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Le migliori app che un amante dei gatti deve avere

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Le migliori app per gatti - Fonte Rete News

Le migliori app per gatti – Fonte Rete News

Questo articolo è rivolto in particolar modo a tutte le persone che amano i gatti. Lo sapete che ci sono delle applicazioni che potrebbero tornarvi molto utili per il benessere del vostro micio? Scopriamo insieme quali sono e a cosa servono.

Un dato è certo, la tecnologia ha fatto passi da giganti negli ultimi anni e per quanto alcune persone riescano a trovarne sempre degli aspetti negativi, in realtà se utilizzata in modo coscienzioso, può rivelarsi molto utile.

Avere un gatto oggigiorno vuol dire dover stare al passo con i tempi, conoscendo i cibi migliori, le cure e tanti altri consigli per poter avere una convivenza tranquilla e serena, da entrambe le parti.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

App per Gatti – Fonte screenrant.com

Mewotel

Quante volte è capitato di dover partire per lavoro o altri motivi e di lasciare il vostro gatto da solo? Quante volte siete stati costretti a dover rinunciare a un week end fuori porta, per non lasciare troppo tempo il vostro animale domestico solo o costretto a vivere in una gabbia? Se la risposta è ‘molte volte’ o qualcosa di simile, questa applicazione fa al caso vostro. Si chiama Mewotel e vi aiuterà a trovare una cat sitter vicino alla vostra abitazione.

Avrete a disposizione anche alcune strutture che forniscono il servizio di pensione, nelle quali poter lasciare il vostro dolce micetto. Ogni persona impiegata come cat sitter ha anche un sistema di valutazione che include: nutrimento, idratazione, lettiera pulita, sacco pieno di giochi e coccole.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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11 Pets (11 Animali Domestici)

Questa app è particolarmente indicata ai padroni che posseggono diversi gatti. A volte, dover seguire le esigenze di tutti gli animali può rivelarsi complicato, come nel caso di diete, toilettature, medicine da prendere.

Per questo motivo, come fosse un diario, il padrone può creare una scheda con il nome e le informazioni legate al fabbisogno dell’animale. L’app può anche aiutare il padrone a ricordare la prossima visita dal veterinario o quando somministrare una medicina piuttosto che un’altra.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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Pronto soccorso per animali

Chiunque abbia un animale domestico dovrebbe avere un veterinario in famiglia. Quando il vostro gattino sta male e non sapete per quale motivo, l’applicazione creata da First Aid (Croce Rossa americana) può aiutare gli utenti a capire anche quali pericoli presenti in casa potrebbero far del male al gatto. Oppure capire come reagire in caso di reazioni allergiche.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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MeowTalk

Quante volte sentendo il vostro gatto miagolare vi siete chiesti cosa vi stia comunicando? A volte capita di intuirlo, perché solitamente è abitudinario, ma altre volte, l’incertezza regna su tutto. Ed ecco l’app che potrebbe risolvere i problemi di comunicazione tra un micio e padrone.

Vi basta registrare il miagolio dell’animale e l’app elaborerà, quale degli 11 sentimenti di base sta cercando di comunicarvi.  Badate bene che le differenze esistono anche tra gatti femmine e gatti maschi, soprattutto quando devono interagire con i cuccioli, che necessitano di particolari attenzioni.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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Cat Scanner

Identificare una razza di gatti a volte, può rivelarsi non solo una curiosità, ma un’esigenza vera e propria. Capire e scoprire il comportamento, cosa è meglio dargli da mangiare o magari cosa preferisce fare per passare il tempo, può tornarvi utile e rendere felice l’animale. Cat Scanner al suo interno ha oltre 60 razze di gatti, comprese le miste.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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Cat Alone 2

Chi ha detto che solo gli umani possono usare le applicazioni sullo smartphone per giocare? Gli sviluppatori di Cat Alone 2 hanno progettato un app di gioco divertente e interattiva, utile se vogliamo distrarre il nostro gatto per qualche momento, magari mentre noi siamo impegnati a fare qualcosa. Tenendo conto dei giochi che sono soliti fare gli animali, sono stati inserite 8 fasi di gioco, tipo laser rosso, ragno, piuma, topo e tanti altri.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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Cat Training

Questa è l’applicazione consigliata per chi vuole essere un perfetto papà o una perfetta mamma gatto. Oltre a fornire dei validi consigli per farli dormire, come usare il tiragraffi e altro, riesce a migliore anche la genitorialità e a capire quali sono i problemi che sta vivendo il gatto.

