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10 film di Hollywood ispirati ai manga giapponesi

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Possiamo ipotizzare che molti film di Hollywood si sono basati su uno specifico anime o manga giapponese nel corso degli anni. Mentre la hyper realtà delle immagini fantastiche di film come Real Steel e Sucker Punch, hanno preso in prestito la semiotica e parte del vocabolario visivo dell’ animazione giapponese, vi sono alcune pellicole che, per tutta la storyline o magari per alcune scene, hanno fatto la stessa cosa.

Qui ci sono dieci esempi di film ispirati a anime per farci pensare.

Il Re Leone (1994)


Influenza di Kimba, il Leone Bianco
Nei primi anni novanta la rivoluzione  delle VHS era in pieno svolgimento, mentre la connessione internet era ancora alle origini – giusto un paio di anni prima che le persone iniziassero a postare sulle loro bacheche. Quindi si era particolarmente ignoranti dal punto di vista dell’ animazione internazionale – che è probabilmente l’aspetto sulla quale la Disney ha contato per la creazione del film Il Re Leone (qui il dvd e blu-ray), prendendo diversi elementi da Kimba, il leone bianco.

Creato da Osamu Tezuka come un manga negli anni cinquanta, venne trasmesso come una serie animata nella metà degli anni sessanta (inclusi gli Stati Uniti), e le somiglianze con il film d’animazione della Disney del 1994 sono davvero moltissime, come alcuni identici personaggi ed elementi della storia. Infatti, in merito a Il Re Leone, la star Matthew Broderick inizialmente era convinto che si stesse lavorando su una versione cinematografica di Kimba.

Matrix (1999)


Influenza da Ghost in The Shell
A differenza dei registi che fanno fatica ad ammettere quali sono state le loro influenze, Lana e Andy Wachowski non hanno avuto alcun problema a dire la verità: il produttore Joel Silver, mostrandogli il cyberpunk action Ghost in the Shell del 1995,  disse: “Vogliamo farne un live-action” e così hanno fatto! I Wachowskis hanno amorevolmente preso in prestito la tecnica da Mamoru Oshii di Ghost in The Shell, ma anche la generale qualità cinematografica, legata al linguaggio degli anime. Essi hanno persino indossato i panni di ladri orgogliosi, confrontando fianco a fianco, la realizzazione delle scene! Oshii stesso si stancò di discutere il confronto, affermando che “è un film divertente, ma preferisce il loro debutto, Bound.” (Qui puoi comprare il confanetto di Matrix in blu-ray)

Van Helsing (2004)


Influenza da Vampire Hunter
Nel film si trova Hugh Jackman che interpreta l’omonimo cacciatore di vampiri che, originariamente, apparve solo nel Dracula di Bram Stoker, Abraham Van Helsing era un vecchio, dottore semi-pazzo. Qui, è un prigioniero muscoloso e attento che scopre di essere l’incarnazione terrena dell’angelo Gabriele. Van Helsing firmato da  Johnny Cash – ha uno stile fatto da abiti scuri – completato da un cappello, stesso stile che appare anche in Vampire Hunter D, la cacciatrice succhia sangue immortale, apparsa in decine e decine di romanzi di Hideyuki Kikuchi e due classici anime che fanno molto affidamento su disegni occidentali. Il suo concetto di “dhampir” (metà vampiro/metà umano cacciatore) è stato anche preso in prestito per il film Blade.

Avatar (2009)

                                                Influenza da La Principessa Mononoke

Quando tutto diventa di successo, le persone tendono a venire fuori dal sacco in cerca di  rivendicazioni, su ciò che a parer loro, è stato rubato da vari successi precedenti – specialmente quando si tratta di successi che non sono mai stati proiettati su tanti schermi di grandi dimensioni. Questo è il caso del film Avatar diretto da James Cameron, che è stato nel mirino di molti, prima ancora che uscisse nei cinema.

Vi erano riferimenti a Ferngully e Pocahontas, ma lo spirito che il regista voleva davvero era quello de La Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki. È stato il primo anime ad aver guadagnato davvero ai box office di  tutto il mondo, caratterizzando molti disegni di Miyazaki, tra cui il degrado ambientale, la malevola roba viscida, e una forte eroina. Queste sono anche alcune caratteristiche del film di James Cameron, ma entrambi dispongono di un essere umano intruso in una tribù, scelto dagli elementi che ne fanno parte, che si innamora come un piccolo guerriero e infine è pronto a lottare contro gli oppressori umani che vogliono creare una miniera di metalli al di fuori del terreno.

