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Biografie

Ryan Reynolds | La biografia tra gavetta, successi e flirt

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Nato a Vancouver il 23 ottobre 1976, Ryan Rodney Reynolds è l’ultimo di quattro fratelli, due dei quali arruolati nelle forze dell’ordine. La mamma era una commessa e il papà un commerciante.

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Ryan Reynolds in una scena di Hobbs & Shaw

Nelle sue vene scorre sangue irlandese, sebbene la sua appartenenza canadese venga prima di tutto e ne sia molto orgoglioso, tanto da sfoggiarla ad ogni occasione possibile.

Ryan Reynolds, dalla drogheria al firmamento

Prima di intraprendere la strada della recitazione, inizialmente ostacolata dalla bocciatura al corso di arte drammatica, Ryan ha lavorato in una drogheria… Ma ve lo immaginate di andare a fare la spesa e trovare uno come lui?

Fatto sta che frutta, verdura e generi alimentari non facevano evidentemente al caso suo, motivo per cui decide di trasferirsi in Florida in cerca di fortuna. Con quel carisma, la determinazione e l’intraprendenza, non ci vuole molto prima che Hollywood si accorga di lui, e ne faccia uno dei suoi cavalli di battaglia.

Leggi anche: Deadpool e Guardiani della Galassia, Ryan Reynolds vorrebbe un crossover

Quattro stagioni delle serie tv Due ragazzi e una ragazza (1998-2001) lo conducono dritto dritto sul set del demenziale Maial College, dai produttori di American Pie, e al fianco di Michael Douglas in Matrimonio impossibile, remake di Una strana coppia di suoceri del 1979.

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Ryan Reynolds in una scena di Due ragazzi e una ragazza

Ma è nel 2004 che arriva la così chiamata breakthrough performance, quella che lo impone definitivamente e brillantemente nel firmamento delle star. Oltre che avvicinarlo al marchio Marvel.

Hannibal King indica la strada da seguire, tra horror e action movie

Il suo Hannibal King entra negli annali del cinema, un certo tipo di cinema, appartenente alla corrente dei cinecomic. In Blade: Trinity è senza dubbio lui uno dei protagonisti indiscussi della scena: il piano sequenza che parte dal basso a inquadrare il suo fisico scolpito – per cui mise su più di 10 kg di massa – mentre è in catene e sotto tortura, viene ancora ricordato dettagliatamente a distanza di più di 15 anni.

E si impone all’attenzione del pubblico anche quel suo modo di fare sarcastico, sfrontato e irresistibile.

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Ryan Reynolds in una scena di Blade: Trinity

I successivi Amityville Horror e Smokin Aces’ sono passaggi obbligati e gli permettono di continuare a sfruttare le potenzialità già esibite, tra le quali va ricordata anche la sua incredibile abilità nelle arti marziali.

A chiunque pensi che Ryan Reynolds sia solo questo, va chiarito il percorso condotto dall’attore, capace di gestire una vera e propria gavetta, partendo dal basso e con le poche carte a sua disposizione e arrivando infine alla popolarità, dimostrando di avere altre inattese cartucce da far esplodere.

Il lato sensibile di Ryan Reynolds e l’esplorazione del cinecomic

The Nines, Un segreto tra di noi, Buried e lo stesso Certamente, forse mettono in luce una sensibilità perfetta per il genere drammatico ma anche per la commedia e il romance, dei quali esplora alcune tematiche e suggestioni particolari – vedi Adventureland, in cui fa perdere la testa a una giovanissima Kristen Stewart, o Ricatto d’amore, dove regala un’altra delle sue scene cult.

Nel 2009 torna nell’universo Marvel con il ruolo di Wade Wilson, in arte Deadpool, nella pellicola di Gavin Hood X-Men le origini: Wolverine. Qui conosce Hugh Jackman e sarà l’inizio di una splendida e particolare amicizia, grazie alla quale possiamo spesso godere di sketch unici e spassosi – per averne un assaggio basta navigare sui profili social dei due.

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Ryan Reynolds e Hugh Jackman

Un passo decisivo che lo condurrà a vestire l’inconfondibile costume rosso di uno dei personaggi di fumetto più celebri e amati di tutti i tempi. Ma non prima di aver fatto un grande scivolone, forse l’unico della sua ricca carriera, con Lanterna verde.

