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Horror Mania

I 10 modi più creativi di morire in un film horror (video)

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Gli horror ci hanno regalato morti spettacolari sin dall’alba del cinema, ma l’arrivo degli slasher movies ha permesso loro di divenire una vera e propria arte. Questi assassini psicopatici – alcuni mascherati, alcuni provenienti dal sovrannaturale, altri semplicemente nascosti alla vista – assumono un duplice ruolo nel genere horror. Sono i nostri mostri, i personaggi che colpiscono nella notte e ci donano gelidi brividi lungo la schiena… ma sono anche gli eroi di ogni pellicola. In onore della nuova serie televisiva Scream targata MTV(che avrà sicuramente il suo carico di morti memorabili), ecco una lista degli omicidi più creativi nei film slasher. In un genere in cui ciascuno compete per uscire fuori dagli schemi, queste sono le scene che regnano sovrane. Potete vedere in questo video tutte le scene di cui parliamo in seguito, buona visione! (Attenzione, non adatto a pubblico facilmente impressionabile)

10. Lancio della motosega in American Psycho

Gli horror slasher tendono a funzionare a distanza ravvicinata – se la vittima riesce scappare, l’assassino è costretto a inseguirla. Ma Patrick Bateman non è il tipico killer da fare una cosa del genere. Interpretato da Christian Bale nei giorni in cui non aveva ancora vinto Oscar e indossato i panni di supereroi, Bateman è uno psicopatico evaso che non ha paura di usare i suoi armamenti. Nel momento in cui una potenziale vittima scampa al suo attacco in motosega assetato di sangue, questo astuto serial killer comprende che ella sta per scappare. Per cui, standosene in cima alle scale, punta attentamente la sua arma contro la preda, e la scaglia con precisione fatale. Altre icone horror potrebbero essere più celebri per le loro motoseghe, ma è soltanto Patrick Bateman che ha pensato di usarla per un assassinio a lunga distanza.

9. Il massacro sulla zattera in The Burning

Cropsy potrebbe non avere la rilevanza culturale di Freddy Krueger o Jason Voorhees, ma pochi slashers degli anni 80 sono così brutalmente efficaci. Mentre molti cattivi dei film horror perseguitano e isolano la loro preda prima di procedere all’assassinio, il killer mascherato al centro della trama di The Burning è concentrato su gruppi numerosi. In effetti, questa scena è tanto ingegnosa non perché le uccisioni siano diverse da quel che siamo abituati a vedere, ma perché la natura dell’attacco è davvero unica. C’è un pazzo omicida, armato di cesoie affilate, che attacca un’intera zattera carica di ragazzini e li elimina con estrema facilità. Questo tipo di efficacia regala ad ogni celebre killer un facile guadagno nel campo dei “migliori assassini di tutti i tempi”.

8. Morte nel sacco a pelo in Venerdì 13, Parte VII: Il sangue scorre di nuovo

Persino i film più deboli della saga di Venerdì 13 offrono la loro giusta quota di orribili piaceri, ma è ancora sorprendente che il film più fiacco della serie mostra una delle morti più celebri di Jason Voorhees. Venerdì 13, Parte VII: Il sangue scorre di nuovo è un tantino monotono, ma presenta un momento in cui il nostro montanaro killer mascherato solleva una sfortunata donna nel suo sacco a pelo e la batte più volte contro un albero. Potrebbe risultare non particolarmente affascinante, ma poche sono le pellicole dell’orrore che combinano personaggio, location e contesto in modo tanto perfetto. Jason si è fatto una carriera uccidendo persone nella landa selvaggia circondata da attrezzature da campeggio. Quando si tratta dei classici assassinii di Jason, questo è in cima alla lista.