Inception (2010)


Influenzato da Paprika
Christopher Nolan ha riconosciuto che Satoshi Kon nel 2006 con il coloratissimo Paprika è stato una fonte di ispirazione per lui per Inception, poichè entrambe le storie comportano un dispositivo elettronico che consente ad un utente esterno di accedere e influenzare i sogni di una persona.

Naturalmente, come The Matrix, anche Inception ha avuto una miriade di influenze – da Total Recall a James Bond a Ubik di Philip K. Dick – anche se la cosa che più colpisce è quando si mettono i due film a confronto, e il migliore è Paprika, nel senso che esso veramente si compiace nei sogni come un piano mentale dove tutto il subconscio può accadere. Wolfgang Peterson (La tempesta perfetta) ha annunciato di stare lavorando su una versione live-action di Paprika poco prima che Inception uscisse al cinema, e non è difficile credere che Nolan nel film possa avere rubato qualcosa qua e là.

Il Cigno Nero (2010)


Inflenza da Perfect Blue

Un altro capolavoro da Satoshi Kon è stato dato nel trattamento dello psicodramma di Hollywood nel 2010, il vincitore del premio Oscar Il Cigno Nero, che ha le inquadrature specifiche e i dettagli della storia di Perfect Blue. Il regista Darren Aronofsky aveva già utilizzato diversi telai di questo film d’animazione del 1997 per delle scene con Jennifer Connelly nel film Requiem for a dream. Quando mostra il suo dramma nel balletto del Cigno durante la stagione dei premi, ha riconosciuto delle analogie –una giovane donna di  talento con una tenue consapevolezza della realtà alienata dei suoi amici e la madre prepotente che vuole farle raggiungere la fama. Tutto mentre è tormentata da un alter ego che appare di riflesso nonostante tutto questo.

Scott Pilgrim vs The World (2010)

Influenzato da Naruto

Sì, il regista Edgar Wright ha guardato al mondo dei videogiochi e delle arti marziali per il suo film Scott Pilgrim vs The World. Tuttavia, in relazione al fatto che la versione originale del libro di fumetti del creatore Bryan Lee O’Malley è stata deliberatamente scimmiottata nello stile e nella formattazione del manga giapponese, questo film ha a tutti gli effetti, elemeti anime nel suo DNA. Il film trae liberalmente spunto da vecchi giochi quali Street Fighter e Mario Bros, ma durante lo scontro finale con il cattivo Gideon Graves (Jason Schwartzman) utilizza disegni a mano tratti direttamente dal popolare manga/anime Naruto chiamato a tirar fuori la sua spada mortale digitalizzata.

Looper (2012)

Influenzata da Akira

Discutibilmente il più venerato tra gli anime di tutti i tempi, Akira del 1998 di Katsuhiro Otomo era un punto di riferimento cyberpunk che ha preso un sovraccarico sensoriale a grandi altezze. Il film Looper diretto da Rian Johnson è un intelligente sci-fi ispirato – in particolare The Terminator e narra la storia di un giovane tosto (Joseph Gordon-Levitt) che uccide le persone inviate indietro nel tempo dalla mafia e di quello che accade quando non riesce ad uccidere il suo futuro se stesso (Bruce Willis).

Oltre l’elemento del viaggio nel tempo, c’è anche un ragazzino di nome Cid la cui abilità psicocinetica lo trasformerà infine in un mostro, qualcosa che ha a che fare anche fortemente con il personaggio di Tetsuo in Akira. L’ impostazione futuristica è minore rispetto Blade Runner e Detroit è avanti di dieci anni da adesso, ma Johnson ammette liberamente di essersi ispirato non solo ad Akira, ma anche ad altri manga di Otomo, come ad esempio Domu.

