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Cinema

Lo Spietato, l’ascesa di un gangster del sud calato nella malavita milanese

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Santo Russo (Riccardo Scamarcio) viene da una condizione disagiata del “profondo sud” calabrese, ma ha sempre sognato la sua ascesa e il riscatto sociale altrove. Trasferitosi nella Milano “bene” e da bere degli anni ’70, lo scafato calabrese riuscirà infatti nel tempo a mettere in pratica il suo obiettivo di successo. Sfruttando al meglio tutte le lezioni apprese sul duro campo di battaglia dei suoi luoghi, Russo riuscirà infatti ad affiliarsi ai clan più influenti dell’hinterland milanese e a infilarsi nei business malavitosi più redditizi. Rapine, sequestri, ma anche spaccio di eroina, prostituzione, traffici di vario genere e corruzione edilizia, contribuiranno infatti a portare alla ribalta il nome di Santo Russo, gangster che dalla periferia meridionale raggiungerà in breve tempo una posizione di potere e ricchezza nella vivace metropoli lombarda tra anni ’60 e ’90.

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Una posizione poi riaffermata da un tripudio eccentrico di elementi-status symbol: dagli orologi griffati, passando per la Ferrari, fino al loft con affaccio Duomo e un interessante potenziale da salotto “intellettuale”. A quel punto, però, quel nuovo mondo e quella nuova vita lo vedranno “imprenditore di successo” conteso dagli affetti diversi e complementari delle due donne della sua vita: la (in principio) remissiva e devota moglie con le sue stesse origini, e l’audace quanto esuberante artista francese che gli farà perdere la testa e anche (per buona parte) il loft in centro. L’empasse sentimentale lo proietterà così in un momento di crisi che potrà essere superato solo quando la radicalità e la determinazione della sua terra d’origine ristabiliranno quel gioco-forza dai lui stesso operato, così come le priorità anche all’interno della sua stessa famiglia.

Renato De Maria (già autore di Italian Gangsters così come dell’eccentrico adattamento di Paz, film ispirato alla striscia del noto fumettista Andrea Pazienza) porta sul grande schermo (al cinema solo 8,9,10 aprile e poi a seguire dal 19 su piattaforma Netflix) Lo spietato, liberamente ispirato a Manager Calibro 9 di Luca Fazzo e Pietro Colaprico. L’ascesa criminale di Santo Russo (un Riccardo Scamarcio perfettamente in parte, a metà tra spietato criminale e fascinoso imprenditore) è qui tratteggiata con toni che stilizzano la dimensione umana, urbana e criminale rendendola quasi un cartoon dai toni parodistici a tratti al limite del surreale. E se da una parte De Maria cerca e trova la contestualizzazione storica della Milano del boom economico nel riflesso di una città cosmopolita, affascinante e di grande fermento, d’altro canto l’ascesa di questo gangster “sui generis” assume contorni che spesso sfumano nel paradossale.

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Il regista lombardo sfrutta una regia dinamica valorizzata dall’ottimo montaggio di Clelio Benevento per rendere iconica e originale questa storia di formazione criminale che si muove sinuosa tra il serio e il faceto, tra sacro (la totale aderenza religiosa del Sud) e profano (la totale disinibizione dell’ambiente socio-criminale esplorato al Nord), tra biografia e parodia. Un’opera capace di sfruttare al meglio le sue carte e di vincere infine la sua personale sfida artistica a colpi di “stile”.

Lo Spietato, l’ascesa di un gangster del sud calato nella malavita milanese
4 Punteggio
Pro
Regia, Cast, Colonna Sonora
Riepilogo Recensione
Dopo DolceRoma, e con Lo spietato di Renato De Maria ancora un lavoro italiano che brilla per autorialità e originalità (specialmente di registro e messa in scena), e che sfrutta al meglio tutti i suoi strumenti (scrittura, regia, colonna sonora davvero degna di nota, e cast) per ripercorrere un momento storico italiano e una classica storia di gangster alla riscossa apportando però quel valore aggiunto, quell’elemento in più e di diversità che trasforma (appunto) Lo spietato da una banale e scontata gangster comedy in un viaggio scatenato e bizzarro nella creativa malavita Made in Italy.
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

