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Star Wars, 8 argomenti su cui si scontrano i fans

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Sappiamo quanto sia amato Star Wars, e quanto fanatici siano gli appassionati della saga: ecco perché è quasi inevitabile trovare numerosi punti di scontro, a dispetto degli interessi condivisi. Con il nuovo capitolo della serie Star Wars: Il risveglio della forza in arrivo sul grande schermo, e la galassia lontana lontana pronta ad espandersi come mai prima d’ora, è giunto il momento perfetto per mettere sotto alcune delle più grandi, malevole e feroci discussioni in cui i fan finiscono regolarmente per impantanarsi.

Chi ha sparato per primo?

La vera natura di chi ha sparato per primo nella cantina di Una nuova speranza, Ian Solo o il Rodiano Greedo, potrebbe essere il dibattito più veementemente contestato tra gli appassionati della saga. Nel ricredersi ed operare tagli forse esagerati alla trilogia originale, il regista George Lucas cambiò anche questa scena. In origine, Ian semplicemente spara a Greedo senza avvertire, mentre nell’edizione speciale, Greedo è il primo a provocare e a sparare per primo, e Ian risponde al fuoco usando la su forza letale soltanto come mezzo di legittima difesa. Lucas ha asserito che era questo il modo in cui aveva sempre inteso realizzare la scena, sebbene su ciò vi sia una discussione accesa, basata sulle prime stesure della sceneggiatura, e i fan non hanno smesso di litigare sul problema fin da allora. Benché possa sembrare, all’apparenza, un cambiamento relativamente minore, i più accaniti sostengono che ciò altererebbe irrimediabilmente il personaggio di Ian Solo e il suo sviluppo durante il film (o addirittura nel corso dell’intera trilogia). Quello che incontriamo dapprima nella cantina di Mos Eisley è un furfante, il numero uno dei malviventi; in breve, non propriamente un bravo ragazzo. E’ il tipo di persona che sparerebbe per prima, mentre sparare soltanto per difesa personale lo renderebbe molto meno canaglia, e alcuni pensano che ciò spenga in qualche modo l’ardore del personaggio e renda la sua evoluzione molto meno drammatica in termini visivi. Qualunque sia la vostra linea di posizione, se cominciate questa discussione, assicuratevi che la vostra tesi sia solida e di avere qualche ora da perdere, perché le cose possono farsi intense.

Qual è il film migliore?

Come accade in molti altri franchising, la discussione su quale sia il film migliore è la madre di tutte le altre, e il caso dei film di Star Wars costituisce una prova alquanto convincente. Persino tra gli accoliti più conservatori, ve ne sono alcuni che affermano che i prequel della seconda trilogia sono i più belli della saga. Una nuova speranza è naturalmente l’inizio di qualcosa di più grande: è la pellicola che ha scatenato l’immaginazione dei più e, presa come una singola entità, è quella che copre il più completo e soddisfacente arco di tempo. Poi c’è L’impero colpisce ancora, che è generalmente considerato come uno dei più grandi sequel mai realizzati: cupo, tetro, con una delle rivelazioni cinematografiche migliori mai vincolate ad una pellicola, e finisce con una completa disdetta. Ma è anche commovente, e segna un punto di svolta nella saga. Tutto ciò conduce al Ritorno dello Jedi e all’emozionante, climatica battaglia del bene contro il male sulla luna boscosa di Endor quando Luke, Leia, Ian e gli altri provano a portar via la Morte Nera II. Come ogni giusta discussione, vi sono dunque tre casi differenti per ciascuna delle parti della trilogia e alla fine, tutto si riduce ai gusti personali di ognuno.

Ewok: amore o odio?

Gli Ewok possono apparire come feroci guerrieri pronti a prendere in considerazione l’idea di arrostire qualche nostro eroe vivo su fiamme divampanti, ma sono anche carini da coccolare e ci procurano un momento di bizzarro e comico sollievo. E – dipende dalla vostra linea di pensiero – queste creature sono una grande aggiunta al canone, o una stucchevole, insopportabile intrusione che rende il Ritorno dello Jedi più un film per bambini che un’epica avventura intergalattica. Il divario più ingente riguardo agli Ewok sembra ruotare intorno all’età: coloro che erano un po’ più grandi quando hanno visto per la prima volta la trilogia originale, tendono a guardarli con un certo livello di cinismo, come se fossero stati progettati soltanto per vendere giocattoli e costumi di Halloween. I fan più giovani, coloro che con tutta probabilità si sono avvicinati alla trilogia un po’ più tardi (specialmente quelli per cui lo Jedi potrebbe essere stato il primo film con cui sono entrati in contatto), solitamente li vedono come qualcosa di molto meno minaccioso. Naturalmente, questi sono due estremi, e vi sono una miriade di sfumature di cui tener conto, ma la discussione ancora vive, persino dopo decenni.