Pacific Rim (2013)

Influenzato da Neon Genesis Evangelion/Mobile Suit Gundam/Patlabor/etc

Se il Giappone dovesse avere un ambasciatore della cultura pop presso le Nazioni Unite, sarebbe un gigantesco robot. Fin dagli albori di Astro Boy e Gigantor, la loro cultura è stata letteralmente stupita con grandi meraviglie meccaniche. È giusto dire Japanimation ha rilevato tantissime influenze per Guillermo del Toro nello scontro tra il mondo meccanico e i mostri epici come in Pacific Rim. Oltre alle ovvie “nazioni alleate per sconfiggere le creature gigantesche con grandi robot difensori”, la popolare serie anime Evangelion ha dei comandanti robot con un impianto di collegamenti telepatici per le loro attrezzature.

Rim ha raddoppiato questo concetto di avere due piloti telepaticamente collegati e la condivisione delle memorie, ma l’influenza c’è. Entrambi, Del Toro e lo sceneggiatore Travis Beacham, hanno negato la visione di Evangelion, ma hanno citato Gigantor (originariamente Tetsujin 28-go) o Mobile Police Patlabor.

Her (2013)

                                                              Influenzato da Chobits

Il film Her di Spike Jonze e l’ anime Chobits sono entrambi su dei personaggi antisociali che si innamorano di un essere artificiale. Sebbene entrambi si vantino di questa idea centrale – e nonostante il grido appassionato dei fan degli anime – è veramente difficile passare alle differenze fondamentali, come in Chobits con un’intelligenza artificiale femminile chiamata Chi che ha un corpo con cui “interagire” con il suo uomo Hideki, mentre Samantha in Her è una voce disincarnata (Scarlett Johansson) con cui Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) può condividere tutti i suoi desideri più interni al fine di simulare la vera intimità.

Infine, sia Chi e sia Samantha diventano esseri trascendenti, ma la differenza sta dal punto di vista estetico ed emotivo che è difficile da dire nell’idea del lavoro di Jonze.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Perchè un animale fa bene alla salute

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beethoven cast

Gli animali giocano un ruolo primordiale nella vita di tutti i giorni degli esseri umani. Per dimostrarlo, Wamiz ha analizzato per voi i risultati di alcuni studi scientifici e vi riassume tutti i benefici degli animali da compagnia attraverso un’infografica. Dalla nascita sino all’età avanzata, i nostri piccoli amici ci apportano tanto in termini di benessere fisico o psichico, ma anche da un punto di vista sociale. I cani e i gatti sono dei veri alleati della salute! Gli animali da compagnia, dei veri alleati per la salute di tutta la famiglia

Rafforzano la salute dei più piccoli

La presenza di un quattro zampe in casa è benefica per tutta la famiglia. Avere un cane o un gatto aiuta i bambini ad essere responsabili; inoltre, un animale domestico è anche un buon amico che gli insegna a credere in sé. E non solo. Anche i neonati hanno dei riscontri positivi: secondo uno studio svedese, restando in contatto giornalmente con un animale, i bebè hanno il 33% di rischio in meno di sviluppare allergie, il 30% di rischio in meno di soffrire di infezioni respiratorie e il 15% di rischio in meno di soffrire d’asmaOvviamente, se il bambino soffre già di allergie, l’adozione di un animale non cambierà nulla e non è una soluzione.

Gli animali proteggono il vostro cuore

Secondo uno studio dell’American Heart Association, che ha esplorato la relazione tra il fatto di avere un animale e il MCV (Mean Cell Volume, il volume cellulare medio), avere un cane riduce i rischi di morte prematura del 33% e i rischi di avere una malattia cardiovascolare dell’11%. Un’ottima notizia per gli italiani dato che, secondo i dati IStat, le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in Italia (specialmente per le donne). Questo perché avere un animale, e soprattutto un cane, ci rende più attivi (30 minuti in più rispetto alle persone che non posseggono un quattro zampe) e ciò ha un impatto positivo sulla nostra salute fisica. I proprietari fanno più esercizio fisico, portano a passeggio il cane, giocano con lui e alcuni si danno anche al canicross (in Italia il Campionato Nazionale arriva a 130 iscritti, ma l’attenzione verso questo sport è in crescita!).

Inoltre lo studio, oltre all’aumento dell’attività fisica, ha rivelato diversi benefici cardiovascolari dell’avere un animale, tra cui tra cui:

  • una pressione del sangue più bassa;
  • un miglioramento del tono muscolare;
  • una diminuzione dello stress.

