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Terminator 2 – Il giorno del giudizio torna al cinema: 10 retroscena inediti che non sapevi

Dal ritorno in sala ai segreti dal set: tutto quello che non sai sul capolavoro di James Cameron con Arnold Schwarzenegger.

Per celebrare il 35° anniversario dall’uscita nei cinema, Terminator 2 – Il giorno del giudizio torna al cinema dal 28 al 30 agosto. Lucky Red (ri)porterà sul grande schermo, una versione restaurata in 4K da STUDIOCANAL.

Diretto da James Cameron e vincitore di ben 4 Premi Oscar, questo film è stato – e continua a essere – un punto di riferimento nel cinema di fantascienza e degli effetti visivi.

Terminator 2 – Il giorno del giudizio compie 35 anni e torna al cinema

Quando Terminator 2 – Il giorno del giudizio diretto da James Cameron, arrivò nelle sale il 3 luglio 1991, riuscì a compiere un’impresa che sembrava impossibile: superare il successo del primo film del 1984.

Il regista con questa seconda opera, realizzò un sequel rivoluzionario, scrivendo una pagina importantissima del cinema d’azione e degli effetti speciali.

Il film che vede un cyborg vincere contro una super intelligenza artificiale, venne creato da Cameron, con l’intento di essere visto al cinema. Una prerogativa voluta fortemente, per poter offrire allo spettatore la giusta potenza visiva e sonora.

Skynet Terminator
Skynet Terminator (Foto: Wikimedia Commons/TriStar Pictures, Paramount Pictures) – Newscinema.it

1. Arnold Schwarzenegger non voleva un Terminator “buono”

Per interpretare questo personaggio, Arnold Schwarzenegger ha perso 18 chili, per cercare di essere in perfetta forma fisica, in vista del sequel. Inizialmente, l’attore aveva sostenuto un colloquio per interpretare Kyle Reese, ma non era ciò che voleva.

Il suo intento era di interpretare un eroe. A quel punto, Cameron lo convinse ad accettare il ruolo di Terminator, assicurandogli che il pubblico lo avrebbe amato e sarebbe diventato un personaggio iconico. Quando venne comunicato il sequel, invece accadde l’esatto opposto.

Schwarzenegger era preoccupato che il pubblico potesse rifiutare un Terminator che non uccideva. Di conseguenza, James Cameron decise di imporre una sola regola: John Connor non avrebbe mai ordinato a T-800 di togliere la vita a qualcuno.

2. Alcune idee erano presenti durante il primo film

Alcune delle cose che contribuirono a rendere Terminator 2 – Il giorno del giudizio, uno dei film più amati degli anni ’90, erano già state immaginate da James Cameron. Pare infatti, che il regista già nel 1984, avesse scritto diversi appunti per il sequel di Terminator.

In primis, lo scontro tra due Terminator, interpretati da Arnold Schwarzenegger e un robot composto da metallo liquido. All’epoca, però, il budget ridotto non permetteva di realizzare effetti visivi tanto complessi.

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A distanza di 7 anni, grazie anche ai progressi della computer grafica, Cameron riuscì a ottenere l’esatta rappresentazione delle sue idee, sul grande schermo.

3. Billy Idol avrebbe dovuto interpretare T-1000

Prima di Robert Patrick, il principale candidato per il ruolo di T-1000 era il cantante Billy Idol. L’artista, a un passo dalla firma sul contratto, ebbe un grave incidente motociclistico avvenuto nel 1990. Purtroppo, tra la sua degenza e l’imminente inizio delle riprese, costrinse il cantante a lasciare il progetto.

Fu così che James Cameron scelse Patrick, diventando a tutti gli effetti, uno dei villain più memorabili della storia del cinema. Nonostante l’infortunio (gamba rotta e avambraccio fratturato) Idol continuò a lavorare alla sua musica e nel mondo dello spettacolo.

4. Robert Patrick conquistò tutti con uno sguardo

Parlando di Robert Patrick, quando venne chiamato per l’audizione, tutto il team del film si rese conto che era l’uomo che stavano cercando per il ruolo di T-1000. Sotto consiglio del suo agente, l’attore si presentò come un mix tra James Dean e David Bowie, puntando tutto sulla presenza scenica.

Nel corso del provino, davanti ai responsabili del casting, il suo sguardo glaciale riuscì a colpirli profondamente, convincendoli sempre di più che in realtà non sarebbe stato una seconda scelta.

