo parlavo bene.

Ora sono 10 anni che non lo parlo, ma in quel periodo ero italianizzato, come le materie e i professori che mi trattavano come un amico. Ero un bambino studioso e quella borsa di studio mi ha salvato la vita. Mio padre non guadagnava nulla e solo mia madre lavorava. Ho passato 5 anni così, poi ho vinto una borsa di studio per l’America. Su 3000 ragazzi turchi solo in 36 studenti sono riusciti a superare l’esame e io sono stato l’unico del mio liceo a vincere questa borsa di studio, per andare negli Stati Uniti l’ultimo anno del liceo. Sono tornato e ho vinto una borsa di studio per la pallacanestro nella facoltà di giurisprudenza e sono riuscito a laurearmi. Per studiare dovevo pagare e io non potevo pagare. Ho fatto giurisprudenza così per quattro anni e sono diventato avvocato.”

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“Prima di fare l’attore hai lavorato come avvocato?”
Si, un anno di stage e dopo ho cominciato a lavorare come avvocato in una ditta internazionale, che si occupava di tasse e commercio. Sono durato solo 6 mesi perché sono iper attivo e non riesco a stare fermo. Sono andato in vacanza a Bodrum dove vive mia nonna e lì ho conosciuto i miei agenti ( e lo sono ancora oggi) che mi hanno insegnato la recitazione e hanno cambiato la mia vita, facendomi diventare un attore” E ora sono qui!”.

Com’è stato il primo ciak?
“Di natura sono tranquillo. Quando ricevo nuove occasioni, mi piace buttarmi in situazioni differenti tra loro. Nella vita ho avuto tanti esami e quando ho iniziato a fare l’attore, mi sono emozionato molto. Il primo ciak della mia carriera ero molto tranquillo, anche se è una cosa che emoziona molto. È stato come buttarmi in mare e iniziare a nuotare.”

“I tuoi genitori sono contenti di questa strada che hai intrapreso?”
“Mio padre è una persona molto tranquilla, si fida molto di me. Mia madre si preoccupa di più come tte le mamme. Ora ho 30 anni e mia mamma ha superato queste preoccupazioni, rispetto al passato. Lei è molto giovane. All’inizio di quest’anno ho conseguito la leva militare obbligatoria e mia madre è venuta per l’ultimo giorno. Poi abbiamo iniziato la quarantena insieme e abbiamo ballato il tango. Nella mia nuova serie Signor Sbagliato, terminata recentemente, nella settima puntata ho ballato il tango con la mia partner.”

“Com’è stata l’esperienza del servizio militare? Ti sei dovuto tagliare i capelli?”
“Si per il servizio. Non mi sono dispiaciuto, mi sono fatto crescere i capelli perché serviva per il ruolo di Daydreamer. Se non fossi andato al militare li avrei comunque tagliati, perché mi piace cambiare per ogni ruolo che accetto. Non mi piace restare sempre uguale. Mi piace sorprendere.”

Eri già famoso quando hai fatto il militare…”
Sono rimasti un po’ scioccati quando mi hanno visto, ma ho conosciuto gente che non avrei mai avuto modo di conoscere. Mi è servito per riflettere e vedere persone diverse da me. Lì viene gente da tutta la Turchia ed è stato interessante per me e per loro.

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Il grande successo di Daydreamer – Le ali del sogno in Italia e il rapporto con la partner Demet Özdemir

Il motivo della sua venuta in Italia nella trasmissione Verissimo, oltre al fatto di essere uno degli attori più amati a livello mondiale è motivato dal grandioso successo che la serie tv turca Daydreamer – Le ali del sogno, sta riscuotendo dal mese di giugno su Canale 5. La chimica con la sua partner professionale Demet Özdemir che ha fatto perdere la testa a milioni di fan in tutto il mondo è stata argomento di discussione tra ‘Can Divit’ (doppiato in italiano da Daniele Giuliani e intervistato per NewsCinema.it) e la conduttrice.

Riallacciandosi al titolo della serie, la conduttrice ha chiesto: “Tu sei un sognatore a occhi aperti?”
La risposta: “Io non sogno molto, vivo il presente. Cerco di evitare le cose che mi provocano stress. Io decido di fare una cosa, non la sogno. Quando ero bambino sognavo. Ora sono molto con i piedi per terra, non penso neanche a domani.”

