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Serie tv

Legion, la recensione della nuova serie tv Marvel

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Il debutto di Legion è uno degli eventi televisivi del 2017. La serie tv ispirata al franchise fumettistico della Marvel, ma scollegata da quello cinematografico e televisivo, è arrivata in tv l’8 febbraio in America su F/x e arriverà in Italia il prossimo 13 febbraio. Il pilot infatti, sarà disponibile per il pubblico italiano su FOX grazie alla lungimiranza di SKY.

Legion è una serie non facile da digerire, un prodotto sicuramente molto diverso da quelli che solitamente abbiamo avuto modo di vedere sui nostri schermi – diverso anche dalle serie Netflix – e forse proprio in questa particolarità si trova la sua forza.

Sviluppata da Noah Hawley, il creatore di Fargo, il pilot in questione tratteggia una vicenda complessa, un trip mentale assurdo di un uomo che ancora non è consapevole delle sue capacità e del destino che pesa sulle sue spalle.

Legion è il nome in codice di David Haller (Dan Stevens). Nei fumetti è il figlio del dottor Xavier, il professore che dirige la scuola dei super dotati e, almeno da questo primo episodio, il particolare non viene svelato. David è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, tampinato da incubi e voci sussurranti che lo rendono altamente instabile. L’incontro con Syd Barrett (Rachel Keller) cambia letteralmente la situazione. David infatti arriva alla consapevolezza che le voci e i voli pindarici che compie la sua mente, non sono frutto di una malattia, ma fanno parte di un potere grande e misterioso. L’arrivo di Syd è essenziale per salvare David da un’agenzia governativa che, a tutti i costi, vuole sapere di più sulle straordinarie capacità del giovane dai profondi occhi azzurri.

Un buon inizio ma…

E’ affrettato valutare una serie tv solo dopo la visione del pilot, ma dato che Legion ha destato curiosità nella comunità dei maniaci seriali, è cosa giusta ipotizzare un bilancio sulla nuova produzione Marvel. Sicuramente lo stile inconfondibile di Noah Hawley si legge fin dai primi minuti dell’episodio; quella regia folle e discontinua, i lunghi primi piani e le atmosfere asfissianti, sono caratteristiche che rendono intrigante la visione del pilot.

Eppure anche se la serie funziona pure dal punto di vista recitativo, Dan Stevens risulta essere un attore dalle incredibili doti recitative, Legion si perde in molti – forse troppi – giri di parole, inanellando una vicenda discontinua, decisamente sconclusionata, in bilico fra realtà e follia, che impedisce di capire il filo logico. Il lungo pilot si focalizza per la maggior parte del tempo, nel descrivere le qualità di David, la sua follia ed il suo carattere, tralasciando lo sviluppo stesso della narrazione. Un grave errore, visto che il primo episodio deve presentare tutte le caratteristiche necessarie per invogliare lo spettatore nel proseguire la visione, e se questi sono i presupposti, Legion dovrà faticare.

Rivelazione o abile intuizione pubblicitaria?

La serie quindi per ora convince ma con riserva; bella ed intrigante dal punto di vista della regia e  delle interpretazioni, ma povera (fino ad ora) di contenuti. La F/X che con American Horror Story e Fargo si è imposta negli ultimi anni come il network più ricercato della tv, cerca di gettarsi nell’arena delle comic-series e lo fa secondo i suoi canoni, i tempi e modi.

Legion è sicuramente un prodotto di alto profilo, adatto ad un pubblico più esigente che, in una serie tv, non cerca solo il mero intrattenimento; ma questa voglia di voler dar vita ad un prodotto elitario strizzando l’occhio alla pop culture, forse è un’impresa difficile anche per un network di questa portata. Alla visione del pilot, Legion  nonostante le caratteristiche, si conferma una chiara e ben mirata operazione di marketing televisivo. Forse nessuno ha capito che, oltre ai super-eroi dei fumetti, c’è di più.

Carlo è un trent’enne con un cuore che batte per il cinema, le serie TV, i romanzi fantasy e la musica anni ’90. È un Maveliano D.O.C. ed è #TeamCap per scelta. Si è laureato in Giurisprudenza ma non è un avvocato, sogna di vivere a Londra e di intervistare David Tennant.

Home Video

True Detective, la terza stagione in DVD e Blu-Ray dal 12 settembre

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Warner Bros. Home Entertainment Italia è orgogliosa di presentare la terza stagione di True Detective, la serie di culto ideata da Nick Pizzolatto. disponibile in DVD e Blu-Ray™ a partire dal 12 settembre. Otto episodi di pura suspence: la scomparsa di Will e Julie tormenta da 35 anni il detective Wayne Hayes (interpretato dal premio Oscar® Mahershala Ali). La stagione, lodata dalla critica, riprende la struttura narrativa della prima stagione, con la storia che si sviluppa in tre linee temporali differenti e vede un ricco cast che comprende, oltre ad Ali, anche Stephen Dorff (Blade) e Carmen Ejogo  (Animali Fantastici e Dove Trovarli, Alien: Covenant). La stagione è stata scritta da Nic Pizzolatto, nominato a due premi Emmy che ha diretto anche alcuni episodi.

