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Serie tv

I 10 finali di stagione delle serie tv più controversi e discussi di tutti i tempi

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È davvero difficile trovare dei finali di serie Tv che riescano a mettere d’accordo tutti i fan. Solitamente al termine, iniziano i soliti dibattiti che vedono il pubblico diviso in due fazioni, tra chi è soddisfatto e chi deluso per il risultato finale. Tra i vari titoli, ecco le 10 serie dai finali più controversi di tutti i tempi. Chissà che troverete anche la vostra preferita!

Game of Thrones

Il tanto atteso finale della serie de Il Trono di Spade è stato accolto dai fan e dai critici con sentimenti contrastanti, per non dire altro. Alcuni sono stati felici di vedere Bran Stark, AKA il Corvo con tre occhi, prendere il Trono di Spade, mentre altri non hanno capito perché ci sia stato tanto interesse per il lignaggio di Jon Snow se poi non aveva la minima intenzione di rivendicare il suo legittimo posto. Tra le domande più gettonate dai fan, una su tutte tiene banco ancora oggi: Perché Bran?

Invece, le persone che hanno bocciato il finale, lo hanno odiato davvero. Quando è andato in onda il fatidico episodio nel maggio 2019, un fan ha persino lanciato una petizione per “rifare la stagione n. 8 di Game of Thrones con sceneggiatori competenti”. Al momento, la petizione di Change.org ha ottenuto più di 1,8 milioni di firme.

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Lost

Il vero motivo per cui il finale della serie Lost è stato così controverso è molto semplice: le persone non lo hanno capito. Quello che è realmente accaduto nel finale, ha visto gli abitanti dell’isola riunirsi in purgatorio. Alcuni di loro erano morti sull’isola all’inizio dello show; altri erano sopravvissuti e altri erano finiti in purgatorio solo dopo aver vissuto vite intere che non erano state scritte o trasmesse in televisione.

La confusione e la controversia derivano dal fatto che molte persone avevano frainteso e credevano che tutti fossero morti nell’incidente aereo all’inizio della serie. Vedere la reunion di tutti i personaggi, compresi quelli che erano morti in precedenza, ha reso molte persone furiose all’idea che l’intera serie fosse stata solo un sogno.

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How I met your mother

I fan di How I Met Your Mother non sono stati contenti del finale di serie dello show. Dopo nove stagioni, lo spettacolo ha finalmente rivelato ai fan come Ted Mosby ha incontrato la madre dei suoi figli, (che dà il titolo alla serie) solo per vederla morire e per farlo finire – nuovamente – con la ex, Robin.

In un articolo per  USA Today  intitolato “Perché sono ancora arrabbiato per How I Met Your Mother, due anni dopo”, Kelly Lawler ha scritto che “le decisioni di minimizzare la donna nello show per nove stagioni hanno preso in giro Ted negandogli un lieto fine (anche a noi che ci stavamo struggendo), insieme alla conclusione senza cerimonie del matrimonio tra Robin e il preferito dai fan Barney“. Nonostante sia passato molto tempo, le persone non hanno ancora superato questo finale di serie controverso.

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Gossip Girl

Dal primo giorno, i fan si sono domandati chi fosse questa ‘Gossip Girl’, ipotizzando qualunque nome femminile presente nel cast. Peccato, che dietro la sua identità misteriosa, ci fosse il ‘Lonely Boy’, il ragazzo solitario Dan Humphrey.

Se alcuni hanno amato questa rivelazione, altri erano completamente furiosi con gli sceneggiatori. Nel 2017, la giornalista Ciara Appelbaum su Insider scrisse un articolo nel quale sfatò l’idea che la Gossip Girl potesse essere il ragazzo di Brooklyn, con ben 12 esempi. Non c’è da stupirsi d’altronde, visto che la serie tv è famosa anche per i suoi buchi di trama…

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Angel

“Andiamo a lavorare”, dice il personaggio del titolo di Angel (interpretato da David Boreanaz ) prima che lui e il suo team decidono di fermare l’apocalisse per poi rendere lo schermo nero. Lo spettacolo, spin-off dell’iconica serie Buffy the Vampire Slayer ( Buffy – L’ Ammazzavampiri ) si è concluso con un cliffhanger che ha diviso i fan in due fazioni. Come ha spiegato Amanda Bell a TV Guide , “per molti fan, la dissolvenza in nero è diventato un punto di grande frustrazione perché le persone non hanno potuto vedere se ne sarebbero usciti vittoriosi o semplicemente se sarebbero andati contro la brigata della morte.”

