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Power Rangers, 10 mostri della serie originale che vorremmo vedere nel film

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Il 24 marzo tornano i Power Rangers di Saban sul grande schermo. L’ultimo film risale a venti anni fa ma questo nuovo progetto ritrova non solo i personaggi originali, ma anche i classici cattivi come Rita Repulsa (ruolo nel nuovo film interpretato da Elizabeth Banks) e Goldar. Tuttavia, non sembra probabile che il film possa utilizzare molti dei mostri giganti resi celebri nelle serie dei Power Rangers.

Parte del fascino dei Power Rangers di Mighty Morphin era rappresentato dal valore intrinseco delle creature low budget che davano del filo da torcere agli eroi mascherati. Lo show originale e le sue stagioni successive sono state create intorno alla serie giapponese Super Sentai, ma dobbiamo ammettere che questo offriva davvero dei mostri fantastici seppure ridicoli. Potenzialmente qualsiasi oggetto inanimato potrebbe diventare il prossimo grande villain.

Prima che la nuovo film arrivi nei cinema ad Aprile, abbiamo messo insieme un elenco dei nostri mostri preferiti dei Power Rangers dalla serie originale.

Re Sphinx

Oltre ad essere uno dei mostri più memorabili ad essere stato progettato, Re Sphinx guadagna un posto in questo elenco grazie alla sua abilità di lottatore. A differenza di molti cattivi dei Power Rangers, Re Sphinx potrebbe effettivamente combattere con i Rangers anche da fermo e riuscirebbe a sconfiggere il Red Ranger (Austin St. John), grazie ad un assist di Goldar. Naturalmente ci vuole il Megazord per mettere re Sphinx al tappeto per bene. Ma questo è sicuramente un furfante che si desidera vedere di nuovo, se i produttori magari non sanno ancora chi scegliere.

Impursonator

Potete immaginare Kristen Schaal come la voce di uno dei cattivi dei Power Rangers? Perché probabilmente potrebbe essere Impursonator, una bizzarra cattiva tratta dalla serie originale. Impursonator era letteralmente una borsa accidentalmente trasformata da Rita Repulsa (interpretata da Carla Perez e con la voce di Barbara Goodson), e ha assunto vita propria. Mentre il design per Impursonator non era tra i più raffinati del film, lei era sorprendentemente pericolosa… tanto che ha reso la sua una minaccia davvero reale. Inoltre ha anche rubato uno dei Zords e lo ha utilizzato per combattere i Rangers.

Pirantishead

Pirantishead è un altro dei mostri popolari dei Power Rangers. Ci sono un sacco di cattivi cool nei Power Rangers, ma quanti di loro hanno la faccia a forma di pesce? Pirantishead è in una classe a parte, ed è stato anche uno dei pochi cattivi dei Power Rangers che è riuscito a girare il Zords contro gli eroi. E sì, Pirantishead è stata una vera e propria anteprima del piranha Zedd.

Il terrificante Toad

Il terrificante Toad è uno dei mostri più stupidi dei Power Rangers. Il terrificante Toad non è memorabile per il suo design o il suo aspetto. Forse è meglio ricordato per il divertentissimo modo con il quale ha realmente ingoiato i vari Power Rangers per interi e sconfitto quasi del tutto il team. Tecnicamente l’indigestione dei Rangers si è trasformata in energia prima di essere immessa nel suo stomaco. La Ranger rosa (Amy Jo Johnson) è stata l’ultima Ranger che ha combattuto il terrificante Toad, appena ha avuto modo di fornirgli il colpo mortale.

Mutitus

Un altro dei grandi mostri dei Power Rangers è Mutitus, uno dei cattivi più suggestivi dai primi giorni dei Rangers, e uno dei più potenti. Mutitus non solo ha tenuto botta contro il Megazord e il Dragzonzord, ma ha mutato la sua forma in una ancor più impressionante, dando del filo da torcere ai Rangers.

Face Stealer

L’ elenco dei mostri dei Power Rangers non sarebbe completo senza Face Stealer! nascosto dietro la sua faccia di zucca. Face Stealer potrebbe letteralmente leccare la faccia delle sue vittime e inglobarli nel proprio corpo. Se David Cronenberg dovesse mai decidere di creare un cattivo, sarebbe probabilmente come questo.