“Ti assomiglia Can Divit?” Ha risposto: “A ogni personaggio che interpreto aggiungo qualcosa di mio. Mi piace trasformare i personaggi, isolandomi dalla sceneggiatura. La cambio un po’ e ci metto un po’ di me. Anche in Signor Sbagliato, quel personaggio mi somiglia molto come Can Divit anche se sono ruoli diversi.”

Chiedendo in che rapporti è con la sua collega di set, Demet Özdemir (doppiata in italiano da Joy Saltarelli e intervistata per NewsCinema.it ) , l’attore ha risposto: “Siamo amici. Lei è molto importante e speciale per me lo dico sempre. Mi ha insegnato molto, mi ha dato molta espressività. Il mio modo di recitare con lei è stato sempre naturale, è stata una recitazione reciproca. Io faccio una cosa, lei ne fa un’altra e quando ci uniamo diventiamo una bomba. È stato molto particolare.”

“Era la prima volta che avete lavorato insieme?” La risposta: “Si è stata la prima volta e spero di poter lavorare nuovamente con lei forse in futuro. Speriamo, chissà.”

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Can Yaman e Ferzan Özpetek: l’inizio di una nuova collaborazione?

Durante il breve soggiorno romano, il noto regista di origini turche, Ferzan Özpetek si è recato presso l’hotel nel quale alloggiava Yaman, per poterlo incontrare finalmente dal vivo, dopo mesi trascorsi a sentirsi telefonicamente e tramite Whatsapp. Del resto non è un mistero la stima reciproca tra i due, dopo la risposta che il cineasta diede alla sottoscritta a Salerno, alla domanda inerente a una possibile collaborazione con l’attore turco Can Yaman (cliccate qui per vedere il video in questione).

La Toffanin non ha perso l’occasione di chiedere qualcosa in più su questo fatidico incontro riportato in tutte le testate giornaliste mondiali, chiedendogli come si è svolto il loro primo incontro a Roma: “Ho conosciuto Ferzan Özpetek a Roma. È stata cosa molto simpatica, carina. Abbiamo parlato molte volte al telefono, ma non ci eravamo mai visti dal vivo. Questa volta abbiamo trovato l’occasione di incontrarci. Spero che possiamo fare cose buone insieme, magari un film insieme, speriamo. Non si sa. C’è intenzione, volontà di farlo, ma per ora non si può dire nulla, è troppo presto.”

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Can Yaman e il rapporto con l’amore

Silvia Toffanin attenta alle fan di tutto il mondo che ogni giorno si domandano se il cuore del bel Can Yaman sia occupato, domanda: “Sei innamorato Can?”
Pronta la risposta dell’attore turco dichiarando: “Ora no. Sono single adesso, però mi farebbe piacere avere una persona.

Ti piacerebbe avbere una compagna? “Non sono cose che si possono programmare. Sono aperto a quello che la vita mi porta. Anche se pianificassi la vita mi sorprenderebbe, quindi aspetto.”

Alla seconda domanda sulla sua vita privata: “Ti sei innamorato tante volte nella tua vita?”, l’affascinante Yaman è stato molto sicuro nel rispondere: “È una domanda molto pericolosa. Mi innamoro di tutte le cose che faccio. Se sono con qualcuno è perchè sono innamorato. Sono innamorato del mio lavoro. Quando faccio una puntata la vedo 10 volte perchè amo ciò che faccio e non posso tollerare che qualcosa fallisca. Anche al liceo ero così. Sono un po’ perfezionista. Se faccio qualcosa è perchè la amo. Amare è importante.”

E qui il cuore delle fan è esploso alla domanda: “Ti piacerebbe un giorno diventare papà?
“Come ti ho detto prima io non penso, io faccio. Non serve a niente pensare. Io vivo e basta. Se penso complico le cose. Per questo preferisco agire e la cosa bella di essere attore è di non sapere dove sarò tra 10 anni e non sapere cosa farò.. Non sapere è una cosa buona. A me piace non sapere.”

