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Bryan Cranston | dagli esordi in Malcolm fino al successo con Breaking Bad - NewsCinema
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Biografie

Bryan Cranston | dagli esordi in Malcolm fino al successo con Breaking Bad

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Bryan Cranston, di Los Angeles, classe 1956, è oggi uno degli attori più amati dal pubblico. Dopo aver raggiunto la notorietà grazie al ruolo di Hal nella serie comica televisiva Malcolm (2000-2006), l’attore è entrato letteralmente nell’immaginario della cultura popolare interpretando Walter White nella pluripremiata serie televisiva Breaking Bad (2008-2013), ruolo gli è valso quattro Emmy e un Golden Globe. 

Bryan Cranston | dagli esordi al successo

Nato a Hollywood, secondogenito dei tre figli di Joseph Louis “Joe” Cranston (1924-2014), attore e pugile dilettante di origini europee, e di Audrey Peggy Sell, interpreti di radiodrammi e figlia di immigrati tedeschi, Cranston non poteva che intraprendere la strada della recitazione. Dopo aver trascorso buona parte della sua infanzia nell’allevamento di polli di proprietà dei nonni a Canoga Park, nella San Fernando Valley, inizia la sua carriera sul piccolo schermo agli inizi degli anni ’80, all’età di 24 anni. Il suo esordio nel cinema avviene solo nel 1987, nel film cult Donne amazzoni sulla Luna, composto da episodi diretti da vari registi come Joe Dante, Carl Gottlieb, Peter Horton, John Landis e Robert K. Weiss.

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Il successo arriva tardi, negli anni 2000, per il ruolo di Hal Wilkerson, il padre del protagonista nella serie televisiva Malcolm. Da quel momento la sua carriera televisiva prende il decollo e in pochissimi anni Cranston colleziona numerose condadidature agli Emmy Award. Nel 2007 fa la sua apparizione in due puntate della seconda stagione della sit-com How I Met Your Mother, nel ruolo del petulante e saccente capo del protagonista Ted Mosby. Dal 2008 al 2013, invece, è il protagonista della pluripremiata serie Breaking Bad nei panni di Walter White, interpretazione che gli vale quattro premi Emmy come miglior attore protagonista nel 2008, nel 2009 nel 2010 e nel 2014, oltre ad un Golden Globe sempre nel 2014.

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E pensare che non era lui la prima scelta per il ruolo. La produzione era restìa all’idea di affidare il ruolo del protagonista a lui, conosciuto fino a quel momento principalmente per le sue interpretazioni comiche. Il ruolo fu proposto così agli attori John Cusack e Matthew Broderick, i quali tuttavia declinarono entrambi l’offerta. Vince Gilligan, ideatore della serie, fu a quel punto libero di affidare il ruolo a Cranston.

I riconoscimenti di una carriera formidabile

Cranston ha inoltre vinto due Tony Award come miglior attore in un’opera teatrale, per l’interpretazione di Lyndon B. Johnson nello spettacolo di Broadway All the Way nel 2014 e per Netweork nel 2019. Nel 2016 ha ricevuto la nomination al premio Oscar come miglior attore protagonista, per l’interpretazione di Dalton Trumbo nel film biografico L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo.

Vita privata

Bryan Cranston è stato sposato dal 1977 al 1982 con la scrittrice e sceneggiatrice Mickey Middleton. Nel 1989 si è risposato con l’attrice Robin Dearden, conosciuta sul set della serie Supercopter e dalla quale ha avuto una figlia: Taylor (1993).

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Biografie

Jake Gyllenhaal | Biografia di un eccezionale trasformista

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Indimenticabile protagonista di Donnie Darko – che celebre un ventennio nel 2021 – Jake Gyllenhaal è uno di quegli attori che ci hanno regalato emozioni in tutte le salse e che trovano ancora strade per sorprenderci…

Jake Gyllenhaal | Il cinema come pane quotidiano

Battezzato con il nome di Jacob Benjamin, soprannominato Jake, nasce a Los Angeles il 19 dicembre 1980. In famiglia la settima arte è pane quotidiano, non a caso la sorella maggiore Maggie diventa un’attrice famosa anche lei. Fatto sta che il debutto arriva già in tenera età: Jake ha 11 anni quando appare nella commedia con Billy Crystal (del cui figlio veste i panni), Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, diretto da Ron Underwood.