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Perché gli Stormtrooper hanno una mira tanto terribile?

Gli Assaltatori sono noti per molte ragioni: per la loro armatura candida e immacolata (in qualche modo anche nei boschi), per il loro essere degli assassini a sangue freddo, e per la loro terribile mira. In Una nuova speranza, Obi-Wan sottolinea che “soltanto le Truppe d’Assalto imperiali sono tanto precise” con i loro fucili blaster, ma questa è l’unica indicazione che riceviamo sul fatto che gli Assaltatori hanno già imparato ad usare una pistola prima di essere gettati nel mezzo della battaglia. E i fan adorano discutere sulle svariate teorie riguardanti il motivo per cui gli Stormtroopers sono in tutto e per tutto degli orribili puntatori. Sono stati semplicemente poco allenati? Sono solamente tanto incompetenti quanto la sceneggiatura e le circostanze richiedono? Riescono a vedere oltre i loro dannati elmetti? Sono forse i blaster l’arma più difficile da puntare mai progettata? O sono spesso costretti a seguire l’esercito o a servire l’Impero Galattico contro la loro volontà, provando a mancare la mira come atto minore di ribellione? Vi sono milioni di ragioni possibili, e gli appassionati sembrano divertirsi a sbavare sulla loro preferita. Se tutto va bene, le nuove reclute ne Il risveglio della forza avranno una mira migliore: renderebbe le cose molto più avvincenti e interessanti.

I prequel sono grandiosi o terribili?

Poche cose sono dibattute tra i fan come il valore dei super-calunniati prequel. Iniziando nel 1999 con Episodio I: La minaccia fantasma, Lucas ha prodotto in serie un trio di pellicole che hanno per lo più deluso e infastidito le generazioni più vecchie di fan con il loro onnipresente lavoro di green screen, personaggi noiosi e il predecessore di Darth Vader, Anakin Skywalker, dipinto come un ragazzino piagnucoloso, per non parlare di molte altre questioni. Presi singolarmente, i tre lungometraggi hanno ognuno le proprie virtù e i propri fallimenti, ma visti come un tutto unitario, risultano ampiamente disprezzati. Eppure, vi sono ancora fan accaniti e difensori dei prequel. Malgrado un Anakin al di sotto delle aspettative e trame riguardanti più controversie mercantili che la lotta tra bene e male, vi sono coloro che apprezzano la linea politica, le questioni morali che affrontano i personaggi, e il generico mondo costruito – bisogna ammettere che vi è molto di più in termini di nuovi pianeti, senso dell’universo e background, specialmente se guardiamo alla Vendetta dei Sith. Come quello sugli Ewok, questo dibattito appare diviso in linea di massima tra diverse generazioni – coloro che hanno visto la trilogia originale appena uscita guardano torvamente ai prequel, mentre il pubblico più giovane li guarda con maggiore benevolenza. Tuttavia, anche questa discussione sembra lontana dal risolversi, e ultimamente si riduce alle preferenze individuali: forse vedremo lo stesso con il nuovo capitolo della saga e le eventuali future pellicole nei prossimi anni.

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Qual è il problema coi Midi-chlorian?

I prequel contengono un numero di elementi che fa arrabbiare molti fan, da caricature stranamente razziste alla caratterizzazione di Anakin – presumibilmente “un uomo valoroso” – come un piccolo idiota lunatico. Ma tra tutti gli aspetti che fanno saltare i nervi agli appassionati, pochi sono quelli che li mandano in collera come l’accenno ai Midi-chlorian. Ne La minaccia fantasma, il celeberrimo Qui-Gon Jinn spega in dettaglio cosa sia la Forza e da dove provenga. Questi Midi-chlorian sono microscopiche forme di vita intelligenti che si trovano in tutti gli esseri viventi e, quando presenti in grandi quantità, permettono al loro ospite di percepire la Forza. Ad essere onesti, non sappiamo nemmeno se questa possa considerarsi una discussione vera e propria. Prima dei Midi-chlorian, la Forza era un’entità magica, mistica, religiosa, ed essi non hanno fanno altro che trasformarla in un fenomeno biologico. Non si fa alcun accenno ai Midi-chlorian nella trilogia originale, e persino tra i più accaniti difensori dei prequel avreste difficoltà a trovarne molti a favore di queste forme di vita. J.J. Abrams ha dichiarato che ne Il risveglio della Forza e nei futuri lungometraggi, i Midi-chlorian non saranno più menzionati, lasciando i fan nel dubbio riguardo al presunto passo falso di George Lucas in quella galassia lontana lontana.

