Connettiti a NewsCinema!

Non categorizzato

Star Wars, 8 argomenti su cui si scontrano i fans

Pubblicato

:

Sappiamo quanto sia amato Star Wars, e quanto fanatici siano gli appassionati della saga: ecco perché è quasi inevitabile trovare numerosi punti di scontro, a dispetto degli interessi condivisi. Con il nuovo capitolo della serie Star Wars: Il risveglio della forza in arrivo sul grande schermo, e la galassia lontana lontana pronta ad espandersi come mai prima d’ora, è giunto il momento perfetto per mettere sotto alcune delle più grandi, malevole e feroci discussioni in cui i fan finiscono regolarmente per impantanarsi.

Chi ha sparato per primo?

La vera natura di chi ha sparato per primo nella cantina di Una nuova speranza, Ian Solo o il Rodiano Greedo, potrebbe essere il dibattito più veementemente contestato tra gli appassionati della saga. Nel ricredersi ed operare tagli forse esagerati alla trilogia originale, il regista George Lucas cambiò anche questa scena. In origine, Ian semplicemente spara a Greedo senza avvertire, mentre nell’edizione speciale, Greedo è il primo a provocare e a sparare per primo, e Ian risponde al fuoco usando la su forza letale soltanto come mezzo di legittima difesa. Lucas ha asserito che era questo il modo in cui aveva sempre inteso realizzare la scena, sebbene su ciò vi sia una discussione accesa, basata sulle prime stesure della sceneggiatura, e i fan non hanno smesso di litigare sul problema fin da allora. Benché possa sembrare, all’apparenza, un cambiamento relativamente minore, i più accaniti sostengono che ciò altererebbe irrimediabilmente il personaggio di Ian Solo e il suo sviluppo durante il film (o addirittura nel corso dell’intera trilogia). Quello che incontriamo dapprima nella cantina di Mos Eisley è un furfante, il numero uno dei malviventi; in breve, non propriamente un bravo ragazzo. E’ il tipo di persona che sparerebbe per prima, mentre sparare soltanto per difesa personale lo renderebbe molto meno canaglia, e alcuni pensano che ciò spenga in qualche modo l’ardore del personaggio e renda la sua evoluzione molto meno drammatica in termini visivi. Qualunque sia la vostra linea di posizione, se cominciate questa discussione, assicuratevi che la vostra tesi sia solida e di avere qualche ora da perdere, perché le cose possono farsi intense.

Qual è il film migliore?

Come accade in molti altri franchising, la discussione su quale sia il film migliore è la madre di tutte le altre, e il caso dei film di Star Wars costituisce una prova alquanto convincente. Persino tra gli accoliti più conservatori, ve ne sono alcuni che affermano che i prequel della seconda trilogia sono i più belli della saga. Una nuova speranza è naturalmente l’inizio di qualcosa di più grande: è la pellicola che ha scatenato l’immaginazione dei più e, presa come una singola entità, è quella che copre il più completo e soddisfacente arco di tempo. Poi c’è L’impero colpisce ancora, che è generalmente considerato come uno dei più grandi sequel mai realizzati: cupo, tetro, con una delle rivelazioni cinematografiche migliori mai vincolate ad una pellicola, e finisce con una completa disdetta. Ma è anche commovente, e segna un punto di svolta nella saga. Tutto ciò conduce al Ritorno dello Jedi e all’emozionante, climatica battaglia del bene contro il male sulla luna boscosa di Endor quando Luke, Leia, Ian e gli altri provano a portar via la Morte Nera II. Come ogni giusta discussione, vi sono dunque tre casi differenti per ciascuna delle parti della trilogia e alla fine, tutto si riduce ai gusti personali di ognuno.

Ewok: amore o odio?

Gli Ewok possono apparire come feroci guerrieri pronti a prendere in considerazione l’idea di arrostire qualche nostro eroe vivo su fiamme divampanti, ma sono anche carini da coccolare e ci procurano un momento di bizzarro e comico sollievo. E – dipende dalla vostra linea di pensiero – queste creature sono una grande aggiunta al canone, o una stucchevole, insopportabile intrusione che rende il Ritorno dello Jedi più un film per bambini che un’epica avventura intergalattica. Il divario più ingente riguardo agli Ewok sembra ruotare intorno all’età: coloro che erano un po’ più grandi quando hanno visto per la prima volta la trilogia originale, tendono a guardarli con un certo livello di cinismo, come se fossero stati progettati soltanto per vendere giocattoli e costumi di Halloween. I fan più giovani, coloro che con tutta probabilità si sono avvicinati alla trilogia un po’ più tardi (specialmente quelli per cui lo Jedi potrebbe essere stato il primo film con cui sono entrati in contatto), solitamente li vedono come qualcosa di molto meno minaccioso. Naturalmente, questi sono due estremi, e vi sono una miriade di sfumature di cui tener conto, ma la discussione ancora vive, persino dopo decenni.

storm

Perché gli Stormtrooper hanno una mira tanto terribile?

