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Giffoni 2026, Michele Riondino contro i colossi dello streaming: «Netflix si riempie le tasche grazie a noi»

Scintille all'apertura del Giffoni Workshop 2026. L'attore Michele Riondino e Cinzia Mascoli, presidente di Artisti 7607, hanno incontrato i giovani giurati per un dibattito sulla dura battaglia legale intrapresa dall'associazione contro Netflix.

Il Giffoni Film Festival 2026, ancora una volta, si conferma un faro per il futuro del cinema, con la presenza del primo appuntamento del Giffoni Workshop. Una serie di incontri straordinari, che vede coinvolti i giurati e personaggi del mondo dello spettacolo, tutti spinti da una forte passione artistica.

Ad aprire la 56° edizione del Giffoni, nella Sala Blu sono stati ospiti l’attore Michele Riondino e Cinzia Mascoli, presidente dell’associazione Artisti 7607. Al centro del dibattito, un dialogo con i giovani che stanno muovendo i primi passi nel mondo dell’industria cinematografica e sono preoccupati per il futuro.

Cos’è Artisti 7607

Si tratta di un organismo di gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi in Italia. Fondata nel 2013 da un gruppo di attori e artisti, dopo la liberazione del mercato dei diritti, sono riusciti a scardinare il monopolio storico del settore audiovisivo. Tra i soci che hanno aderito, spiccano Elio Germano, Neri Marcorè, Claudio Santamaria, Michele Riondino, Matilda De Angelis e la presidente Cinzia Mascoli.

Tra le loro maggiori funzioni, l’incasso dei proventi da emittenti e piattaforme, la ripartizione dei compensi agli artisti, la tutela del valore del lavoro degli attori, la trasparenza nei rendiconti online, la tutela legale e sindacale ai mandanti e il sostegno alla formazione con borse di studio e maternità. Ma si occupa anche di distribuire i compensi per lo sfruttamento delle opere, argomento molto caldo nel nostro Paese.

Intervista a Michele Riondino e Cinzia Mascoli

In occasione della presenza di due rappresentanti dell’associazione Artisti 7607, l’attore Michele Riondino e l’attrice Cinzia Mascoli, hanno risposto alle domande per NewsCinema.it. inerenti al loro impegno con Artisti 7607.

Oggi siete a Giffoni per un Workshop insieme ad Artisti 7607. Volevo chiedervi, quanto è cruciale, nel mercato audiovisivo attuale, che i giovani che vogliono fare questo mestiere capiscano fin da subito l’importanza di tutelare i propri diritti e il proprio lavoro artistico?

Michele Riondino: “Fondamentale, anche perché quando ti pagano per fare l’attore, sembra che ti abbiano fatto un regalo, non stai a pensare che in realtà si tratta di un mestiere. E che come mestiere ha anche dei diritti che devi rivendicare. Per questo, probabilmente, non facciamo attenzione ai nostri diritti, perché ci sembra che stiamo realizzando il nostro sogno, ma in realtà stiamo compiendo una funzione. Essere attori è una funzione all’interno della nostra società“.

Cinzia Mascoli: “Come dice Michele, noi abbiamo un complesso. A volte ci sembra incredibile riuscire a credere di riuscire a fare questo mestiere, che poi alla fine non ti preoccupi del resto. Queste opere hanno 50 anni di sfruttamento. Piattaforme come Netflix, bilanci alla mano, dovrebbero essere contenti di pagare gli attori, perché è grazie a questi pazzi, che hanno voglia di fare questo mestiere, che si riempiono queste scatole di intrattenimento”.

La Mascoli ha aggiunto: “Siamo sorpresi che siamo dovuti arrivare in Tribunale con Netflix, per chiedere lo 0,4% in proporzione dei loro ricavi, per pagare gli artisti che hanno migliaia di visualizzazione. finchè c’è gente che si mette in gioco, nonostante non abbia tutele questo mestiere, uno che ci guadagna così tanto da 50 anni, dovrebbe dire non lo 0.4% ma almeno l’1% come i musicisti da tanti anni”.

Il ruolo dell’attore secondo Michele Riondino

Per quanto riguarda il ruolo dell’attore nella società attuale, l’attore si è soffermato sul tema del Giffoni 2026 – ‘le cose impossibili’ – e su quanto questo termine, sia considerato stretto a chi svolge il suo lavoro.

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Ai ragazzi in sala che sognano di fare i registi o gli attori, ma temono che i loro sogni possano essere ‘impossibili’ come il tema del Giffoni di quest’anno, a causa delle barriere che impone questo settore, quale consiglio concreto ti senti di dar loro per superare questi limiti?

“Abbiamo fatto un incontro con i ragazzi che vogliono intraprendere questo percorso. Fondamentalmente per un attore è difficile accettare la definizione di impossibile. Definire qualcosa impossibile, significa giudicarla irraggiungibile e un attore non sta a giudicare. Non giudica se il personaggio è un mostro, un cattivo, un buono, uno stupido. La definizione di impossibile per un attore è difficile anche solo da pronunciare”.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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