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Interviste

Conferenza Stampa di Magnifica Presenza, il nuovo film di Ozpetek

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Questa mattina a Roma, presso il cinema Adriano di Piazza Cavour, il regista Ferzan Ozpetek e il cast hanno presentato alla stampa il nuovo film Magnifica Presenza, che uscirà al cinema il prossimo 16 Marzo. Elio Germano è Pietro, un ragazzo siciliano che si trasferisce a Roma per realizzare il sogno di diventare attore, ma per il momento si limita a fare i cornetti dalle prime ore del mattino. Insieme alla cugina interpretata dalla simpatica Paola Minaccioni, Pietro trova una casa d’epoca molto bella nel quartiere Monteverde vecchio di Roma e non ci pensa due volte a trasferirsi e restaurare ogni stanza per cominciare la sua nuova vita. Ma dopo pochi giorni scopre che non è da solo in quella casa enorme, che nasconde segreti, tradimenti e creatività. Nel cast anche Anna Proclemer, Beppe Fiorello, Margherita Buy, Claudia Potenza, Andrea Bosca, Vittoria Puccini e Cem Yilmaz che insieme al regista Ozpetek e al produttore Domenico Procacci, hanno raccontato oggi la loro esperienza nel realizzare questo film, tra presente e passato e dal sapore elegantemente retrò.

Signor Ozpetek come è nata l’idea di questo film?

L’idea diciamo che mi è venuta alcuni anni fa quando un caro amico raccontava di aver visto una signora in nero che lo guardava a casa sua mentre era davanti alla televisione…beh, non era tanto normale!? Poi ancora un po’ di giorni dopo mi disse di aver incontrato una ragazza vestita tutta di bianco quasi come una sposa e continuò così per qualche tempo fino a che tutti noi nel gruppo di amici cominciavamo a sparlare di lui credendolo pazzo, troppo solo etc… poi la donna di servizio che andava da lui e veniva anche da noi confessò che anche lei sentiva cose strane e rumori. E scoprimmo che durante la guerra una mamma e una figlia durante un bombardamento si erano buttate giù dal balcone di quella casa. Io invece in casa ho una mezza stanza con piccole finestre, indubbiamente molto strana, proprio come quella che trova Pietro in questa casa e scrivendo la Finestra di Fronte, mi venne l’idea di far diventare ebreo l’anziano della storia; dopo alcuni anni dal film una signora che mi abita vicino mi ha chiesto se sapessi che un ebreo aveva vissuto in quella mia mezza stanza per un po’ di tempo come dissidente durante la guerra…

Come mai il titolo Magnifica Presenza?

Magnifica Presenza perchè? Come posso definire in altro modo Elio Germano!? :)…in realtà doveva essere al plurale ma abbiamo pensato che in fondo il personaggio Pietro per quei fantasmi è una magnifica presenza. Doveva anche esserci una battuta a ricalcare questo di Beppe Fiorello, ma poi ci sembrava di ricalcare troppo il titolo.

Da cosa nasce il riferimento a Garibaldi?

Garibaldi è una figura conosciuta in tutto il mondo…un turco che cita Garibaldi mi piaceva. Questo è un film italiano con molte suggestioni turche rispetto agli altri miei film…sarà la vecchiaia!

Nello scrivere la sceneggiatura, quanto siete stati influenzati dalla lezione di Luigi Pirandello e Sei personaggi in cerca d’autore?

Ozpetek: Il riferimento a Pirandello e “Sei personaggi in cerca d’autore” è molto presente, anche l’idea del tram mi è venuta un sabato sera come Piero Tosi che diceva che Pirandello avrebbe preso i fantasmi e portati a teatro.

Federica Pontremoli: Per scegliere lo spettacolo da far fare alla compagnia abbiamo fatto molte ricerche dell’epoca, tuttavia nel film non è specificato di che spettacolo si tratti ma il film è intriso di Pirandello e i sei personaggi, con gioco di specchi tra presente e passato che arriva alla realtà e non si distingue più chi è vero e chi finto tra gli attori.

Come ha concepito la natura dei fantasmi al centro del film?

Ozpetek: I miei fantasmi non sanno di non essere più vivi, anche se si rendono conto che c’è qualcosa di diverso nei nuovi inquilini della casa rispetto al passato. L’unico che esce dall’appartamento è il bambino; gli altri, invece, non riescono ad affrontare il mondo esterno. Il rapporto fra Pietro e i fantasmi ha un valore reciproco: lui è molto disponibile, e loro gli danno dei consigli per affrontare i provini.

All’interno del film, qual è l’importanza della passione per il cinema e il teatro?

Ferzan Ozpetek: Viviamo in un paese in cui cinema, teatro, musei, opera lirica e monumenti basterebbero già per la nostra sussistenza, eppure tutto viene trascurato e messo in ginocchio per la mancanza di sostegni adeguati. Nel film si trasmette appunto l’amore per il cinema e per il teatro.

Elio Germano, come ti sei immedesimato nel ruolo di Pietro?

