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Action series ispirata ai fumetti della DC Comics. Al centro ci sono le avventure di Oliver Queen, miliardario dal passato misterioso che, dopo un tragico naufragio che cambierà per sempre la sua vita, decide di assumere l’identità di un eroe mascherato. Ogni notte, insieme al supporto dei suoi fidati amici e collaboratori, combatte la criminalità di Starling City, un po’ come Daredevil.

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Cinema

Anne Heche: tra la vita e la morte | la difficile decisione della famiglia

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Una settima decisamente difficile da accettare nello show-biz a Hollywood. Dopo la morte dell’attrice Olivia Newton-John, dopo una battaglia durata 30 anni contro il cancro al seno, tra poche ore potrebbe arrivare un’altra triste notizie. Secondo le ultime notizie, attraverso un comunicato stampa, la famiglia dell’attrice Anne Heche ha dichiarato pubblicamente lo stato di salute della donna e la difficile decisione che sarà costretta a prendere tra poche ore.

Il comunicato della famiglia di Anne Heche

La certezza che l’incidente automobilistico avvenuto lo scorso venerdì fosse grave era risultato chiaro a tutti dal primo istante. Le foto rilasciate nelle ore subito dopo l’impatto dell’auto guidata dall’attrice 53enne Anne Heche contro un’abitazione residenziale, avevano allarmato i fan e i familiari della donna immediatamente. A distanza di una settimana dal drammatico impatto, la famiglia si è trovata costretta a diramare un comunicato che non lascia spazio alle interpretazioni. Questa mattina sul sito Deadline è stato pubblicato un messaggio condiviso da un rappresentante della famiglia Heche.

“Vogliamo ringraziare tutti per i loro pensieri e preghiere per la guarigione di Anne, e ringraziare lo staff scrupoloso e le meravigliose infermiere che si sono presi cura di Anne al Grossman Burn Center dell’ospedale di West Hill. Purtroppo, a causa dell’incidente, Anne Heche ha subito un grave danno anossico al cervello e resta in coma, in condizioni critiche. Non ci si aspetta che sopravviva.”

E ancora: “Lei aveva scelto da tempo di donare gli organi e viene tenuta in vita meccanicamente per capire se sia possibile. Anne aveva un grande cuore e ha toccato tutti quelli che ha incontrato col suo spirito generoso. Più del suo straordinario talento, per lei diffondere gentilezza e gioia era uno scopo nella vita, specialmente spostare l’asticella dell’accettazione delle persone che ami. Sarà ricordata per la sua coraggiosa sincerità e mancherà moltissimo per la sua luce.”

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Le dinamiche dell’incidente di Anne Heche

Lo scorso venerdì poco dopo mezzogiorno, la Mini Cooper guidata dall’attrice Anne Heche si è schiantata contro una casa in Walgrove Avenue a Los Angeles. Un impatto talmente violento che ha visto l’auto prendere fuoco e portare la donna subito al pronto soccorso, cercando di salvarle la vita. Ancora non è chiaro cosa sia accaduto, visto che Anne prima dell’incidente si era recata dal parrucchiere Richard Glass a Venice. Nessun comportamento anomalo o possibile malessere è stato riscontrato dall’hair stylist ancora scioccato per la notizia. L’unico elemento che sembra certo, dopo un’attenta visione delle telecamere della zona, riguarda la velocità sostenuta dell’auto.

Queste ore di silenzio avevano fatto ben sperare i suoi fan, in attesa di leggere un comunicato che potesse dare una sentenza diversa da quella diramata dai suoi cari questa mattina. Una volta terminate le operazioni riguardanti l’espianto degli organi sani, il macchinario di ventilazione che tiene in vita la Heche, purtroppo, verrà staccato.

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“Il talento di Mr. C” in home video | Nicolas Cage come non lo avete mai visto

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talento mr c dvd

Disponibile dal 4 agosto in DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD e Steelbook 4K Ultra HD, distribuito da Eagle Pictures, Il talento di Mr. C è una di quelle opere assolutamente uniche, geniali e imperdibili.

Leggi anche: Tredici Vite | il nuovo film di Ron Howard rinuncia alla solita spettacolarità hollywoodiana

Che Nicolas Cage sia un personaggio alquanto simpatico e versatile, abbiamo avuto modo di scoprirlo nel corso dei tanti anni che vanno a comporre la sua carriera. Adesso, con questo nuovo titolo, abbiamo la possibilità di scoprire ancora di più il suo lato autoironico e spassosissimo.

Il talento di Mr. C | La trama

Prossimo alla rovina e alla bancarotta, Nicolas Cage è costretto ad accettare la proposta di un miliardario eccentrico e fisato con i suoi film (interpretato dal mitico Pedro Pascal di The Mandalorian). Rifiutare infatti un milone di dollari non sembra una scelta troppo felice, motivo per cui si ritrova a diventare, in un certo senso, lo zimbello della situazione.

Ma per sopravvivere bisogna scendere a compromessi. I problemi veri sorgono quando un’agente della CIA (Tiffany Haddish) lo recluta per una missione, da cui dipende la salvezza sua e dei suoi cari.

Un’opera originale che resterà negli annali della storia del cinema

L’idea di interpretare se stesso, permette a Nicolas Cage di sorprendere i suoi tanti ammiratori sparsi per tutto il mondo. Il talento di Mr. C si rivela così un progetto alquanto originale, capace di intrattenere e di colpire nel segno. Non sono solo le risate a colorare la visione, ma anche una sottile riflessione sul mondo dello star system e su chi gli gravita intorno.