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Una mamma per amica: di nuovo insieme

Tutti i fan che sono cresciuti con Una mamma per amica hanno fatto i salti di gioia, quando nel 2016 vennero pubblicati i nuovi episodi su Netflix. Quando la creatrice Amy Sherman-Palladino ha lasciato il pubblico a bocca aperta con il piccolo dialogo tra Lorelai e Rory, sedute sulle scalette del patio di Star Hallow, gli spettatori non hanno potuto far altro che commentare.

Quel “Mamma?” “Si?” “Sono incinta.” è stato uno shock per molti fan, che si stavano chiedendo se fossero di fronte a un finale improvviso e potenzialmente esasperante. Proprio questo aggettivo è dettato dal fatto che l’identità del padre del bambino è rimasto ancora adesso un mistero, e probabilmente non si saprà mai.

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Pretty Little Liars

I fan avevano un bel po’ di pensieri da condividere Quando il finale di Pretty Little Liars è andato in onda, i fan hanno avuto un bel po’ da fare nel commentare quanto visto.  “Sono rimasta seduta qui sentendomi un po’ come se avessi sprecato molte ore della mia vita per un episodio finale che non ha davvero funzionato. Mi ha solo lasciato ancora più confuso.” ha scritto Jennifer Maldonado per J-14 . 

Nel finale, l’anonimo antagonista noto come AD si è rivelato essere – aspettatelo – la sorella gemella malvagia (e britannica?) di Spencer che nessuno sapeva nemmeno esistesse. Forse i fan non hanno avuto tutti i torti nel risentirsi per questo strambo finale,

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Smallville

La serie WB incentrata sui primi anni di vita di Clark Kent / Superman, è durata per ben 10 stagioni. Tuttavia, il finale che gli sceneggiatori avevano pensato non è stato apprezzato da tutti fan, anzi, la delusione è stata talmente grande da essere ancora una ferita aperta, ancora oggi.

Dato che lo spettacolo era una storia sulle origini di Superman, i fan si aspettavano di vedere finalmente il protagonista (interpretato da Tom Welling ) completamente vestito con il suo costume da Superman nel finale. Invece, tutto ciò che hanno ottenuto è stato uno sguardo alle insegne mentre Kent si è strappato la camicia. Welling consapevole delle critiche, all’epoca ammise che fu una sua decisione di non indossare la tuta intera nello show. Tuttavia, questa giustificazione, non è andata giù ugualmente agli occhi dei suoi fan.

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House of Cards

House of Cards di Netflix è iniziato alla grande, ma tra una trama errante e la controversia giuridica che ha visto protagonista la star Kevin Spacey, si è concluso con un finale di serie che, come ha affermato Emily VanDerWerff di Vox , “sembra più incompleto di qualsiasi altra cosa da quando Dexter Morgan ha preso il boschi per diventare un taglialegna “.

Allora come si è conclusa la serie? La maggior parte dell’ultima stagione dello show ruotava attorno al mistero di chi aveva ucciso Frank Underwood – dovevano sbarazzarsi di Spacey in qualche modo – ed è stato finalmente rivelato nell’ultimo episodio che l’assassino era Doug Stamper, l’ex braccio destro di Frank. Una Claire Underwood incinta uccide Doug nello Studio Ovale con un tagliacarte, e i fan avrebbero dovuto applaudire l’eroina. Invece, molti spettatori hanno ritenuto che l’episodio fosse “una conclusione poco brillante di una storia che avrebbe potuto essere un modo potente per inquadrare un’ultima stagione”.