Gli animali mantengono giovani i più anziani

La compagnia di un cane aiuterebbe anche le persone di più di 65 anni a ringiovanire di 10 anni! Secondo uno studio inglese, infatti, i proprietari di cani di più di 65 anni hanno dimostrato di essere il 12% più attivi di chi non possiede un amico a quattro zampe. Questo perché avere un animale da compagnia porta ad un livello di attività fisica più elevato, dato che le persone anziane devono portare a passeggio regolarmente il loro cane, occuparsene, lanciargli la pallina… E in questo modo tutto il corpo è sollecitato a fare degli sforzi quotidiani, senza che se ne rendano conto. La loro forma fisica sarebbe così equivalente a quella di una persona di 10 anni più giovane (i problemi cardiaci, ossei e muscolari sono ridotti). Avere un animale sarebbe, quindi, un buon rimedio per prevenire le malattie.

infografica versione desktop

Il compagno ideale di tutti gli incontri

Avere un cane (ma anche un gatto, anche se in minor misura) agevola e crea dei rapporti sociali. L’80% dei proprietari incontra altre persone del quartiere grazie al proprio animale. E questo semplicemente perché, passeggiando con Fido, si è più facilitati ad incontrare il vicinato. Almeno il 37% dei proprietari ha già fatto un incontro romantico grazie ad una passeggiata con il proprio cane! Ma ciò è successo anche al 20% dei proprietari di gatti! Anche il gatto, anche se in modo minore, facilita gli incontri e non è raro che un vicino si occupi di dargli da mangiare durante le vacanze dei suoi proprietari.

Avere un animale da compagnia fa bene al morale                                                                                                     

Il 68% delle persone anziane si sente meglio mentalmente e fisicamente grazie al proprio animale da compagnia. La presenza dell’animale come mediatore sociale nelle case di riposo è sempre più frequente. La Pet Therapy, che sta prendendo piede progressivamente anche in Italia, aiuta a ridurre i problemi mentali, fisici o sociali, riducendo lo stress e dando affetto alle persone che si sentono più sole. Quando accarezzano il proprio animale, gli umani producono ossitocina, che gli permette di essere più rilassati e, quindi, di provare una sensazione di benessere. Secondo uno studio recente francese, il 40% dei proprietari intervistati afferma di aver preso un animale per sentirsi meno stressato.

Il loro effetto sulla nostra salute è evidente: ci danno affetto e sono capaci di capire quando qualcosa va storto e ci confortano. Sempre di buon umore, fanno le feste al padrone quando torna a casa da lavoro. Un beneficio per la salute, ma anche un beneficio per il benessere interiore! Con tutto l’affetto e i benefici che ci donano, non deve stupire, dunque, che il 62% dei proprietari di animali dichiara di aver preso un amico a quattro zampe perché rende più felici.

Non si può negare il sostegno psicologico di un animale da compagnia! Un quattro zampe aiuta, inoltre, anche le persone in difficoltà a non chiudersi in se stesse. Avere un animale significa avere un essere vivente a proprio carico: bisogna occuparsi di lui, portarlo fuori, dargli affetto. Rende i proprietari più responsabili, li valorizza e dà un senso alle loro vite, il che aiuta a lottare contro la solitudine e la depressione.

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Cinema

Nicole Kidman, i 10 migliori ruoli della bravissima attrice australiana

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nicolekidman

L’estate è il periodo dell’anno in cui i divi di Hollywood scelgono come meta delle loro vacanze il nostro bel Paese. Sia che vengano per puro divertimento (con famiglia annessa) o come ospiti dei più prestigiosi festival cinematografici italiani, ciò che conta è che l’Italia è senza dubbio tra i luoghi più amati. Lo sa bene la bellissima attrice australiana Nicole Kidman, la quale sarà una degli ospiti più attesi della 65esima edizione del Taormina Film Festival. La Kidman insieme a Octavia Spencer, Julia Ormond e Bruce Beresford il prossimo 30 giugno presenteranno il film d’apertura Ladies in Black.

Tra gli ultimi film che hanno visto l’attrice australiana come protagonista, Boy Erased merita una citazione speciale, per diverse ragioni. Per la tematica affrontata, per il modo di imporsi di una donna apparentemente frivola ma in grado di poter salvare il figlio omosessuale da una terapia per farlo “guarire” da questa malattia. Tuttavia a breve la ritroveremo anche sul piccolo schermo per la nuova stagione di Big Little Lies. Intanto ricordiamo dieci suoi ruoli che ci hanno fatto innamorare di lei.