Sinossi:
Wayne Hayes è un detective in pensione che da 35 anni è tormentato da un caso del passato. 1980: Will e Julie Purcell, due fratelli rispettivamente di 12 e 10 anni, una sera scompaiono. I loro genitori, Tom e Lucy, sono disperati. Il caso viene affidato a Hays e al suo partner Roland West. I Purcell non fanno che rinfacciarsi a vicenda la sparizione dei figli e non sono di grande aiuto. Purtroppo, i fratelli vengono trovati morti, si arriva a qualche indagato, ma non si riesce a trovare il colpevole. Il caso viene accantonato, ma dieci anni dopo, nel 1990, una nuova, scioccante scoperta riporta i riflettori sul caso…

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Netflix

Luna Nera, le prime immagini della serie originale italiana su Netflix nel 2020

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Sono appena terminate le riprese di Luna Nera, la terza serie originale italiana Netflix (una produzione Fandango), che sarà disponibile da inizio 2020 su Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. I protagonisti della serie sono: Antonia Fotaras (Ade), Giada Gagliardi (Valente), Adalgisa Manfrida (Persepolis), Manuela Mandracchia (Tebe), Lucrezia Guidone (Leptis), Federica Fracassi (Janara), Barbara Ronchi (Antalia), Giorgio Belli (Pietro), Gloria Carovana (Cesaria); Giandomenico Cupaiolo (Sante), Filippo Scotti (Spirto), Gianmarco Vettori (Nicola), Aliosha Massine (Benedetto), Nathan Macchioni (Adriano), Roberto De Francesco (Marzio Oreggi), Emili Mastrantoni (Ade bambina), Astrid Meloni (Amelia), Daniele Amendola (Giambattista), Marilena Anniballi (Agnese) e Mariano Pirrello (Professore romano) .

Dietro la macchina da presa troviamo Francesca Comencini (Amori che non sanno stare al mondo; Gomorra – La serie), Susanna Nicchiarelli (Nico, 1988) e Paola Randi (Tito e gli Alieni). La serie è basata sul romanzo “Le città Perdute. Luna Nera” di Tiziana Triana, che verrà pubblicato a novembre 2019 da Sonzogno Editore. La scrittrice ha contribuito alla sceneggiatura degli episodi insieme a Francesca Manieri (Il Miracolo), Laura Paolucci (L’Amica Geniale) e Vanessa Picciarelli (Bangla).

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Luna Nera è ambientata in Italia nel XVII secolo. In seguito alla morte di un neonato, Ade, una levatrice di 16 anni, viene accusata di stregoneria. Trovato rifugio in una misteriosa comunità di donne al limitare del bosco, la ragazza è costretta a fare una scelta: l’amore impossibile per Pietro – figlio del capo dei Benandanti, i cacciatori di streghe – o l’adempimento del suo vero destino, una minaccia per il mondo in cui vive, diviso tra ragione e misticismo.

Tra le curiosità trapelate, possiamo dirvi che le riprese sono durate 16 settimane, sono state realizzate negli studi di Cinecittàdove sono state ricostruite le scenografie del XVII secolo – e in diverse altre location del Lazio, tra cui la magica cornice di Canale Monterano, l’incantevole borgo di Celleno, e il meraviglioso castello di Montecalvello appartenuto negli anni ‘60 al celebre artista parigino Balthus. Le riprese si sono svolte anche nella Selva del Lamone, a Sorano, Sutri e all’interno del Parco degli Acquedotti di Roma.

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Documentario

Anna Foglietta vestirà i panni di Nilde Iotti nella docufiction su Rai1

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Anna Foglietta sarà Nilde Iotti nella docufiction Storia di Nilde prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci, in onda prossimamente su RAI1. Intrecciando ricostruzioni in fiction, materiali di repertorio e testimonianze illustri – tra cui quella dell’ex Presidente della Repubblica e Senatore a vita Giorgio Napolitano – il racconto ripercorre la storia umana e politica di Nilde Iotti, una delle ventuno donne che parteciparono all’Assemblea Costituente nel 1946 e prima donna ad essere eletta Presidente della Camera dei Deputati, carica che ricoprirà ininterrottamente dal 1979 al 1992.

Attraverso l’intensa interpretazione di Anna Foglietta il racconto segue Nilde Iotti mentre compie i suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza alla partecipazione all’Assemblea Costituente, dove fece valere alcune importanti istanze progressiste che caratterizzeranno la sua identità politica come la proposta di far accedere le donne alla Magistratura. L’inizio dell’attività parlamentare corrisponde con l’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano. Una storia d’amore complicata dalle circostanze, perché Togliatti è sposato e l’opinione pubblica, anche quella apparentemente più progressista, mostra forti resistenze moralistiche nell’accettare un sentimento nato al di fuori dal matrimonio.

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Nilde Iotti e Anna Foglietta

Con la convivenza e poi l’adozione della piccola Marisa Malagoli, sorella di un operaio morto durante una manifestazione – preziosa testimone della docu-fiction – Nilde Iotti e Palmiro Togliatti costituiscono la loro famiglia. Ma è dopo la morte di Togliatti, avvenuta nel 1964, che si collocano le battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti. Nel 1974, motivata da una spiccata sensibilità per gli umori e le idee che circolano nel Paese e dal suo coraggioso progressismo, la Iotti ha il merito di convincere un perplesso Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio. Lo stesso Berlinguer le chiederà, pochi anni più tardi, di diventare la prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Camera: elezione che sancisce una tappa fondamentale nella trasformazione sociale del Paese per cui hanno lottato e lottano tante straordinarie donne italiane.

Storia di Nilde è una docufiction da 90’ prodotta da Gloria Giorgianni con Tore Sansonetti e Carlotta Schininà per Anele in collaborazione con Rai Fiction Scritta da Salvatore De Mola con la collaborazione di Marco Dell’Omo e di Emanuele Imbucci. Regia di Emanuele Imbucci.

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