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Un giovanissimo Jake Gyllenhaal in Scappo dalla città

Sebbene l’anno dopo i genitori gli impediscano di partecipare al film Disney Stoffa da campioni di Stephen Herek, a causa della lontananza del set da casa – ricordiamo che ha appena 12 anni – la carriera del giovane non subisce particolari batute di arresto.

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Successivamente sono tante le audizioni a cui si presenta, accumulando così molta esperienza, ma le uniche pellicole a cui gli viene permesso di prendere parte sono quelle dirette dal padre Stephen, come Una donna pericolosa, basato su una sceneggiatura della madre Naomi, e Homegrown – I piantasoldi.

Il richiamo della recitazione conduce alle stelle

Nel 1998 ottiene il diploma presso la Harvard-Westlake High School di Los Angeles, quindi si iscrive alla Columbia University di New York, alla facoltà di religioni orientali e filosofia. Passano un paio di anni e la recitazione lo richiama a sè.

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Jake Gyllenhaal in Cielo d’ottobre

Il delicato ed emozionante Cielo d’ottobre di Joe Johnston rappresenta il vero e proprio esordio nel cinema. La pellicola incassa 32 milioni di dollari e Jake viene apprezzato per la sua prova attoriale. Ma è nel 2001, con il suddetto Donnie Darko, cult generazionale diretto da Richard Kelly e presentato al Sundance Film festival, che il suo nome entra a pieno diritto nel firmamento di Hollywood. Il risultato di simile successo si deve esclusivamente a quei fan che enfatizzarono la peculiarità del progetto, e non invece al box office, alquanto deludente.

Il debutto sul palcoscenico e l’amicizia con Heath Ledger

Calca di nuovo il red carpet della kermesse ideata da Robert Redford con la commedia The Good Girl, al fianco di Jennifer Aniston. Nello stesso anno (2002) debutta sul palcoscenico del Warrick Theater di Londra, con This Is Our Youth di Kenneth Lonergan, dividendosi gli applausi con Hayden Christensen e Anna Paquin. La piece, già molto apprezzata a Broadway, rimane in cartellone nel West End per ben otto settimane. Il London Evening Standard Theatre Award come Miglior attore esordiente è suo.

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I successivi importanti riconoscimenti provengono dall’intenso e struggente I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, dove recita al fianco del compianto Heath Ledger – i due avevano stretto una forte amicizia durante i provini di Moulin Rouge!, andati a vuoto per entrambi dal momento che l’ha spuntata Ewan McGregor. La coppia si aggiudica anche un MTV Movie Award per il Miglior bacio.

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Jake Gyllenhaal e Heath Ledger ne I segreti di Brokeback Mountain

Oltre alle varie discussioni sollevate dal tema dell’omosessualità, centrale all’interno della storia, iniziano a circolare chiacchiericci circa l’orientamento di Jake, per nulla spaventato o intimidito dalla situazione.

Jake Gyllenhaal, che trasformista!

Tra i tantissimi grandi nomi con cui l’attore losangelino lavora, citiamo Sam Mendes (Jarhead), John Madden (Proof – La prova), David Fincher (Zodiac), Jim Sheridan (Brothers), Edward Zwick (Amore e altri rimedi), Denis Villeneuve (Prisoners ed Enemy). Nel frattempo non mancano titoli per il grande pubblico, dal blockbuster The day after tomorrow all’adattamento del videogame Prince of Persia – per il quale si è allenato duramente, così da impiegare il meno possibile la controfigura.

Che Jake Gyllenhaal sia un reale trasformista, mettendo sempre anima e corpo nei suoi progetti, è evidente scorrendo la lunghissima filmografia: per Lo sciacallo- Nightcrawler ha perso 10 kg, per Southpaw – L’ultima sfida si è allenato 5 ore al giorno tutti i giorni per 6 mesi, per Everest ha scalato le Santa Monica Mountains, per Stronger – Io sono più forte ha trascorso mesi in un centro di riabilitazione.

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Jake Gyllenhaal in Southpaw

Titoli imperdibili ce ne sono a sufficienza – Animali notturni di Tom Ford, Okja di Bong Joon-ho, I fratelli Sisters di Jacques Audiard, giusto per citarne alcuni – e lo conducono spesso a partecipare a importanti manifestazioni, quali la Mostra del Cinema di Venezia, il Festival di Cannes e quello di Toronto. Senza tralasciare anche l’ingresso nel Marvel Cinematic Universe con il ruolo del villain in Spider-Man: Far From Home.