CUORI RIBELLI (1992) di Ron Howard. Una giovanissima Nicole Kidman insieme a un altrettanto giovane Tom Cruise sono due immigranti irlandesi che cercano di trovare fortuna in America nel 1890 prendendo parte alla Corsa alla terra del 1893. Cruise è Joseph Donnelly, un ragazzo che a causa di gravi problemi economici perde la casa in un incendio appiccato proprio dal padrone, per non aver pagato gli affitti arretrati. Il giovane determinato a farsi giustizia incontra Shannon Christie, la figlia del padrone con la quale deciderà di scappare in America. Tra avventure, sentimenti non dichiarati e un amore che fa sempre più fatica a restare segreto, i due ragazzi fuggono in Oklahoma per prendere il loro appezzamento di terra. Quando sembra tutto perduto, l’amore sarà in grado di vincere su tutto e tutti.

eyes wide shut

Nicole Kidman e Tom Cruise nel film Eyes wide shut

EYES WIDE SHUT (1999) di Stanley Kubrick. Oltre ad essere l’ultimo film diretto dal grande regista, è anche l’ultima volta – almeno per ora – che Kidman e Cruise condividono il set. I protagonisti del film sono Bill (Cruise) e Alice (Kidman), una coppia sposata che partecipa ad un’ apparentemente festa prenatalizia. Lui è un avvenente medico, il quale viene chiamato da due ragazze per salvare la vita a un giovane in overdose, mentre Alice viene corteggiata in maniera insistente e fastidiosa da un uomo maturo ed ambiguo. I due tornati a casa, iniziando a discutere sotto uso di marijuana, parlano di fiducia, di gelosie e di fantasie con altre persone, come quella di Alice per un giovane ufficiale di marina. Bill, turbato dalle parole della moglie decide di uscire di casa. Bill viene raggiunto telefonicamente dalla figlia di un paziente deceduto. Il medico turbato dalla serata, improvvisamente si troverà in una serata bizzarra in una villa, dove tutti sono nudi ma hanno il volto coperto. Nonostante l’esperienza vissuta al di fuori del matrimonio, i due ritroveranno quella serenità e fiducia che fino a quel momento li aveva abbandonati.

THE OTHERS (2001) di Alejandro Amenàbar. La Kidman si cimenta nel genere horror con un film ambientato durante la fine della seconda guerra mondiale. Grace Stewart (Kidman) è madre di due figli, Anne e Nicolas e sposata con Charles, imprenditore e soldato volontario. I due bambini affetti da uno xeroderma pigmentoso, non gli permetteva di esporsi al sole e per tanto Grace cercava di imporre loro delle regole per proteggerli. Una delle regole e frasi cardine del film è “Nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”. Strane presenze, disegni dei bambini inquietanti dove vengono rappresentate quattro persone viste dalla piccola Anne. Attraverso la frase “a volete il mondo dei morti si mescola a quello dei vivi” la sottile linea tra realtà e immaginazione non è poi così netta.

MOULIN ROUGE! (2001) di Baz Luhrmann. Chi non ha visto questo meraviglioso concentrato di musica pop, stile bohemien e ricco d’amore? È senza dubbio uno dei film di maggiore successo della Kidman la quale interpreta la ballerina del noto locale parigino. La storia tra la sensuale étoile Satine e lo scrittore squattrinato Christian (Ewan McGregor) fa da sfondo nella bellissima Parigi del 1899, precisamente nel locale notturno del Moulin Rouge, nel quale ogni notte uomini borghesi e nobili di tutte le età prendevano parte agli spettacoli organizzati da Harold Zidler (Jim Broadbent), il capocomico e la sua colombella Satine. Le cose si complicano quando gli occhi del potente e determinato Duca inizia a posarsi sulla ragazza, scatenando la gelosia del povero ma onesto Christian. Ad aggiungere ancora più dramma, c’è la diagnosi di tubercolosi ai danni di Satine. È un film che vi farà cantare ed emozionare dal primo all’ultimo minuto con le canzoni dei Nirvana, dei Queen, Madonna, Elton John e tanti altri.