Elio Germano: Ferzan mi ha offerto un personaggio bellissimo, molto diverso da quelli che interpreto di solito; inoltre lui è un regista che ama gli attori e le loro ossessioni. Abbiamo parlato molto del mio personaggio, fino a renderlo reale. In qualche modo, Magnifica presenza è anche un film sulla rivendicazione dell’orgoglio della fragilità e della diversità. Viviamo in un mondo in cui spesso siamo portati a nascondere e calpestare il nostro aspetto più sensibile e ad indossare una maschera. Il mio personaggio vive proprio questo: deve nascondere le sue passioni, è una persona che è abituata a stare da sola, coltivando le proprie fragilità. Del resto, anche i fantasmi sono vittime delle loro passioni: trovo che questo sia un bellissimo spunto.

Anna Proclemer: Io sono un pigmeo del cinema, ho pochissima esperienza perchè ho lavorato per lo più a teatro, ma Ferzan è davvero innamorato degli attori e io mi sono innamorata di lui. Non amo per niente i registi teatrali per esempio, e non vedo l’ora che se ne vadino dalla scena per lasciarci liberi di creare il rapporto con il pubblico, ma al cinema è diverso e con Ferzan mi sono sentita amata, ‘accoccolata’ tra le sue braccia. Non gli perdono però di avermi fatta sembrare più vecchia di quello che sono :)! Mi è dispiaciuto non lavorare con gli altri attori nel cast, poichè la mia parte se la vede solo con il personaggio di Elio, ma per esempio non vedevo l’ora di lavorare con Margherita Buy che mi piace tanto.

Margherita Buy: Grazie Anna, sono onorata e sicuramente ci sarà l’occasione per lavorare insieme. Io con Ferzan sto molto bene, anche se il nostro rapporto è un po’ burrascoso perchè io rompo sempre le scatole, ma questo film è stato divertente, bello, soprattutto avere essere un fantasma con un look così elegante e particolare, dalla parrucca alla pelliccia.

Paola Minaccioni: Ferzan ha cura di ogni dettaglio e tu, attore, ti senti dentro ad una vera specialità che lui sta cucinando. Forse è per questo che in tutti i suoi film non manca mai il riferimento gastronomico. Poi io ho lavorato praticamente sempre con Elio, questo ‘mostro’ e mi sono trovata benissimo.

VIDEO CONFERENZA STAMPA

 (Fonte: Movielicious.it)

A breve la nostra RECENSIONE.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

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Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

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Cinema

Venezia 78 | Old Henry, video intervista a Tim Blake Nelson, Scott Haze e il regista Ponciroli

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Con il nuovo Old Henry, presentato fuori concorso a Venezia 78, Potsy Ponciroli confeziona un rigoroso western minimalista, o un microwestern, come amano chiamarlo i suoi interpreti, segnato dall’eccezionale contributo attoriale di Tim Blake Nelson – capace di dire tutto sul suo personaggio anche solo attraverso il modo in cui impugna la pistola – e dal tentativo di aggiornare il rapporto fra realtà e leggenda, ampliando una mitologia western cinematograficamente antichissima (un’operazione cercata di recente solo da Andrew Dominik con L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford).

Abbiamo avuto l’occasione di parlare del film con gli interpreti Tim Blake Nelson e Scott Haze e con il regista Potsy Ponciroli.

Ponciroli riesce a trarre vantaggio dalle ristrettezze di budget per realizzare un western in cui si sparano le ultime pallottole di un genere ormai al tramonto: in cui si possono contare i colpi esplosi dalle pistole e si riesce a tenere traccia di quanti ancora ne rimangono nel tamburo.

Non c’è nessuna voglia di spettacolarizzazione, nessun desiderio di mettere in scena l’ennesimo action caotico e frastornante: Old Henry aggiorna una trama classica – l’irruzione di uno straniero in casa che rompe gli equilibri di una famiglia e riporta a galla eventi rimossi del passato – e allo stesso tempo riesce a dire qualcosa di estremamente interessante sul genere di riferimento.

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Cinema

Venezia 78 | Il Silenzio Grande, video intervista ad Alessandro Gassmann

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Dopo aver diretto con successo il testo di Maurizio De Giovanni a teatro, Alessandro Gassmann ne propone adesso una rinnovata versione per il grande schermo, conservandone l’impianto ma sfruttando tutti gli strumenti a disposizione del regista cinematografico per ampliarne il senso e arricchire la sceneggiatura di nuove sfumature.

Abbiamo avuto modo di parlare con Alessandro Gassmann del suo terzo film da regista, delle sfide affrontate nel processo di trasposizione del testo dal teatro al cinema e di come immagina il suo prossimo futuro nel cinema.

Il Silenzio Grande: intervista ad Alessandro Gassman

Il Silenzio Grande, presentato come evento speciale delle Giornate degli Autori nel corso della 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, permette a Gassmann di utilizzare una dimora reale come scenografia della sua Villa Primic – non solo ambiente, ma personaggio fondamentale del racconto – e di lavorare sulla fotografia per suggerire visivamente allo spettatore cose che il testo solo parzialmente suggerisce. 

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