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Cinema

X-Men | la verità sulla travagliata storia per la realizzazione del primo film

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Il primo film della serie X-Men si è rivelato come uno dei più rivoluzionari e utili a lanciare nel cinema il mondo dei fumetti.  Tuttavia, non è stato oro tutto quello che per anni è luccicato davanti agli occhi degli spettatori. Durante la fase dello sviluppo del progetto, ci sono state molte controversie, liti e passaggi di testimone soprattutto per quanto riguarda la sceneggiatura. Per far luce a quanto accaduto ormai vent’anni fa, ci ha pensato The Hollywood Reporter, il quale ha fatto emergere tutta la verità taciuta per tanto tempo.

 L’inizio del mondo di X-Men

Lo sviluppo di un adattamento cinematografico per X-Men è iniziato per la prima volta nel 1984 a Orion Pictures, un processo infernale nello sviluppo durato oltre 15 anni, con vari scrittori e registi coinvolti come James Cameron ( Titanic ), Katheryn Bigelow ( The Hurt Locker ) e Andrew Kevin Walker ( Sleepy Hollow ) prima di approdare alla 20th Century Fox dieci anni dopo. Dopo altri tre anni, passati alla ricerca di uno sceneggiatore giusto, emersero nomi come quelli di Ed Solomon ( Men in Black ), John Logan ( Il Gladiatore ) e James Schamus. Solo alla fine,lo studio optò per Bryan Singer per la regia e Christopher McQuarrie  come sceneggiatore.

Ma nonostante il ricongiungimento dei due, il dramma nella stanza degli scrittori è continuato fino all’ottobre del 1998, pochi mesi dopo essere stato assunto, McQuarrie, il quale non aveva ancora presentato una bozza. Intanto la Fox ottenuto il via libera dal progetto, era in attesa della parte scritta fino a quando Tom DeSanto e Singer hanno iniziato lavorare su una sceneggiatura poco prima di Natale per rimettere in pista il progetto. Qualche tempo dopo, sperando ancora di perfezionare la sceneggiatura, Joss Whedon (che stava ottenendo un successo grandioso con Buffy – L’Ammazzavampiri ) venne chiamato per una riscrittura, che la produttrice Lauren Shuler Donner definì ” molto buono “, lodando la sua natura umoristica pur notando che era esattamente quella sensibilità scherzosa a essere stata respinta da Singer, a favore di un film “molto più serio e più drammatico”.

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Le dichiarazioni di David Hayter

Alcune fonti riportano anche che Singer, nonostante abbia avuto accesso a una lista di grandi nomi di sceneggiatori, preferì affidarsi a sceneggiatori sconosciuti, come nel caso di David Hayter. Precedentemente assistente di Singer, venne scelto dal regista per la sua vasta conoscenza del mondo dei fumetti, facendolo sedere nelle riunioni di sceneggiatura con Peter Rice e Tom Rothman e scrivendo segretamente nuove scene per la sceneggiatura finale.

“Ralph Winter lo sapeva e mi ha chiesto di evidenziare tutto ciò che avevo fatto nella sceneggiatura fino a quel punto, ed era circa il 55 percento della sceneggiatura “, ha detto Hayter. “Ralph andò da Peter Rice e disse: ‘Guarda, ecco il patto. David, il ragazzo del telefono, ha scritto la sceneggiatura. Devi fare un accordo con lui o siamo in grave pericolo legale. Peter mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha offerto $ 35.000 e mi ha detto: “È tutto ciò che avrai mai. Sii felice con quello. ”

Alcune fonti riportano che la sceneggiatura finale era principalmente composta da scritti realizzati da Solomon e McQuarrie con alcuni contributi di Hayter. Successivamente, a causa delle turbolenze e della pianificazione segreta per conto di Singer, portò Solomon a rimuove il nome dal film insieme al suo e lasciando a Hayter  il merito esclusivo.

” All’epoca, non volevo più il mio nome in un film se non fosse interamente opera mia “, ha detto Solomon. Nonostante altri problemi sul set, il film avrebbe finalmente raggiunto le sale nel 2000 per suscitare recensioni da parte della critica e del pubblico ed era un successo al botteghino, incassando quasi $ 300 milioni con il suo budget di $ 75 milioni e generando un franchising di oltre 20 anni, che dovrebbe concludersi con l’uscita del film New Mutants di Josh Boone.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Improvvisamente Natale: video intervista a Diego Abatantuono, Violante Placido e Sara Ciocca

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Questa mattina è stato presentato in anteprima a Milano, il film Improvvisamente Natale diretto da Francesco Patierno e interpretato da Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Anna Galiena, Antonio Catania, Sara Ciocca, Michele Foresta, Gloria Guida, Paolo Hendel e con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica. Adatto a tutta la famiglia, questa commedia natalizia sarà disponibile dal 1° dicembre su Prime Video.

La video intervista con il cast

A un mese dal Natale, questo pomeriggio abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Diego Abatantuono, Violante Placido e la giovane attrice Sara Ciocca. Se volete ascoltare i loro aneddoti personali legati al Natale e in che modo considerano la famiglia raccontata nel film, cliccate nel player in basso.

Leggi anche: Diego Abatantuono presenta Belli di papà: “Chiedete ai miei figli se sono stato un bravo padre”

Leggi anche: McMafia: la recensione d’autore di Francesco Patierno in esclusiva per NewsCinema

Improvvisamente Natale | La sinossi ufficiale

Per Chiara (Sara Ciocca) il Natale è un momento speciale, ancor più di quanto lo sia per ogni bambino. Ogni anno, infatti, il Natale è anche l’occasione per rivedere l’adorato nonno Lorenzo (Diego Abatantuono), proprietario del delizioso alberghetto d’alta montagna che ospita i festeggiamenti della famiglia.