Gli Assaltatori sono noti per molte ragioni: per la loro armatura candida e immacolata (in qualche modo anche nei boschi), per il loro essere degli assassini a sangue freddo, e per la loro terribile mira. In Una nuova speranza, Obi-Wan sottolinea che “soltanto le Truppe d’Assalto imperiali sono tanto precise” con i loro fucili blaster, ma questa è l’unica indicazione che riceviamo sul fatto che gli Assaltatori hanno già imparato ad usare una pistola prima di essere gettati nel mezzo della battaglia. E i fan adorano discutere sulle svariate teorie riguardanti il motivo per cui gli Stormtroopers sono in tutto e per tutto degli orribili puntatori. Sono stati semplicemente poco allenati? Sono solamente tanto incompetenti quanto la sceneggiatura e le circostanze richiedono? Riescono a vedere oltre i loro dannati elmetti? Sono forse i blaster l’arma più difficile da puntare mai progettata? O sono spesso costretti a seguire l’esercito o a servire l’Impero Galattico contro la loro volontà, provando a mancare la mira come atto minore di ribellione? Vi sono milioni di ragioni possibili, e gli appassionati sembrano divertirsi a sbavare sulla loro preferita. Se tutto va bene, le nuove reclute ne Il risveglio della forza avranno una mira migliore: renderebbe le cose molto più avvincenti e interessanti.

I prequel sono grandiosi o terribili?

Poche cose sono dibattute tra i fan come il valore dei super-calunniati prequel. Iniziando nel 1999 con Episodio I: La minaccia fantasma, Lucas ha prodotto in serie un trio di pellicole che hanno per lo più deluso e infastidito le generazioni più vecchie di fan con il loro onnipresente lavoro di green screen, personaggi noiosi e il predecessore di Darth Vader, Anakin Skywalker, dipinto come un ragazzino piagnucoloso, per non parlare di molte altre questioni. Presi singolarmente, i tre lungometraggi hanno ognuno le proprie virtù e i propri fallimenti, ma visti come un tutto unitario, risultano ampiamente disprezzati. Eppure, vi sono ancora fan accaniti e difensori dei prequel. Malgrado un Anakin al di sotto delle aspettative e trame riguardanti più controversie mercantili che la lotta tra bene e male, vi sono coloro che apprezzano la linea politica, le questioni morali che affrontano i personaggi, e il generico mondo costruito – bisogna ammettere che vi è molto di più in termini di nuovi pianeti, senso dell’universo e background, specialmente se guardiamo alla Vendetta dei Sith. Come quello sugli Ewok, questo dibattito appare diviso in linea di massima tra diverse generazioni – coloro che hanno visto la trilogia originale appena uscita guardano torvamente ai prequel, mentre il pubblico più giovane li guarda con maggiore benevolenza. Tuttavia, anche questa discussione sembra lontana dal risolversi, e ultimamente si riduce alle preferenze individuali: forse vedremo lo stesso con il nuovo capitolo della saga e le eventuali future pellicole nei prossimi anni.

storm3

Qual è il problema coi Midi-chlorian?

I prequel contengono un numero di elementi che fa arrabbiare molti fan, da caricature stranamente razziste alla caratterizzazione di Anakin – presumibilmente “un uomo valoroso” – come un piccolo idiota lunatico. Ma tra tutti gli aspetti che fanno saltare i nervi agli appassionati, pochi sono quelli che li mandano in collera come l’accenno ai Midi-chlorian. Ne La minaccia fantasma, il celeberrimo Qui-Gon Jinn spega in dettaglio cosa sia la Forza e da dove provenga. Questi Midi-chlorian sono microscopiche forme di vita intelligenti che si trovano in tutti gli esseri viventi e, quando presenti in grandi quantità, permettono al loro ospite di percepire la Forza. Ad essere onesti, non sappiamo nemmeno se questa possa considerarsi una discussione vera e propria. Prima dei Midi-chlorian, la Forza era un’entità magica, mistica, religiosa, ed essi non hanno fanno altro che trasformarla in un fenomeno biologico. Non si fa alcun accenno ai Midi-chlorian nella trilogia originale, e persino tra i più accaniti difensori dei prequel avreste difficoltà a trovarne molti a favore di queste forme di vita. J.J. Abrams ha dichiarato che ne Il risveglio della Forza e nei futuri lungometraggi, i Midi-chlorian non saranno più menzionati, lasciando i fan nel dubbio riguardo al presunto passo falso di George Lucas in quella galassia lontana lontana.