In quale ordine guardare i film?

Di solito, quando un franchise possiede sei pellicole (per non parlare dell’immane varietà di TV show, fumetti, libri e molto altro), la maniera più ovvia di guardarle è iniziare dal primo episodio e procedere di conseguenza. Tuttavia, quando si parla di Star Wars le cose non sono così semplici. La trilogia originale – Una nuova speranza, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi – sono rispettivamente i capitoli quattro, cinque, e sei, mentre i prequel, presenti nella seconda trilogia – La minaccia fantasma, L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith – sono il numero uno, due e tre. L’ordine in cui guardarli influenza molto l’esperienza dello spettatore, producendo un grande impatto sulla sua sensibilità nei confronti della saga. Iniziare con l’Episodio I garantirà un effetto lineare, dall’inizio alla fine, come leggere un libro di storia. Eppure così facendo si perde uno degli aspetti migliori del franchise: ogni mistero e magia riguardanti la Forza e la sua vera natura, sono rivelati ne La minaccia fantasma. Guardare la saga dall’inizio alla fine rovinerà non pochi momenti, e il consiglio è gustarseli in ordine di distribuzione, sebbene l’argomento sia ancora oggetto di dibattito.

J.J. Abrams: salvatore o dilettante?

E’ una questione, questa, che così com’è cominciata continuerà ad essere dibattuta in futuro. J.J. Abrams è un regista molto controverso, al centro di due fazioni: alcuni spettatori adorano il marchio di sensibilità popolare che caratterizza i suoi lavori, altri invece lo definiscono un dilettante che ha usato troppo lens flare rovinando così l’altra celebre saga stellare Star Trek. Il suo forte coinvolgimento nel rinnovo dell’universo di Star Wars ha già attirato molte critiche, sebbene il film non sia ancora uscito nelle sale. Abrams è ovviamente un grande appassionato del franchise e sta davvero facendo di tutto per non deludere le aspettative dei suoi pari – e da quel poco che siamo riusciti a vedere finora, i suoi sforzi sembrano validi – ma anche se Il risveglio della Forza sbancasse al botteghino, ci saranno sempre coloro che lo odieranno per una svariata gamma di ragioni. Ci tocca comunque aspettare e vedere come si metteranno le cose, ma sebbene egli sia il salvatore di una serie amata da molti, gli haters saranno sempre pronti a negare la sua accettazione. Attendiamo dunque il prossimo mese in bilico sull’orlo del precipizio: Star Wars farà faville o cadrà rovinosamente a terra?

Fonte: CinemaBlend

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Venezia 78: Il Paradiso del Pavone, una famiglia sconnessa

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Il Paradiso del Pavone nasce da una collaborazione Italia-Germania ed è stato presentato al 78° Festival di Venezia nella sezione Orizzonti. Diretto da Laura Bispuri e scritto dalla stessa in collaborazione con Silvana Tamma.

Il Paradiso del Pavone: la sinossi

Un giorno d’inverno Nena riunisce la propria famiglia allargata per festeggiare il compleanno tutti insieme, compreso il pavone di Alma, l’unica bimba del gruppo, figlia di Adelina e Vito.

Rinchiusi in questa casa, saranno da una parte complici dall’altra spettatori, di una sequela di altarini che verranno a galla e di dinamiche talvolta scomode, che li porteranno sul finale a una resa dei conti necessaria alla pace interiore. 

Il Paradiso del Pavone: parenti serpenti

Decentrato da quello che vorrebbe provare ad essere, questo film è scandito da un tempismo non totalmente errato, ma piuttosto confusionario a livello di scrittura. Tra intrecci improbabili, personaggi che appaiono e nessuno si chiede perché rimangano senza motivazione e dialoghi talvolta poco sensati, si struttura una narrazione indecisa e spesso anticlimatica.

Poco intrigante anche a livello interpretativo, con una Alba Rohrwacher sottotono e personaggi sconnessi, il film vive di scene disegnate su atteggiamenti deliranti figli di caratteri che contrastano perfino col loro stessi.