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Dexter

“Quando la scena finale è andata in onda sul piccolo schermo, la mia reazione non fu né di shock né di tristezza. Era rabbia”. Questo è ciò che Richard Rys ha detto sul finale della serie Dexter a Vulture, ricordando l’evento del 2013. E Rys non è stato il solo a mostrare dei sentimenti di indignazione, sebbene altri si sentissero più malinconici che indignati. La star dello show, Michael C. Hall , ha ammesso che la prima cosa che ha provato quando ha letto che il suo personaggio (Dexter), un vigilante assassino, sarebbe finito come un taglialegna eremita è stata ” una profonda tristezza”.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Servant | trailer e data di uscita della terza stagione

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Apple TV+ ha pubblicato oggi un primo teaser della terza stagione dell’acclamata serie originale Servant. La nuova stagione di 10 episodi debutterà il 21 gennaio 2022 con il primo episodio, proseguendo poi con il rilascio settimanale delle puntate ogni venerdì.

La serie nasce da un’idea del produttore esecutivo M. Night Shyamalan e racconta la storia di una coppia di Filadelfia colpita da una terribile tragedia che mette in crisi il loro matrimonio, aprendo così le porte della loro casa a una forza misteriosa. L’imminente terza stagione vedrà tornare su schermo l’intero cast della serie, tra cui Lauren Ambrose, Toby Kebbell, Nell Tiger Free e Rupert Grint nei panni rispettivamente di Dorothy, Sean, Leanne e Julian, il fratello di Dorothy. Nei nuovi episodi comparirà anche un nuovo personaggio interpretato da Sunita Mani (Spirited, Mr. Robot, GLOW).

I registi della terza stagione saranno M. Night Shyamalan, Ishana Night Shyamalan, Carlo Mirabella-Davis, Dylan Holmes, Celine Held, Logan George, Kitty Green, Veronika Franz e Severin Fiala. I venti episodi delle prime due stagioni sono disponibili in streaming su Apple TV+.

Di seguito il nuovo teaser trailer pubblicato in queste ore:

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Vita da Carlo | conferenza stampa della serie Amazon con Carlo Verdone

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L’anteprima dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo scritta e diretta con Carlo Verdone è stata seguita da un’interessante conferenza stampa alla presenza di tutto il cast e dei produttori De Laurentiis. Tra gli argomenti principali, la linea sottile tra finzione e realtà e la possibilità di avere come Sindaco di Roma, l’attore romano. La serie sarà disponibile dal 5 novembre su Amazon Prime Video.

Le origini della serie Vita da Carlo

Ad aprire le danze, la prima domanda inerente a come sia nata l’idea di creare una serie come questa e alla scelta di una cifra stilistica differente rispetto ai lavori del passato.

“Devo ringraziare lo sceneggiatore Pasquale Plastino per avermi convinto a farlo. Era una nuova opportunità, una nuova strada da percorrere. È stato un lavoro molto impegnativo come attore e regista e per questo ho chiesto aiuto ad Arnaldo Cantinari come co-regista. Mi sono detto ‘proviamoci’, magari ho più libertà rispetto a quando faccio film. Ho notato che tutto è più dilatato, non soffi l’ansia di interpretare momenti in cui devi far ridere e subito dopo far piangere.

Ci sono voluti due mesi per scrivere 10 episodi, avevamo le idee molto chiare. C’è molto della mia vita privata e mi sono trovato a recitare in maniera differente, rispetto al passato. Ho vissuto tutto con maggiore naturalezza. Mi sono accorto inoltre, che non assomiglia a nessun altra serie italiana interpretata fino a oggi. Ho potuto contare anche su un cast pronto, che non mi ha fatto perdere tempo a spiegare cosa fare. A parte Anita (Caprioli) con la quale ho fatto già tre film; con Max che si è rivelato perfetto nei panni del mio migliore amico con il quale avevo già recitato una volta, ad esempio i tre giovani attori, avevano già la parte dentro di loro. Aiutarli è stato un lavoro davvero gratificante.”

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Carlo Verdone a un passo dal diventare Sindaco di Roma

Una delle domande che tutti i presenti avrebbero voluto porre all’attore romano riguardava la sua candidatura come Sindaco di Roma. Ma nella realtà, questo proposta è avvenuta? E cosa ne pensa del neo eletto sindaco Roberto Gualtieri.

