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Star Wars, gli spin off tv di cui (forse) non eravate a conoscenza

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I fan di Star Wars sono sicuramente impazienti di conoscere come il nuovo universo creato da J.J. Abrams con il suo Il risveglio della forza verrà ampliato e sviscerato nei prossimi anni con spin-off e serie parallele. Non mancheranno di certo, collateralmente ai capitoli per il grande schermo, tantissimi progetti ideati appositamente per la televisione, da brevi speciali a serie animate. Molti appassionati non conoscono però alcuni dei più bizzarri progetti relativi alla saga fantascientifica andati in onda negli scorsi anni. Ecco alcuni esempi di spin-off e film per il piccolo schermo passati completamente inosservati.

STAR WARS HOLIDAY SPECIAL

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Preso atto dello strabiliante successo della saga cinematografica, CBS cercò in tutti i modi di bissare la felice esperienza sul piccolo schermo, coinvolgendo Lucas in uno show di varietà per le vacanze natalizie. Il regista accettò ma pretese che lo speciale fosse incentrato sulla famiglia del wookie Chewbacca, con suo padre Itchy, sua moglie Malla e suo figlio Lumpy. Nonostante alcuni piccoli camei, tra i quali quello di Harrison Ford, lo speciale non si rivelò altro che una sequenza di scenette scollegate e poco divertenti che delusero praticamente tutti gli spettatori. Fu trasmesso una sola volta, poi tutte le copie vennero ritirate. Alcuni critici bollarono il progetto come “le due ore peggiori della storia della televisione”.

CARAVAN OF COURAGE: AN EWOK ADVENTURE

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Tre anni dopo la distruzione della prima Morte Nera e mentre Luke, Leia e Han erano impegnati ad aiutare i Ribelli, un’avventura completamente differente stava avendo luogo sulla luna di Endor. Il film Caravan of courage, realizzato per la TV, racconta la storia di Mace e Cindel, un fratello e una sorella arenatisi sul pianeta che, con il sostegno degli Ewok, si ritrovano a dover salvare i propri genitori da un terribile mostro. Dopo l’imbarazzante “holiday special”, Lucas prese direttamente nelle sue mani questo secondo progetto, al fianco dell’art director delle pellicole originali Joe Johnston. Il risultato fu un film divertente, premiato in diverse occasioni per i suoi ottimi effetti speciali.

EWOKS: THE BATTLE FOR ENDOR

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Seguito diretto del precedente film, The battle for Endor vede ancora una volta protagonista Cindel, ormai diventata grande. Insieme all’Ewok Wicket (già apparso ne Il ritorno dello Jedi) la giovane combattente dovrà salvare il pianeta da una pericolosa invasione. Il progetto fu accolto in maniera ancora più entusiastica del suo predecessore, grazie soprattutto a innovative e particolari tecniche di riprese realizzate con un budget esiguo, certamente non paragonabile a quello dei corrispettivi capitoli per il grande schermo.

STAR WARS: DROIDS

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Diversamente da quanto si possa pensare, la seconda trilogia di Star Wars non fu il primo tentativo di serie prequel. Ambientato pochi anni prima di Una nuova speranza, la serie animata Droids narra gli eventi della coppia C-3PO e R2-D2 e le loro mirabolanti avventure. Non mancano inoltre alcuni dei personaggi più amati dal pubblico, come Boba Fett, IG-88 e una vasta gamma di criminali e pirati spaziali. Nonostante sia ricordata da pochi, è stata per molto tempo una parte importante del “canone” di Star Wars.

STAR WARS: EWOKS

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I piccoli orsetti parlanti de Il ritorno dello Jedi sono sicuramente tra i personaggi più buffi (e detestati) di tutta la saga ideata da George Lucas. Incredibilmente, però, la prima stagione del cartone animato dedicato agli Ewok si rivelò un progetto di ottima qualità, riscuotendo successo tra gli spettatori più piccoli ma anche tra i loro genitori. Tra gli autori anche Paul Dini, creatore della successiva serie animata dedicata a Batman e Superman. La cosa inusuale è che nella serie gli Ewok parlano tutti perfettamente inglese, a differenza che nella pellicola originale.

STAR WARS: CLONE WARS

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Per essere chiari, stiamo parlando di Clone Wars e non di The Clone Wars. Prima che la serie televisiva in computer grafica diventasse realtà, esisteva infatti un cartone animato con disegni a mano ambientato tra Episodio II e Episodio III. La serie, composta da brevi sketch e disegnata dallo stesso artista de Il laboratorio di Dexter e Samurai Jack, indagava il passato del malvagio Generale Grievous e mostrava particolari poteri dei Jedi mai esplorati nella saga cinematografica. Merita di essere vista e riscoperta.

