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Oscar 2017, i pronostici di NewsCinema: Miglior Attore e Miglior Attrice Protagonista

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Mancano poche ore all’evento più atteso, chiacchierato e amato della storia del cinema. Stiamo parlando della 89° edizione della cerimonia degli Oscar che si terrà il 26 febbraio 2017 nella cornice del Dolby Theatre di Los Angeles, e che noi di NewsCinema seguiremo dalle 22.50 su Sky Cinema, armati di pc e caffè extra.

Tralasciando la fatica di affrontare la notte più lunga dell’anno ed iniziare la settimana insonni, vi sveliamo le nostre preferenze nelle categorie miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista e chi, secondo noi, riporrà nel taschino il discorso di ringraziamento come il povero Michael Keaton nel 2015.

Ryan Gosling ed Emma Stone in La La Land di Damien Chazelle

I nostri favoriti

Sin dalla scorsa edizione della Mostra di Venezia abbiamo intuito che La La Land sarebbe stato l’indiscusso protagonista degli Academy Awards 2017. E così è stato! 14 nomination come Titanic ed Eva contro Eva, un record di vittorie che sfiorerà (e forse supererà) le 11 statuette del classico di James Cameron e un clamore che non vivevamo dal 2004, l’anno del trionfo di Peter Jackson con Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re.

Casey Affleck (Manchester by the Sea), Ryan Gosling (La La Land), Denzel Washington (Barriere), Andrew Garfield (La battaglia di Hacksaw Ridge) e Viggo Mortensen (Captain Fantastic) si sfideranno nella categoria miglior attore protagonista ed Emma Stone (La La Land), Isabelle Huppert (Elle), Natalie Portman (Jackie), Meryl Streep (Florence) e Ruth Negga (Loving) nella categoria miglior attrice protagonista.

È inutile negarlo, le nostre preferenze vanno a Ryan Gosling ed Emma Stone, i Fred Astaire e Ginger Rogers degli anni Duemila. Non solo perché parliamo della migliore performance della loro carriera, ma perché il capolavoro di Damien Chazelle merita di trionfare in tutte le categorie principali. Ma come Mia e Sebastian scontriamoci con la realtà, ben lontana dal sogno in cui desidereremmo vivere!

Casey Affleck in Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

Chi vincerà?

Conoscendo le dinamiche (e ipocrisie) dell’Academy Awards, Ryan Gosling rimanderà di qualche anno la vittoria perché Casey Affleck si aggiudicherà la statuetta come Miglior attore protagonista per Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan. Drammatico e tormentato, Affleck conquista la critica nei panni di Lee Chandler, un uomo segnato da un dolore impossibile. Un trionfo che lancerà Affleck tra le star più richieste dell’entertainment contemporaneo (preparatevi a vederlo in qualche cinecomics) lasciandoci l’amaro per Gosling che, come Nicole Kidman per Moulin Rouge, dovrà aspettare il suo The Hours (che potrebbe essere First Man, il biopic su Neil A. Armstrong firmato da Chazelle) per segnare la storia del cinema.

Ma passiamo alla miglior attrice protagonista! Secondo noi di NewsCinema, Emma Stone è la regina indiscussa di questa notte degli Oscar. La sua Mia è un tripudio di emozioni musicali e cinematografiche, un ruolo che deve essere premiato con l’ambita statuetta. Ma alla notte degli Oscar, tutto è possibile! Isabelle Huppert potrebbe vincere come omaggio alla sua carriera e Ruth Negga per acquietare le critiche della comunità afroamericana dopo gli Academy Awards 2016.

Denzel Washington, un padre e un marito tormentato in Barriere

Bravi, ma basta!

Tra i punti di forza di Barriere, il dramma tratto dall’omonima opera teatrale del 1983, c’è la brillante performance di Denzel Washington, nominato nella categoria miglior attore protagonista. Senza nulla togliere all’eccellente interpretazione della star di Training Day (qui nei panni di un padre e marito tormentato), sarebbe il terzo oscar per Denzel Washington. Un record battuto da Meryl Streep che, per lo stesso eccesso di vittorie, non otterrà la quarta statuetta per Florence di Stephen Frears.