Lanterna verde, Deadpool rosso

Dopo aver battuto nomi del calibro di Bradley Cooper e Justin Timberlake per la parte, Ryan si trasforma in Hal Jordan (supereroe targato DC Comics) e ci prova in tutti i modi a far funzionare le cose, ma il film diretto da Martin Campbell si rivela un fiasco clamoroso, e ne è ben consapevole anche lui, tanto che qualche tempo fa su Twitter sconsigliava addirittura i suoi fan a noleggiarlo online.

Il lato positivo dell’intera faccenda però c’è, da un altro punto di vista: sul set conosce infatti la donna della sua vita, la bellissima Blake Lively.

Siamo quindi al 2016, l’anno del primo Deadpool, vincitore di due Mtv Movie Awards – per il Miglior combattimento e la Miglior performance comica, a cura ovviamente di Ryan Reynolds. Rispetto al personaggio di X-Men le origini, questa nuova versione del supereroe Marvel è dissacrante, travolgente, simpatica. Tutta un’altra storia insomma.

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Ryan Reynolds nei panni di Deadpool

E non a caso ne è stato relizzato un sequel un paio di anni dopo, per il quale ha anche collaborato alla sceneggiatura, e si attende l’arrivo in sala del prossimo.

La portata del progetto si deve a una eccezionale mescolanza di elementi (contenutistico, stilistico, attoriale), ciascuno dei quali studiato e calibrato, a volte verso il parossismo, al fine di regalare la migliore esperienza cinematografica possibile. E senza tradire quella che è l’anima del fumetto.

Nuovi progetti e iniziative benefiche

A seguire troviamo progetti più o meno degni di nota, come Life – Non oltrepassare il limite, Detective Pikachu dove presta la voce al piccolo protagonista giallo – e l’adrenalinico 6 Underground di Michael Bay, tra le più accattivanti proposte targate Netflix.

Per quanto riguarda altri aspetti della carriera di un attore come Ryan Reynolds, sappiamo che ha ottenuto una stella su due Walk of Fame distinte, la più conosciuta a Hollywood, durante la cui cerimonia era accompagnato dalla famiglia al gran completo, e quella canadese a Toronto, ha scalato la vetta della classifica stilata da People di uomo più sexy ed è stato inserito dalla rivista Life tra le 100 personalità più influenti al mondo.

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Ryan Reynolds sulla Walk of Fame con la famiglia

In tal senso non sorprendono le varie iniziative di cui si è reso spesso protagonista con associazioni come Make-A-Wish e Children’s Wish Foundation, ma anche in questo periodo di pandemia è stato molto attivo insieme alla Lively, donando fondi e materiali per fronteggiare la pandemia.

Ryan Reynolds e il gentil sesso | La vita privata dell’attore

Dal lato della vita privata, quindi, possiamo osservare una serie di conquiste non proprio da poco conto, e tutto sommato giustificate dall’aura che si è sempre portato dietro: la prima famosa è stata Rachael Leigh Cook, con cui ha iniziato una relazione dopo averle fatto una sorpresa e averla raggiunta nel Regno Unito dove lei stava lavorando; dal 2004 al 2006 circa ha frequentato la cantante canadese (come lui) Alanis Morrisette, la quale sembra abbia persino dedicato un album e una traccia in particolare, Torch, alla fine della loro relazione; nel 2008 si fidanza e sposa Scarlett Johansson, ma se ne separa ufficialmente nel 2011; nel 2012 convola a nozze con la Lively e inizia la favola che ancora oggi regala grandi soddisfazioni ai più romantici e ai paparazzi. Affiatati, splendenti e affabili in ogni occasione, pubblica o privata che sia, Ryan e Blake hanno tre figlie femmine, James, Inez e Betty.

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Ryan Reynolds e Blake Lively

Le ultime curiosità e il video di Taylor Swift

Tra le altre curiosità che lo riguardano c’è la paura di volare, causata da un incidente mentre faceva skydiving, la rinuncia alla parte di Xander Harris nell serie cult Buffy – L’ammazzavampiri per via della sua brutta esperienza durante gli anni del liceo, un viaggio in Indonesia (insieme alla Morrisette) quando lo tsunami ha colpito la nazione ma fortunatamente in una zona non raggiunta dal disastro, la maratona di New York corsa per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sul morbo di Parkinson (di cui il padre è affetto).