“Considerate che il 35-40% delle cose che vedrete nella serie è vera. Si, la proposta mi venne fatta molto tempo fa. Sono venuti anche con dei sondaggi alla mano. Mi ci sono voluti 30 minuti per rispondere che nella vita bisogna saper far bene una sola cosa e io so fare solo il cinema. Per riuscire nelle cose, bisogna avere passione e preparazione e io non ho la seconda. Ma poi, perché avrei dovuto abbondare il mio lavoro nel cinema?

“Quanto a Gualtieri, non lo conosco. Fare il Sindaco vuol dire fare squadra con persone che siano oneste, rapide e che sappiano snellire la burocrazia di questa città. Si deve partire dalla periferia che è ridotta malissimo.”

Basta al politicamente corretto!

Un argomento che tiene banco in tutto il mondo è l’estremizzazione (in alcuni casi) del politicamente corretto. L’inserimento di un personaggio ebreo interpretato da Alessandro Haber, ha portato Carlo Verdone a rispondere su questo argomento.

“Posso dire una cosa? Non se ne può più di questo politicamente corretto. C’è il terrore di scrivere. Ogni volta stavamo dieci minuti a pensare cosa avrebbe potuto provocare una frase piuttosto che un’altra. Il pezzo che fa Haber si avvicina a Il Mercante di Venezia di Shakespeare, al monologo di Shylock. Non c’è alcuna stoccata al politicamente corretto. Anzi, da un punto di vista di un personaggio ebreo, per me può aver detto anche la verità.”

Vita da Carlo | La linea sottile tra realtà e finzione

I diretti interessati alla domanda inerente alla realtà e la finzione spesso uniti nel corso degli episodi, sono stati Max Tortora, Monica Guerritore e Anita Caprioli.

Tortora: ” Mai come in questo caso, realtà e finzione sono presenti. Questa serie ha un taglio internazionale e per me è stato un vero onore farne parte. Ogni giorno che passavo a leggere la sceneggiatura mi rendevo conto che avevano scritto cose vere su di me, pur non sapendolo. Mi sono detto ‘ ma questi sanno più cose di me, che manco io conosco’. E poi, anche il fatto che la gente mi scambia per De Sica, lui non lo sapeva (riferendosi a Verdone) ma una volta una maestra insieme ai suoi bambini, li rimproverò dicendogli ‘bambini lasciate in pace il signor De Sica’.

Guerritore: ” Interpretare il ruolo di Gianna, l’ex moglie amata e presente nella vita di Carlo è stato un grande piacere per me. Tutti questi legami che vediamo nella serie aiutano a raccontare la storia di un italiano compiuto. Dopo aver fatto la madre di Francesco Totti, il re di Roma, non potevo non interpretare l’ex moglie dell’Imperatore di Roma.”

Caprioli: ” La cosa bella del rapporto tra la farmacista e Carlo è il fatto che lei sia affascinata da questo uomo, che la fa divertire e non dal personaggio. Lavorare con Carlo è sempre bello, anche perché tutta la serie è basata sull’ascolto e su ciò che la gente gli dice”.

Ed infine, citando la serie A casa tutti bene diretta da Gabriele Muccino e presentata ieri sempre a Roma, è stato chiesto a Verdone se questo passaggio dal cinema alle serie sia ‘obbligatorio’ visto il periodo delicato che sta passando la settimana arte da circa due anni.

“Se va bene questa serie non escludo che possa esserci una seconda. L’idea della serie è arrivata prima della pandemia. Io ho i miei anni e volevo fare la mia prima serie, cimentarmi in qualcosa di nuovo. Il pubblico giovane segue molto questi prodotti e spero che le sale possano tornare piene molto presto. Lo auguro a me e ai miei colleghi.”

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Vita da Carlo | i primi quattro episodi della serie scritta e diretta da Verdone

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Vita da Carlo
4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Questa mattina sono stati presentati i primi quattro episodi della serie Vita da Carlo alla Festa del Cinema di Roma. Scritta da Carlo Verdone insieme a Nicola Guaglianone, Menotti, Pasquale Plastino, Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni è stata diretta da Verdone in collaborazione con Arnaldo Cantinari. La serie Vita da Carlo sarà disponibile nei prossimi mesi su Amazon Prime, Sky Q e Now Smart Stick.

