Connettiti a NewsCinema!

Horror Mania

The Walking Dead, incontro con Gale Anne Hurd: “Terrore e speranza a Terminus nella quinta serie”

Pubblicato

:

W23

Il Roma Fiction Fest ha inaugurato l’ottava edizione con la serie tv più seguita al mondo, The Walking Dead. In onda in ben 250 paesi e realizzata dal regista Frank Darabont, il fenomeno del piccolo schermo è basato sull’omonima serie di fumetti creati da Robert Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard. In attesa di vedere la quinta stagione il prossimo 13 Ottobre su Fox, abbiamo incontrato la produttrice Gale Anne Hurd che ci ha raccontato le ragioni di questo successo planetario e ci ha svelato alcune curiose anticipazioni del futuro della storyline. Terminus è una trappola? Il Dr. Eugene troverà una cura per il virus che trasforma tutti gli infetti in zombie? Elegante e sorridente, con al polso l’ultimissimo modello di Apple Watch, la produttrice di film cult come Terminator, Alien, Tremors e The Abyss, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, dagli esordi guidati da Roger Corman, la sua collaborazione con James Cameron, e il debutto sul piccolo schermo con una scommessa sicuramente vinta tra i morti viventi.

WD4Cosa vuol dire essere produttore?

E’ essenziale essere in grado di percepire la buona idea per un progetto che funziona. Il lavoro del produttore è quello di convincere gli autori, i registi, gli attori e il resto della troupe a cambiare anche qualcosa. Molte volte sei come uno psicologo e un allenatore della squadra sul set.

Al cinema c’è questa moda dei remake e sequel. Per esempio Terminator e Alien ne hanno avuti molti. Cosa ne pensa?

Gli studios hanno paura di spendere troppi soldi, rischiando di perdere. Fanno scelte sicure, come i sequel e i remake. Reagiscono a quello che il pubblico sembra chiedere. Le storie spesso però non si concentrano sui personaggi. E’ difficile vedere qualcosa di nuovo oggi. Christopher Nolan per esempio ha avuto successo con Inception e James Cameron con Avatar, ma sono casi molto rari.

Nella sua carriera è sempre stata molto legata al genere di fantascienza e horror. Spesso i film horror sono considerati di serie B. Non ha avuto paura di investire in The Walking Dead visti questi presupposti?

No, mai. Alien è stato un horror con ben 7 nomination agli Oscar, quindi penso che se trovi un cineasta di talento come Frank (Darabont) sicuramente è facile rimanere affascinati da questo prodotto. Poi la partecipazione di AMC e FOX che volevano la versione della serie non stupida, avevano inizialmente rifiutato il progetto. All’inizio c’erano due sceriffi e i network avrebbero imposto altre modifiche alla storia, ma loro no, ci hanno lasciato piena libertà.

Come produttrice di una serie di successo come The Walking Dead, che misure adotta contro la pirateria?

Non posso fare molto. A volte i fan sono così appassionati alla serie che non riescono ad aspettare. E la Fox ha risposto a questo fenomeno raggruppando le date di uscita delle diverse stagioni che vanno in onda contemporaneamente in tutto il mondo.  Credo che questo sistema diventi la norma in futuro.

WD

Perché secondo lei gli zombie hanno così tanto appeal sul pubblico?

Per molte ragioni. Gli zombie fanno parte del lato oscuro, e rappresentano le nostre più grandi paure, come quella della morte e di non sapere cosa succede dopo di essa. Alcune persone credono nel Paradiso, altri pensano che non ci sia proprio niente… Ma lo scenario peggiore è tornare come creature senza intelletto che uccidono persino la propria famiglia. Nella serie parliamo di vita e morte, per questo il pubblico si identifica. Dall’ altra parte non c’è niente di più divertente di essere uno zombie.

Cosa ci può dire dei personaggi femminili della serie come Mishon e Carol. Vi siete rifatti a Sarah Connor o altri tipi di donne forti sullo schermo?

Rispetto ai film una serie tv ti offre più tempo per dedicarti ai personaggi. La storia procede tenendo conto delle loro scelte e decisioni, in relazioe agli altri personaggi. Uno dei miei episodi preferiti è uno della quarta stagione, quando Carol e Tyrese si ritrovano con le bambine piccole. Non succede molto per quanto riguarda l’azione, ma dipende tutto dalla conseguenza delle loro azioni. La conseguenza in questo caso è come salvare Lily e Pat, e nello stesso tempo come Tyrese sarà in grado di perdonare Carol per aver ucciso Karen, la sua fidanzata. E’ un cerchio di emozioni in un solo episodio. Nella serie quindi puoi andare piano ed analizzare le emozioni in un livello profondo. Gli studios, per film come Terminator o Alien, ti spingono a dare più spazio agli effetti speciali, esplosioni, e non ai personaggi. Amo Carol e Mishon, perché sono così opposte, ma nella loro complessità sono forse le migliori del gruppo, sono diventate delle sopravvissute.