Fonte: ScreenRant

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

piccole donne

Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

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Gli italiani e il calcio, un amore sempre vivo

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800px stadio san paolo serie a

Quello tra gli italiani e il calcio è un amore che dura da quando è nato questo sport. Un amore sofferto, a volte, capace però di dare gioie che durano una vita, come sa chi ha vissuto in diretta le vittorie della Nazionale italiana ai mondiali di calcio del 1982 o del 2006. Le immagini di quei momenti indimenticabili rimarranno per sempre non solo nella storia del calcio nazionale, ma anche di tanti italiani, orgogliosi di essere guardati con rispetto dai tifosi di tutto il mondo. Ma ancora più della Nazionale di calcio, è la squadra del cuore a farci sussultare ogni domenica, seduti in tribuna allo stadio, a tifare a gran voce, o sdraiati placidamente sul divano di casa propria. Le vicende della nostra squadra e dei suoi giocatori ci tengono occupati lungo tutta la settimana, in attesa che la nostra amata squadra scenda di nuovo in campo per la prossima giornata di campionato.
A tenerci informati sulle sorti della nostra squadra sono anche le notifiche che ci arrivano con ogni mezzo, dalla TV alla radio, ma soprattutto, in quest’era più tecnologicamente avanzata rispetto a pochi anni fa, dal nostro inseparabile smartphone. Abbiamo infatti a disposizione decine di app per cellulari che provvedono a inoltrarci il più piccolo dettaglio sulla formazione del prossimo turno, sulle squalifiche e sullo stato di forma dei giocatori del nostro club preferito.

Scommesse sportive e calcio, un matrimonio perfetto

Non bastassero tutte queste fonti da tenere a bada, per via delle incessanti notifiche, abbiamo a disposizione anche i portali delle scommesse sportive a darci conto delle ultime notizie sul calcio, sia del campionato italiano che di quelli stranieri, non sia mai che volessimo puntare qualche euro pure sul prossimo incontro di Champions o sulla vincente del derby madrileno. L’evoluzione del Totocalcio di una volta, quello che ci teneva inchiodati all’ascolto dei collegamenti sportivi dai campi di tutta Italia, schedina alla mano, ha dato vita in questi anni alle catene commerciali dedicate alle scommesse sportive, un numero altissimo di sale che sono state aperte in tutto lo Stivale, e che oggi sono sempre più soppiantate dall’avvento delle scommesse sportive online.

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Grazie alle connessioni wi-fi sempre più veloci, per puntare sul calcio non abbiamo più bisogno di recarci nelle ricevitorie o nelle sale scommesse, ma possiamo farlo anche dal nostro inseparabile cellulare. La passione per il calcio, da parte di noi italiani, è pari a quella per i giochi a premi, come dimostra il fatto che abbiamo inventato il Lotto prima di qualunque altra nazione. Mettendo insieme l’una e l’altra passione, niente di strano che gli italiani siano tra i più assidui scommettitori sportivi, per la gioia delle società che si spartiscono un mercato, quello delle scommesse sportive appunto, dai numeri in continua crescita, e dai fatturati strabilianti.

I nuovi sistemi a disposizione per le scommesse sul calcio

Sono proprio i grandi gruppi del settore delle scommesse sportive a infierire sulla nostra doppia dipendenza dal calcio e dal gioco, sfornando ogni anno nuove modalità per piazzare le nostre scommesse. Se per giocare al vecchio Totocalcio bastava puntare sull’1-2-X, oggi possiamo fare molto di più, scommettendo sul numero totale di gol segnati, sul numero dei calci d’angolo, delle ammonizioni e così via , in un’infinita serie di scommesse e puntate più o meno fantasiose. Ma la novità che ha contribuito più di tutte, in questi anni, ad aumentare il già cospicuo bottino dei portali delle scommesse, è stata l’introduzione delle scommesse sportive live. Se eravamo abituati a fare i nostri pronostici prima dell’inizio degli incontri, come si dice “a bocce ferme”, oggi possiamo farlo in qualunque momento durante lo svolgimento dell’incontro. Niente di strano quindi che la febbre del gioco sia sempre più alta, alimentata dalla possibilità di puntare sempre e dovunque, finché la partita non avrà davvero fine, e i giochi saranno finalmente fatti.

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Perchè un animale fa bene alla salute

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beethoven cast

Gli animali giocano un ruolo primordiale nella vita di tutti i giorni degli esseri umani. Per dimostrarlo, Wamiz ha analizzato per voi i risultati di alcuni studi scientifici e vi riassume tutti i benefici degli animali da compagnia attraverso un’infografica. Dalla nascita sino all’età avanzata, i nostri piccoli amici ci apportano tanto in termini di benessere fisico o psichico, ma anche da un punto di vista sociale. I cani e i gatti sono dei veri alleati della salute! Gli animali da compagnia, dei veri alleati per la salute di tutta la famiglia

Rafforzano la salute dei più piccoli

La presenza di un quattro zampe in casa è benefica per tutta la famiglia. Avere un cane o un gatto aiuta i bambini ad essere responsabili; inoltre, un animale domestico è anche un buon amico che gli insegna a credere in sé. E non solo. Anche i neonati hanno dei riscontri positivi: secondo uno studio svedese, restando in contatto giornalmente con un animale, i bebè hanno il 33% di rischio in meno di sviluppare allergie, il 30% di rischio in meno di soffrire di infezioni respiratorie e il 15% di rischio in meno di soffrire d’asmaOvviamente, se il bambino soffre già di allergie, l’adozione di un animale non cambierà nulla e non è una soluzione.