Leggi anche: Ryan Reynolds e Scarlett Johansson, perchè il matrimonio è finito?

Possiede inoltre una compagnia di telefoni senza fili chiamata Mint Mobile, ha acquisito parte del brand Aviation Gin ed è stato investito da un paparazzo sul set di Deadpool.

Non c’è che dire, come personalità ne ha da vendere… E ora godiamoci il suo cameo nell’imperdibile video di Taylor Swift You need to calm down, un inno alla tolleranza e contro ogni tipo di discriminazione LGBT.

Biografie

Luca Marinelli | Biografia di un artista a tutto tondo

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Luca Marinelli

Nato a Roma il 22 ottobre 1984, Luca Marinelli è tra gli attori italiani più completi e versatili in circolazione. Atteso nel prossimo film dei Manetti Bros., nei panni niente meno che di Diabolik, si è diplomato al Liceo Classico Cornelio Tacito.

Luca Marinelli | Dall’Accademia Silvio D’Amico allo Shooting stars

Seguendo, in qualche modo, le orme del papà doppiatore, si è iscritto a un corso di sceneggiatura e recitazione con Guillermo Glanc. Diplomatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, ottiene il primo ruolo importante all’età di 26 anni.

Leggi anche: I migliori ruoli di Luca Marinelli prima di Diabolik

Saverio Costanzo lo sceglie infatti come volto di Mattia, al fianco di Alba Rohrwacher, ne La solitudine dei numeri primi. Il carattere e la personalità che Luca dona ai suoi personaggi sono determinanti, e non lasciano mai insoddisfatti.

Luca Marinelli e Alba Rohrwacher in La solitudine dei numeri primi

Con Tutti i santi giorni di Paolo Virzì ottiene una nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Inoltre viene scelto per rappresentare l’Italia nella sezione Shooting Stars del Festival di Berlino. E la capitale tedesca diventerà ben presto una sua seconda casa.

I grandi ruoli tra Sorrentino, Caligari e i Taviani

Paolo Sorrentino gli regala una performance breve ma assolutamente d’effetto nel suo capolavoro La grande bellezza. E Luca ne fa tesoro.

Premio Pasinetti come miglior attore alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia per la magistrale prova in Non essere cattivo di Claudio Caligari, con Alessandro Borghi, Luca Marinelli vince il suo primo David grazie a Lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot, opera prima di Gabriele Mainetti.

Luca Marinelli nei panni de Lo Zingaro

Per non annoiarsi (e annoiarci) cambia decisamente genere con il delicato Il padre d’Italia, nel quale per la prima volta si approccia a un personaggio omosessuale. Quindi è sul set con i fratelli Taviani: Una questione privata viene presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017 e sono applausi a scena aperta.

Le serie tv e la Coppa Volpi

Cominciano quindi alcune importanti partecipazioni televisive, dalla miniserie Fabrizio De André – principe libero a Trust, serie diretta da Danny Boyle e andata in onda su Sky Atlantic, incentrata sul caso Getty.

Torna al Lido di Venezia nel 2019 e ne esce con un altro premio in mano, la Coppa Volpi stavolta, il massimo riconoscimento della kermesse. Il suo Martin Eden – la regia è di Pietro Marcello – ha conquistato tutti, riuscendo anche a oltrepassare il confine nazionale. Nella stessa edizione della Mostra del Cinema presenta anche il romantico Ricordi? di Valerio Mieli.

Luca Marinelli e Linda Caridi in Ricordi?

Tra gli ultimi progetti di Luca vanno annoverati lo spettacolare action targato Netflix The Old Guard, dove divide la scena con Charlize Theron e Matthias Schoenaerts, e l’atteso Diabolik.

Leggi anche: #iorestoacasa con NewsCinema | Martin Eden | il coraggio della cultura

Per quanto riguarda la vita privata, l’attore è semre stato molto riservato. Nel 2012 conosce Alissa Jung sul set di Maria di Nazareth e se ne innamora. Dopo averla sposata, collabora con lei nell’iniziativa Pen Paper Peace, che promuove l’istruzione nelle zone più povere del mondo. I due vivono a Berlino.

