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Cinema

Bad Boys For Life, il grande ritorno della coppia Smith/Lawrence nel primo trailer

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Bad Boys for Life, Will Smith e Martin Lawrence nel nuovo trailer italiano del terzo capitolo della saga, diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Il film al cinema dal 23 gennaio 2020 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia.

A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel nuovo trailer dell’atteso terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

I Bad Boys Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence) di nuovo insieme per un’ultima corsa nell’atteso Bad Boy for Life.

 

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CineComics

Birds of Prey | 10 cose da sapere sul film con Margot Robbie

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robbie harley quinn newscinema

Il titolo, sia in italiano che in originale, è chilometrico e sono altrettante le emozioni che il nuovo atteso cinecomic di casa DC promette ai fan storici della casa editrice, ansiosi di riassaporare atmosfere fumettistiche dopo l’exploit del Joker di Todd Phillips, che con la controparte cartacea aveva in realtà poco a che fare. Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn arriverà nelle sale italiane il prossimo 6 febbraio e per l’occasione vi portiamo alla scoperta di dieci curiosità sul film che vede il ritorno di Margot Robbie nei panni dell’ormai iconico personaggio, visto per la prima volta sul grande schermo nel controverso Suicide Squad (2016).

Birds of Prey | 10 cose da sapere sul film

1Il Joker di Jared Leto non farà il suo ritorno al fianco della bella e folle protagonista: la versione del carismatico criminale interpretata dal popolare attore e cantante infatti sembra ormai fuori dai piani dell’universo DC, e la straordinaria interpretazione di Joaquin Phoenix (candidato all’Oscar per il ruolo) nello stand-alone d’autore sembra aver messo definitivamente la parola fine a qualsiasi potenziale come-back della precedente incarnazione.

Curiosità: Joker arrestato in Virginia

birds of prey newscinema

Margot Robbie in Birds of Prey

2 – La regista Cathy Yan, nata in Cina ma cresciuta tra Hong Kong e gli Stati Uniti, ha lavorato come reporter per il Los Angeles Times e il Wall Street Journal prima di scoprire la sua vera vocazione. Il suo precedente e unico film, Dead Pigs, è stato prodotto dallo stimato collega Jia Zhangke e ha vinto il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival. Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn segna il suo esordio hollywoodiano.

3 – Il progetto è stato fortemente voluto da Margot Robbie, che ha proposto la sua idea di realizzare un cinecomics incentrato esclusivamente su personaggi femminili ai vertici di Warner Bros. “Credo ci sia un’errata percezione a riguardo di un film d’azione capitanato da figure femminili, considerato come roba da ragazzine” ha dichiarato l’attrice. E per accontentarla la pellicola è stata classificata R-Rated, ovvero vietata ai minori non accompagnati.

Leggi anche: Il diario di Heath Ledger per interpretare Joker

4 – Il film è l’apripista di una prevista trilogia nella quale Harley Quinn sarà l’assoluta protagonista. Gli altri due capitoli dovrebbero essere Gotham City Sirens e Birds of Prey vs. Gotham City Sirens, ma la conferma sull’effettiva realizzazione sarà decisa in base al successo di questo primo episodio.

5 – Nel film saranno presenti in ruoli minori due poliziotti, chiamati Bruce Timm e Paul Dini. Questi sono i nomi rispettivamente i nomi del co-creatore della serie animata di Batman e di colui che ha ideato il personaggio di Harley Quinn.

6 – La pellicola è stata prodotta sotto il titolo provvisorio di Fox Force Five, il nome del fittizio programma televisivo che non è mai riuscito ad essere realizzata nel film Pulp Fiction (1994).

margot robbie birds of prey newscinema

Margot Robbie è Harley Quinn

Birds Of Prey | I personaggi della storia di Harley Quinn

7 – Il villain maschile del film, Maschera Nera, sarà interpretato da Ewan McGregor ma prima dell’attore scozzese altri due colleghi erano stati contattati per la parte, Sharlto Copley e Sam Rockwell. Quest’ultimo è stato considerato come l’archetipo ideale per il personaggio.