Eye Guy

Perché Eye Guy? Se non sei mai stato strisciato fuori da un personaggio che ha troppi occhi, Eye Guy può aiutarti. Realizzato interamente da occhi, che nascondevano il suo occhio gigante dentro di lui. Eye Guy è stato anche uno dei pochi cattivi dei Power Rangers ad essere tornato più volte nello show!

Snizzard

Potreste aver sentito dire che Bryan Cranston di Breaking Bad è stato ancora una volta un attore che ha avuto due ruoli di doppiatore nel ruolo di Mighty Morphin in Power Rangers. Snizzard era uno di quei mostri, che ha avuto la voce di Cranston. Molto simile a Eye Guy, Snizzard era fatto praticamente da tanti serpenti. Includeva anche un cobra che compone le sue braccia e le gambe, nonché il “tonsil serpente” che ha usato come arma a proiettile. Ma forse la sua capacità più inquietante era il modo in cui poteva sganciare completamente la sua mascella. Anche in questa forma primitiva, Snizzard probabilmente ha dato ai giovani fan dei Power Rangers un paio di incubi.

Lanterra

È davvero difficile andare contro un mostro creato da una lanterna, ma il modo in cui la bocca di Lanterra è stata incorporata nel suo design è veramente impressionante. Lanterra ha guadagnato il suo posto su questo elenco di stile, ma il suo memorabile visual si distingue dai classici cattivi.

Blue Globbor

Nonostante il suo nome fosse ridicolo, Blu Globbor era uno dei nemici più elastici che i Power Rangers hanno mai affrontato. Anche dopo esser stato apparentemente distrutto da uno dei Zords, Blu Globbor continuava a tornare, pur assumendo nuove forme di minaccia per i Rangers. Ma la cosa che ha portato Blu Gobbor ad un livello successivo di minaccia è stato il modo in cui era legato a Ninjor, uno degli alleati più stretti dei Power Rangers. I Rangers non erano in grado di colpire Blu Gobbor senza ferire il loro amico.

Naturalmente, Ninjor eventualmente colpito da Globbor blu, potrebbe essere un altro cattivo per i Rangers di adesso.

Fonte: ComingSoon.Net

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Cinema

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, rilasciata una nuova interessante featurette

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Milioni e milioni di fan sparsi in tutto il mondo, non vedono l’ora di tornare nel mondo della magia con il secondo capitolo di Animali Fantastici. Warner Bros. Pictures ha deciso di rilasciare una nuovissima featurette in vista dell’imminente uscita nelle sale del sequel fantasy  Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. All’interno della clip potrete ascoltare le interviste all’autrice JK Rowling e ad alcuni componenti del cast che parlano di Johnny Depp e dei personaggi di Ezra Miller rispettivamente come Grindelwald e Credence .

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald è la seconda delle cinque nuove avventure nel mondo magico ideato e scritto da JK Rowling. Il film vedrà nuovamente la partecipazione di Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamandar e di Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. Altri grandi nomi sono quelli di Claudia Kim, Zoe Kravitz, Callum Turner, con Jude Law nei panni di Silente e Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald.

Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald

Come molti di voi ricorderanno, alla fine del primo film, il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Depp) era stato catturato dal MACUSA (Magical Congress of the United States of America), con l’aiuto di Newt Scamander (Redmayne). Ma, facendo leva sulla sua minaccia, Grindelwald era riuscito a sfuggito alla custodia con l’intento di iniziare a radunare diversi seguaci, il punto centrale della sua agenda: portare al potere i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non-magici.
Nel tentativo di contrastare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Law) arruola il suo ex studente Newt Scamander, che accetta di aiutare, ignaro dei pericoli che lo attenderanno. Le linee guida da seguire ovviamente sono quelle dell’amore e della lealtà, anche tra gli amici e la famiglia più veri, in un mondo magico sempre più diviso.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald  è stato diretto da David Yates, ideato da una sceneggiatura di JK Rowling e prodotto da David Heyman, JK Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram.