Quest’anno, però, i genitori di Chiara, Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi), hanno deciso di mettersi in macchina sotto il sole bollente d’agosto, per una visita fuori stagione a Lorenzo, perché hanno bisogno di lui per dare a Chiara l’amara notizia: si stanno separando. Forse, se glielo dicesse lui, la piccola soffrirebbe meno…

Il nonno, già in crisi perché rischia di dover vendere il suo amato hotel, accetta l’ingrato incarico di dare la notizia alla nipotina, ma prima vuole regalarle l’ultimo Natale felice… a Ferragosto!

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Cinema

Avatar 2: il trailer finale mostra l’epico assalto al clan Metkayina

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È arrivato online il terzo e ultimo trailer di Avatar: La Via dell’Acqua, che mostra in anteprima l’epico assalto della RDA al clan Metkayina.

Avatar: La Via dell’Acqua è il sequel del film con il maggior incasso di tutti i tempi, ed è scritto e diretto ancora una volta da James Cameron, ambientato più di un decennio dopo l’originale Avatar. Segue la famiglia Na’vi di Jake e Neytiri mentre si proteggono dai vari pericoli su Pandora. Avatar 2 ha già ricevuto due trailer che anticipano la straordinaria azione subacquea del sequel. Ora è arrivato il terzo e ultimo trailer che potete vedere qui sotto.

Durante il Monday Night Football è stato rilasciato il terzo e ultimo trailer di Avatar: La via dell’acqua che offre un ultimo sguardo completo all’attesissimo sequel prima che uscirà nei cinema il mese prossimo il 16 dicembre.

Mentre l’Avatar originale ha seguito l’introduzione di Jake al clan Omaticaya che vive nella foresta, il sequel sposta l’attenzione sul popolo acquatico di Pandora. All’inizio del trailer finale, Jake si rivolge alla tribù dell’acqua, il clan Metkayina, per cercare di mantenere la sua famiglia al sicuro. Sembra che la famiglia Sully stia cercando rifugio lontano dall’Amministrazione per lo sviluppo delle risorse. L’operazione mineraria è stata introdotta nel primo Avatar ed è tornata di nuovo nel sequel con le sue forze di sicurezza guidate ancora una volta dal colonnello Miles Quaritch (Stephen Lang).

Nonostante sia stato ucciso da Neytiri nel primo Avatar, Quaritch è stato riportato in vita dalla RDA diventando un Recombinant, un avatar incorporato nei ricordi di un soldato umano. Pertanto, Quaritch ricorda che Jake si è schierato con i Na’vi nel primo film e cercherà vendetta contro lui e la sua famiglia nel sequel. Il trailer finale di Avatar: La Via dell’acqua rivela solo un piccolo assaggio dell’assalto totale della RDA al clan Metkayina.

Fin dai primi giorni della campagna di marketing di Avatar: La via dell’acqua, era chiaro che il sequel di Cameron era incentrato su due concetti principali: acqua e famiglia. La straordinaria azione sottomarina del sequel, per la quale Cameron e la sua compagnia hanno dedicato molto tempo allo sviluppo di nuove tecnologie, è completamente visibile nel trailer finale, così come i temi familiari del film, che saranno la forza trainante del conflitto.

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Cinema

Anya Taylor-Joy vittima di bullismo

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L’attrice Anya Taylor-Joy ha rivelato di essere stata vittima di bullismo ai tempi della scuola: “mi chiudevo in bagno e piangevo”.

L’attrice protagonista di The Menu ora al cinema, si è aperta durante un’intervista per Daily Mail, raccontando alcuni momenti difficili vissuti al liceo a causa del bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni compagni. “Mi chiudevano negli armadietti” ha detto.

Anya Taylor-Joy sta vivendo un successo crescente a Hollywood ed è una delle attrici più richieste tra le giovani rivelazioni. Prossimamente la vedremo in Furiosa, spin-off di Mad Max Fury Road, e l’abbiamo conosciuta con il thriller Split al fianco di James McAvoy, per poi ritrovarla in The Witch, The Northman e altri film degni di nota. Senza dimenticare la serie tv La Regina degli Scacchi che ha conquistato in breve tempo pubblico e critica.

Sono stata molto fortunata con i miei genitori perché quando ero vittima di bullismo per il mio aspetto mia madre mi ha sempre ricordato quanto fosse più importante dare importanza a cosa si ha dentro di sé e non all’esterioritàDevo davvero ringraziare mia madre per il consiglio, perché mi è stato molto utile.

Anya Taylor-Joy in La Regina degli Scacchi

La sua famiglia è inglese, ma Anya è cresciuta in Argentina fino ai sei anni, per poi trasferirsi da adolescente in Inghilterra e poi a 14 anni a New York. Quindi non deve essere stato facile cambiare spesso scuola e amici.

La mia era una famiglia itinerante, all’improvviso ero in una grande città e non parlavo la lingua. Non mi sentivo adatta a nessun posto. Ero troppo inglese per essere argentina, troppo argentina per essere inglese e troppo americana per essere qualsiasi cosa. I bambini semplicemente non mi capivano in nessuna forma e spesso mi chiudevo negli armadietti.

Oggi è una star di Hollywood affermata e amata, ma un po’ di insicurezza è rimasta a farle compagnia, anche a causa di questo passato scomodo.

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