Cinema

Cannes 2019 – Mektoub, My Love: Intermezzo – Destino, amore e sesso secondo Kechiche

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mektoub my love intermezzo

In Mektoub, My Love: canto uno avevamo conosciuto il bellissimo Amin, i suoi sogni di sceneggiatore e fotografo, l’intrigante Ophélie, e tutta la comitiva di amici e parenti radunata a Sète, attorno al mare bellissimo della costa mediterranea, e di una dimensione giovane, caliente, disinibita e affamata di esperienze. In questo “Intermezzo” ritroviamo quella stessa spiaggia e quello stesso mare, gli stessi amici, ma la comitiva si amplia e la giovanissima e studiosa parigina Marie (solo 18 anni) viene inglobata nel gruppo e poi trascinata alla lunga nottata in discoteca dove, di nuovo, sarà un tripudio di promiscuità di corpi, l’esibizione tronfia di una gioventù esuberante, l’intrecciarsi labirintico di situazioni, emozioni, relazioni reali o potenziali, sessualità disinibite che forse nascondono e non sono altro che le tante insicurezze di un’età in cui si è ancora alla disperata ricerca di sé stessi.

Amin, palesatosi in questo Intermezzo solo a serata inoltrata, resta ancora una volta spettatore algido e quasi passivo, lo sguardo giovane e ficcante di un’artista forse alla continua e necessaria ricerca d’ispirazione. Kechiche, il fato, l’amore e la sessualità Abdellatif Kechiche torna al suo Mektoub – liberamente ispirato a ‘La Blessure, la vraie‘ di François Bégaudea – e a quel fato predestinato che forse regola a monte il percorso di ogni vita, e dunque anche gli sviluppi amorosi. In questo Intermezzo, sorta di limbo tra il primo capitolo e quello che sarà poi l’epilogo, Kechiche costruisce quasi quattro ore in cui i contenuti sono ancora più esili di quelli del primo film, e dove a governare la scena per quasi la totale durata dell’opera sono i corpi nudi o seminudi dei protagonisti.

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Seguendo quello stile oramai consolidato di un realismo scenico che sfrutta il tempo reale per immergere lo spettatore nell’estemporaneo del film, trascinarlo di fatto alla mattinata in spiaggia alla serata in discoteca e perfino nella sessualità verace di alcune scene, in quella lunga scena di sesso orale senza filtri, il regista tunisino (quasi sempre al centro di polemiche legate alla dimensione fortemente sessuale e disinibita dei suoi film), qui centra tutto il film tra atmosfera “discotecara” e sesso, muovendo corpi nella musica e nel fluire continuo di parole, contatti fisici, sguardi incrociati, e realizzando un film meno equilibrato del primo ma che mantiene comunque un suo senso se visto nel ruolo di traghettatore tra prologo ed epilogo.

Con una lunga scena in spiaggia, una lunghissima serata in discoteca e una discretamente lunga e molto esplicita scena di sesso orale (già origine di diverse polemiche) questo Intermezzo, immersione totale in un vivere giovanile raccontato senza filtri, manifesta comunque la stessa dirompente capacità di Kechiche di far aderire il tempo reale a quello filmico, e di far fluire naturalmente il film con un’estetica trascinante governata da un’osservazione a tratti quasi morosa di movimenti pelvici e lati b ripresi da ogni angolazione e proiezione. Di sicuro un’opera che divide e che determina (come sempre) reazioni forti: una totale complicità con la dimensione filmica oppure il rifiuto netto nei confronti di uno stile così esuberante e sessualmente esplicito.