In quale ordine guardare i film?

Di solito, quando un franchise possiede sei pellicole (per non parlare dell’immane varietà di TV show, fumetti, libri e molto altro), la maniera più ovvia di guardarle è iniziare dal primo episodio e procedere di conseguenza. Tuttavia, quando si parla di Star Wars le cose non sono così semplici. La trilogia originale – Una nuova speranza, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi – sono rispettivamente i capitoli quattro, cinque, e sei, mentre i prequel, presenti nella seconda trilogia – La minaccia fantasma, L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith – sono il numero uno, due e tre. L’ordine in cui guardarli influenza molto l’esperienza dello spettatore, producendo un grande impatto sulla sua sensibilità nei confronti della saga. Iniziare con l’Episodio I garantirà un effetto lineare, dall’inizio alla fine, come leggere un libro di storia. Eppure così facendo si perde uno degli aspetti migliori del franchise: ogni mistero e magia riguardanti la Forza e la sua vera natura, sono rivelati ne La minaccia fantasma. Guardare la saga dall’inizio alla fine rovinerà non pochi momenti, e il consiglio è gustarseli in ordine di distribuzione, sebbene l’argomento sia ancora oggetto di dibattito.

J.J. Abrams: salvatore o dilettante?

E’ una questione, questa, che così com’è cominciata continuerà ad essere dibattuta in futuro. J.J. Abrams è un regista molto controverso, al centro di due fazioni: alcuni spettatori adorano il marchio di sensibilità popolare che caratterizza i suoi lavori, altri invece lo definiscono un dilettante che ha usato troppo lens flare rovinando così l’altra celebre saga stellare Star Trek. Il suo forte coinvolgimento nel rinnovo dell’universo di Star Wars ha già attirato molte critiche, sebbene il film non sia ancora uscito nelle sale. Abrams è ovviamente un grande appassionato del franchise e sta davvero facendo di tutto per non deludere le aspettative dei suoi pari – e da quel poco che siamo riusciti a vedere finora, i suoi sforzi sembrano validi – ma anche se Il risveglio della Forza sbancasse al botteghino, ci saranno sempre coloro che lo odieranno per una svariata gamma di ragioni. Ci tocca comunque aspettare e vedere come si metteranno le cose, ma sebbene egli sia il salvatore di una serie amata da molti, gli haters saranno sempre pronti a negare la sua accettazione. Attendiamo dunque il prossimo mese in bilico sull’orlo del precipizio: Star Wars farà faville o cadrà rovinosamente a terra?

Fonte: CinemaBlend

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

Pubblicato

:

nicolekidman

L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

eyes wide shut

Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

ritorno a could mountain. il finale del film 3

Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

Continua a leggere

Non categorizzato

Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

Pubblicato

:

aladdin

Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

Consigliati dalla redazione

Continua a leggere

Cinema

Oscar: gli attori che si sono spinti oltre i limiti per vincere

Pubblicato

:

11 leonardodicaprio 768x432

La Notte degli Oscar 2019 è vicina. È difficile dire con certezza che cosa spinga alcuni attori ad accettare determinati ruoli. Molto probabilmente la maggior parte degli interpreti decidono di avventurarsi in queste imprese un po’ folli, pensando di poter vincere – almeno una volta nella vita – il Premio Oscar. Spingere il corpo al limite, per assomigliare il più possibile a personaggi sconvenienti e pericolosi, cercando di portarli sul grande schermo nel modo più verosimile possibile, dimostra che questi attori hanno davvero una marcia in più e sono tutti meritevoli della prestigiosa statuetta d’oro.

Daniel-Day Lewis (My Left Foot)

Daniel Day-Lewis è il maestro dei folli sacrifici in nome della recitazione. Lo dimostrano i tre premi Oscar che è riuscito a vincere nel corso della sua carriera. Ha dimostrato di essere un grande attore già alla sua prima performance che gli è valsa un Oscar, nei panni di un malato paralizzato cerebralmente di nome Christy Brown. Sul set l’attore ha rifiutato di lasciare la sedia a rotelle e ha chiesto ai membri dello staff di mangiare con un cucchiaio, mantenendo una posizione che alla fine gli ha procurato la rottura di due costole.