App per Gatti - Fonte screenrant.com

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Tably

L’utilizzo di questa app unita alla fotocamera del vostro cellulare vi permette di capire come stanno i vostri felini. Sono felici, scontenti, tristi o stanno male, attraverso questa applicazione riuscirete a scoprirlo senza dover impazzire. Il merito di questa invenzione è dell’Università di Montreal e tra le funzioni più utilizzate vi è anche la possibilità di individuare quale farmaco è più adatto da far assumere al gatto.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Consigli per festeggiare San Valentino se avete una storia a distanza

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Relazioni a Distanza- SanValentino- newscinema.it

Relazioni a Distanza- Newscinema.it

Se hai una relazione a distanza e non sai come festeggiare San Valentino con la tua dolce metà, ecco qualche consiglio utile.

Si avvicina San Valentino e ogni persona in una relazione vorrebbe festeggiare la festa degli innamorati con la persona che ama, solo che non tutte le relazioni sono uguali: che siano monogame o poliamorose, la maggior parte ha come unica preoccupazione fare sì che la festa sia perfetta per il proprio partner. E per le relazioni a distanza?

Ecco 3 semplici suggerimenti su come non passare questo giorno rimpiangendo di non vivere nella stessa città del tuo San Valentino.

1. Organizzare una cena romantica

Siamo nel 2023, la distanza fisica è solo un numero in kilometri ormai e abbiamo potuto vederlo durante la pandemia di Covid-19: ti stupirai per quanto l’essere umano può essere creativo quando vuole star vicino ai suoi cari. Con tutta la tecnologia disponibile, l’unico limite è la fantasia.

Ecco perché organizzare una cenetta romantica è solo questione di scegliere il software di videocalling che si preferisce, organizzare un orario comodo ad entrambi e andare a comprare tutto l’occorrente per la cena. Volendo potreste pensare anche di regalare una bottiglia di vino e di spedirla tramite un qualsiasi e-commerce store, così da poter sentire gli stessi sapori! Un afrodisiaco.

2. Guardare un film insieme

Relazioni a Distanza- San Valentino- newscinema.it

San Valentino a Distanza- newscinema.it

Una delle cose più interessanti da fare in questo millennio è a possibilità di vedere un film in streaming: questo esclude il dover essere nella stessa stanza insieme o dover possedere lo stesso DVD. Qui trovate un elenco di film perfetti per San Valentino.

Quindi scegliete un film da voler vedere, magari una commedia romantica per settare l’atmofera: ora basta una veloce ricerca su internet per vedere su quale piattaforma streaming è presente in catalogo. Sarebbe anche un modo per poter condividere un’esperienza insieme e mantenere vivo il dialogo. Il nostro suggerimento? La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.

3. Usare sex-toys a distanza

Sappiamo benissimo quanto possa essere frustrante non potersi vedere fisicamente per molto tempo: mesi e mesi di chiamate, di parole e di conversazioni infinite ma volere di più.

Dopo un pò, probabilmente inizierete a voler trovare sistemi ingeniosi, o forse no, per poter mantenere anche la fiamma della passione viva e vegeta.

In vostro aiuto arrivano app com We-Vibe, Lovense, OhMiBod, che offrono la possibilità di possedere un sex toys controllato a distanza dal vostro partner. Certo il contatto fisico è imbattibile, ma non neghiamo che bisogna fare buon viso a cattivo gioco qualche volta. E voi, come avete scelto di passare il vostro San Valentino?

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Gli Spiriti dell’Isola: l’Irlanda del film | Consigli per un viaggio suggestivo e indimenticabile

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Martin McDonagh e Colin Farrell sul set de Gli Spiriti dell'Isola (fonte: Biennale)

Martin McDonagh e Colin Farrell sul set de Gli Spiriti dell’Isola (fonte: Biennale)

Con tre Grammy di peso – miglior film, attore e sceneggiatura originale – e nove candidature agli Oscar, Gli spiriti dell’isola è sicuramente uno dei film dell’anno: lo avete visto in sala e vorreste scoprire i luoghi in cui è stato girato? Ecco alcuni consigli.