Se non avesse conquistato l’Oscar per Il cigno nero, Natalie Portman avrebbe vinto a occhi chiusi nei panni della tragica (e mai così umana) Jackie Kennedy del biopic di Pablo Larrain. Il bis o tris è raro a Hollywood e in questa edizione, chi ha già vinto, resterà a bocca asciutta!

Meryl Streep è Florence Foster Jenkins nel biopic di Stephen Frears

I candidati più deboli

Abbandonati i panni dell’uomo ragno, Andrew Garfield ha dimostrato di essere molto più del teen-idol del momento. Dopo i due capitoli di The Amazing Spiderman, Garfield ha stupito la critica nei panni del primo obiettore di coscienza dello US Army de La battaglia di Hacksaw Ridge, l’intenso war movie di Mel Gibson. Un ruolo che non regge il confronto con le performance di Casey Affleck, Ryan Gosling e Denzel Washington in Manchester by the Sea, La la Land e Barriere. Lo stesso discorso vale per Viggo Mortensen, il Captain Fantastic della commedia sui generis di Matt Ross. Una performance ironica e graffiante che, bisogna ammetterlo, non è da Oscar!

Passando alle migliori attrici, tra le vincitrici più improbabili ci sono Ruth Negga per Loving (escluso il discorso dell’Oscar So White) e Meryl Streep per Florence, due ruoli che non competono con Emma Stone in La La Land, Natalie Portman in Jackie e Isabelle Huppert in Elle.

Non ci resta che incrociare le dita e sperare che i nostri pronostici diventino realtà. Dopotutto non siamo membri dell’Academy Awards, ma il miglior attore e la miglior attrice di questa edizione sappiamo valutarli eccome!

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Io non ho mai, la recensione del cortometraggio di Michele Saia

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L’opera prima di Michele Saia, cortometraggio dal titolo Io non ho mai, è innanzitutto un racconto di fisici giovanili e corpi che si muovono nello spazio. Rispettando la tradizione dei film per ragazzi avviata di Rob Reiner, anche il protagonista del corto di Saia dovrà fuggire da altri ragazzi che lo vogliono acchiappare, dovrà saltare, cadere e correre per mettersi al riparo. Sarà lui ad insegnare suo fratello più grande, un ragazzone imponente e grosso ma affetto da ritardo mentale, ad andare in bici nonostante la contrarietà della loro madre. Anche in questo caso, quindi, l’emancipazione passerà attraverso l’utilizzo del proprio corpo, la capacità di coordinazione e l’attività fisica.

È come se il corpo fosse lo strumento attraverso il quale i ragazzini esprimono le loro aspirazioni e i loro sentimenti. Non a caso, quindi, anche la ragazza di cui il protagonista è innamorato sarà caratterizzata innanzitutto da un segno sul viso e questo “difetto” estetico ne determinerà la personalità. Ancora una volta è il corpo che viene prima di tutto il resto. La conosceremo prima attraverso la sua faccia e solo successivamente attraverso le sue parole e le sue intenzioni. 

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Saia, laureato con lode in grafica d’arte e progettazione, sembra ragionare come un regista di cartoni animati. Grazie alla precisa e dettagliata progettazione delle inquadrature, basata sull’utilizzo dello storyboard, ogni scena di Io non ho mai sembra avere alla base un’idea visiva prima ancora che di scrittura. Il modo in cui la macchina da presa si avvicina ai personaggi, invadendo la loro intimità, per poi allontanarsi, come a volerli osservare da lontano senza intromettersi nelle vicende, suggeriscono una consapevolezza ben precisa di voler narrare innanzitutto attraverso le immagini e solo successivamente attraverso i dialoghi e le azioni. Saia utilizza quindi tutti gli elementi propri del mezzo cinematografico per compiere una intelligente sintesi di ciò che vuole veicolare attraverso il racconto.

