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Interviste

Intervista a Susanna Nicchiarelli, la regista de La Scoperta dell’Alba

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Abbiamo visto in anteprima per voi il nuovo brillante film di Susanna Nicchiarelli: La Scoperta dell’Alba. Tratto dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni e interpretato da Margherita Buy, Susanna Nicchiarelli, Gabriele Spinelli, Lino Guanciale, Lina Sastri, Renato Carpentieri e Sergio Rubini La Scoperta dell’Alba racconta la drammatica storia di Caterina (Margherita Buy) e Barbara (Susanna Nicchiarelli), due sorelle che si trovano a far luce sulla misteriosa scomparsa del padre (avvenuta trenta anni prima) grazie ad un varco spazio temporale che le mette in contatto con il loro passato. La regista del film Susanna Nicchiarelli ci ha raccontato il suo lavoro.

Perché ha deciso di raccontare questa storia?

Stavo cercando da tempo un soggetto che avesse un elemento fantastico e l’idea del viaggio del tempo mi attirava. Il problema è che non avevo una storia. Cosa che invece poi ho trovato grazie a questo libro. Si dice che in Italia queste opere fantascientifiche non si possono fare e il successo e la forza del libro mi hanno aiutato a realizzare il film. Ovviamente non è stato facile sviluppare questo film anche perché il libro pur partendo da un idea fantasy si evolveva in un dialogo tra i protagonisti. Il lavoro grosso sul film non è stato solo concretizzarlo in un’opera cinematografica ma anche renderlo mio, per questo mi sono dovuta immedesimare nei panni di Caterina. Ho dovuto rivisitare la storia dal mio punto di vista. Anche per questo ho cambiato il sesso della protagonista, per rendere l’opera più personale.

Come mai ha deciso di recitare nel film?

Innanzitutto perché nonostante l’ansia mi diverto tantissimo a recitare. Ma nella fase di montaggio mi critico tantissimo. Probabilmente sono mossa da una componente irrazionale, dal mio desiderio di costituire l’aspetto comico del film, di mettere in scena una donna buffa e insicura come me. Inoltre mi sono accorta che nei cortometraggi in cui non recitavo il risultato finale era meno personale. E nonostante gli svantaggi del partecipare come attrice posso vedere in prima persona che il film diventa più interessante, più sentito.

Come ha scelto il cast?

Volevo assolutamente Rubini. Ma Procacci sosteneva che non avrebbe mai partecipato. Poi in seguito Rubini si è dichiarato anche ironicamente offeso perchè voleva tanto prendere parte al film.

Come avete scelto le bambine?

Ovviamente il criterio principale era quello della somiglianza. Cercavamo bambine che somigliassero alle protagoniste. In ogni caso non abbiamo mai cercato attrici ma dei personaggi veri e propri, ovvero ragazzini uguali ai personaggi che interpretavano.

A che cosa si è ispirata per realizzare questo film?

Mi sono ispirata al cinema americano degli anni ’80. Ad esempio Et, Cocoon sono dei film indubbiamente fantastici ma sono anche delle opere molto realistiche. I personaggi di questi film sono assolutamente veri. E il motivo per cui funzionano è proprio perché sono credibili. Il contesto è reale ma l’elemento fantasy è palpabile. E poi è sempre importante l’ironia.

Che ruolo hanno gli uomini in questa opera?

Io volevo che il rapporto con il padre avesse in qualche modo minato il rapporto con l’uomo per le due protagoniste. E di conseguenza dovevo costruire due personaggi maschili completamente diversi. Inoltre essendo una donna trovo difficile descrivere personaggi maschili. E per questo chiedo spesso aiuto agli attori. Rubini ad esempio mi ha aiutato tantissimo a dare dignità ad un personaggio in partenza piccolo. Dovevamo anche far succedere tra i due personaggi una cosa fondamentale: ovvero il fatto che lui non la ascolta veramente. Ogni volta che lei arriva lui è distratto. E ci siamo divertiti moltissimo con Sergio e Margherita a trovare il motivo per cui lui non si accorgeva di lei. E poi quando si sveglia lui? Quando pensa di essere tradito.