Ambientato sull’isola immaginaria di Inisherin, Gli spiriti dell’isola, nuovo film di Martin McDonagh con Colin Farrell e Brendan Gleeson, si svolge tra il verde, il mare e le bellezze di due isole come Achill Island, la più grande isola irlandese, nella contea di Galway, e di Inishmore (Inis Mór in gaelico), la maggiore dell’arcipelago delle mitiche Aran circondate dall’Atlantico al largo delle coste della contea di Galway.

Una scena del film Gli Spiriti dell'Isola (fonte: IMDB)

Una scena del film Gli Spiriti dell’Isola (fonte: IMDB)

Achill Island, territorio tra i più occidentali d’Irlanda e con le scogliere più alte, è facilmente raggiungibile dalla terra ferma attraverso un piccolo ponte levatoio e se si vuole ripercorrere i luoghi de Gli spiriti dell’isola lo si può fare anche avvalendosi di realtà locali come Achill Tourism, che propongono tour dedicati.

Raggiungerla è più facile di quel che sembra, considerando la vicinanza dei luoghi allo scalo aeroportuale di Knock, l’ideale per trovarsi già direttamente nella parte di Irlanda immortalata dal film.

Percorrendo verso ovest la parte sud della costa, dopo aver avvistato l’immensa Keel Beach su cui si affaccia l’Achill Island Golf Club, si arriva a Purteen Harbour, stretta insenatura naturale usata di pescatori, che nel film ospita il piccolo negozio O’Riordan.

Avanzando lungo questo tratto di litorale si arriva in un’altra location spettacolare: Keem Bay, una delle spiagge più famose d’Irlanda (nonché il miglior posto in Irlanda e UK per il nuoto in acque libere), punto in cui si trova la casa di Colm (ristrutturata proprio dalla produzione).

Tornando un po’ indietro di qualche chilometri, si raggiunge un bivio da cui ci si può guadagnare un’altra veduta incantevole, quello per Lough Acorrymore uno specchio d’acqua che nel film fa da sfondo a uno dei momenti più intensi e ospita il cottage della signora McCormick.

Gli Spiriti dell’Isola e le bellezze di Inishmore

Grande circa un quinto di Achill Island, Inishmore invece, o, in gaelico, Inis Mór, è la più grande delle tre isole Aran, derivate da una piattaforma calcarea staccatasi dalla costa della contea di Galway.

Raggiungerla non è così facile come per Achill Island, ma da Galway si possono facilmente prenotare le soluzioni (disponibili tutto l’anno) della compagnia Aran Island Ferries, con arrivo in autobus a Rossaveel e da lì in traghetto fino all’isola. Una volta arrivati su Inishmore, la bicicletta (si possono noleggiare anche bici elettriche) nei mesi meno freddi è il mezzo ideale, ma si può anche optare per i caratteristici calessi.

Una scena del film Gli Spiriti dell'Isola (fonte: IMDB)

Una scena del film Gli Spiriti dell’Isola (fonte: IMDB)

Un luogo immortalato di Inishmore che compare nel film è l’esterno dello suggestivo cimitero di Killeany, con le croci celtiche e le rovine del Saint Enda’s Monastery, le cui origini sembrano risalire al IX secolo.

Muovendosi verso ovest attraverso l’isola, a meno di 10 chilometri, non lontano dallo spettacolare sito precristiano di Dún Aonghasa o Dun Aengus – risalente a circa 3000 anni fa e scenograficamente posizionato in cima a una scogliera – in un’area isolata vicino ad un piccolo villaggio si trova il punto in cui è stato costruito il cottage di Padraic, grazie all’aiuto di esperti scalpellini locali.

E il mitico pub in cui avvengono alcune delle liti più esilaranti di tutto il film? Beh, quello purtroppo è stato costruito esclusivamente per le riprese e smontato subito dopo.

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Vivere in aeroporto come Tom Hanks in The Terminal | 4 incredibili storie vere

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Tom Hanks in The Terminal (fonte: IMDB)

Tom Hanks in The Terminal (fonte: IMDB)

È possibile vivere in un aeroporto? Sicuramente il caso più famoso è quello di Mehran Karimi Nasseri, la cui storia ha ispirato The Terminal di Steven Spielberg, ma non è il solo.

