Al Monte-Carlo Television Festival abbiamo incontrato due dei giovani protagonisti di Beautiful, Jacqueline MacInness Wood (interprete di Steffy Forrester) e Tanner Novlan (che presta il volto a John Finnegan, detto Finn).
Ecco cosa ci hanno raccontato in una chiacchierata sul progetto che ha portato loro popolarità, sui fan e sulle sfide che hanno affrontato.
Jacqueline MacInness Wood e Tanner Novlan di Beautiful parlano della loro chimica sul set
Come avete lavorato alla chimica dei vostri personaggi sul set?
Jacqueline MacInness Wood: «Beh, la chimica è un elemento molto importante, soprattutto per come filmiamo. Abbiamo sempre molto pagine al giorno, e non c’è tempo da perdere. A volte ci sono dei momenti di svago, ma bisogna rimanere professionali. Certo è molto bello avere qualcuno con cui confidarti e con cui affrontare le sfide.»
Tanner Novlan: «Ci siamo mossi così velocemente che non abbiamo avuto il tempo di cercarla, per fortuna è venuta a crearsi dall’inizio.
JMW: «È un grande show, uno dei migliori in cui lavorare, con tanta energia. Le persone sono fantastiche.»
Qual è la sfida più grande che avete affrontato in questo progetto?
JMW: «Credo che sia la quantità di dialoghi. Ci sono tante cose durante una giornata, il lavoro, la casa, la famiglia. E se ci aggiungi 60-80 pagine, cambi improvvisi, battute da memorizzare, emozioni da esprimere. Perché non è come quando lavori in un film ed è per un periodo determinato. »
TN: «Il mezzo in un certo senso è un mostro, ma è comunque bellissimo. Devi fidarti dei tuoi colleghi, dei registi. Ma la sfida più grande sono sicuramente le storie così lunghe.»
Cosa pensate del vostro pubblico così giovane?
JMW: «È fantastico. Non ci posso credere e mi spaventa sempre, perché abbiamo nuove location e nuovi membri del cast, ma vedere che siamo ancora qui… Sono felice di avere anche nuovi spettatori, c’è molto da capire in merito.»
Tra vita privata e vita sul set di Beautiful
Come gestite il lavoro e la vita privata?
JMW: «Lavoro da tanto tempo e il cervello è un muscolo, perciò ogni cosa per me è un esercizio, lo tengo sempre attivo. Provo le battute anche mentre sono in macchina, ma non sono come Steffy, io sono molto tranquilla e zen. Quando sei sul set rilasci tutte queste emozioni, ma vivo fuori città per cui nel tragitto verso casa mi rilasso, ascolto buona musica, un podcast, e lascio andare tutto.
TN: «Jacqueline è un’ottima mamma. Sul set prende il cellulare e inizia a gestire le chat di classe, non so come fa. Credo sia una supereroina.»
Secondo lei, Jacqueline, c’è qualcosa che Steffy ha ancora bisogno di raggiungere?
«Credo che non puoi cercare sempre la felicità, perché nel mezzo c’è anche òa tristezza, e può esserci bellezza anche in questo. Steffy sta solo cercando un po’ di pace, sono accadute così tante cose nella sua vita, che vive in modalità sopravvivenza. È stata anche cresciuta in quel modo, nel caos, ma ha bisogno di fermarsi. Non so se riuscirà a trovarla.»
Qual è stato il vostro primo pensiero quando avete saputo di essere entrati nel cast di Beautiful?
JMW: «Io ero al settimo cielo, anche perché guardavo sempre lo show con mia nonna. Mi ricordo il provino, in un grande studio, dove c’erano tutte le foto di Ridge e Brooke. Mi fa sentire nostalgica, perché è qualcosa che puoi vedere con la famiglia in un preciso momento della giornata ed è bellissimo. Ero così emozionata, e ancora adesso non ci credo.
So che è un cliché, ma il tempo vola quando ti diverti, e vorrei che tutti venissero almeno una volta sul nostro set a vedere quell’atmosfera. Quando incontri i tuoi miti e le celebrità hai sempre delle aspettative, e speri che non vengano deluse, e così è stato qui. Inoltre, rispetto a un film, che ha una lavorazione di qualche mese, qui si tratta di anni e si crea una vera e propria famiglia a lavoro. Si creano relazioni importanti.»
TN: «Concordo, è molto divertente avere relazioni così lunghe e significative. Alcuni lavorano lì da oltre vent’anni e c’è un’atmosfera familiare. John McCook, che interpreta Eric, è il cuore dello show, è magico. Tutti lo sentono come un nonno, ha questa energia ed è sempre lì, con qualche battuta, a parte quando stiamo lavorando.»
Modelli da seguire e sfide lavorative
Chi sono i vostri modelli?
JMW: «Mia mamma. Ora che sono una madre anche io, vorrei essere il più possibile come lei. È una delle mie migliori amiche, ho così tanto rispetto per lei ora che ho dei bambini anche io.»
TN: «Io non saprei dire, ho molte persone che considero dei riferimenti, ma mi piacciono le persone che pensano in maniera obiettiva, a cui piace andare in profondità e porre domande. Adoro le persone autentiche, che riescono a connettersi con gli altri in modo genuino. Ed è divertente vedere come i modelli cambino nel corso del tempo, a seconda delle fasi della vita. Per esempio quando diventi genitore, ripensi ai tuoi con più criterio.»
Tanner, uno dei grandi plot twist del tuo personaggio è la scoperta di essere figlio di Sheila, la villain dello show. Come hai reagito quando lo hai scoperto?
«Ho pensato che fosse uno twist pazzesco. Finn è sempre bloccato tra Steffy e Sheila, e questo ha aperto molte strade alla sua storyline.»
Qual è stato il momento più difficile che avete girato insieme e quello che avete amato di più?
TN: «Direi che la nascita di Hayes è stata una delle scene più difficili.»
JMW: «Ah quella è una delle più difficili per te?! (ride, ndr.)»
TN: «Ero in una vasca per il parto con te, perciò sì, è stato difficile non ridere. E abbiamo avuto questo momento così dolce, è stato incredibile. Ma ricordo che quando l’ho letto, avevamo due bambini piccoli all’epoca. E c’era questo bambino vero nella vasca, che aveva il pannolino sporco, e ci aspettava il pranzo in cinque minuti, per cui dovevamo fare l’ultima ripresa.
JMW: «Sono contenta che per te sia quella… Io credo che le scene della dipendenza di Steffy da oppioidi siano state le più emozionanti e difficili. »