Ad un certo punto pare di essere spettatori di un gruppo di deliri che vengono snocciolati senza collante narrativo. Interessante è la raffigurazione della figura femminile che viene rappresentata attraverso molteplici e differenti personalità.

Lo stesso si può affermare per il ruolo di madre, anche qui proposto tramite diversi modi di agire, sensibilità e comportamenti. La femminilità è potente e manifestata con fluidità, delineando un quadro chiaro di ciò che le scelte comportano giuste o sbagliate, nel bene o nel male.

La famiglia dovrebbe di certo essere un punto saldo del racconto, attorno al quale costruire una ramificazione di conseguenze imbastite di problematiche e riflessioni sociali.

Questo almeno è quello che ci si aspetta, ma purtroppo viene trasposto in maniera così superficiale e provvisoria che non rimane impressa. Moralismi, discussioni, questioni economiche, incomprensioni e tensioni di coppia, questi alcuni degli elementi che fuoriescono da una pellicola che possiede ben poco amore ed emotività.

E’ un peccato quando si ha del potenziale e lo si sfrutta in maniera ostile, allontanando anziché catturare.

Riesce bene nel seminare citazioni e frasi da cioccolatino, che però stridono con ciò che nel concreto viene messo in scena. Sequenze interminabili ed inutili sul finale, mirerebbero a creare complicità ed empatizzare, finendo invece per annoiare e diluire anche quel poco di contenuto che possiedono.

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Cinema

Harry Potter | un magico tour virtuale da Londra per i fan italiani della saga

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Per tutti i fan della magica saga di Harry Potter il 3 aprile c’è un evento da non perdere! Quando il coronavirus costringe milioni e milioni di persone a restare in casa, per evitare di peggiore ancora di più la situazione pandemica, c’è la tecnologia ad accorciare le distanze. Nel caso specifico, il merito è di Marco, un ragazzo come tanti altri, che ha saputo trovare un ponte tra chi vorrebbe vedere dei luoghi in Inghilterra e non può farlo per varie ragioni.

Grazie al sito  https://www.wondersoflondon.com/ ha creato una community composta da persone interessate alle mostre e alle iniziative culturali presenti a Londra e non solo. Grazie a una pagina Facebook collegata al sito sopra citato, Marco o meglio Valerio come viene chiamato in Inghilterra, realizza anche molte visite guidate assolutamente gratis in lingua inglese.

A tal proposito, il prossimo fine settimana ci sarà un tour speciale tra i luoghi del maghetto con la cicatrice a forma di saetta, più famoso del cinema. Di seguito vi lasciamo tutti i riferimenti per poter prendere parte a questa visita guidata restando comodamente seduti sul divano di casa.

Quali sono i link per vedere la diretta?

Questa iniziativa diventata virale nel giro di poche ore, sarà qualcosa di unico nel suo genere, soprattutto per chi ama il mondo di Harry Potter, creato dalla penna di J.K. Rowling. Di seguito troverete tutti i contatti e i link, per vedere il tour che si terrà in diretta dal centro di Londra sabato prossimo 3 Aprile alle ore 16 italiane.
Questo è il link dell’evento Facebook: facebook.com/events/271665931336020/

Il tour è una versione in diretta video del nostro tour a piedi che puoi trovare qui: https://www.wondersoflondon.com/it/tour/harry-potter-londra-tour-gratuito/

E sarà eseguito dalla nostra guida Debora: https://www.wondersoflondon.com/it/personnel/debora/

Leggi anche: Animali fantastici: I crimini di Grindelwald, tutti i collegamenti con Harry Potter

Leggi anche: J.K. Rowling svela cinque curiosità su Harry Potter e i Doni della Morte

Come si svolgerà l’evento dedicato a Harry Potter?

Il costo del biglietto è di £4.99 e la registrazione avviene direttamente sull’evento Facebook, dove poi la diretta avverrà e sarà visibile in automatico solo a chi si è registrato.
Il tour durerà un’ora circa ed utilizziamo iPhone con connessione 5g illimitata, gimbal e microfono antivento.

L’itinerario prevede la partenza da Parliament Square e si finisce a Leicester Square, e cammineremo attraverso alcune delle location di Londra che hanno ispirato o fatto da sfondo alla meravigliosa saga mostrando luoghi come Diagon Alley e il Ministero della Magia, oltre a scoprire tante curiosità su Harry Potter.