Carlo Verdone, l’uomo giusto per Roma

La serie Vita da Carlo è uno dei titoli più attesi di quest’anno nel catalogo di Amazon Prime Video. Durante i dieci episodi della durata di trenta minuti ognuno, della serie di e con Carlo Verdone verranno mostrati alcuni spaccati della sua vita. Non si parlerà solo della sua carriera, ma verrà mostrato Verdone come cittadino di Roma. O meglio, come l’uomo giusto per risollevare le sorti della città di Roma.
Questo aspetto non toglierà sarà spazio alle risate, alla commozione, nel ricordare (o scoprire) aneddoti narrati nei suoi libri, come la storia della signora Erminia.

Tra gli amici intervenuti in questi primi episodi, oltre alla presenza di Anita Caprioli nel ruolo della farmacista di fiducia di Verdone, appaiono anche l’attore Alessandro Haber e il cantante Antonello Venditi. Nel ruolo della ex moglie Gianna c’è Monica Guerritore, mentre i figli Giovanni e Maddalena, sono interpretati rispettivamente dall’attore Filippo Contri e Caterina De Angelis, figlia di Margherita Buy e del medico Renato De Angelis.

Leggi anche: Festival di Roma: Carlo!, la recensione

Leggi anche: Oscar 2014, Carlo Verdone commenta la vittoria di Sorrentino

La recensione dei primi quattro episodi della serie Vita da Carlo

Se amate Carlo Verdone non potete perdervi questa serie. Dopo aver iniziato come attore, sceneggiatore e regista cinematografico, questa volta il suo campo di battaglia è la serie. Una scommessa – che almeno a vedere i primi 4 episodi – risulta essere assolutamente vinta. Cosa lo rende speciale e semplice allo stesso momento? La genuinità nel raccontare alcuni aspetti della sua vita. Così come viene mostrato in Vita da Carlo, quando si incontra Verdone per strada è impossibile non fermarsi per chiedere un selfie, un autografo o – per i più audaci – una battuta di uno dei suoi personaggi più famosi. Rendere partecipe il pubblico, facendolo sentire parte integrante della storia, non è un aspetto comune a molti altri artisti.

In particolar modo, il discorso incentrato su tutti gli aspetti negativi di Roma, come l’immondizia e la mancanza di cariche politiche adatte a governare una città del genere, colpiranno sicuramente il pubblico romano. Se il primo episodio fosse andato in onda prima delle elezioni del nuovo sindaco di Roma, è probabile che alcuni cittadini avrebbero segnato il nome di Verdone sulle schede.
Un altro esempio di genuinità e veridicità è facilmente riscontrabile nelle parole utilizzate dall’attore di fronte alla sua farmacia di fiducia, a seguito di un incidente causato da una delle migliaia buche di Roma.

Dai primi quattro episodi (su 10 totali) si percepisce l’attenzione di Verdone per tutto il suo mondo.
La farmacia di quartiere, che sembra frequentare come se fosse il bar della piazza, unita alla nota ipocondria, sono parte del cuore di questa serie. L’altro pezzo di cuore sono la famiglia e gli amici che ricoprono un ruolo fondamentale nella sua vita. Le risate provocate dal duo Carlo Verdone e Max Tortora insieme alla passione sfegatata per la Roma, porteranno ben più di una risata.

I silenzi e gli sguardi di ‘Carlo’ come amano chiamarlo i romani quando lo incontrano, come se fosse uno di famiglia, mostrano non solo la stanchezza e la confusione, ma anche la fragilità di un uomo che sembra avere tutta Roma ai suoi piedi ma che in realtà, ogni giorno sente il peso delle responsabilità come padre e come artista. Se a preoccuparlo inizialmente è l’idea di realizzare un film drammatico, ci penseranno due persone a distoglierlo da questo pensiero.

Il primo sarà il produttore Ovidio, fissato con l’idea che il pubblico vuole solo ridere con Verdone, chiedendogli di fare un film con una versione più “matura” dei suoi storici personaggi. Mentre dall’altra parte c’è il presidente della Regione Signoretti, che vuole candidare Carlo Verdone come Sindaco di Roma. Queste proposte che non lo convincono per nulla, lo metteranno di fronte a un bivio: iniziare un nuovo cammino in politica o continuare a fare cinema ma scendendo a compromessi?

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