Gli zombie alla lunga sembrano non far più paura, perchè?

Gli zombie sono sempre quelli, uccidono e ti aggrediscono. Ma forse andando avanti nella serie i personaggi hanno imparato a conoscerli, a prevedere il loro comportamento, e quindi il pubblico si sente rassicurato perchè avverte che loro hanno meno paura di queste creature.

Come si regola con i desideri e le richieste dei fans?

Lavoriamo molto e ci sentiamo obbligati verso i fans, abbiamo un hastag #TheWalkingDeadFamily su Twitter. I fans sono anche i critici più spietati. Alla conclusione dei 16 episodi di questa 5° serie potremmo ancora decidere di cambiare il finale in base agli umori del pubblico.

WD2Rispetto al Trono di Spade che segue molto i libri a cui è ispirato, voi che rapporto avete con il fumetto originale?

Robert (Kirkman) è molto presente e attivo per la scrittura nella writers room. A noi piace modificare la storyline, abbiamo introdotto personaggi nuovi che nel fumetto non esistono, come Daryl (qui trovi il modellino del personaggio di Daryl: The Walking Dead – Action Figure di Daryl Dixon – 10 cm), che alla fine è il preferito del pubblico. Gli autori del Trono di Spade seguono molto i testi, mentre a noi piace personalizzare la storyline e fino ad oggi non ci possiamo lamentare, credo sia piaciuto il nostro lavoro ai fans.

Cosa l’ha affascinata di questa serie?

Sono sempre stata una grande fan dei fumetti pubblicati nel 2003 e mi piaceva molto che si riferisse più ai protagonisti e non agli zombie. Tutti sono stati infettati, quale che sia la causa di morte. Aumenta la posta in gioco, perché la paura che le persone che ami si trasformeranno comunque in zombie e sarai costretto ad ucciderli, è forte. I fumetti non lasciavano nulla di speranzoso, erano molto violenti e mi hanno colpito, così ho deciso di condividerlo con il pubblico. Rispettando le scelte morali ed etiche la serie potrà continuare ad avere successo. E potrà continuare ad avere appeal in tutto il mondo.

Ci sono alcune serie tv famose che avrebbe voluto produrre lei?

I Simpson, The Americans, House of Cards, Breaking Bad…perchè sono tutte storie con personaggi complessi ed interessanti.

Cosa succederà nella prossima stagione?

Nella prossima stagione i personaggi si troveranno nella peggiore situazione mai affrontata: molti di loro sono tenuti prigionieri in un treno da individui che non hanno le migliori intenzioni, ma Rick Grimes ha fatto capire che Gareth e Terminus si sono messi contro le persone sbagliate e, se dovessi scommettere, direi che ha ragione. Questa stagione spinge i nostri protagonisti al limite: ci saranno nuove situazioni pericolose e terrificanti e tutto sarà incentrato su come i personaggi riusciranno a uscirne. Una delle cose fondamentali della serie è inoltre il fatto che, nonostante tutto, c’è sempre un filo di speranza: in questa stagione la speranza è affidata al dr. Eugene, che forse potrà sviluppare una cura una volta arrivato a Washington D.C. Ci sarà anche spazio per l’amore, grazie ai personaggi di Maggie e Glenn e Bob e Sasha.

TRAILER 5° STAGIONE

Se sei un fan della serie qui sotto trovi alcuni consigli per uno shopping da non perdere:

      

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

The Howling, Andy Muschietti dirige il remake del classico horror

Pubblicato

:

the howling

Durante la moderazione di un panel con il cast del prossimo horror Underwater, il regista Andy Muschietti (IT, IT Capitolo Due, Ma ma) ha confermato che collaborerà con Netflix per un adattamento di The Howling (uscito in Italia come L’Ululato).

L’anno scorso durante l’evento ScareDiego di WB al Comic-Con di San Diego, il regista ha rivelato che se avesse avuto la possibilità di rifare un altro film horror sarebbe il classico del 1981 The Howling. Il film originale è stato diretto da Joe Dante e segue una giornalista televisiva che viene inviata in una località remota dopo una terribile esperienza di pre-morte con un serial killer. Tuttavia le cose peggiorano quando scopre che i residenti risultano essere lupi mannari.