Non avendo avuto la possibilità di goderne sul grande schermo, il pubblico italiano ha adesso modo di recuperare il film, che sicuramente resterà negli annali della storia del cinema. O almeno in quella di Nicolas Cage!

Leggi anche: Willy’s Wonderland | Il teaser del nuovo film con Nicolas Cage

Ciliegina sulla torta, la ricchissima sezione di contenuti seciali presenta scene tagliate, featurette e curiosità dal SXSW Festival. Tutti i formati fisici sono inoltre corredati da un esclusivo booklet da collezione.

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Cinema

Tredici Vite | il nuovo film di Ron Howard rinuncia alla solita spettacolarità hollywoodiana

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Tredici Vite | il nuovo film di Ron Howard rinuncia alla solita spettacolarità hollywoodiana
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Ad un primo sguardo si intuisce subito come Tredici Vite non sia il classico lavoro di Ron Howard. È invece un film che rinuncia quasi immediatamente all’enfasi, alla celebrazione del coraggio, all’agiografia degli eroi senza macchia, prediligendo una narrazione molto più asciutta, essenziale e priva di fronzoli, millimetrica nella sua ricostruzione di una impresa eroica e apparentemente irragionevole.

Il regista di Apollo 13 (che in passato non ha mai rinunciato alla spettacolarizzazione) sceglie questo approccio per narrare una storia che è già esagerata e spettacolare di per sé: quella di dodici membri di una squadra di calcio amatoriale, di età compresa tra 11 e 16 anni, che insieme al loro allenatore si ritrovano intrappolati in una grotta nel massiccio del Doi Nang Non, in Thailandia. Durante una improvvida esplorazione dopo l’allenamento, un primo monsone inonda le viscere labirintiche della caverna, bloccandone l’uscita. I giovani atleti rimangono così trincerati nell’oscurità, circondati da chilometri di rocce taglienti, senza contatto con l’esterno e con delle prospettive di sopravvivenza quasi nulle, affidate a decine di volontari provenienti da tutto il mondo che devono utilizzare il proprio ingegno per trovare una soluzione utile a riportare i ragazzi in superficie.

È la stessa storia raccontata solo un anno fa dal documentario mozzafiato The Rescue, pubblicato su Disney+ a fine 2021 e diretto da Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi, che ripercorreva scrupolosamente tutte le fasi di questo incredibile salvataggio, dal primo al diciottesimo giorno, utilizzando quasi esclusivamente immagini di archivio e facendo ricorso solo in alcuni momenti a sequenze ricostruite, perfettamente integrate nella narrazione e quasi impercettibili nella loro estraneità ai documenti reali.

Ed è forse proprio la decisione di Howard di non cavalcare gli aspetti più clamorosi di questa storia, rinunciando quindi ad esprimere un punto di vista personale sui fatti messi in scena, che rende difficile giudicare positivamente la scelta di realizzare un film di finzione con attori blasonatissimi per raccontare ciò che il cinema documentaristico aveva già raccontato in maniera estremamente soddisfacente solo nel recente passato.

Tredici Vite | la ricostruzione millimetrica di una impresa eroica

Non c’è dubbio che un sacco di lavoro sia stato dedicato alla cura degli aspetti tecnici di Tredici Vite, dalla certosina ricostruzione degli interni della grotta thailandese fatta da Molly Hughes, fino alla dedizione dei due attori protagonisti, che per il ruolo hanno ottenuto la certificazione per potersi immergere in acqua senza fare costantemente uso di controfigure, così come impressionanti sono il sound design e la fotografia subacquea di Sayombhu Mukdeeprom.

Tutto questo sforzo sembra però essere sostanzialmente inutile se affiancato da un montaggio che non aiuta la costruzione della tensione. Nonostante una mappa della caverna compaia spesso in sovrimpressione per indicare il punto in cui si trovano i soccorritori in quel momento del film, agli spettatori viene a malapena concesso un senso della geografia: Howard e il suo montatore James Wilcox uccidono infatti lo slancio narrativo tagliando costantemente tra ciò che accade sottoterra e i numerosi tentativi sulla terraferma di deviare le correnti d’acqua.

E sono proprio tutte le sequenze che non si svolgono all’interno della grotta ad affossare il film, finendo per riproporre stancamente la narrazione del salvatore bianco, sulla base della quale non è mai necessario approfondire la psicologia dei Navy Seal thailandesi che pure stanno cercando di salvare i ragazzi o di dare il giusto risalto alla scelta degli agricoltori del luogo, disposti a distruggere le proprie colture di riso per dare una speranza (remotissima) ai giovani intrappolati sottoterra. 

C’è vita oltre la tecnica?

Il nuovo film di Ron Howard fallisce quindi a qualsiasi livello diverso da quello tecnico, come appare evidente nelle scene in cui i subacquei si trovano a dover mettere in pratica un folle piano di salvataggio che prevede di anestetizzare e rendere immobili gli adolescenti intrappolati, legando loro mani e piedi in modo che non possano agitarsi o svegliarsi mentre i soccorritori li trasportano fuori dalla grotta. Dovremmo provare un senso di ansia e preoccupazione per ciascuno di questi ragazzi e per i subacquei che stanno cercando di riportarli in superficie. Invece, il processo appare solo una catena di montaggio che sputa fuori il prodotto. Uno sforzo meccanico ed efficiente, che però non suscita emozione alcuna. Proprio come questo film.

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