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Biografie

Jared Leto | A lezione da un vero e proprio trasformista

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Jared Leto

Nato a Bossier City, in Louisiana, il 26 dicembre 1971, Jared Leto ha interpretato così tanti personaggi indimenticabili che la sua versatilità è quasi impareggiabile.

Jared Leto | Un’infanzia in giro per gli USA alla ricerca della propria strada

Sin dall’infanzia, ha imparato a spostarsi spesso, dal momento che, con la mamma, il fratello maggiore e il nonno, ha viaggiato tra Colorado, Virginia, Wyoming e Haiti.

Leggi anche: Jared Leto in trattative per un nuovo sci-fi targato Disney

Sentendo forte il peso delle responsabilità, Jared ha iniziato a lavorare dalla tenera età di 12 anni. Da lavapiatti, quel poco che guadagnava, lo conservava per i bisogni della famiglia. Dal canto suo la mamma spingeva i figli verso l’arte e la creatività.

Una volta terminati gli studi infatti, il ragazzo si iscrisse all’Università delle Arti di Filadelfia, dove studiò pittura. Ben presto però la recitazione si affacciò e conquisto i suoi orizzonti.

Il passaggio all’Università delle Arti Visuali di New York arrivò subito dopo, dedicandosi al cinema e al suo primo cortometraggio, Crying Joy, da lui stesso scritto e interpretato.

L’inizio della carriera

Nel 1992 si trasferì a Los Angeles, e così ebbe inizio la lunga carriera di Jared Leto. Tra le prime apparizioni sul piccolo schermo, ce ne fu una in particolare che gli portò fama e possibilità: My so-called life, al fianco di Claire Danes.

Nel 1996 People lo inserì tra i più attraenti del mondo e ben presto divenne uno degli idoli delle teenager, approdando al grande schermo con Gli anni dei ricordi. Da quel momento fu un susseguirsi di proposte, in mezzo alle quali ci fu addirittura quella di James Cameron per Titanic. Ma Jared rifiutò – senza neanche presentarsi ai provini – il ruolo del mitico Jack Dawson, andato poi a Leonardo DiCaprio.

I primi ruoli da trasformista

Per il biografico Prefontaine, fece un lavoro talmente accurato sul personaggio (realmente esistito) che piovvero lodi da ogni dove. Il trasformismo, che lo avrebbe condotto più avanti al Premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista (per l’intenso Dallas Buyers Club, 2012), già faceva capolino all’epoca…

Jared Leto in Dallas Buyers Club

Dopo tante piccole parti, cominciò a delinarsi una via maestra nella carriera di Leto: al 2000 risalgono ben due importanti titoli, American Psycho – dove interpreta la nemesi di Patrick Bateman – e l’iconico Requiem for a dream di Darren Aronofsky. Per quest’ultimo perse 13 chili e visse qualche mese per strada, così da comprendere le conseguenze dell’astinenza.

Da David Fincher a Lady Gaga

David Fincher lo scelse poi come villain del suo Panic Room, in cui dava filo da torcere a Jodie Foster. Nel 2004 invece vestì i panni di Efestione in Alexander di Oliver Stone. Due anni prima aveva lasciato momentaneamente il cinema per dedicarsi alla sua attività di cantante con il gruppo Thirty seconds to Mars. La vocazione alla musica tornò a farsi sentire nello stesso momento in cui Clint Eastwood lo chiamò per Flags of our fathers: un’altra epica rinuncia da parte di Jared Leto.

Nel 2014 è diventato Joker – uno tra i migliori, seppur molto criticato – nella pellicola targata DC Comics e firmata da David Ayer, Suicide Squad. Jared formava con la bellissima Margot Robbie, incarnazione di Harley Quinn, una coppia semplicemente esplosiva ed eccitante.

Margot Robbie e Jared Leto in Suicide Squad

Nei due anni successivi fu sul set prima di Denis Villeneuve per Blade Runner 2049, poi su quello di The Outsider, serie drammatica di Netflix.

Leggi anche: Justice League | la versione di Zack Snyder merita 4 ore del vostro tempo?