8 – Nei fumetti di Birds of Prey, sia il personaggio di Cassandra Cain che quello di Renee Montoya non sono mai stati membri dell’omonimo team e la stessa Harley Quinn ne è entrata a far parte soltanto durante la produzione del film, nell’ottobre dello scorso anno.

9Barbara Gordon, figlia dell’ispettore nonché Batgirl in incognito, è stata tra i membri fondatori del team sulle pagine cartacee. Il personaggio non sarà presente nel film nonostante i rumor che volevano Kristen Stewart pronta ad accettare il ruolo, poi tagliato.

10 – Per questa nuova apparizione di Harley Quinn su grande schermo, i costumisti hanno optato per un nuovo look meno “maschilista”, in modo che il personaggio non venga visto soltanto come oggetto del desiderio da parte del pubblico di uomini. Margot Robbie ha inoltre aggiunto che il precedente vestiario la metteva a disagio durante le riprese di Suicide Squad.

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Cinema

Il corto Eyes al Nuovo Cinema Aquila di Roma il 28 Gennaio

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eyes cortometraggio di maria laura moraci 12

Martedì 28 Gennaio alle 21.30 al Nuovo Cinema Aquila Mimmo Calopresti presenta il corto ‘Eyes’ , in testa al suo ‘Aspromonte-la terra degli ultimi’. A grande richiesta torna nella sala del Pigneto il film indipendente campione d’incassi: tutti i martedì del mese ‘Aspromonte-La terra degli ultimi’ verrà presentato dall’autore e preceduto da un cortometraggio selezionato da Calopresti stesso. Il 28/1 sarà il turno di ‘Eyes’ di Maria Laura Moraci.

‘Eyes’ è stato scritto, diretto e autoprodotto a 23 anni da Maria Laura Moraci, che è anche una delle 9 protagoniste; ha la fotografia del Maestro Daniele Ciprì e la color di Andrea Baracca (Red). Ha due tematiche centrali: violenza sulla donna e indifferenza. La sua particolarità è quella di avere 28 attori su 30 che recitano con gli occhi chiusi proprio come metafora del guardare le cose senza vederle veramente. Il corto è infatti dedicato a Niccolò Ciatti e a tutte le altre vittime dell’Indifferenza. Il corto di Maria Laura Moraci da Maggio 2018 è stato selezionato in oltre 55 festival e ha vinto 23 premi, tra cui: i Corti D’Argento nella sezione “Società e Solidarietà”, Miglior Corto al Roma Web Fest, un premio al Campidoglio e un premio offerto dalla Sony all’Ischia Film Festival.

SINOSSI

Personaggi di diversa età, etnia ed estrazione sociale sono ingabbiati in una società frenetica incline alla violenza e al consumismo. In scena 30 attori, di cui 28 ad occhi chiusi per indicare l’indifferenza e la superficialità che ci trascinano sempre più a guardare senza vedere veramente. Aspromonte – La terra degli ultimi è ambientato ad Africo, un paesino arroccato nell’Aspromonte calabrese, negli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo perché non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal prefetto. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Dichiara il regista Mimmo Calopresti: «Il Sud è da sempre luogo geografico e luogo dell’anima. Inferno e paradiso, cronaca e favola. Così è questo film. Africo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto Sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo. Ancora vivi, ancora presenti, ancora disperatamente alla ricerca di un futuro, alle porte dell’Europa.»

Aspromonte – La terra degli ultimi diretto da Mimmo Calopresti vede nel cast Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi e con Sergio Rubini. È una produzione IIF – Italian International Film – società di Lucisano Media Group – con Rai Cinema, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, con il contributo di Regione Calabria e Calabria Film Commission; scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de I cento passi, con la collaborazione di Fulvio Lucisano, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco Via dall’Aspromonte (Rubbettino Editore). Il film è distribuito da IIF – Italian International Film dal 21 novembre.

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Cinema

Brad Pitt e l’Oscar | Un amore impossibile

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brad pitt ad astra

Il protagonista più importante della sua generazione. Un attore personaggio fenomenale intrappolato nel corpo di una celebrità di Hollywood. Un interprete sinonimo di celebrità che non ha mai ottenuto il dovuto. Comunque pensi a Brad Pitt, è innegabile che sia un attore che si è ampiamente guadagnato la sua incredibile carriera. Ci ha spesso stupito sul grande schermo e ha raccolto i frutti del suo lavoro come attore e produttore. Ma non tutti i riconoscimenti.