THE HOURS(2002) di Stephen Daldry. Finalmente per la bella attrice australiana arriva l’ambito Premio Oscar come migliore attrice per aver interpretato il difficile ruolo di Virginia Woolf. La nota scrittrice inglese, a causa di una grave forma di depressione, decide di porre fine alla sua vita annegandosi nel fiume Ouse. Da questo momento, la storia si divide in tre parti. La prima è la storia di un giorno nella vita di Virginia nel 1923, la quale era ormai soffocata dalla vita lontana da Londra motivo che la spingeva a trattare male anche il marito Leonard. Proprio in quei giorni, scrisse uno dei romanzi più noti, La signora Dalloway. Dopo pochi giorni dall’incontro con la sorella Vanessa e i suoi tre figli, la scrittrice riesce a convincere il marito a tornare a Londra, in cambio della sua salvezza.

DOGVILLE (2001) di Lars Von Trier. Dogville è un villaggio sulle Montagne Rocciose che si trova accanto a una miniera d’argento e abitato solo da 15 persone. Lo scrittore Tom Edison Jr. (Paul Bettany) intento a voler convincere gli abitanti ad un riarmamento morale. Il primo incontro fu con Grace Mulligan (Nicole Kidman) una giovane ragazza inseguita da diversi gangster, la quale riesce a trovare aiuto proprio nel ragazzo. Per ringraziarlo decide di rendersi utile, riuscendo a conquistare il rispetto di tutta la piccola comunità. Quando la polizia giunge a Dogville alla ricerca di Grace, colpevole di aver preso parte ad una rapina in banca, tutti gli abitanti sono pronti a difenderla e lasciarla lì, a patto che lavori di più e per un minore salario. La donna accetta per non far dispiacere Tom, portandola però allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. Il ragazzo si rende conto che così non può andare avanti ed attua un piano per farla scappare. Purtroppo la fuga viene interrotta bruscamente, portando la donna ad accettare il suo destino di figlia del boss, decidendo di radere al suolo la cittadina e vendicarsi di chi la aveva sfruttata. Tom colpevole per averla manipolata, non viene risparmiato e anzi proprio Grace porrà fine alla sua vita.

ritorno a could mountain. il finale del film 3

Nicole Kidman e Jude Law nel film Ritorno a Could Mountain

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003) di Anthony Minghella. Ambientato nel 1861 W.P. Inman Balis (Jude Law) un giovane falegname del villaggio Cold Mountain, durante la costruzione di una chiesa incontra casualmente Ada Monroe (Nicole Kidman) la figlia del reverendo. Un’ improvvisa passione e amore scoppia tra i due giovani fino a quando il ragazzo viene chiamato dall’esercito confederato per prendere parte alla guerra di secessione. La donna dopo trent’anni, rimasta sola, continua a provare un forte sentimento per l’uomo, il quale cerca di tornare a casa evitando di venire ucciso dalla Guardia Nazionale. Dopo vari incontri e peripezie, Inman riesce a tornare a casa e ad incontrare Ada, con la quale trascorre la loro prima notte d’amore. Purtroppo, l’ex falegname viene trovato dai soldati del tenente Bosie, con l’accusa di essere disertore. I due soldati si feriscono mortalmente a vicenda e quando Ada giunge da lui purtroppo è troppo tardi. Dopo sette anni, Ada festeggia la Pasqua con la sua bimba Grace, nata dopo la loro unica notte di passione con Inman.

BIRTH – IO SONO SEAN (2004) di Jonathan Glazer. La bella Anna (Nicole Kidman) dopo 10 anni dalla morte del marito Sean, è finalmente pronta a sposarsi nuovamente con Joseph. Poco prima delle nozze, un ragazzino si reca da Anna, affermando di essere l’incarnazione del marito Sean cercando di convincerla a non sposarsi con il neo fidanzato. Nonostante la situazione surreale e anche scomoda, dato che si tratta di un rapporto tra una donna adulta e un bambino, quest’ultimo sembra essere davvero il marito Sean. Grazie all’intervento di Clara, amante di Sean quando era in vita, riesce a dimostrare che il bambino era riuscito a sapere tutte quelle informazioni, grazie a delle lettere che Anna aveva scritto per il marito, il quale non aveva mai aperto, perché non era mai stato veramente innamorato della moglie. Quando Anna scopre la verità, tenta di suicidarsi ma fortunatamente viene salvata da Joseph.