In attesa di ritrovarlo in un altro cinecomic (questa volta Marvel), dedicato al personaggio di Morbius, e al fianco di Lady Gaga in House of Gucci di Ridley Scott, è possibile ammirare le performance di Jared Leto in Fino all’ultimo indizio e nella versione director’s cut di Justice League (entrambi usciti sulle piattaforme).

Alcune curiosità sulla vita privata di Jared Leto

Particolarmente attivo sul fronte sociale e politico, ha raccolto fondi per una campagna a favore dei diritti delle coppie omosessuali e per le popolazioni di Haiti colpite dal terremoto, è un sostenitore dei diritti degli animali e di Barack Obama.

Tra le love story che lo hanno visto protagonista ricordiamo quella con Cameron Diaz, mentre tra i suoi hobby annoveriamo l’arrampicata, lo snowboard e lo skate, scrivere canzoni, leggere e dipingere.

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Biografie

Eddie Murphy | biografia di un attore poliedrico e memorabile

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Eddie Murphy torna alla ribalta, riportando sui nostri schermi il simpatico principe Akeem de Il principe cerca figlio, su Prime Video dal 5 marzo 2021.

Eddie Murphy | Dal Saturday Night Live a Beverly Hills Cop

Edward Regan Murphy nasce a New York il 3 aprile 1961, ma cresce con la mamma e il fratello maggiore Charlie – morto di leucemia nel 2017 – dal momento che il papà abbandona la famiglia quando lui ha solo tre anni. All’età di 19 inizia il suo percorso da attore nello programma televisivo della NBC Saturday Night Live, subito dopo aver conseguito il diploma alla Roosevelt Junior-Senior High School.

Eddie Murphy nei panni di Axel Foley

La breakthrough performance arriva con Axel Foley, protagonista di Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills (1984), per la quale si aggiudica anche una nomination ai Golden Globe come Miglior Attore. Per tre anni di seguito, corrispondenti ai tre capitoli dell’apprezzatissima saga.

Leggi anche: Arriva la serie di Beverly Hills Cop, ecco le foto dal set

La prima nomination agli Oscar arriverà invece più avanti, con Dreamgirls (2006) di Bill Condon. La statuetta andrà però ad Alan Arkin, mentre Eddie stringerà finalmente tra le mani un Globo, vinto come Miglior Attore non protagonista.

La poliedricità è la chiave di una filmografia ricchissima

Accanto al mestiere di attore, Murphy porta avanti quello di doppiatore, sfruttando le sue potenzialità e caratteristiche vocali. Ciuchino di Shrek e Mushu di Mulan sono infatti sue creazioni. Il suo doppiatore italiano storico era Tonino Accolla.

Tra i numerosissimi titoli che compongono la filmografia di Eddie Murphy, ce ne sono alcuni famosi per le performance multiple dell’attore. Ne Il professore matto (1996) e in Norbit (2000) interpreta più di un personaggio e l’effetto è dir poco strabiliante, al di là della riuscita o meno delle pellicole.

Eddie Murphy nei vari personaggi de Il professore matto

Di generi ne ha affrontati parecchi – dal buddy movie (48 Ore) al musical, dalla commedia ai film per famiglie – ma certamente le sue prove più riuscite, e per cui è ancora oggi ricordato, risalgono agli anni Ottanta e Novanta. Si pensi a Una poltrona per due (1983) o a Il bambino d’oro (1986), e ancora Il principe cerca moglie (1988) e Il principe delle donne (1992).

Curiosità e vita privata

La grande amicizia che lo ha legato a Michael Jackson gli ha permesso di interpretare un Faraone nel video musicale Remember The Time, oltre che di duettare con il celebre cantante a scopi umanitari.

Leggi anche: 5 Buddy Movies da rivedere

Per quanto riguarda invece le vicende amorosoe, Eddie Murphy ha avuto una liaison con Whitney Houston, è stato sposato due volte ed altrettante ha divorziato, sfornando nel corso degli anni la bellezza di dieci figli. Uno dei quali avuto con la cantante delle Spice Girls, Melanie Brown (Mel B per i fan).

Tra i suoi idoli ci sono Elvis Presley e Kylie Minogue, adora Star Trek e il wrestling, non ha vizi se si eccettua la caffeina e odia le armi.

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