Così ad esempio il sound design, utilizzato brillantemente per interferire con il realismo delle scene, per suggerire la presenza di qualcosa che non possiamo vedere o per amplificare ed estremizzare i rumori dell’ambiente in cui si svolge l’azione, sembra quasi mettere in discussione la veridicità di ciò che stiamo osservando. Si tratta di un’avventura reale o del ricordo nostalgico, per definizione “manomesso”, di un evento verificatosi nel passato? Questa aleatorietà del racconto, questa vaghezza ricercata, sottolineata dal fatto di non aver dato un nome al ragazzo di cui si narra, contribuisce all’astrazione della vicenda specifica che viene messa in scena e aiuta a rendere universale la condizione di un giovane protagonista alla ricerca di un proprio posto nel mondo e di un modo “giusto” di relazionarsi con gli altri (ma anche con se stesso).

Saia riesce a fare tutto questo senza rinunciare alla ricercatezza formale e al gusto estetico (il “rifugio” dei due ragazzi è un piccolo gioiello andersoniano) e allo stesso tempo riuscendo a trasmettere un genuino senso di avventura, conferendo dinamismo alle scene attraverso i momenti degli attori e quelli della macchina da presa. I protagonisti di Io non ho mai veicolano attraverso la loro presenza scenica le loro ansie e i loro desideri più sopiti. Ogni loro gesto, anche quello apparentemente meno spiegabile, ci rivela qualcosa di loro che prima non sapevamo. E il “vagabondaggio” del giovane protagonista avviene in uno spazio molto più ampio e indefinito di quanto possa essere quello di un piccolo paese di provincia. Un territorio inesplorato ancora da conquistare, un passo alla volta. Da soli o, preferibilmente, assieme alle persone giuste. 

IO NON HO MAI – trailer – from Michele Saia on Vimeo.

Photo Credit: Barbara Tucci e Gianluca Scerni

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Cinema

Wild Mountain Thyme, arriva il film tratto dal romanzo di John Patrick Shanley con Emily Blunt e Jamie Dornan

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Emily Blunt e Jamie Dornan sono i protagonisti del film Wild Mountain Thyme di John Patrick Shanley. Dall’Academy Award®, il Tony Award e il vincitore del Premio Pulitzer John Patrick Shanley  arriva il romanzo lirico Wild Mountain Thyme, un adattamento del suo successo di Broadway Outside Mullingar. Il film è interpretato da Emily Blunt, Jamie Dornan, Jon Hamm, Dearbhla Molloy e Christopher Walken.

Anthony (Dornan) sembra sempre essere al lavoro nei campi, sfinito a causa del padre che non  perde occasione per sminuirlo (Walken). Ma ciò che veramente lo preoccupa è la minaccia di suo padre di lasciare in eredità la fattoria di famiglia a suo cugino americano Adam (Hamm). All’inizio Rosemary (Blunt) sembra provare rancore per essere stato svergognato da Anthony durante l’infanzia, ma le scintille tra di loro manterrebbero un falò ardente per tutta la notte. Sua madre Aoife (Molloy) si sforza di unire le famiglie prima che sia troppo tardi.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e New York.

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Emily Blunt, Jamie Dornan e Jon Hamm

Wild Mountain Thyme è stato sviluppato da Mar-Key Pictures ed è prodotto da Leslie Urdang di Mar-Key, Anthony Bregman di Likely Story, Michael Helfant e Bradley Gallo di Amasia Entertainment, Alex Witchel e Martina Niland di PoElmilyrt Pictures. Andrew Kramer, Jonathan Loughran e Stephen Mallaghan saranno i produttori esecutivi. Il film è finanziato da Amasia Entertainment, Aperture Media Partners e Loughran / Mallaghan.

Bleecker Street ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti e Lionsgate UK ha acquisito i diritti del Regno Unito. HanWay Films gestisce le vendite e la distribuzione internazionale e CAA Media Finance ha gestito i diritti degli Stati Uniti e ha negoziato l’accordo con Bleecker Street insieme a Andrew Kramer di Loeb & Loeb.

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Cinema

Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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