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Cinema

Ghostbusters: Afterlife | 7 cose veloci che sappiamo sul sequel

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Il franchise di Ghostbusters ha visto crescere una generazione e continua a tenere testa alle novità fantascientifiche che attualmente albergano nel mondo della cultura pop. I primi due film hanno contribuito a rendere Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson e Rick Moranis i personaggi più amati della commedia. Ora, oltre 30 anni dopo, gli acchiappafantasmi si stanno rinnovando un po’ con il film Ghostbusters: Afterlife.

Il film che uscirà prossimamente al cinema, continuerà a far crescere l’eredità degli acchiappa fantasmi originali introducendoci alla prossima generazione. Ghostbusters: Afterlife è uno dei film più attesi del 2021 e non vediamo l’ora di vedere il prossimo capitolo con il resto degli acchiappa fantasmi e le loro famiglie. Mentre aspettiamo la prima, ecco 7 elementi chiavi che appartengono a questo film che farà parlare di sé nei prossimi mesi.

Uscirà a novembre del 2021

Come molti film , originariamente Ghostbusters: Afterlife sarebbe dovuto uscire nell’estate del 2020. Tuttavia, a causa del COVID-19, la sua data è stata spostata al 5 marzo 2021 e successivamente per l’estate 2021. A causa dei casi in continuo aumento del virus, la data prescelta è ricaduta per il mese di novembre del 2021. Non ci resta che incrociare le dita, per poter tornare in sala e per vederlo il prima possibile in versione on-demand.

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Avrà un cast di prim’ordine

Ghostbusters: Afterlife ha riunito un gruppo di giovani stelle di talento ed esperti veterani, tra cui il migliore amico che vorremmo avere tutti e una delle attrici più sottovalutate di Hollywood.

Paul Rudd svolgerà il ruolo di un professore, Mr. Grooberson, come è stato rivelato dal trailer del film. Sembra che gli piaccia molto la caccia ai fantasmi e in qualche modo guida i bambini per improntare la loro carriera come Ghostbusters. Carrie Coon interpreta Callie, una mamma single che sta fallendo e decide di portare i suoi figli, Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (McKenna Grace) nella vecchia casa del nonno.

Rudd ha avuto una carriera a partire dagli anni ’90, apparendo in film popolari e spettacoli come Clueless, Wet Hot American Summer, Friends, Anchorman, Parks and Recreation, e il film Ant-Man. Carrie Coon è apparsa nella serie acclamata dalla critica The Sinner, Fargo e The Leftovers.

McKenna Grace è meglio conosciuta per aver interpretato le versioni più giovani di molti personaggi, come Sabrina Spellman ne Le avventure di Sabrina, Theo in The Haunting of Hill House e Tonya in I, Tonya. È anche apparsa in serie e film come Once upon a time, Gifted, The Vampire Diaries, Captain Marvel e Troop Zero. Finn Wolfhard è meglio conosciuto per aver interpretato Mike Wheeler nella serie Stranger Things.

Leggi anche: Ghostbusters: Legacy | Per Dan Aykroyd altri sequel sono possibili

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La sinossi ufficiale

“Quando una madre single e i suoi due figli arrivano in una piccola città, iniziano a scoprire la loro connessione con gli acchiappafantasmi originali e l’eredità segreta lasciata dal nonno.”
È chiaro da questa descrizione che Phoebe e Trevor sono discendenti diretti di uno degli acchiappa fantasmi originali. Il film li seguirà mentre imparano la loro eredità iniziando a prendere le redini della situazione.

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Ha legami con i film originali

A differenza del film Ghostbusters del 2016 , Afterlife non sarà un reboot completo del franchise. Invece, sarà un sequel e il terzo capitolo dei film originali di Ghostbusters e inoltre, avrà molti legami con i primi due film con Bill Murray.

Il trailer ufficiale di Ghostbusters: Afterlife ha così tanti easter egg, dalle tute Ghostbusters a Ecto-1. La cosa più importante che lega questo film ai film originali è che Callie, Phoebe e Trevor sono tutti membri della famiglia di uno degli acchiappafantasmi originali. Non è stato rivelato quale sia il nonno di Trevor e Phoebe, ma la maggior parte degli indizi, portano all’identità di Egon Spengler (interpretato dal defunto Harold Ramis ).