“Ti piace non sapere?”
“Vivo giorno dopo giorno. Se avessi pensato che tre anni fa sarei stato qui, non ci avrei mai pensato, non avrei mai sognato tutto questo. Sognare non ti serve, lascia che le cose accadano. Lascia che le cose accadano.”

Prima di congedare Can Yaman, non sono mancati i complimenti di Silvia Toffanin per l’eccellente esposizione in italiano di tutta l’intervista affermando: “Parli l’italiano benissimo, sei incredibile. Avevamo il traduttore ma hai parlato italiano benissimo per tutta l’intervista”.

10 anni fa parlavo meglio e mi chiedevano dove avessi imparato il turco convinti che fossi italiano. Ora rispetto al passato non sono così bravo. A volte ho difficoltà a ricordare delle parole, però mi arrivano perchè le ho nel sangue”.

“Ad oggi sei un uomo felice?” Sono un uomo molto felice.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

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Lo scorso venerdì alla Casa del cinema di Roma si è svolta la conferenza stampa per la fiction Viola come il mare diretta da Francesco Vicario e con protagonisti due attori molto amati dal pubblico: Francesca Chillemi e Can Yaman. Ecco cosa hanno risposto in esclusiva per NewsCinema.it i protagonisti di questa serie molto attesa e che andrà in onda da venerdì 30 settembre su Canale5.

La trama di Viola come il mare

Viola Vitale ha trent’anni, bellissima e con un superpotere: la sinestesia. Sfortunatamente per lei, non c’è nulla di sovrannaturale in questa capacità, bensì si tratta di una rara patologia neurologica che le permette di sentire o meglio vedere i sentimenti della gente attraverso i colori. Quando l’ex Miss Italia e ora giornalista di cronaca nera per SiciliaWebNews, si trova a dover parlare con una persona, davanti a lei si palesa il colore che rappresenta il sentimento provato in quel preciso istante.

Lavorare su casi di omicidi la porterà a entrare in contatto con l’affascinante Ispettore Capo Francesco Demir. Il loro modo di relazionarsi con il prossimo li porta a scontrarsi dal primo giorno, rendendo la loro collaborazione tutt’altro che semplice. Viola attraverso la sinestesia cerca di aiutare Francesco nelle indagini, così da poter arrivare alla risoluzione dei casi nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, l’arrivo di Viola nella città di Palermo nasconde un altro motivo oltre al lavoro nella redazione giornalistica: trovare il padre che non ha mai avuto modo di conoscere e che potrebbe salvarle la vita.

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Come accadrà negli episodi di Viola come il mare?

Ogni puntata sarà caratterizzata da un omicidio al quale, Viola e Francesco dovranno lavorare fianco a fianco, nonostante i loro continui battibecchi. Se il bel Demir è solito ragionare in maniera lucida, con la sua testa senza dar spazio alle emozioni, dall’altro lato, la bella Vitale non può far a meno di dare la sua opinione in merito a qualsiasi argomento. Lei si fida di tutti, lui di nessuno. Se lei è più aperta al dialogo, lui è un tipo più fisico. Se è vero che ‘gli opposti si attraggono’, sarà davvero complicato per Viola e Francesco non cedere alla reciproca attrazione che li lega.

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Viola come il mare: la conferenza stampa | tutto quello che c’è da sapere

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Freschezza, sinergia e sincerità sono state le tre caratteristiche che hanno dominato la conferenza stampa per la fiction Viola Come Il Mare realizzata da Lux Vide gruppo Fremantle e prodotta da Matilde e Luca Bernabei. La serie tv composta sei episodi è stata diretta da Francesco Vicario e vedrà nel ruolo di protagonisti Can Yaman, Francesca Chillemi insieme a Chiara Tron, Giovanni Nasta e Simona Cavallari presenti in sala.

La location della Casa del Cinema a Roma è stata la location prescelta per la presentazione alla stampa di questa fiction molto attesa dal pubblico. Tra risate e aneddoti divertenti, dopo aver assistito a un filmato di 20 minuti della serie – che andrà in onda venerdì 30 settembre su Canale5 – la conferenza stampa è entrata nel vivo.