7. La “Reverse Bear Trap” in Saw

La serie di Saw ha introdotto un nuovo tipo di assassino – un killer che in realtà non commette mai i suoi omicidi. L’Enigmista piazza invece le sue vittime in trappole terrificanti e in terribili circostanze, in cui l’unica soluzione è versare sangue o morire. Sebbene la serie è andata in crescendo riguardo alle trappole nel corso delle sette pellicole, la più memorabile di esse è tratta dal primo film. In un flashback, Amanda racconta della sua terrificante storia sul come è riuscita a sopravvivere. La ragazza si sveglia ritrovandosi addosso una “tagliola ribaltata”, un dispositivo che gli aprirà letteralmente la testa se non riuscirà a rimuoverlo. Sfortunatamente, la chiave per sbloccare il meccanismo è stata piazzata chirurgicamente nel corpo di un altro uomo… un uomo che si scopre essere vivo. Poche morti da film horror infondono un genuino senso di colpa, e questa qui fa veramente male.

hor6. Morte con palla da Basketball in Deadly Friend

Uno dei film meno conosciuti di Wes Craven, Deadly Friend, è un horror sci-fi chef che fu celeberrimamente compromesso da riscritture e nuove riprese. Il risultato è un caso curioso.. anche se un caso curioso con una delle morti più folli nella storia del cinema horror. Una ragazza è stata dotata di tecnologia robotica futurista e desidera farsi vendetta. Ma questo è un genere di morte spettacolare che funziona a meraviglia anche fuori dal contesto. Provare a guardare per credere!

5. Distributore e rullo compressore in Maximum Overdrive

Può la stessa tecnologia divenire un assassino seriale? E’ un argomento discutibile di cui i fan dell’orrido possono lamentarsi quanto vogliono, ma saremmo negligenti a non includere una scena tratta da Maximum Overdrive in qualsiasi lista delle morti più creative del cinema horror. Il primo e unico film diretto da Stephen King è un crogiuolo di assurdità degne della migliore dose di cocaina, uno dei peggiori lungometraggi di tutti i tempi e un capolavoro trash totale. Ogni macchina del pianeta è divenuta misteriosamente malvagia: tutte, dai furgoni ai tosaerba  agli sportelli bancomat, attaccano il genere umano. Ma nulla raggiunge il cattivissimo distributore di bibite, che lancia lattine di deliziose bevande contro la testa dell’allenatore di una piccola squadra di baseball fino a causarne la more. Beh, nulla ad eccezione per il crudele rullo compressore che giunge a trasformare uno dei giocatori in impasto umano.

4. Impalata da un fucile in Halloween 4: Il ritorno di Michael Myers

Michael Myers non è elegante come i suoi contemporanei colleghi. Raramente esibisce la feroce brutalità di Jason o l’insolita creatività di Freddy. Egli tende a uccidere con estrema rapidità ed efficacia, portando a termine il lavoro e andando avanti. Tuttavia, questa acuta e schietta ingegnosità ha condotto almeno ad una morte realmente sorprendente, senza alcuna arma affilata in vista. L’assassino afferra un fucile e procede senza sparare un solo colpo, impalando la vittima con l’arma e appendendola al muro. Dopo tutto, Michael ha una reputazione da sostenere e non c’è modo che egli venga catturato usando un’arma da fuoco.

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3. Esecuzione Veicolare in Death Proof

Molti killer non hanno personalità, sono semplicemente dei meccanismi per innescare orribili violenze: spesso gli slasher sono definiti dalle loro armi. Ecco ciò che rende lo Stuntman Mike così unico: ha una personalità adeguata che è tematicamente rinforzata dalla scelta dell’arma, che è naturalmente la sua fantastica stunt car, utilizzata per perseguitare e uccidere giovani donne che capitano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il film è pieno di scene che lasciano a bocca aperta, ma le migliori si dispiegano nel punto mediano della pellicola, in cui Mike disintegra un’automobile piena di vittime con un incidente frontale. Il regista Quentin Tarantino rallenta il tempo e ripete l’incidente da quatto angoli diversi, mostrando i modi sempre più brutali in cui ogni vittima muore.

