Il fascino di un film come Il figlio del deserto risiede non solo nella sua narrazione intensa, ma anche nelle location spettacolari che fanno da sfondo alla storia. Gli scenari scelti per il film contribuiscono in modo decisivo all’atmosfera del racconto. Così si trasforma il paesaggio in un vero e proprio personaggio.
Come sempre avviene nei film di Gilles de Maistre, tutto è ripreso dal vero. Dalle ambientazioni mozzafiato agli animali selvatici, che non vengono preventivamente “addestrati” e tornano alla loro vita selvaggia al termine delle riprese.
Dove è stato girato Il Figlio del Deserto
Ovviamente, la location principale del film Il Figlio del Deserto è proprio il deserto, che la giovane protagonista deve esplorare per capire finalmente se quella storia che le raccontava sua nonno da piccolina fosse vera. Quella del ragazzino salvato dagli struzzi nel Sahara.

Il Sahara “marocchino”
Anche se molti parlano del Deserto di Marrakech, in realtà questo non esiste. Il deserto a cui ci si riferisce, quando si parla del Deserto di Marrakech, è il Deserto del Sahara, la zona arida più grande del mondo, che arriva a includere tanti altri paesi come Algeria, Tunisia, Mauritania, Mali, Nigeria, Libia, Chad, Egitto e Sudan. Le due zone più importanti del Deserto del Sahara Marrocchino sono Zagora e Merzouga.
Il Deserto di Zagora
Il Deserto di Zagora è più arido e con un numero inferiore di dune rispetto a quello di Merzouga. Il vantaggio principale di Zagora è che si trova più vicino a Marrakech. Pertanto è il luogo più appropriato per le escursioni di breve durata (di due giorni e una notte).
Da Marrakech a Zagora ci sono 360 chilometri di distanza e si impiegano circa 7 ore per arrivare. Poiché si eseguono varie fermate lungo il percorso, il tragitto è stimolante e non è così noioso come si potrebbe pensare.
Il Deserto di Merzouga
Il Deserto di Merzouga è la parte più impressionante del Deserto del Sahara del Marocco ed è proprio lo scenario che ci si immagina quando si pensa al deserto. Pur non raggiungendo le magnificenza delle dune di paesi come Algeria e Libi, quelle di Erg Chebbi, al sud di Merzouga, raggiungono 150 metri d’altezza.
Non hanno nulla da invidiare a quelle dei deserti algerini e libanesi. Da Marrakech a Merzouga ci sono circa 550 chilometri di distanza e il viaggio dura più di 10 ore. Normalmente, ci si ferma una notte a metà strada, sia all’andata che al ritorno, magari riposando in un’haima.

Cosa è una jaima o haima
Il termine jaima (o haima) si riferisce alle tradizionali tende berbere utilizzate dai nomadi del deserto per vivere in viaggio. Il fatto che fossero realizzate in tela con una struttura rimovibile le rendeva facili da trasportare e da montare ovunque lungo il percorso.
Oggi le tende hanno ancora questo carattere facilmente smontabile e scalabile, ma sono anche concepite come luoghi più stabili negli accampamenti in mezzo al deserto.
Il rifugio per animali selvatici tra le location de Il Figlio del Deserto
Al termine delle riprese gli animali sono stati affidati a La Perle aux Oiseaux, vicino Marrakech, uno dei pochissimo rifugi per animali selvatici presenti in Marocco. L’obiettivo principale del rifugio è quello di proteggere le specie endemiche del luogo.
Tra questi ci sono uccelli, mammiferi e rettili, accogliendo nel parco animali feriti, in difficoltà o sequestrati dal traffico illegale di animali. I volontari del rifugio offrono loro cure adeguate, prima di rilasciarli nel loro ambiente naturale.

In questo contesto, la struttura si impegna a educare e informare il pubblico sulla necessità di proteggere gli animali selvatici attraverso visite personalizzate, laboratori didattici e molteplici altre attività. Questo con l’aiuto dei suoi partner educativi, scuole e associazioni.
Il rifugio conta oggi più di un centinaio di specie provenienti dai quattro angoli del globo. È possibile, esclusivamente su prenotazione, visitare il rifugio e vivere un’esperienza indimenticabile in un affascinante luogo di conservazione della biodiversità.