Altri progetti e vita privata

Gli impegni di Jake Gyllenhaal spaziano dal cortometraggio d’animazione, The Man Who Walked between the Towers di Michael Sporn, a cui presta la voce commentando l’incredibile impresa di Philippe Petit, funambolo tra le Torri gemelle del World Trade Center, alla creazione della sua casa di produzione, la Nine Stories.

Durante il Saturday Night Live, dove partecipa in veste di presentatore, si esibisce in una parodia di Beyoncé assolutamente degna di nota. Dal 2006 entra a far parte dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, con diritto di voto per le assegnazioni degli Oscar.

Testimonial del profumo Eternity di Calvin Klein, più volte inserito nelle classifiche degli uomini più sexy, Jake è molto attivo a livello umanitario e politico. Ciò lo si deve anche alla sua famiglia, alla quale è particolarmente legato. Di quest’ultima fa in qualche modo parte anche Matilda Rose, figlia di Ledger e di Michelle Williams: insieme a Busy Phillips, è infatti il padrino della bimba.

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Fan dei Boston Red Sox e dei Pittsburgh Steelers, ha alle spalle storie d’amore alquanto appetitose, da Kirsten Dunst a Taylor Swift, passando per Reese Whiterspoon. Molto amico di Natalie Portman e di Bryce Dallas Howard, ha due cani di nome Atticus e Boo, in omaggio al suo libro preferito, Il buio oltre la siepe.

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Biografie

Vanessa Kirby | Da The Crown alla Coppa Volpi, biografia di una star

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L’arrivo su Netflix dell’entusiasmante e doloroso Pieces of a woman ha riportato sulla cresta dell’onda la bella Vanessa Kirby, celebre per aver interpretato la sorella della regina Elisabetta in The Crown.

Vanessa Kirby | Da William Shakespeare a Charles Dickens

Nata a Londra il 18 aprile 1988, Vanessa cresce nel quartiere di Wimbledon, dove la famiglia frequenta una coppia dal nome altisonante (almeno per chi è del settore), i Redgrave. Dopo la laurea in lettere all’Università di Exeter, intraprende la strada della recitazione presso l’Octagon Theatre Bolton. Tra Arthur Miller, Henrick Ibsen e William Shakespeare, il talento e le doti dell’attrice non tardano a emergere.

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Il debutto sul piccolo schermo arriva nel 2011, con la serie targata BBC, The Hour,in cui divide la scena con Ben Whishaw, Dominic West e Romola Garai. Quindi è sul set assieme a Ray Winstone, Gillian Anderson e Douglas Booth, nella miniserie Grandi speranze, ispirata all’omonimo capolavoro di Charles Dickens.

Quando Hollywood chiama…

Un paio di anni dopo, l’incontro con Ridley Scott per la miniserie Labyrinth, ispirata all’omonimo romanzo di Kate Moss, le apre le porte di Hollywood. In Charlie Countryman deve morire avviene il primo incontro con Shia LaBeouf, mentre in Questione di tempo interpreta la migliore amica di Rachel McAdams.

Alternando partecipazioni a pellicole cinematografiche e a spettacoli teatrali anche di grosso richiamo – è al fianco di Ben Foster e di nuovo alla Anderson nella rivisitazione del National Theatre di Un tram che si chiama desiderio – approda a un vero e proprio fenomeno del piccolo schermo quale The Crown.

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Vanessa Kirby nei panni di Margaret di The Crown

… la Corona risponde

Nella prima e nella seconda stagione della serie Netflix, Vanessa Kirby veste i panni di Margaret, intraprendente e coraggiosa sorella della regina Elisabetta (a cui presta il volto Claire Foy). Per il ruolo si aggiudica nomination ai BAFTA e agli Emmy come Miglior attrice non protagonista.

Proprio grazie alla notorietà ottenuta, approda in un franchise quale Fast and Furious: lo spin-off Hobbs and Shaw guadagna senza dubbio in glamour con la sua presenza. La sua Hettie Shaw è una badass girl tra le migliori uscite dalla saga. Ma la personalità dell’attrice si evidenzia nelle scelte successive, decisamente appartenenti a quel cinema più di nicchia, capace di raccontare storie importanti e complesse. Ne sono due buoni esempi Mr. Jones di Agnieszka Holland, con James Norton, e il sopra citato Pieces of a Woman di Kornél Mundruczó, con LaBeouf.

