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“Voglio far sentire la mia voce”: Ester Exposito da Élite al Monte-Carlo Television Festival

Abbiamo incontrato Ester Exposito a Montecarlo ed ecco cosa ci ha raccontato.

Dopo aver conquistato tutti – compreso il campione di calcio Kylian Mbappé – ed essere diventata virale al fianco di Bad Bunny, abbiamo scoperto cosa attende Ester Exposito nei prossimi mesi, grazie all’incontro avvenuto al Monte-Carlo Television Festival.

La bella attrice madrilena, classe 2000, si è imposta all’attenzione del grande pubblico con la serie Netflix Élite, dove interpreta Carla Rosón. Ma in serbo per i suoi (ormai numerosissimi) fan c’è qualcosa di ancora più avvincente, che ha a che fare con Prime Video e con un genere apprezzatissimo quale lo young adult

Eccoci allora a cominciare la nostra chiacchierata con Ester Exposito al Monte-Carlo Television Festival, partendo dall’emozione che ha provato nel ricevere la Ninfa di cristallo come Miglior Artista Emergente, realizzata dal Maestro veneziano Giancarlo Signoretto«Ero un po’ nervosa al pensiero di salire sul palco per il premio, ma per il resto mi sono davvero divertita.»

Ester Exposito al Monte-Carlo Television Festival parla del suo nuovo progetto

Puoi dirci qualcosa circa il tuo nuovo progetto, il film Marfil – gli opposti (in uscita su Prime Video il 9 settembre)?

«Credo che le persone lo adoreranno, ha la classica vibrazione degli anni Novanta, ma con una parte thriller. Il rapporto tra i protagonisti ricorda quello di Guardia del corpo, è vero, ma l’inizio è un po’ diverso, poiché si parte da un rapimento. Quindi i due ingredienti principali sono il thriller e la parte romantica, e rendono la storia davvero interessante.»

Cosa pensi dei Social e del tuo successo sui tuoi profili?

«È stupendo avere tanti follower sui Social, tante persone che sostengono la mia carriera, ma può essere spaventoso a volte. Personalmente non amo i social media, so che fanno parte del gioco, ma credo richiedano troppo tempo per essere gestiti bene, possono causare ansia, dipendenza, quindi dobbiamo stare attenti.

Sono d’accordo con la decisione di alcuni paesi di proibire ai ragazzi sotto ai 16 anni di avere i social media, è molto importante. Io pubblico qualcosa ogni tanto, ma non post sulla mia vita privata. Non mi piace l’attenzione su quell’aspetto, sono una persona riservata e voglio proteggere i miei affari privati. Lo faccio con ciò che riguarda il lavoro, ma senza perdere troppo tempo a leggere e guardare i commenti.»

Nuove sfide da affrontare

Come spiegheresti il successo del cinema e della televisione spagnoli oggi?

«Penso che in Spagna abbiamo sempre avuto ottimi narratori e ottimi attori, ma con le piattaforme abbiamo avuto la possibilità di mostrarci di più al mondo. Ciò che mi colpisce è la passione spagnola, la passione e il sangue che mettiamo nei progetti, che le persone riescono davvero a sentire.»

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Qual è stata la sfida più grande della tua carriera sinora?

«La sfida più grande che ho affrontato nella mia carriera è essere paziente, perché sono molto impaziente, sempre troppo, e tendo a essere ansiosa. Quindi devo ricordarmi che sono una persona, oltre all’essere attrice, e che devo prendermi cura di me stessa, del mio cuore, rilassarmi un pochino di più.»

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Ester Exposito al Monte-Carlo Television Festival (Foto: ufficio stampa) – Newscinema.it

Cosa cerchi in un nuovo progetto e cosa pensi dell’ageismo nell’industria cinematografica?

«Sono sempre in cerca di qualcosa che mi interessa, non in base al genere, ma alla storia, devo sentire qualcosa, andare avanti e affrontare nuove sfide, nuovi ruoli. Ovviamente la squadra con cui lavorerai è importante, ma amo lavorare con nuovi registi.

Voglio fare tante cose, senza ancora pensare all’età. Ma l’industria tratta gli uomini e le donne diversamente, per cui gli uomini raggiungono il punto più alto nelle loro carriere quando invecchiano, mentre per le donne è diverso. Questo dovrebbe cambiare, e vorrei cercare di far parte del cambiamento.»

Ester Exposito svela i suoi modelli di riferimento e i film preferiti al Monte-Carlo Television Festival

Chi sono i tuoi modelli?

«Mia mamma è il mio modello di riferimento, per come vede la vita, è così intelligente, sa bene cosa è importante e cosa non lo è. Sono poche le cose di cui dovremmo preoccuparci, e invece ci preoccupiamo sempre di cose che non sono importanti

Quanto cambia recitare in spagnolo o in inglese per te?

«Quando recito in spagnolo o in inglese è diverso, la voce cambia, ma anche l’impostazione, l’atteggiamento. Ho fatto il mio primo film americano a febbraio, a Miami, ed è stata una sfida, ma divertente. Non hai la stessa libertà con la lingua all’inizio, quindi è un po’ più difficile, sebbene penso anche ci dia più margine per esplorare e non pensare troppo.

In spagnolo voglio avere tutto sotto controllo, ma in inglese, dato che non è la mia lingua, tendo a seguire più il flusso ed è interessante per un attore non avere tutto sotto controllo. Mi piacerebbe avere due carriere, una in spagnolo e una in inglese, perché ho bisogno di un po’ di movimento, di adrenalina e di nuove sfide.»

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Che tipo di film ami e quali sono i tuoi preferiti?

«Amo i film horror, mi rilassano e disconnettono dal mondo. È il genere che mi piace di più. Ce ne sono tantissimi tra i preferiti! Shining, Il silenzio degli innocenti, Seven, Rec

Ti fa paura essere un modello per le giovani?

«Non voglio sentire la responsabilità di essere un modello per le giovani, perché sono solo un’attrice, ma è importante usare la mia voce per le cose che mi interessano. Per esempio, sono molto preoccupata per la questione della violenza contro le donne e credo dovremmo continuare a parlarne, dal momento che è un fenomeno ancora troppo diffuso.»

Sabrina Colangeli
Sabrina Colangeli
Giornalista e grande appassionata di cinema, teatro, libri e serie tv. Scrivere di ciò che si ama è molto più di un lavoro. Eclettica nei gusti e curiosa di scoprire e conoscere gli sguardi degli altri.

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