Animali fantastici: I crimini di Grindelwald arriverà nelle sale italiane il 16 novembre 2018.

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Guida tv

Stasera in tv: i film da non perdere il 26 settembre

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io che amo solo te

Se la vostra serata prevede divano e popcorn siete nel posto giusto. Per evitare di perdere tempo facendo zapping senza sapere cosa vedere, ecco alcuni consigli per scegliere un film tra quelli previsti stasera in tv per questo 26 settembre.

Film in tv 26 settembre 2018

1) Io che amo solo te in onda su Rai 1 alle 21.25 di Marco Ponti con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Maria Pia Calzone, Eugenio Franceschini, Michele Placido, Luciana Littizzetto, Eva Riccobono, Dario Bandiera, Enzo Salvi, Dino Abbrescia, Alessandra Amoroso.

Trama: Polignano a Mare. Ninella, una vedova 50enne considerata la più bella sarta del paese, è da sempre innamorata di don Mimi’, ma non ha mai potuto coronare il suo sogno d’amore con lui. Il destino, però, le riserva una sorpresa inaspettata: sua figlia Chiara, infatti, sposerà Damiano, proprio il figlio di don Mimi’. Il matrimonio tra i due ragazzi, vero e proprio evento nell’arroccato paesino, richiederà una lunga ed estenuante preparazione supervisionata dalla “First Lady”, moglie di Mimi’ e futura suocera di Chiara, a cui risulterà tutt’altro che semplice tenere tutto sotto controllo. Soprattutto suo marito…

2) Cars 2 in onda su Rai 2 alle 21.20 di Brad Lewis, John Lasseter.

Trama: Saetta McQueen insieme al suo amico Cricchetto partecipa a una corsa automobilistica indetta per promuovere un tipo di carburante ecologico. Alcune auto russe cercano di screditare il nuovo carburante, ma l’agente McMissile e Holley Shiftewell sono sulle loro tracce.

Cars 2

Cars 2

3) Nel centro del mirino onda su Rai Movie alle 21.10 di Wolfgang Petersen con Clint Eastwood, John Malkovich, Rene Russo, Dylan McDermott.

Trama: Dal giorno in cui hanno ucciso Kennedy a Dallas, Frank Horrigan, un agente dei servizi segreti degli Stati Uniti, non si è più ripreso. Oggi Horrigan è a un passo dalla pensione ma è ancora li’ a badare alla sicurezza dell’attuale Presidente. Un giorno inizia a farsi vivo un aspirante attentatore. L’uomo si fa chiamare Booth – come l’assassino di Abramo Lincoln – e dimostra di essere al corrente delle ossessioni di Horrigan. Inizia cosi’ un duello a distanza tra il misterioso personaggio e l’agente.

4) Caccia a Ottobre Rosso in onda su La 7 alle 21.15 di John McTiernan con Sean Connery, Scott Glenn, Alec Baldwin, Joss Ackland, Tim Curry.

Trama: Nel 1984, Ottobre Rosso, il più sofisticato sottomarino atomico dell’Urss, parte per una missione di cui gli americani riescono a decifrare il significato. Finche’ Jack Ryan, della CIA, intuisce che il comandante Ramius intende disertare e consegnare il sommergibile agli americani. Ma anche i sovietici hanno intuito il progetto e si mettono sulle tracce di Ottobre Rosso per distruggerlo. Ryan si fa calare con un elicottero nell’unita’ subacquea Dallas, comandata da Bart Mancuso, e l’inseguimento comincia. Ramius però è troppo bravo per farsi prendere.

Caccia a Ottobre Rosso

Caccia a Ottobre Rosso

5) 58 minuti per morire – Die Harder in onda su Iris alle 21.00 di Renny Harlin con Bruce Willis, Bonnie Bedelia, Franco Nero, William Sadler.

Trama: Il tenente di polizia John McClane si reca all’aeroporto ad aspettare la moglie. Ma l’aeroporto viene “sequestrato” da un gruppo di terroristi, capeggiati da un ex ufficiale dei corpi speciali, che non esita ad abbattere un aereo pieno di passeggeri per perseguire il suo scopo: fare atterrare e prelevare, salvandolo cosi’ dal meritato processo, un dittatore sudamericano. McClane risolve la situazione.