Il nuovo volto a Palermo e gli escamotage per rappresentare la sinestesia in tv

Interessante la presentazione di Viola come il mare direttamente dalla voce di Luca Bernabei, CEO della Lux Vide: “Questa serie parla di Palermo. Nel romanzo della Tanzini, la città viene raccontata violentata dalla mafia. Ma con questa serie si scopre una Palermo meravigliosa. Volevamo fare una storia tenera che ci facesse sognare, chi guarderà amerà la forza entusiasmo di Francesca e Can. entrambi sono autoironici e la ritroverete nella serie. La storia di due persone che vede Viola avere la sinestesia, malattia che fa percepire i sentimenti delle persone attraverso suoni e colori. Francesco è un uomo che vuole stare lontano dalle emozioni perché la vita lo ha deluso. La paura dei troppi sentimenti e la fuga dai sentimenti hanno permesso di lasciare qualcosa di profondo a questa serie. La serie parla e farà sorridere il pubblico che resterà attaccato alla tv.”

Nel corso della conferenza, Bernabei oltre a sottolineare il grande impegno di tutto il cast ha parlato anche dell’escamotage tecnico scelto per mostrare al pubblico come appare la sinestesia nella mente e negli occhi di Viola: “Prima di arrivare a questo risultato che potrete vedere nei vari episodi, abbiamo sperimentato varie soluzioni. Abbiamo colorato virtualmente anche le persone in base al colore che vedeva Viola. Poi abbiamo incontrato Giuseppe Gallo, un pittore molto importante che ha lavorato e sviluppato il concetto di soffio, di qualcosa di delicato che potesse rappresentare la sinestesia. Ci vuole sensibilità per entrare in questo mondo.”

La co-sceneggiatrice Silvia Leuzzi insieme a Elena Bucaccio ha parlato del grande lavoro di sceneggiatura, che in qualche modo ha approfondito il romanzo Conosci l’estate di Simona Tanzini: “È stata una premessa ambiziosa nel portare la sinestesia sullo schermo. Abbiamo parlato con dei medici a riguardo e abbiamo scoperto che è un fenomeno molto ampio rispetto a ciò che si crede. Abbiamo cercato di raccontare le varie emozioni dell’essere umano. È stato un lavoro di sperimentazione e ricerca.”

Leggi anche: Can Yaman sarà Sandokan nel progetto internazionale della Lux Vide

La bellezza non è niente se non accompagnata da virtù

La parola è passata all’attore turco Can Yaman ormai italianizzato al cento per cento, il quale ha parlato di questa nuova esperienza lavorativa in una produzione italiana: “Per me è stata una sfida recitare in italiano perché non è facile che un turco diventa anche attore protagonista in una serie in Italia. Abbiamo fatto un grande lavoro con la mia coach, perché la Lux voleva che migliorassi la mia dizione, articolazione e avessi un italiano particolare, forbito. Il ruolo di poliziotto non lo avevo mai interpretato e girando in Questura era necessario avere un italiano più tecnico. Battute fatte di paragrafi su paragrafi. Memorizzare tutte le battute e unire articolazione e dizione è stato molto importante e abbiamo lavorato tantissimo grazie alla mia coach che mi ha sempre aiutato insieme al regista Francesco Vicario.”

L’attore ha continuato dicendo: “La stessa Francesca mi ha aiutato tantissimo. All’inizio magari non sono stato bravissimo, mi sono anche auto doppiato (e ride) ma poi, visto che io e la Lux vogliamo la perfezione, ci siamo trovati in perfetta sintonia e per me è stata una bella famiglia. Palermo è stato come andare in gita alle superiori, creando un grande legame di amicizia con i colleghi e con le persone che ci ha fatto sentire il loro calore sotto l’albergo.”

Alla domanda inerente al rapporto con la bellezza, Francesca Chillemi ha risposto: “Viola mi ha aiutato a riconoscere la bellezza come un dono, come una caratteristica e non come una cosa di cui vergognarmi. Viola e io abbiamo diverse qualità e raccontare questo aspetto in un personaggio è stato anche catartico e mi ha sensibilizzato anche di più. Questa donna ha questo superpotere ovvero empatizzare e mettersi nei panni degli altri senza giudicarli. Empatizzare è un bel punto di partenza per capire ciò che accade intorno a noi.”