L’aspetto di Phoebe assomiglia molto a una versione più giovane e femminile di Spengler, e nel trailer, si può vedere il costume di Spengler in Ghostbusters appeso nell’armadio della casa di suo nonno. Molti dei dettagli che circondano Ghostbusters: Afterlife per il momento sono stati tenuti nascosti…

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Include alcuni attori del cast originale di Ghostbusters

Ad aprire le danze è stata l’attrice Sigourney Weaver confermata nel ruolo di Dana Barrett. Poco dopo, Vanity Fair ha confermato anche la presenza di Bill Murray, Dan Aykroyd, Annie Potts ed Ernie Hudson con i loro iconici ruoli. A quanto pare solo Rick Moranis non sarebbe tornato come Louis Tully in questa nuova avventura. Il cast originale sembra entusiasta di tornare insieme e nei loro ruoli originali.

In un’intervista con Living Life Fearless, Hudson ha parlato delle emozioni che lui e gli altri personaggi originali del cast di Ghostbusters hanno provato insieme: “È stato quasi un incontro spirituale. Non religioso, mi sono quasi emozionato. Voglio dire, vedere Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Annie Potts, e poi vedere questo nuovo gruppo di persone entrare, è stato qualcosa che ha avuto un tale impatto sulla mia vita. Riuscire a tornare di nuovo insieme, è stato molto, molto speciale.”

Ha anche menzionato quanto sia stato di impatto vedere Jason Reitman da ragazzo a persona che lo ha diretto sul set. Stesso il cast, non ha perso l’occasione per elogiare la regia di Reitman e la sceneggiatura che ha scritto insieme a Gil Kenan. Nel backstage di Vanity Fair, Bill Murray sulla sceneggiatura ha detto: “La sceneggiatura è buona. Ci sono molte emozioni. C’è molta ‘famiglia’, con linee che sono davvero interessanti. Sono sicuro che funzionerà.”

Leggi anche: Ghostbusters, Jason Reitman svela qualche anticipazione del nuovo film

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Jason Reitman ha portato suo padre fino alle lacrime

Il regista originale di Ghostbusters Ivan Reitman è uno dei pochi fortunati che hanno già visto Ghostbusters: Afterlife. In un’intervista esclusiva a Empire con Jason Reitman, ha condiviso di aver portato suo padre nel lotto Sony per proiettare il film. Reitman ha rivelato che suo padre non ha lasciato la casa a causa di COVID-19, quindi il fatto che se ne andasse per accompagnarlo alla Sony è stato già un grande momento.

“Mio padre non è uscito molto di casa a causa di Covid. Ma ha fatto un test, ha indossato una maschera e si è recato nel parcheggio della Sony per guardare il film con lo studio. E dopo, ha pianto e ha detto: “Sono così orgoglioso di essere tuo padre”. Ed è stato uno dei momenti più belli della mia vita.”

Questo momento tenero mostra quanto sia importante Ghostbusters: Afterlife per i Reitmans e quanto sono cresciuti con questi film, oltre ad aver contribuito a crearli.

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Orrore e umorismo avranno la stessa importanza

Il primo trailer di Ghostbusters: Afterlife ha fatto sembrare il film molto più cupo e serio di quanto molti avrebbero potuto aspettarsi. L’originale Ghostbusters era una commedia horror, con attori come Bill Murray e Dan Aykroyd che ci facevano ridere attraverso le nostre paure. Nonostante la natura oscura del trailer, l’attore Finn Wolfhard si è assicurato di far sapere ai fan, in un’intervista con Hollywood Reporter, che Ghostbusters: Afterlife è molto divertente.
“Sarà un film davvero divertente e ogni scena conterrà un tratto tipico della commedia. Sono entusiasta che le persone vedano più dell’umorismo nel film.”

Sembra che Jason Reitman volesse realizzare la commedia giusta, ma voleva anche assicurarsi che fosse anche un film spaventoso. Nella stessa intervista a Empire, Reitman ha raccontato un aneddoto in cui Steven Spielberg ha rivelato che il fantasma della biblioteca era una delle sue prime dieci paure di tutti i tempi. Reitman ha anche condiviso che il film oltre a essere divertente, avrà dalla sua una caratteristica spaventosa, così come sognava di realizzarlo da piccolo.

In un’intervista con 660 City News, Dan Aykroyd ha descritto la direzione del nuovo film come “calda, sincera e in effetti, piuttosto spaventosa quando si affrontano alcune delle questioni che vengono discusse”. Alla luce di queste dichiarazioni, non possiamo far altro che aspettare che arrivi presto nelle sale cinematografiche.

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