Cannes 2019 – Mektoub, My Love: Intermezzo – Destino, amore e sesso secondo Kechiche
3 Punteggio
Riepilogo Recensione
Il regista Abdellatif Kechiche porta in concorso a Cannes 2019 Mektoub, My Love: Intermezzo, il secondo capitolo di una trilogia incentrata sul destino e sulle sue incontrollabili traiettorie. Nuovamente immerso in una totalità di corpi, contatto fisico, sessualità e sesso, questo secondo capitolo risulta meno equilibrato del primo pur mantenendo intatti lo stile e l’estrosità di una regia che trasforma il tempo filmico in tempo reale.
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Cinema

John Wick 3, la spiegazione del finale e cosa aspettarsi da un quarto capitolo

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A distanza di due anni dal secondo capitolo della saga cinematografica di John Wick, cominciata con un primo film magistralmente diretto e sviluppatasi in maniera insperata, arriva al cinema il nuovo episodio dedicato alle peripezie dell’assassino interpretato (con sempre più dedizione ai propri stunt) da Keanu Reeves. John Wick 3: Parabellum, pur compiendo degli incredibili salti in avanti come qualità dell’azione messa in scena, non si preoccupa di imbastire una trama propriamente detta. Solo sul finale, quando tutti i nodi stanno per venire al pettine, la narrazione accelera, ponendo le basi per quello che avverrà nel futuro della serie.

Da qui in avanti: SPOILER!

In una lunga e adrenalinica sequenza d’azione finale, John Wick combatte contro gli assassini della Gran Tavola per salvare Winston e il Continental (ormai sconsacrato). Quando però arriva il momento per Winston di negoziare la sua “riabilitazione” con la giudicatrice interpretata da Asia Kate Dillion, il direttore del Continental spara a John Wick senza esitazione come prova della sua lealtà. John Wick, quindi, a causa dei colpi d’arma da fuoco, cade dal tetto dell’hotel. Ma alla fine del film, quando la giudicatrice scende in strada per recuperare il cadavere del protagonista, si accorge con stupore che… non c’è nessun cadavere. Nella scena che chiude il terzo capitolo, vediamo infatti un malconcio John Wick recarsi da Bower King, che durante il film era stato punito dalla giudicatrice proprio per aver aiutato Wick. Entrambi i personaggi hanno quindi dei conti in sospeso con la Gran Tavola, dalla quale sono stati definitivamente estromessi.

Leggi anche: La recensione di John Wick 3, adrenalina e azione allo stato puro

Se il terzo capitolo della serie è un capitolo “d’assedio”, con tantissima azione e poco interesse a sviluppare una trama particolarmente elaborata, anche a causa della scelta di radicalizzare una impostazione cinematografica ripresa dai film del franchise La Notte del Giudizio, il futuro quarto capitolo potrebbe effettivamente fornire una nuova profondità al protagonista. Personaggi come quello della stessa giudicatrice potrebbero avere un ruolo principale all’interno del prossimo episodio (già in lavorazione, stando alle parole del regista) e finalmente una serie che ha sempre riguardato le vicende di un singolo individuo, può adesso allargarsi e coinvolgere altri co-protagonisti in una battaglia di respiro più ampio.

John Wick 3: Parabellum ha ribaltato lo schema classico dei primi due capitoli, mettendo in una situazione di fuga un personaggio che abbiamo conosciuto fin dall’inizio come “cacciatore”, ma adesso, con John Wick 4, lo scontro potrebbe allargarsi, coinvolgendo gruppi di potere con obiettivi contrastanti e non più singoli personaggi che agiscono per motivazioni personali. John Wick, ancora più assetato di sangue di quanto non lo fosse all’inizio, si è arruolato in una organizzazione clandestina che inevitabilmente rinascerà dalle ceneri che si sono posate con questo terzo episodio.

Curiosità: Keanu Reeves, da boscaiolo a star di Hollywood, ma come?