2. La testa congelata in frantumi in Jason X

Ci sono molti assassini, ma Jason Voorhees è unico e solo. Nessun altro sarebbe autorizzato ad occupare il secondo posto della lista. Questo ragazzo è un’icona per una buona ragione: a quanto pare, l’ultima cosa da fare con l’assassino degli abitanti di Camp Crystal Lake era ibernarlo, mandarlo nel futuro e permettergli di gettare scompiglio nello spazio. Sì, Jason X esiste e ed è in qualche modo uno dei migliori film della saga, contenendo al suo interno l’assassinio migliore computo dal protagonista, il quale non sembra essere particolarmente sorpreso di trovarsi a bordo di un’astronave qualche centinaia di anni dopo essere stato attivo l’ultima volta, dal momento che torna subito al lavoro, ficcando la faccia della vittima dentro il nitrogeno liquido e distruggendole la testa contro una superficie dura.

1. Johnny Depp risucchiato nel suo letto in A Nightmare on Elm Street

Da quando Freddy Krueger compie i suoi affari omicidi nel regno dei sogni, non ci sono limiti quando si tratta dei suoi metodi. Egli fa appare qualsiasi cosa voglia, la trasforma in qualsiasi cosa voglia, e rende reale ogni peggior incubo possibile. Eppure il suo assassinio migliore, e facilmente il più originale nella storia del cinema horror, è in realtà piuttosto  diretto. Glen, dopo essersi addormentato nel peggior momento possibile, viene letteralmente risucchiato dentro il suo letto, che lo rigurgita poco dopo alla stregua di un geyser di sangue. E’ un effetto old school eseguito alla perfezione, ma anche genuinamente terrificante. Potrebbe essere considerato un tantino bizzarro se paragonato con l’assurda magia degli effetti speciali che ha invaso la serie nei film più recenti, ma è certamente il più inquietante degli omicidi in una saga definita da omicidi inquietanti.

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Cinema

Gremlins dal 1° Giugno su Netflix | Perchè è diventato un cult

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gremlins

Nel 1984 il cinema per famiglie subisce uno scossone imprevisto grazie all’estro e all’inventiva del mai troppo celebrato Joe Dante, che col primo capitolo di Gremlins innesca i germi archetipici di una comedy/horror raffinata e dannatamente cinefila. Per festeggiare l’arrivo del cult nel catalogo di Netflix andiamo dunque a ripercorrerne i motivi di un successo che ha conquistato diverse generazioni fino ad oggi, attraversando appieno le atmosfere e i toni di quella magica e irripetibile epoca che tanto ha dato non solo al mondo del cinema.

La base narrativa, incredibile a dirsi, vide la luce già nei primi anni ’40 per mano di Roald Dahl, scrittore di libri per bambini – tra i tanti i romanzi La fabbrica di cioccolato, James e la pesca gigante e Il GGG – Il grande gigante gentile – che ne adattò una sceneggiatura per Disney, poi mai realizzata. Chris Columbus l’ha ripresa e connotata in un contesto molto più dark, poi smussato per intervento dei produttori e incanalato nella forma che tutti conosciamo.

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Gremlins | Paura e risate

zach galligan e gizmo

Zach Galligan e Gizmo

Gran parte del successo dell’operazione, almeno agli occhi delle masse, è stata merito della pucciosa caratterizzazione di Gizmo, il mogwai protagonista: un animaletto buffo e peloso entrato sin da subito nell’immaginario collettivo e nel cuore dei più piccoli. Fu di Steven Spielberg, in veste di produttore, l’idea di renderlo una sorta di “eroe” della storia in compagnia dell’amico umano Billy e le sue espressioni e movenze, unite all’iconico versetto, suscitano tenerezza ed ironia in egual misura.

Allo stesso modo un plauso va fatto all’altrettanto eccelso character design dei Gremlin, effettivi villain della storia, al centro della componente più citazionista del progetto: molte delle scene in cui sono protagonisti nascondono infatti molteplici omaggi a classici della storia della Settima Arte, sia di genere che non, in un gioco metacinematografico raffinato e dedicato anche e soprattutto a platee più smaliziate.