Arnold Schwarzenegger
Arnold Schwarzenegger (Foto: Wikimedia Commons/gail mrs gray) – Newscinema.it

5. Gli incredibili effetti sonori del T-1000

Oltre che agli effetti visivi, Terminator 2 – Il giorno del giudizio ha richiesto uno studio approfondito anche per gli effetti sonori. Parola d’ordine: creatività. Per riprodurre il rumore del metallo liquido che cambia forma, i tecnici decisero di registrare dei suoni insoliti.

Dal rumore del cibo per cani che usciva da una lattina, passando per un microfono protetto da un profilattico in lattice e immerso in una miscela bollente di acqua e farina. Diverse soluzioni artigianali che riuscirono a creare uno dei design sonori più originali degli anni Novanta.

6. Una curiosa modifica digitale

Nella famosa scena del bar, durante le riprese Arnold Schwarzenegger indossava un paio di pantaloncini dai colori accesi e dallo stile tipico di quegli anni. Un dettaglio che poi venne eliminato in post produzione, grazie agli effetti visivi.

Per Robert Patrick, il discorso fu ben diverso. L’attore girò diverse sequenze completamente nudo, portando i tecnici della Industrial Light & Magic a dover intervenire digitalmente. Questa volta, a dover essere rimosse dall’inquadratura erano le parti intime dell’attore.

7. L’omaggio ai Guns N’ Roses

Uno dei momenti più divertenti del film è il gioco di parole in cui T-800 estrae un vero fucile da una scatola di rose, riferendosi chiaramente alla band rock dei Guns N’ Roses. Ma non è l’unico legame tra questo film e il gruppo musicale.

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In Terminator 2- Il giorno del giudizio è stato inserito il brano You Could Be Mine, inserito anche nella colonna sonora ufficiale del film. Il videoclip della canzone vedeva la presenza anche di Arnold Schwarzenegger nei panni di Terminator. Da quel momento, questo titolo è diventato uno dei simboli del film.

8. Due Sarah Connor sul set

Per il ruolo di Sarah Connor, importante quota rosa nel film, molte scene vennero girate grazie alla presenza di Linda Hamilton, sorella gemella Leslie Hamilton. La sua partecipazione servì al film anche per creare particolari illusioni visive, soprattutto nella celebre sequenza dello specchio, eliminata successivamente nel montaggio cinematografico.

In quella scena, Sarah Connor tenta di riparare il T-800 mentre il riflesso nello specchio viene interpretato dalla sorella gemella. Anni dopo, Arnold Schwarzenegger raccontò che quella era una delle sequenze preferite del film e dichiarò di esser rimasto male nel vedere che non era stata inclusa nel montaggio finale.

Linda Hamilton
Linda Hamilton (Foto: Wikimedia Commons/Gage Skidmore from Peoria, AZ, United States of America) – Newscinema.it

9. John Connor non usa mai un’arma da fuoco

Sebbene John Connor, nei film successivi della saga, venga mostrato come un leader militare armato, in Terminator 2 – Il giorno del giudizio, il giovane non impugna mai una pistola e non spara neanche un colpo. Si tratta di una scelta fortemente dovuta da James Cameron, essendo padre di quattro figli.

Essendo responsabile di quattro adolescenti, non voleva ‘sdoganare’ l’utilizzo di armi da fuoco e ne tanto meno, rendere un eroe chi le utilizza. Per questo motivo, John Connor affronta il pericolo facendo affidamento solo sul suo ingegno, coraggio e l’aiuto di T-800.

10. Il film aveva un finale diverso

Il finale conosciuto da tutti, vede Sarah Connor che guarda al futuro con un cauto ottimismo, lasciando aperta la possibilità che il destino possa ancora essere cambiato. Tuttavia, James Cameron aveva inizialmente immaginato una conclusione molto più rassicurante.

Nel finale alternativo, l’anno era il 2027 con Sarah ormai anziana mentre osserva suo figlio John, diventato senatore degli Stati Uniti, giocare con la propria figlia. La scena conferma che il Giorno del Giudizio è stato evitato e che l’umanità è riuscita a sopravvivere, riuscendo a costruire un futuro di pace.

La voce fuori campo di Sarah, ricorda che il 29 agosto 1997 è trascorso senza andare incontro all’apocalisse e che il sacrificio del Terminator ha cambiato il corso della storia. Il monologo si conclude con uno dei pensieri più profondi della saga: se anche una macchina è stata capace di comprendere il valore della vita umana, allora forse anche gli uomini possono imparare a fare lo stesso.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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