Hilary Swank (Boys Do not Cry)

Per interpretare in modo convincente il trans Brandon Teena, la bellissima Hilary Swank ha trascorso diversi mesi a cercare di modulare la propria voce verso tonalità baritonali, in grado di assomigliare al suono tipico della voce maschile. Dal punto di vista della fisicità si è servita di alcune bende per occultare il seno, presentandosi come suo fratello James.

3 charlizetheron 768x432

Charlize Theron nel film Monster

Charlize Theron (Monster)

Se c’è una persona che è distante anni luce – in primis per l’aspetto esteriore – ad Aileen Wuornos, la protagonista del film Monster, è proprio l’attrice che l’ha interpretata: Charlize Theron. La sua trasformazione è stata tra quelle più incredibili e uniche nella storia del cinema. Grazie all’ausilio di denti protesici, a qualche spericolata rasatura delle sopracciglia e molti sacchetti di patatine per aumentare di peso, la Theron ha effettuato una vera e propria trasformazione.

Adrien Brody (Il pianista)

Per catturare la disperazione del nullatenente Wladyslaw Szpilman, il protagonista del film Il pianista, l’attore Adrien Brody decise di spogliarsi di ogni struttura e confronto per entrare ancora di più nel ruolo. Prima di imbarcarsi su un volo per l’Europa, prese la decisione di lasciare tutte le sue cose e portare con se solo un paio di borse e una tastiera.

Jamie Foxx (Ray)

L’Academy è stata chiaramente impressionata dalla convincente interpretazione di Jamie Foxx in Ray,  nell’aver portato al cinema il musicista non vedente Ray Charles. A quanto pare, Fox non ha dovuto fingere molto perché ha potuto fare affidamento su un paio di palpebre protesiche. La sensazione provata dall’attore è stata indescrivibile, perché doveva avere gli occhi incollati, chiusi, per ben quattordici ore al giorno.

Natalie Portman (Black Swan)

Probabilmente ci sarebbero molti più ballerini al mondo se questa forma d’arte non fosse così estenuante. Natalie Portman lo sa bene che cosa significa essere una ballerina, quando si è preparata per mesi al ruolo da protagonista nel film Black Swan. L’attrice ricorda ancora che la sua dieta e il suo regime di allenamento sono stati così crudeli da farle temere qualche collasso e addirittura ripercussioni nel tempo per la sua salute.

Anne Hathaway (Les Misérables)

Grazie alla collaborazione di un nutrizionista, Anne Hathaway, già magrissima fuori dal set, è riuscita a perdere la bellezza di 25 chili per interpretare l’indifesa Fantine nel film Les Misérables . La parte peggiore? Ha perso più della metà di quel peso durante le riprese, grazie a un digiuno durato 13 giorni.

8 jaredleto 981x552

Jared Leto nei panni di Rayon

Jared Leto (Dallas Buyers Club)

L’anno seguente il cast del film Dallas Buyers Club sembrava determinato a superare il drastico calo di peso della Hathaway. Per interpretare Rayon, la donna transessuale malata di HIV, il cantante e attore Jared Leto è diventato a dir poco scheletrico, dopo aver perso più di 30 chili.

Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Poiché Matthew McConaughey è la stella del Dallas Buyers Club, è giusto che abbia superato Leto in questo record. Secondo l’attore, è riuscito a perdere qualcosa come 47 chili, finendo in uno stato che potremmo paragonare a quello di un uccellino appena nato con la bocca aperta che grida: ‘nutrimi, nutrimi’.

Kate Winslet (The Reader)

Per alcuni mesi bui, nel 2008, Kate Winslet è stata consumata da questo personaggio desolante, tanto che i racconti della buonanotte per i  suoi figli avevano preso una piega davvero deprimente.

Leonardo DiCaprio (The Revenant)

Dopo anni di nomination e di statuette date per certe, Leonardo DiCaprio è riuscito a vincere il suo primo premio Oscar con il film The Revenant. Grazie a questo personaggio è riuscito a spingere se stesso oltre ogni limite, nuotando in acque gelide, dormendo in una carcassa di animali e mangiando fegato di bisonte crudo.

Continua a leggere

Iscriviti al nostro canale!

Film in uscita

Luglio, 2019

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Agosto

Nessun Film

Pubblicità

Facebook

Recensioni

Nuvola dei Tag

Pubblicità

Popolari

X