Cosa pensa Veltroni di questa rivisitazione del suo libro?

Io non l’ho praticamente visto mai Veltroni. Eccetto quando gli ho dato il soggetto. Si è entusiasmato e ha voluto che fosse un mio film. Dopo di che non ha più partecipato. Poi un giorno è venuto in montaggio a vederlo e l’ha trovato bellissimo. Sono stata molto fortunata perché gli scrittori solitamente invadono moltissimo il campo del regista.

Se non ci fosse stata Margherita Buy chi avrebbe voluto come protagonista?

Non abbiamo altre attrici come Margherita Buy. Lei nella stessa frase ti fa ridere e piangere. Ha quella comicità particolare. Credo nessun altra sarebbe stata in grado di regalare la sua performance.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Una commedia sentimentale. Non vedo già l’ora di girare un nuovo film. Ma ancora non è pronto niente. Spero proprio di poter raccontare una bella storia d’amore.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

Interviste

Quattordici giorni | La video intervista al regista Ivan Cotroneo e i protagonisti

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Dopo la presentazione, presso gli Studi di Cinecittà di Roma, del nuovo servizio di streaming globale di Paramount, Paramount+, Newscinema ha avuto il piacere e il privilegio di incontrare, in esclusiva, alcuni dei protagonisti dei progetti in programmi.

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Il regista Ivan Cotroneo e la coppia (anche nella realtà) di protagonisti, formata da Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi, si sono concessi ai nostri microfoni, Ci hanno così raccontato la nascita e lo sviluppo del loro nuovo e atteso progetto: Quattordici giorni.

Il primo Paramount+ Original movie italiano è scritto – a quattro mani con Monica Rametta – e diretto da Ivan Cotroneo. Prodotto da Indigo Film, e in arrivo su Paramount+ da fine settembre 2022, è stato presentato fuori concorso al 39esimo Torino Film Festival.

Quattordici giorni | La trama

Un’originalissima storia sui conflitti di coppia e la resistenza dell’amore: Marta (Carlotta Natoli) odia Lorenzo (Thomas Trabacchi), perché ha da poco scoperto che lui ha una relazione con un’altra donna. Lorenzo detesta Marta. Ma non c’è scampo. Sono giorni di pandemia e devono stare insieme, chiusi negli stessi ottanta metri quadri per quattordici giorni in isolamento fiduciario.

Cosa faranno? Una storia d’amore in un tempo sospeso, per loro e per il mondo intorno, in un countdown che li porta verso la separazione. Quattordici capitoli, quattordici momenti di vita di coppia, e un solo amore a pezzi.

Il nostro commento

Quattordici giorni si sviluppa in un unico ambiente, con una sola coppia di attori, mostrando la potenza narrativa di un’ottima scrittura e di interpreti straordinari. Proprio come il capolavoro di Roman Polanski, Carnage (tanto per citare un esempio), i protagonisti scavano a fondo, nel tentativo di elaborare questioni intime e delicate.

Leggi anche: Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

Forti della relazione anche fuori dal set, Trabacchi e la Natoli si concedono anima e corpo, al fine di rendere credibili ed empaticamente accattivanti i rispettivi personaggi. Ne viene fuori uno spaccato di vita vera, così emozionante da risultare indelebile ed esemplare.

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Can Yaman

Viola come il mare | la video intervista a Can Yaman e Francesca Chillemi

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Lo scorso venerdì alla Casa del cinema di Roma si è svolta la conferenza stampa per la fiction Viola come il mare diretta da Francesco Vicario e con protagonisti due attori molto amati dal pubblico: Francesca Chillemi e Can Yaman. Ecco cosa hanno risposto in esclusiva per NewsCinema.it i protagonisti di questa serie molto attesa e che andrà in onda da venerdì 30 settembre su Canale5.