Leggi anche: Gremlins 3, pronta la sceneggiatura firmata da Chris Columbus

Gremlins | Un equilibrio perfetto

i gremlins

I Gremlins

L’umorismo nero a prova di grandi e piccini, quell’atmosfera disincantata e dark al contempo e la varietà di gag e battute hanno fatto superare Gremlins alla prova del tempo con semplicità e nonostante più di trent’anni sul groppone risulta fresco e accattivante ancora oggi. Definito come la versione “horror” di un altro immortale capolavoro del periodo quale E.T. l’extraterrestre (1982), il film di Dante non teme di scadere nel politicamente scorretto e anzi proprio nella sua consapevole irriverenza mette in gioco una personalità inedita e scattante, a cominciare proprio da quell’ambientazione natalizia apparentemente stonante con le coordinate base del racconto, intenzionato a distruggere le fondamenta di quell’illusorio “sogno americano” in questi giorni più che mai destinato allo sfacelo.

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Gli ottimi effetti speciali e il sapiente uso degli animatromics (quanto mancano ai blockbuster contemporanei) ne hanno mantenuto intatto il fascino anche dal punto di vista spettacolare, così come per il sequel – solitamente meno considerato ma altrettanto ricco di spunti e divertimento. Da tempo si parla di un ulteriore terzo episodio, che secondo le parole di Columbus dovrebbe essere una sorta di reboot, ma se dovesse mai vedere la luce sarà ben difficile mantenere la magia del prototipo e replicare l’impatto che questi ebbe alla sua uscita.

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Cinema

Scream 5 | Cosa pensa Neve Campbell di un ritorno nella saga

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Sarebbe strano avere un sequel di Scream senza Neve Campbell, e per fortuna, i produttori di Scream 5 se ne rendono conto. Campbell ha rivelato di aver avuto alcune “conversazioni” sul ritorno per l’ultimo film di Scream, che è nelle mani dei cineasti Finché Morte non vi Separi Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. E mentre Campbell ha delle riserve su un film di Scream senza Wes Craven, non è del tutto contraria all’idea.

Scream 5 | Neve Campbell tornerà nei panni di Sidney Prescott?

Sidney Prescott tornerà per altre urla? È certamente possibile. Parlando con Rotten Tomatoes, l’attrice ha confermato di aver avuto alcune conversazioni sulla ripresa di quello che è probabilmente il suo ruolo più famoso:
“Stiamo avendo conversazioni – sono stata contattata al riguardo. Il tempismo è un po’ impegnativo a causa del COVID. Abbiamo iniziato a parlarne solo un mese e mezzo fa, quindi ci vorrà del tempo per capire come andrà a finire tutto… Stiamo negoziando, quindi vedremo.

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Campbell ha aggiunto di essere “davvero preoccupata di fare un altro Scream” senza il regista di franchising originale Wes Craven, scomparso nel 2015. Tuttavia, Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, che dovrebbero dirigere il prossimo film, l’hanno contattata e questo potrebbe fare la differenza. “I due registi mi hanno scritto una lettera molto toccante su Wes Craven e su come sia stato di grande ispirazione per loro e su come vogliono davvero onorarlo, e questo ha significato molto, molto per me” ha detto Campbell. “Quindi vedremo. Speriamo di trovare un modo per realizzarlo. ”

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Un altro Scream è possibile senza Wes Craven?

Campbell ha interpretato la ragazza finale Sidney Prescott in tutti e quattro i film di Scream, a partire da Scream del 1996. In effetti, Scream è uno dei rari franchise horror che ha tenuto presenti i suoi attori principali – Campbell, Courteney Cox e David Arquette – per tutta la sua corsa (finora). E mentre potrebbe essere bello per Sidney finalmente prendere una pausa e non ritrovarsi perseguitato da più assassini, avere Campbell nel quinto film sarebbe un grosso problema.

Sono così grata per questi film“, ha detto Campbell. “Adoro Sidney Prescott. È sempre divertente per me fare un passo indietro nei suoi panni, ed è sempre divertente per me vedere il cast tornare e girare di nuovo uno di questi film e provare a farne un altro “.