Il libro che ha ispirato il film del 1981 che Muschietti adatterà è stato scritto nel 1977 da Gary Brandner. Nel romanzo il personaggio principale, Karyn Beatty, subisce un attacco traumatico e ha un esaurimento nervoso. Per riprendersi, va in una piccola città tra le montagne, solo per scoprire che gli abitanti non sono come sembrano. Il film differiva un po’ dal libro e, sebbene non siano stati ancora confermati i dettagli sulla direzione che Muschietti prenderà con il progetto appena annunciato, è probabile che il regista si attenga soprattutto al materiale originale.

 

Continua a leggere

Cinema

Il regista di Doctor Sleep ha un’idea per il remake di Nightmare

Pubblicato

:

nightmare

Il tanto amato franchise creato da Wes Craven è alla ricerca di nuove idee per un futuro capitolo di Nightmare Mike Flanagan ha colto la palla al balzo. Il regista  del film Doctor Sleep si è mostrato fin da subito interessato alla questione, condividendo sul proprio account Twitter  l’articolo di Bloody Disgusting  con un commento “Fammi partecipare coach, ho un’idea!” .

Da questo apparentemente innocuo commento sono nate tante teorie e cospirazioni sulla direzione che il franchise di Craven prenderà nel futuro. Quasi sicuramente Flanagan non sarà l’unico film-maker che prenderà posto tra troupe. Il primo film uscì nelle sale dei cinema nel 1984 e ancora oggi viene catalogato come uno dei film cult. Nel cast troviamo Robert Englund  che interpretava Krueger, Heather Langenkamp, Amanda Wyss, Nick Corri e  Johnny Depp.

Leggi anche: 15 idee regalo di Natale per i fan del cinema horror

Robert Englund lo troviamo nel cast anche nei film successivi.  Tra i più importanti ricordiamo Nightmare 2 – La rivincita, Nightmare 3 – I guerrieri del sogno, Nightmare 4 – Il non risveglio, Nightmare 5 – Il mito, Nightmare 6 – La fine, Nightmare – Nuovo incubo e Freddy vs. Jason.  Attraverso le ultime dichiarazioni, addirittura Wes Craven avrebbe avrebbe in mente di creare un progetto che prevede una serie televisiva.

 

Continua a leggere

Cinema

The Grudge, il trailer italiano del terrificante horror di Nicolas Pesce

Pubblicato

:

ju on the grudge movie

Reboot che vuole essere un ponte tra l’originale e spaventosissimo Ju-on e l’altrettanto orrorifico The Grudge, è il nuovo film della saga horror che così giunge al quarto capitolo mantenendo il titolo The Grudge. Questa volta alla regia troviamo Nicolas Pesce, mentre il cast è particolarmente ricco con Andrea Riseborough e John Cho, più Elizabeth Folan Gilpin.

Nel cast anche la presenza di una vera icona del cinema horror americano come Lin Shaye: classe 1943, era presente nel primo Nightmare, ma anche in Critters, in Amityville – A New Generation. Più recentemente in film come Tales of HalloweenOuija e poi Ouija – L’origine del male, e tanti altri. Al centro della vicenda, questa volta una madre single e detective della polizia interpretata dalla Riseborough che si trova ad indagare, coinvolta da un agente immobiliare (John Cho) sulle presenze di una casa che sembra abitata da un fantasma in cerca di vendetta. Ma le indagini si ampliano trovando connessioni con diversi fatti di sangue e il mostro sembra poter svincolarsi dai limiti dell’abitazione dove era confinato. Quindi ci sono alcuni passaggi canonici, di “genere”, come la casa dalla foggia antica e dai rumori sinistri, una doccia del protagonista, questa volta maschile, che non può che finire male, e persino un bambino in pericolo e minacciato dall’oscura presenza.

Il film si annuncia più grintoso, più oscuro e più realistico rispetto ai precedenti. Ma quello che probabilmente conta di più è che il nuovo The Grudge mantiene inalterati gli stessi principi alla base della saga, ossia che le morti violente lasciano nei luoghi dove sono avvenute come delle porte, degli spiriti arrabbiati e appunto rancorosi, in cerca di vendetta. Non è da trascurare il fatto che il regista qui sceneggiatore insieme a Jeff Buhler (co-sceneggiatore del recentissimo remake di Pet Sematary) si inserisce sul solco del primo film della saga occidentale, quello del 2004 e in pratica ne vuol rappresentare una sorta di remake e continuo insieme riuscendo però a connettersi con il demone giapponese che terrorizzava in Ju-on.

Dal produttore Sam Raimi, il reboot di un classico dell’horror, il Ju-On: The Grudge di Takashi Shimizu. Diretto da Nicolas Pesce, The Grudge con Andrea Riseborough, Demián Bichir, John Cho, Betty Gilpin con Lin Shaye e Jacki Weaver.

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Gennaio, 2020

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Febbraio

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X