Di seguito Can Yaman ha dichiarato: “Non mi interessava la bellezza quando studiavo giurisprudenza. Il concetto di bellezza mi è arrivato tardi quando me lo ricordano le persone che mi incontrano e me lo dicono, altrimenti non me ne renderei conto. Non è una cosa che mi ossessiona. La bellezza da sola se non è accompagnata da altri valori come ambizione, educazione, grinta rimane da sola e muore. Bisogna sempre alimentarla con altre caratteristiche e trasformarsi e imparare a non restare orizzontalmente ma andare verticalmente e crescere sempre di più. Se non diventi più maturo, se non impari dagli errori non arriverai a niente. Ci sono attori più bravi e belli di me, ma credo che le caratteristiche ti portano ad avere il successo.”

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Viola come il mare | Le differenze tra il modo di lavorare su un set in Italia e in Turchia

La parola è passata al regista Francesco Vicario, entusiasta del lavoro svolto e dei suoi attori che sono stati a detta sua ‘eccellenti’: “È stata un’esperienza divertente nel vedere questa coppia nascere e crescere è stata per noi una scommessa e una grande soddisfazione. Conoscono Francesca da 13 anni è cresciuta tanto e nonostante la bellezza è anche molto buffa e autoironica. Sembra che si sia dimenticata della sua bellezza. Lei è una delle smorfiste più brave che conosco. E poi, Francesca è bravissima a tirar fuori le emozioni.

Per quanto riguarda Can, lui mi ha sorpreso positivamente. Veniva sul set con dieci pagine di copione imparate a memoria senza avere mai un foglio in mano. Loro hanno avuto molte scene tecniche. Can si è impegnato come ho visto fare pochissime volte anche da colleghi nostrani. Una volta è venuto e mi ha chiesto di non fargli dire la parola ‘riconciliazione’. Purtroppo non essendoci temi alternativi, lo vedevi che ripeteva di continuo e poi veniva e ti diceva ‘riconciliazione’. Lui ha fatto una doppia fatica, perché dovendosi mostrare forte davanti alla telecamera non puoi mostrare insicurezze nella lingua soprattutto se fai l’attore. Per questo dico che Can è stato doppiamente bravo.”

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Can Yaman giunto al successo con le dizi (serie turche) ha parlato anche delle differenze riscontrate tra il modo di lavorare in Turchia e quello in Italia: “Ci sono differenze tra girare in Italia e in Turchia. Il sistema di lavorare in Turchia ti porta a stare anche 36 ore sul set e questo mi ha portato a diventare una macchina da guerra. Una volta sul set di Viola mi hanno chiesto imbarazzati di fermarmi 10 minuti in più e gli ho risposto: “dieci minuti? Io sono turco, sono abituato a peggio!”. Un’altra cosa è che non sono abituato a vedere la serie dopo un anno, perché in Turchia giriamo di continuo e la vediamo subito.”

Can Yaman ha continuato dicendo: “Noi abbiamo girato per 7-8 mesi per realizzare sei episodi, pensate in Turchia a girare in un anno! Ma questo è il motivo che ha portato la Turchia a incrementare così tanto il settore delle serie tv, soprattutto quando si deve vendere all’estero e l’episodio viene diviso il 3 parti. Questa disciplina mi ha aiutato a superare la difficoltà della lingua, arrivando sul set con dieci pagine in italiano imparate a memoria.”

In merito alla vendita al mercato estero della serie, Matilde Bernabei ha dichiarato: “Ci sono grandi aspettative dal mercato estero. Intanto Viola come il mare, senza essere ancora andato in onda, è stato venduto già per il canale Viva di Israele e nei Paesi dell’est. Intanto siamo in trattative con il Portogallo e in Turchia.”

Per concludere nel raccontare un aneddoto avvenuto a Palermo durante le riprese di Viola come il mare, Francesca e Can hanno ricordato questi due momenti simpatici.
Francesca Chillemi: “Questo set è nel mio cuore. Dopo una settimana di riprese siamo andati un mese a Palermo nello stesso hotel. La sera studiavamo tutti insieme, anche con la coach di Can e il giorno dopo arrivavamo preparatissimi. Unico inconveniente è stato il maltempo a ottobre che non ci ha permesso di girare fuori.”