Gli animali proteggono il vostro cuore

Secondo uno studio dell’American Heart Association, che ha esplorato la relazione tra il fatto di avere un animale e il MCV (Mean Cell Volume, il volume cellulare medio), avere un cane riduce i rischi di morte prematura del 33% e i rischi di avere una malattia cardiovascolare dell’11%. Un’ottima notizia per gli italiani dato che, secondo i dati IStat, le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in Italia (specialmente per le donne). Questo perché avere un animale, e soprattutto un cane, ci rende più attivi (30 minuti in più rispetto alle persone che non posseggono un quattro zampe) e ciò ha un impatto positivo sulla nostra salute fisica. I proprietari fanno più esercizio fisico, portano a passeggio il cane, giocano con lui e alcuni si danno anche al canicross (in Italia il Campionato Nazionale arriva a 130 iscritti, ma l’attenzione verso questo sport è in crescita!).

Inoltre lo studio, oltre all’aumento dell’attività fisica, ha rivelato diversi benefici cardiovascolari dell’avere un animale, tra cui tra cui:

  • una pressione del sangue più bassa;
  • un miglioramento del tono muscolare;
  • una diminuzione dello stress.

Gli animali mantengono giovani i più anziani

La compagnia di un cane aiuterebbe anche le persone di più di 65 anni a ringiovanire di 10 anni! Secondo uno studio inglese, infatti, i proprietari di cani di più di 65 anni hanno dimostrato di essere il 12% più attivi di chi non possiede un amico a quattro zampe. Questo perché avere un animale da compagnia porta ad un livello di attività fisica più elevato, dato che le persone anziane devono portare a passeggio regolarmente il loro cane, occuparsene, lanciargli la pallina… E in questo modo tutto il corpo è sollecitato a fare degli sforzi quotidiani, senza che se ne rendano conto. La loro forma fisica sarebbe così equivalente a quella di una persona di 10 anni più giovane (i problemi cardiaci, ossei e muscolari sono ridotti). Avere un animale sarebbe, quindi, un buon rimedio per prevenire le malattie.

infografica versione desktop

Il compagno ideale di tutti gli incontri

Avere un cane (ma anche un gatto, anche se in minor misura) agevola e crea dei rapporti sociali. L’80% dei proprietari incontra altre persone del quartiere grazie al proprio animale. E questo semplicemente perché, passeggiando con Fido, si è più facilitati ad incontrare il vicinato. Almeno il 37% dei proprietari ha già fatto un incontro romantico grazie ad una passeggiata con il proprio cane! Ma ciò è successo anche al 20% dei proprietari di gatti! Anche il gatto, anche se in modo minore, facilita gli incontri e non è raro che un vicino si occupi di dargli da mangiare durante le vacanze dei suoi proprietari.

Avere un animale da compagnia fa bene al morale                                                                                                     

Il 68% delle persone anziane si sente meglio mentalmente e fisicamente grazie al proprio animale da compagnia. La presenza dell’animale come mediatore sociale nelle case di riposo è sempre più frequente. La Pet Therapy, che sta prendendo piede progressivamente anche in Italia, aiuta a ridurre i problemi mentali, fisici o sociali, riducendo lo stress e dando affetto alle persone che si sentono più sole. Quando accarezzano il proprio animale, gli umani producono ossitocina, che gli permette di essere più rilassati e, quindi, di provare una sensazione di benessere. Secondo uno studio recente francese, il 40% dei proprietari intervistati afferma di aver preso un animale per sentirsi meno stressato.

Il loro effetto sulla nostra salute è evidente: ci danno affetto e sono capaci di capire quando qualcosa va storto e ci confortano. Sempre di buon umore, fanno le feste al padrone quando torna a casa da lavoro. Un beneficio per la salute, ma anche un beneficio per il benessere interiore! Con tutto l’affetto e i benefici che ci donano, non deve stupire, dunque, che il 62% dei proprietari di animali dichiara di aver preso un amico a quattro zampe perché rende più felici.

Non si può negare il sostegno psicologico di un animale da compagnia! Un quattro zampe aiuta, inoltre, anche le persone in difficoltà a non chiudersi in se stesse. Avere un animale significa avere un essere vivente a proprio carico: bisogna occuparsi di lui, portarlo fuori, dargli affetto. Rende i proprietari più responsabili, li valorizza e dà un senso alle loro vite, il che aiuta a lottare contro la solitudine e la depressione.

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