Come rivelato da Deadline all’inizio dello scorso anno, il canale televisivo statunitense Starz e lo studio Lionsgate stanno attualmente collaborando per sviluppare The Continental, un adattamento televisivo della fortunata serie di film con Keanu Reeves. La serie sarà ambientata nello stesso universo cinematografico di John Wick e si concentrerà su ciò che avviene all’interno dell’esclusivo hotel che funge da rifugio per gli assassini a contratto di tutto il mondo. Il produttore Chris Collins (Sons of Anarchy, The Wire) scriverà la sceneggiatura, mentre dietro le quinte, come produttore esecutivo, troveremo lo stesso Keanu Reeves. Chad Stahelski (co-regista di John Wick e regista dei successivi episodi) dirigerà il pilot della serie tv. Ad oggi, sappiamo che farà la sua apparizione, nel corso degli episodi, anche lo stesso Reeves, sebbene in un cameo e non in un ruolo ricorrente della serie. Ma dopo gli eventi narrati in John Wick 3: Parabellum, il Continental della serie televisiva sarà per forza di cose un luogo decisamente meno “neutrale” di quanto non lo sia stato in passato.

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Cinema

Corri con Forrest, una maratona per celebrare il 25°anniversario del film Forrest Gump

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Preferite una gara di corsa o guardare un bel film? Universal Pictures Home Entertainment Italia celebra i 25 anni del film Forrest Gump nell’ambito della 3° edizione della Cinecittà World Run – organizzata dal Roma Road Runners Club – che si terrà il prossimo 2 giugno alle ore 10.00 nel Parco Divertimenti di Castel Romano (Roma).

Il film cult che ha segnato un’intera generazione, Forrest Gump ottiene ben 6 premi Oscar® nell’anno della sua uscita. Tom Hanks, vincitore anch’egli dell’Academy Award, interpreta Forrest Gump che, seduto sulla panchina alla fermata dell’autobus di Savannah, racconta la propria incredibile vita tra problemi fisici e mentali e avventure indimenticabili. Ora, 25 anni dopo, il film fa ritorno in home video in un’edizione con una nuova veste grafica ed un intero disco ricchissimo di contenuti speciali a partire dal 12 giugno in Dvd e Blu-ray. All’interno del formato Blu-ray, infatti, oltre 3 ore di contenuti extra ed un esclusivo booklet con le frasi più celebri del film, per conoscere sempre più a fondo uno dei personaggi più iconici di questa generazione.

1530866024167.jpg il 6 luglio 1994 usciva al cinema forrest gump le curiosita di un film cult

 L’evento “Corri con Forrest” prevede due percorsi, uno da 7Km (gara competitiva e non competitiva) e uno di circa 1Km (non competitiva), indubitabilmente un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati del running, dello sport all’aria aperta, ma anche del cinema e del divertimento. 

Tra gli atleti in gara anche Franca Fiacconi, ex maratoneta italiana, vincitrice in carriera delle maratone di New York, Roma, Praga, Enschede e Sant’Antonio. I vincitori della gara competitiva saranno omaggiati sul palco della premiazione con il DVD del film, la maglietta e il cappellino celebrativi della maratona “Corri con Forrest” e una dolce sorpresa finale ispirata a una delle scene più famose del film: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non si sa mai quello che ti capita”.

 Alle ore 16 tutti i partecipanti potranno approfittare di una proiezione speciale del film per rivivere le emozioni che Forrest Gump ha trasmesso a intere generazioni e che ha segnato la storia del cinema. Inoltre l’evento sarà social, raccontato dalle influencers Sandra Lovisco sport influencer (profilo IG: sandralovisco) e Irene Tolomei pastry chef (profilo IG: ireninsky) la quale condividerà la sua ricetta di cioccolatini in onore del compleanno di Forrest Gump e premierà i vincitori.

 Anche voi potrete essere protagonisti dell’evento raccontando la vostra esperienza attraverso le vostre storie sui vostri profili e scattare un selfie con lui… Correte a cercarlo!  Inoltre il 12 giugno non perdetevi i post celebrativi e originali dedicati all’uscita del DVD e Blu-ray realizzati da Sandra, Irene e da Giacomo Lucarini anch’egli influencer Digital Pop Creator (profilo IG: lucarinigiac). Seguili e commenta sui loro profili per celebrare tutti insieme i 25 anni di Forrest Gump usando gli hastags ufficiali dell’evento: #ForrestGump25    #CorriConForrest    #cinecittàworldrun3

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