Can Yaman: “Ero in stanza a Palermo insieme a tutti. A un certo punto dietro la porta c’era un ragazzo che stava ascoltando. E lì mi è partita la ciavatta e lo volevo arrestare, ero entrato nel personaggio e ho detto a Giovanni ‘arrestalo’!”

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Montecarlo Film Festival | premio per il sociale all’attore Can Yaman

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Questa sera al Grimaldi Forum si è svolto il Gala finale della 19^ edizione del Montecarlo Film Festival de la comèdie 2022, presentato dal conduttore televisivo Ezio Greggio. La kermesse cinematografica iniziata lo scorso 25 aprile, tra i vari artisti ha visto la presenza anche del celebre attore turco Can Yaman. L’invito è arrivato per ritirare un premio speciale per i suoi meriti professionali e sociali.

L’ arrivo di Yaman nella città monegasca, avvenuto ieri pomeriggio non è passato inosservato, soprattutto dai fotografi e dalle fan. Proprio loro, in queste ore sono state impegnate a supportarlo virtualmente attraverso due hashtag #CanYamanMontecarloFilm e #CanYamanMontecarloFilmAward. Entrambi balzati in cima alle Tendenze di Twitter in vari Paesi nel mondo, registrando circa 210 mila tweet per ogni hashtag.

Can Yaman e Ezio Greggio sul palco della 19^ edizione del Monte-Carlo Film Festival de la comèdie

Le motivazioni del premio per Can Yaman

Come annunciato qualche giorno fa, Can Yaman ha confermato la sua presenza al Montecarlo Film Festival per ritirare il premio, seguito da questa motivazione: “Un riconoscimento importante per la star del momento. Un personaggio eclettico, imprenditore e attore che riscuote consensi in tutto il mondo e reduce dal successo della sua autobiografia Sembra strano anche a me. Con la sua associazione Can Yaman for Children, dopo numerose iniziative solidali in aiuto ai piccoli in difficoltà, ora volge la sua attenzione ai bambini ucraini”.

Un attenzione che fa riferito all’evento Un Albero per il Futuro del 22 aprile, a Santa Croce sull’Arno (Pisa) in occasione della Giornata mondiale della Terra. Un bel momento di solidarietà trascorso in compagnia di alcuni bambini provenienti dall’Ucraina, durante il quale ha regnato il suo motto “Amore genera Amore”.

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Premio consegnato a Can Yaman

L’amore per l’Italia e la Can Yaman For Children

Poche ore dopo il suo arrivo, smesso l’outfit casual firmato Dolce&Gabbana, Can Yaman ha sfoggiato un completo della stessa maison di moda, per rilasciare alcune dichiarazioni. Tra scatti con il suo libro Sembra strano anche a me e il profumo Can Yaman Mania, l’attore ha parlato della sua permanenza in Italia e della sua associazione Can Yaman For Children.

Dal suo trasferimento a Roma avvenuto più di un anno fa, la vita dell’attore è cambiata, a suo dire, in positivo. Giunto in Italia per iniziare la preparazione atletica per Sandokan, il pubblico avrà modo di vederlo in azione come l’Ispettore Francesco Demir nella fiction Viola come il mare in autunno su Canale5.

«Da quando sono in Italia ho ricevuto tanto amore e sono stato circondato da un affetto pazzesco. Così ho sempre avuto la preoccupazione di trovare un modo per ricambiare. Da qui è nata l’idea della mia associazione che si occupa di bambini in difficoltà. In Italia e grazie all’Italia sono diventato una persona migliore» ha terminato sorridendo l’attore.

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Nuovo obiettivo della Can Yaman For Children

Il nuovo impegno dell’associazione

Il primo obiettivo si è concretizzato lo scorso 17 marzo con la donazione di una culla termica al reparto di terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I di Roma. Il nuovo progetto è rivolto ad un gruppo di bambini con disabilità cognitiva e ritardo dello sviluppo, associato ad un quadro clinico di sindrome di Down.

Per tanto il secondo obiettivo, sarà quello di supportare questi piccoli eroi attraverso un percorso volto all’acquisizione delle autonomie sociali, emotive e relazionali. “Un atto d’amore per garantire loro il sostegno necessario ad autodeterminarsi, ed essere pienamente attivi ed inclusi nella società, potendo compiere le proprie scelte senza mai essere sostituiti da altri.”

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