Pitt ha ricevuto un Oscar per la produzione di 12 anni schiavo, vincitore come miglior film del 2014, ma è tornato a casa a mani vuote tutte le volte che è stato nominato come attore. Ma la sua recente nomination come miglior attore non protagonista, per C’era una volta…a Hollywood! potrebbe cambiare finalmente le cose. Nel film di Tarantino egli veste i panni di uno dei personaggi più complessi dell’anno. Appare cool senza sforzo mentre è accattivante e discutibile allo stesso tempo. La sua interpretazione di Cliff Booth dà vita al personaggio con uno stile classico di Tarantino e alcune sfumature minori. È un’impresa incredibile per cui è pronto a vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista.

In attesa della notte degli Oscar 2020 ripassiamo tutte le mancate vittorie e mancate nomination di Brad Pitt.

Leggi anche: I 10 migliori ruoli di Brad Pitt

Brad Pitt C'era una volta a Hollywood!

Brad Pitt in C’era una volta a Hollywood!

L’Esercito delle 12 Scimmie: Miglior Attore Non Protagonista

Bruce Willis potrebbe sembrare la star di questo film, ma l’eccentrica performance di Brad Pitt nei panni di uno psicopatico, è il ruolo di spicco del film di Terry Gilliam. La sua interpretazione di Jeffrey Goines è stata inaspettata e virtuosa. Ogni contrazione e balbuzie, ogni gesto e ogni dettaglio ostentato sono perfettamente misurati per trovare l’equilibrio tra gli eccessi e i dettagli coerenti con il personaggio. Ci sono momenti in cui Pitt è praticamente irriconoscibile mentre scompare nel ruolo. È stato almeno nominato per questo film, ma non ha avuto altre soddisfazioni.

brad pitt 12 scimmie

Brad Pitt in L’Esercito delle 12 Scimmie

Seven: Miglior Attore

Pitt haofferto una delle migliori esibizioni della sua carriera come il detective David Mills in Seven e non ha nemmeno ottenuto una nomination. Egli guida in ogni secondo il film di David Fincher, vendendo l’ingenuità del personaggio nel modo più umano possibile. Il suo crescendo di performance brillantemente realizzata con un finale indimenticabile è da crepacuore quando assiste alla terribile tragedia nel finale e si lascia trasportare dal nichilismo infuocato del film.

Curiosità: 10 stoner movie da rivedere

seven Pitt

Brad Pitt e Morgan Freeman in Seven

Fight Club: Miglior Attore Non Protagonista

Nei panni di Tyler Durden Pitt sa come manipolare la sua immagine da ragazzino e renderla qualcosa di inquietante.  Deforma la sua percezione come l’apice della mascolinità per esporre la tossicità di un simile personaggio. Essere assolutamente distrutti assicura che i nostri occhi siano incollati a lui, ma anche completamente vestito è enigmaticamente affascinante. Come nel caso di L’Esercito delle 12 Scimmie, Pitt mostra la sua capacità di vendere un personaggio indifferente, ma qui c’è un forte senso di anarchia senza scopo che rende una performance ancora più minacciosa. Tyler Durden è un personaggio infernale da vendere e Pitt lo fa magistralmente. È una testimonianza del suo lavoro nel film che Tyler può leggere in modo diverso ad ogni rewatch.

L’Assassinio di Jesse James: Miglior Attore

Non c’è dubbio che Pitt avrebbe dovuto almeno essere nominato per L’assassinio di Jesse James di Robert Ford. Questa svista è irrispettosa nei confronti di una delle esibizioni più ingegnose della sua carriera. Come molti dei migliori ruoli di Pitt, la sua interpretazione dell’omonimo fuorilegge è abilmente realizzata attorno al suo personaggio da protagonista e al suo status più che reale. Mentre la tradizione di Jesse James incombe, Pitt trova le sfumature e i momenti dell’umanità nella figura iconica ed è brillantemente risoluto nel farlo. È imponente e deciso senza essere freddo. I dettagli minori si fanno strada sia nella narrazione che nel suo personaggio centrale. La sua interpretazione discreta e sottilmente sbalorditiva è stata facilmente trascurata, ma ciò non lo rende meno sorprendente.