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Cinema

Venezia 75, perché ROMA di Alfonso Cuarón ha vinto il Leone d’Oro

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Alla fine il Leone d’oro della 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è andato al film che tutti (critica e pubblico del festival) consideravano il più quotato: Roma di Alfonso Cuarón. Non c’è quindi alcuna dietrologia che tenga: la decisione della giuria presieduta da Guillermo Del Toro non deve essere letta alla luce del dibattito su Netflix (c’è chi parla di scelta simbolica nel premiare un film prodotto dal colosso americano) né alla luce della decennale amicizia che lega i due registi messicani.

Persino la qualità effettiva del film (che non è in discussione) ricopre una importanza marginale nelle logiche festivaliere, nonostante quello di Cuarón venisse considerato da molti non solo il film con più possibilità di vincere ma anche il più bel film in concorso, cosa non affatto banale. Ogni premio assegnato dalla giuria è frutto di un lavoro di continua mediazione, che è la ragione per la quale dai palmarès dei festival più rinomati vengono storicamente esclusi i film più controversi ed audaci (è successo anche quest’anno a Venezia con Killing di Shin’ya Tsukamoto, un’opera senza dubbio bellissima ma complessa e di difficile accesso). 

Roma è invece un film poco spendibile commercialmente (in un concorso invece molto improntato al mainstream) perché denso e sofisticato, ma allo stesso tempo abbastanza classico (le citazioni a Federico Fellini si sprecano) da riuscire ad incontrare il gusto di tutti i giurati. Non fatichiamo quindi a credere alle parole di Del Toro, il quale ha dichiarato che la decisione di assegnare il Leone d’oro al film di Cuarón è stata presa all’unanimità con nove voti a favore e zero contrari. Quello del regista messicano è un amarcord che rielabora fatti della sua biografia ed avvenimenti storici in una epopea personale che è tanto reale quanto idealistica. Le vicende di una famiglia medioborghese si intrecciano con quelle della domestica messicana che si prende cura di loro (e che a sua volta sarà accudita nei momenti di difficoltà dalla “padrona di casa”) in una visione interclassista della società (sperata e non realistica) non così diversa da quella che già emergeva in Y tu mamá también. 

Nell’assegnazione dei premi, la giuria di Venezia 75 non ha nascosto la volontà di veicolare un messaggio sociale attraverso le proprie decisioni, come testimoniano i riconoscimenti assegnati a The Nightingale, film per nulla memorabile ma dalla chiara connotazione politica e femminista. Anche in questa ottica il film di Cuarón sembra essere la scelta migliore: come già in Gravity, anche nel suo nuovo lavoro il cineasta messicano rende evidente la propria predilezione verso il genere femminile, il solo in grado di accudire e proteggere, che in ogni modo deve difendersi da quello maschile, distruttivo e mai in grado di unire ma solo di dividere. Se è vero infatti che il concorso di Venezia è stato caratterizzato dalla quasi totale assenza di registe (solo una donna in concorso, Jennifer Kent, l’autrice di The Nightingale, appunto) è anche impossibile non accorgersi dei tanti film in programma in grado di parlare di donne sia direttamente (The Favourite, altro grande trionfatore) che indirettamente (The Sisters Brothers, con un cast tutto maschile ma in cui lo stereotipo della virilità viene deriso e ribaltato). 

Paradossalmente quest’anno il film vincitore della Mostra del Cinema rischia di non arrivare in sala o di arrivarci solo per un passaggio fugace (che poi è quello che è avvenuto, per ragioni differenti, con tanti altri Leoni d’oro degli anni passati). Eppure il film di Cuarón, con lunghi piani sequenza, con il suo bianco e nero in 65mm e con l’uso incredibile che fa del sonoro, sembra essere uno di quei prodotti impossibili da fruire in maniera ottimale in un luogo che non sia la sala cinematografica. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: per la prima volta un film che non vuole essere a tutti i costi appetibile al grande pubblico non sarà destinato all’oblio, ma arriverà su di una piattaforma in grado di garantirne la massima diffusione. E sarà forse questo il grande merito del 75esimo Leone d’oro.

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