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Shia LaBeouf e Vanessa Kirby in Pieces of a woman

L’interpretazione di Martha, giovane donna alle prese con un lutto pesantissimo, le vale la Coppa Volpi alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Strameritata.

Leggi anche: Venezia 77 | The World To Come, una storia d’amore dalle potenzialità inespresse

Per quanto riguarda la vita privata, si sa solo che è stata fidanzata a lungo con il collega Callum Turner (Animali Fantastici:i Crimini di Grindelwald), ma la loro relazione si è conclusa nel febbraio 2020. Da piccola è stata vittima di bullismo e divide un appartamento, nella zona South London, con la sorella Juliet, un’agente teatrale, e la sua migliore amica.

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Biografie

Omar Sy | Il nuovo Lupin ha un’irresistibile verve comica

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Attesissimo nel prossimo Lupin, serie targata Netflix disponibile sulla piattaforma dall’8 gennaio 2021, Omar Sy nasce a Trappes, un comune francese nell’arrondissemenet di Versailles, il 20 gennaio 1978. Le sue origini però sono variegate: la mamma proviene infatti dalla Mauritania, mentre il papà è senegalese. La coppia ha avuto ben 8 figli e Omar è il quarto della “cucciolata”.

La personalità di Omar Sy parte dalla radio

Sebbene il mestiere di attore non abbia mai sfiorato prima la mente del giovane, l’occasione è arrivata in maniera del tutto fortuita e, forse, provvidenziale. Dopo aver conseguito il diploma, Omar accompagna un suo amico speaker presso gli studi di Radio Nova, per registrare un episodio pilota di un programma.

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Gloria Colston e Omar Sy nel delicato Famiglia all’improvviso di Hugo Gélin

Il suo incredibile carisma e la verve comica non passano inosservati e si ritrova a improvvisare il personaggio di un calciatore nigeriano. Da quel momento, e per un paio di anni, viene chiamato numerose volte, facendo coppia fissa con Fred Testot. Il passo verso il piccolo schermo si avvicina sempre di più. Tant’è che arriva a portare in tv (e a teatro) il suo programma radiofonico di sketch, dal titolo Omar et Fred: le spectacle.

L’incontro con Éric Toledano e Olivier Nakache lo porta al successo

Inoltre partecipa a Le cinéma de Jamel di Jamel Debbouze e crea Le visiophon. L’incontro a Canal+ con il celebre duo comico Eric e Ramzy segna un momento importante, poiché viene coinvolto nella commedia La Tour Montparnasse infernale di Charles Nemes. Siamo nel 2001 e Omar Sy debutta sul grande schermo. Il ruolo è molto piccolo ma gli offre l’occasione di conoscere coloro che lo porteranno al successo: Éric Toledano e Olivier Nakache.

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Omar Sy e Francois Cluzet in Quasi amici

Con la coppia di cineasti gira il suo primo cortometraggio, la pellicola Quasi amici – Intouchables – che gli fa meritare il Premio César come migliore attore – Troppo amici, Primi amori, primi vizi, primi baci e Samba. Hollywood ha ormai ben presente il suo nome, per cui entra in due importanti franchise: quello Marvel di X-Men – Giorni di un futuro passato, nella parte del mutante Alfiere, e in Jurassic World – di cui si attende il secondo sequel, interrotto dallo scoppio della pandemia.

Tanti grandi registi e un solo grande amore nella vita di Omar Sy

Nel frattempo lavora con grandi nomi del cinema contemporaneo come Jean-Pierre Jeunet (L’esplosivo piano di Bazil), Michel Gondry (La schiuma dei giorni), Ron Howard (Inferno) e Michel Haznavicius (Il principe dimenticato). Ma attenzione, perché la strada percorsa dall’attore non è stata così semplice come potrebbe apparire. Sono stati infatti parecchi gli ostacoli e le porte chiuse, ma la determinazione e la personalità lo hanno aiutato e spinto sempre più avanti.

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Omar Sy nei panni di Lupin

L’ultimo entusiasmante progetto che lo vede protagonista è quindi la serie Lupin, moderna rivisitazione dei romanzi dedicati al mitico ladro gentiluomo.

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Per quanto riguarda la vita privata, Omar ha frequantato 10 anni la donna che sarebbe diventata sua moglie, Hélène, e che gli ha dato ben 5 figli. La coppia risiede oggi a Montfort-l’Amaury.

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