Mehran Karimi Nasseri era un rifugiato iraniano, noto per aver vissuto 18 anni nell’aeroporto di Parigi Charles De Gaulle. La sua incredibile storia ha ispirato The Terminal di Steven Spielberg, ma non è l’unico caso di una persona che, per le più disparate esigenze personali, ha dovuto trascorrere mesi o addirittura anni dentro un aeroporto.

L’aeroporto del film (fonte: IMDB)

L’aeroporto del film (fonte: IMDB)

È possibile vivere negli aeroporti perché offrono molti dei servizi di base necessari per la sopravvivenza: cibo, acqua, bagni e riparo. E mentre non tutti i servizi aeroportuali funzionano necessariamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, i terminal spesso aprono molto presto la mattina e rimangono aperti fino a tarda notte.

Molte delle strutture, inoltre, sono così grandi che coloro che sono determinati a rimanerci possono trovare modi per evitare di essere scoperti per un bel po’ di tempo, semplicemente confondendosi tra la folla.

Il soggiorno prolungato di Nasseri

Poi ci sono però le persone che si ritrovano a dover affrontare un soggiorno prolungato e potenzialmente indefinito, come nel caso di Nasseri, in viaggio verso l’Inghilterra attraverso il Belgio e la Francia nel 1988 quando perse i documenti che certificavano il suo status di rifugiato.

Senza i suoi documenti, non poteva imbarcarsi sul suo aereo per l’Inghilterra, ma allo stesso tempo non poteva neanche lasciare l’aeroporto di Parigi ed entrare in Francia. Il suo caso divenne ben presto una patata bollente internazionale, con un rimpallo di accuse tra i funzionari inglesi e francesi.

Le autorità parigine, ad un certo punto, gli offrirono la possibilità di risiedere in Francia, ma Nasseri rifiutò l’offerta, perché voleva, secondo quanto riferito, raggiungere la sua destinazione originale, l’Inghilterra. E così rimase all’aeroporto Charles de Gaulle per quasi 18 anni.

Se ne andò solo nel 2006, quando le sue condizioni di salute richiesero il ricovero in ospedale. Poco prima della sua morte nel novembre 2022, era tornato all’aeroporto di sua spontanea volontà e si trovava nel Terminal 2F quando è stato colto dall’infarto che lo ha ucciso.

Vite diverse al terminal

La lista dei residenti a lungo termine negli aeroporti include anche personaggi divenuti famosi come Edward Snowden, il leaker della NSA, che ha trascorso più di un mese in un aeroporto russo nel 2013 prima di ricevere asilo.

E poi c’è la saga di Sanjay Shah, recatosi in Inghilterra nel maggio 2004 con un passaporto britannico per cittadini d’oltremare. I funzionari dell’immigrazione gli impedirono l’ingresso quando fu chiaro che l’uomo intendeva trasferirsi stabilmente in Inghilterra e non semplicemente rimanere lì i pochi mesi consentiti dal suo tipo di passaporto.

Edward Snowden nel film Citizenfour (fonte: IMDB)

Edward Snowden nel film Citizenfour (fonte: IMDB)

Costretto a tornarsene in Kenya, Shah non volle lasciare l’aeroporto, poiché nel frattempo aveva già rinunciato alla sua cittadinanza keniota. È stato finalmente in grado di tornare ad una vita normale dopo aver passato in aeroporto poco più di un anno, fino a quando i funzionari britannici non gli diedero la piena cittadinanza.

Più recentemente, però, la pandemia di coronavirus ha creato nuovi residenti aeroportuali involontari a lungo termine. Ad esempio, un estone di nome Roman Trofimov è arrivato all’aeroporto internazionale di Manila su un volo da Bangkok il 20 marzo 2020.

Al momento del suo arrivo, le autorità filippine, però, avevano da poco cessato di rilasciare visti d’ingresso per limitare la diffusione di COVID-19. Trofimov ha trascorso oltre 100 giorni all’aeroporto di Manila fino a quando il personale dell’ambasciata estone è stato finalmente in grado di garantirgli un posto su un volo di rimpatrio.

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