La trama di Viola come il mare

Viola Vitale ha trent’anni, bellissima e con un superpotere: la sinestesia. Sfortunatamente per lei, non c’è nulla di sovrannaturale in questa capacità, bensì si tratta di una rara patologia neurologica che le permette di sentire o meglio vedere i sentimenti della gente attraverso i colori. Quando l’ex Miss Italia e ora giornalista di cronaca nera per SiciliaWebNews, si trova a dover parlare con una persona, davanti a lei si palesa il colore che rappresenta il sentimento provato in quel preciso istante.

Lavorare su casi di omicidi la porterà a entrare in contatto con l’affascinante Ispettore Capo Francesco Demir. Il loro modo di relazionarsi con il prossimo li porta a scontrarsi dal primo giorno, rendendo la loro collaborazione tutt’altro che semplice. Viola attraverso la sinestesia cerca di aiutare Francesco nelle indagini, così da poter arrivare alla risoluzione dei casi nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, l’arrivo di Viola nella città di Palermo nasconde un altro motivo oltre al lavoro nella redazione giornalistica: trovare il padre che non ha mai avuto modo di conoscere e che potrebbe salvarle la vita.

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Come accadrà negli episodi di Viola come il mare?

Ogni puntata sarà caratterizzata da un omicidio al quale, Viola e Francesco dovranno lavorare fianco a fianco, nonostante i loro continui battibecchi. Se il bel Demir è solito ragionare in maniera lucida, con la sua testa senza dar spazio alle emozioni, dall’altro lato, la bella Vitale non può far a meno di dare la sua opinione in merito a qualsiasi argomento. Lei si fida di tutti, lui di nessuno. Se lei è più aperta al dialogo, lui è un tipo più fisico. Se è vero che ‘gli opposti si attraggono’, sarà davvero complicato per Viola e Francesco non cedere alla reciproca attrazione che li lega.

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Cinema

Venezia 79: Notte Fantasma, video intervista a Edoardo Pesce e il regista Fulvio Risuleo

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Nella sezione Orizzonti Extra di Venezia 79 è stato presentato in anteprima Notte Fantasma, il nuovo film di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce e la rivelazione Yothin Clavenzani. Abbiamo incontrato il regista e i protagonisti e qui sotto potete vedere la video intervista completa.

L’idea di questa storia mi è venuta immaginando un abuso di potere di un poliziotto che costringe qualcuno, colto in flagranza di reato, a fare quello che vuole lui. Rifletto spesso sul potere e sulla delicatezza e complessità di chi si trova a doverlo gestire. Avevo in mente un poliziotto che, in un locale, costringe un giovane a ballare, e da lì sono partito cercando di immaginare il prima e il dopo” ha detto il giovane regista.

Notte Fantasma: la sinossi del film

È sabato sera, Tarek ha programmato una serata con gli amici: playstation e junk food. Prima di incontrarli passa per il parco a comprare qualche grammo di fumo. Qualcuno però lo tiene d’occhio dall’interno di un’automobile, ha visto tutto e lo avvicina: è un poliziotto. L’uomo è misterioso, minaccioso e allo stesso tempo a suo modo gentile e un po’ complice.

Invece di portarlo al distretto, il poliziotto costringe Tarek a stare con lui per tutta la notte tra risse, inseguimenti e fughe. Ma all’alba i loro ruoli potrebbero invertirsi.  Un’avventura lunga una notte tra le pieghe della quotidianità, della percezione e delle vite personali. 

Notte Fantasma è il terzo lungometraggio di Fulvio Risuleo che torna a lavorare con Edoardo Pesce dopo Il colpo del cane (uscito nel 2019 per Vision Distribution) e i corti L’Uomo Materasso (2021) e Varicella, che nel 2015 si aggiudica il premio alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes.

Notte Fantasma è una produzione Elsinore Film, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Vision Distribution in collaborazione con Sky e Prime Video. Il film è prodotto da Annamaria Morelli, Antonio Celsi, Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa e distribuito da Vision Distribution.

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