AUSTRALIA(2008) di Baz Luhrmann. Ambientato nella seconda guerra mondiale, Sarah Ashley (Nicole Kidman) va in Australia a trovare il marito per vedere il bestiame. Quando arriva alla città di Darwin, viene scortata da Drover (Hugh Jackman), il migliore amico del marito. All’arrivo a Faraway Downs, Sarah e Dover trovano il marito della donna privo di vita, ucciso da una lancia. L’accusa di omicidio ricade sullo stregone King George. L’amore tra Sarah e Drover cerca di sopravvivere ai bombardamenti della città di Darwin, con la speranza di non perdere la vita.

THE PAPERBOY (2011) di Lee Daniels. Un film che portò la Kidman ad interpretare Charlotte Bless, una ninfomane che cercò di aiutare con tutte le sue forze, il compagno Hillary Van Wetter (John Cusack), in attesa di essere giustiziato per aver ucciso uno sceriffo e ben 16 persone per ragioni di odio razziale. La donna per richiamare attenzione sul caso scrive al Miami Times. Il giornale capendo il richiamo mediatico di quella storia, incarica Ward Jansen (Matthew McConaughey) e il collega Yardley Acheman di indagare. Al duo viene aggiunto anche il fratello minore di Ward, Jack Jansen (Zac Efron), il quale finisce per innamorarsi di Charlotte.

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Aladdin, il full trailer ufficiale del film Disney

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Dopo molti teaser e spot televisivi, la Walt Disney Pictures ha pubblicato il trailer completo di Aladdin, il prossimo remake live-action di un classico film di animazione Disney.

Il due volte candidato all’Oscar Will Smith (Ali, Men in Black) interpreta il ruolo dell’amato Genio nel nuovo film insieme a Mena Massoud (Amazon’s Jack Ryan) nei panni di Aladdin, lo sfortunato e adorabile ladruncolo di strada che viene colpito dalla figlia del Sultano. Naomi Scott (Power Rangers) interpreta la principessa Jasmine, la bellissima figlia del Sultano che vuole avere voce in capitolo nel modo in cui vive la sua vita con Marwan Kenzari nei panni di Jafar, un malvagio stregone che escogita un nefasto complotto per diventare Sultano e governare Agrabah.

Aladdin è diretto da Guy Ritchie (Sherlock Holmes) da una sceneggiatura di John August (Dark Shadows, Big Fish) basata sul film animato del 1992 Aladdin e le storie da “Mille e una notte”. Il produttore è Dan Lin (The LEGO Movie) con il vincitore del Golden Globe Marc Platt (La La Land), Jonathan Eirich (Death Note) e Kevin De La Noy (The Dark Knight Rises) in veste di produttori esecutivi. Il compositore otto volte vincitore del premio Oscar Alan Menken (La bella e la bestia, La sirenetta) fornisce la colonna sonora, che include nuove registrazioni delle canzoni originali scritte da Menken e parolieri vincitori di Oscar Howard Ashman (Little Shop of Horrors) e Tim Rice (The Lion King) e due nuovi brani scritti da Menken e dai cantautori Oscar e Tony, Benj Pasek e Justin Paul (La La Land, Dear Evan Hansen).

Aladdin è stato candidato a cinque Academy Awards e ne ha vinti due, tra cui Best Original Score e Best Original Song per “A Whole New World.” Basato sul racconto popolare mediorientale Aladdin e la lampada magica, il film animato del 1992 è stato co-diretto da Ron Clements e John Musker, che avevano diretto in precedenza La Sirenetta e avrebbero continuato a realizzare altri classici Disney, tra cui Hercules, Pianeta del tesoro, La principessa e il ranocchio e Oceania. Famosa la partecipazione di Robin Williams come genio del film, insieme a Scott Weinger nei panni di Aladdin, Jonathan Freeman nei panni di Jafar, Linda Larkin nei panni della Principessa Jasmine, Frank Welker nel ruolo del compagno di scimmia Abu, oltre a Douglas Seale nei panni di The Sultan e Gilbert Gottfried nei panni di Iago.

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