pitt jesse james

Brad Pitt in L’Assassinio di Jesse James

Il curioso Caso di Benjamin Button: Miglior Attore

Questo ha segnato solo la seconda volta che Pitt è stato nominato per una categoria di recitazione, ma ancora una volta l’Academy non ha riconosciuto il lavoro fatto. Nell’epico testamento di Fincher sul significato trovato in una vita vissuta in circostanze particolari, il lavoro di Pitt è ineguagliato e straordinariamente in sintonia con un personaggio che avrebbe dovuto essere una sfida incredibile per l’attore. In Il curioso caso di Benjamin Button, Pitt interpreta l’omonimo protagonista inverso con destrezza e perspicacia. Imprime la meraviglia della giovinezza nel Benjamin più anziano, mentre ordina con attenzione i suoi movimenti in modo da essere in linea con le lotte per vivere in un corpo più vecchio di lui. Interpretare un personaggio nel corso degli anni può essere scoraggiante da solo, ma Pitt ha affrontato sfide senza precedenti come attore ed è stato anche qui all’altezza dell’occasione. Potrebbe non aver vinto l’Oscar, ma si è distinto per aver portato il film di Fincher ad alti livelli al fianco di Cate Blanchett.

Burn After Reading: Miglior attore non protagonista

Nei panni di Chad, Pitt è esilarante nella commedia nera dei fratelli Coen. Il suo tempo sullo schermo è relativamente breve, ma eccelle in ogni occasione per essere stupidamente accattivante e confuso. Questo non è il tipo di performance che tende ad attirare la considerazione dei premi, ma una nomination o nessuna nomination, nulla può togliere alle capacità di Pitt.

moneyball Pitt

Brad Pitt in Moneyball

Moneyball: Miglior Attore

La terza nomination all’Oscar per la recitazione di Pitt è arrivata con il suo ritratto del direttore generale di Oakland A Billy Beane in Moneyball di Bennett Miller. Come prevedibile, Pitt è profondamente consapevole di come regalare momenti di umorismo attraverso gesti sottili come lo sputare un cappuccio della penna. Ma ciò che eleva il suo lavoro è quanto meravigliosamente vissuta e realistica sia la sua esibizione. Pitt dà l’impressione che la mente di Billy stia sempre facendo gli straordinari, che cerchi sempre in silenzio di vedere il quadro completo, che stia affrontando i suoi limiti. Questa performance, insieme al brillante lavoro di Pitt dello stesso anno in The Tree of Life, è un vero segno della sua maturità come attore.

I suoi anni più giovani si sono prestati alla sua capacità di interpretare personaggi maniacali, ma negli ultimi anni egli ha mostrato una comprensione di come infondere saggezza e prospettiva nelle sue interpretazioni di personaggi che hanno vissuto abbastanza a lungo da provare il senno di poi, ma lo fa senza fare affidamento sul sentimentalismo facile. Come con Jesse James e Benjamin Button, Pitt trasmette una sicurezza nel suo personaggio che è incredibilmente affascinante.

Ad Astra: Miglior Attore

Quest’anno l’attenzione della stagione dei premi è giustamente rivolta al lavoro di Pitt in C’era una volta…a Hollywood, ma ciò non dovrebbe mettere in ombra la sua interpretazione genialmente sbalorditiva in Ad Astra. Pitt è perfettamente in sintonia con il film di James Gray e offre una performance impressionante come un astronauta che mette in discussione le aspirazioni e le fonti di conflitto ereditate dal padre assente. Questa è una performance che si basa su un interrogatorio personale sulla mascolinità.

Richiede una profonda comprensione dei gesti sfumati ma performativi di qualcuno intento a mantenere il proprio io interiore nascosto da tutti coloro che lo circondano. Era altamente improbabile che Pitt avrebbe ottenuto una nomination per questo film, ma Ad Astra ha avuto un ruolo inestimabile nel suo incredibile anno passato, e merita di essere ricordato come una delle sue più grandi interpretazioni.

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