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Cinema

The Hunt | La recensione del film di Craig Zobel

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Abbiamo visto The Hunt su Chili Tv. Un gruppo di individui si risveglia imbavagliato in una foresta, senza aver alcun ricordo di come esservi arrivati. Nello sbigottimento generale questi trovano al centro di un campo una cassa contenente armi e munizioni, ma manco il tempo di rifornirsi e una serie di spari comincia a decimare l’improvvisato team. Qualcuno nascosto nei pressi sta infatti compiendo una vera e propria mattanza e gli sconosciuti si trovano ora costretti alla fuga nell’attigua foresta.

Tre di loro arrivano nei pressi di una stazione di rifornimento e tentano di chiamare aiuto, ma le loro richieste al centralino della polizia cadono nel vuoto. Gli stessi proprietari del negozio si rivelano in combutta con una misteriosa organizzazione che sembra alla base di quella crudele caccia all’uomo. Qualche istante dopo fa la comparsa sul luogo di quell’ultimo massacro un’altra presunta vittima sacrificale, la determinata Crystal, che comprende subito il pericolo: sarà solo l’inizio di un percorso che condurrà la combattiva protagonista ad affrontare la creatrice di questa folle partita di morte.

The Hunt – La caccia è aperta

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Betty Gilpin

Produce Jason Blum con la sua Blumhouse, la sceneggiatura è affidata al Damon Lindelof di Lost (e almeno all’inizio qualche elemento narrativo suggerisce dei potenziali punti in comune con la serie cult) e dietro la macchina da presa troviamo Craig Zobel, già autore dell’interessante post-apocalittico – dal taglio intimista – Sopravvissuti (2015). Con certe premesse The Hunt non poteva essere certo una delusione e, pur non trovandoci di fronte ad un film chirurgicamente coeso, nel corso dei novanta minuti di visione sono molteplici le occasioni per un divertimento sano e genuino, in perfetto equilibrio tra intenti satirici e un approccio tipico della più sana serie B di genere.

La storia è un liberissimo adattamento del racconto La partita più pericolosa, pubblicato da Richard Connell nel 1924, e si adatta con una certa lucidità a tematiche contemporanee. Il fenomeno degli hater e dell’odio che gira in rete si rivelerà una delle cause scatenanti dietro alla genesi del racconto, mentre il dramma dell’immigrazione fa da sfondo ad un altro dei passaggi chiave della vicenda.

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The Hunt – Una questione di fiducia

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Hilary Swank

Ma oltre al suo intento satirico, ed esplicitamente anti-trumpiano nel suo esporsi nettamente – in forma apparentemente antitetica – contro la diffusione indiscriminata delle armi, The Hunt regala un tosto e godurioso divertimento di genere. Dal prologo a bordo di un aereo nel quale il tacco di una scarpa viene usato come arma mortale al successivo inizio al fulmicotone, dove le aspettative sui reali protagonisti vengono disattese con un approccio splatter che coniuga ironia e violenza, l’operazione vive su un ritmo incessante in cui la missione della protagonista segue un’escalation ricca di situazioni varie ed originali, con esecuzioni ispirate dal punto di vista emoglobinico e parziali colpi di scena che aggiungono ulteriore pepe alla vicenda.

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L’anima action, volutamente esagerata e fracassona ma altrettanto esaltante, si armonizza perfettamente all’espressività comica del personaggio interpretato da un’irresistibile Betty Gilpin, al centro nella resa dei conti finale di un’epica catfight con Hilary Swank nel quale le botte da orbi si pongono come perfetta chiusura, improbabile epilogo incluso, di un titolo sopra le righe e consapevole della propria anima ludica. Tanto che le varie chiavi di lettura, espresse anche in questa stessa recensione, finiscono per passare piacevolmente in secondo piano rispetto alla coinvolgente spensieratezza dell’effettiva messa in scena.

The Hunt | La recensione del film di Craig Zobel
3.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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