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Cinema

Venezia 76, La vérité: Hirokazu Kore’eda si fa “europeo” senza deviare il suo cinema

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La vérité, ovvero il primo film con produzione europea dell’acclamato cineasta nipponico Hirokazu Kore’eda, somiglia ad una delle celebri commedie francesi di Olivier Assayas (il film sembra davvero scritto da lui, nonostante la sceneggiatura sia dello stesso Kore’eda). Ambientato nel mondo della ricca borghesia (da sempre il terreno d’elezione anche di Assayas) e popolato da personaggi tutti riconducibili al mondo del cinema (Juliette Binoche è una sceneggiatrice, Catherine Deneuve un’attrice e Ethan Hawke un caratterista), il film di Kore’eda utilizza lo stesso umorismo che già animava un film come Doubles Vies, anch’esso presentato in concorso a Venezia. Ci sono le battute sul cinema (l’utilizzo massiccio di effetti speciali, la mania di muovere sempre la macchina da presa anche in maniera brusca) e il gioco metacinematografico sul passato reale delle attrici (la “rivalità” tra Brigitte Bardot e Catherine Deneuve). C’è persino il personaggio stravagante, sempre presente nei film di Assayas, estraneo al mondo nel quale il film si svolge e voce fuori dal coro che pungola gli altri personaggi (in questo caso l’ex marito di Fabienne).

Lo scopo del cinema di Kore’eda è però completamente diverso da quello del cinema di Assayas. Il regista nipponico non vuole svelare a tutti i costi “l’inganno” che si cela dietro al suo film, l’origine per sua definizione fittizia della sua opera, ma vuole invece costruire un vero e proprio elogio della finzione, che per Kore’eda sembra essere il solo modo di comprendere e decodificare la realtà (addirittura sembra preferirla alla realtà stessa). D’altronde tutti i personaggi del suo film utilizzano gli stratagemmi (di attrice o di sceneggiatrice) che hanno imparato nel loro lavoro per il cinema per risolvere beghe personali e sfruttano tutto ciò che gli accade attorno (prima di tutto i dissidi con le persone care) per migliorare nel loro lavoro (per correggere una scena che poteva venire meglio o per scrivere un nuovo copione).

Il personaggio della Deneuve lavora ad un film nel film (che sembra una folle versione intimista, “da camera”, di Interstellar) grazie al quale riuscirà a capire come comunicare con sua figlia (e la figlia a sua volta troverà il coraggio di esternare i propri sentimenti guardando la madre recitare). La finzione, quindi il cinema, per Kore’eda non è semplicemente una “terapia”, uno strumento attraverso il quale sanare le ferite del passato, ma un ideale al quale aspirare. Quel tipo di complessità che da sempre Kore’eda applica ai suoi film, contraddicendo con le immagini e la regia ciò che è scritto in sceneggiatura, fornendo uno sguardo diverso su vicende che invece sarebbero facilmente deprecabili se analizzate asetticamente, deve essere applicato anche nella realtà, per mettere in discussione le condanne preventive che spesso formuliamo da spettatori (e che sarebbe facile formulare anche sui personaggi di questo suo nuovo film, che solo con il passare dei minuti si mostreranno nella completezza delle loro sfaccettature).

Nel suo precedente Ritratto di famiglia con tempesta, Kore’eda faceva convergere tutto il film su quella immagine che dava il nome all’opera. E solo avendo visto tutto ciò che avveniva prima, si era in grado di comprendere il significato di quella scena, di guardarla con gli stesso occhi con i quali la guardava il regista. Così anche ne *La vérité* si dovrà arrivare ad una immagine ben precisa, quella di una famiglia asiatica molto numerosa seduta in un ristorante, per capire il senso di tutta l’operazione e lo scarto necessario fra la passata filmografia del regista (sintetizzata in quella inquadratura) e questo suo debutto occidentale (sintetizzato nell’immagine di una solitaria Catherine Deneuve seduta al tavolo dello stesso ristorante).

Venezia 76, La vérité: Hirokazu Kore’eda si fa “europeo” senza deviare il suo cinema
3.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

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Cinema

Scream 5: il primo trailer ufficiale! | Ghostface è tornato!

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E’ uscito finalmente il primissimo trailer ufficiale di Scream 5 e qui sotto potete vederlo in versione originale o doppiato in italiano.

Scream 5: la sinossi ufficiale

Venticinque anni dopo la serie di efferati e crudeli omicidi che sconvolse la tranquilla cittadina di Woodsboro, un nuovo assassino con la maschera di Ghostface prende di mira un gruppo di adolescenti, facendo ripiombare la città nel terrore e riaffiorare le paure di un passato che sembrava ormai sepolto.

Neve Campbell (“Sidney Prescott”), Courteney Cox (“Gale Weathers”) e David Arquette (“Dewey Riley”) tornano a interpretare i loro ruoli iconici in Scream insieme a Melissa Barrera, Kyle Gallner, Mason Gooding, Mikey Madison, Dylan Minnette, Jenna Ortega, Jack Quaid, Marley Shelton, Jasmin Savoy Brown e Sonia Ammar.

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin & Tyler Gillett, Scream 5 è distribuito in Italia da Eagle Pictures e arriverà al cinema nel 2022.

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Cinema

Venom – La furia di Carnage | Torna in sala la strana coppia Marvel

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venom la furia di carnage

Dal 14 ottobre in sala, distribuito da Sony Pictures Entertainment Italia, Venom – La furia di Carnage riporta sullo schermo il simpatico personaggio dalle sembianze mostruose, in passato conosciuto come arcinemico di Spider-Man.

Dietro la macchina da presa uno degli artisti più poliedrici e sorprendenti su piazza, Andy Serkis – per chi non lo ricordasse, i suoi lineamenti hanno dato origine alle espressioni di Gollum e King Kong.

Leggi anche: The Last Duel | un film politico e programmatico con una eccezionale prova di Jodie Comer

Venom – La furia di Carnage | La trama

Dopo aver rotto con Anne (Michelle Williams) ed essere rimasto sotto ai radar della polizia, Eddie Brock (Tom Hardy) viene contattato perché il celebre e pericoloso Cletus Kasady (Woody Harrelson) vuole parlare con lui. Nella speranza di poter tornare in auge, il giornalista accetta e incontra il criminale.

Tom Hardy nei panni di Eddie Brock

Grazie all’aiuto di Venom, riesce a fare una scoperta che diventa lo scoop dell’anno. Cletus, d’altro canto, finisce nel braccio della morte con una data di esecuzione fissata. Al secondo (e ultimo?) incontro tra i due, Kasady morde Eddie, ricevendo un dono inaspettato.

Proprio durante l’iniezione letale, si palesa un nuovo simbionte dal corpo di Cletus, di colore rosso e assolutamente inarrestabile. La vendetta dell’uomo sta per compiersi, ma prima deve raggiungere l’amore della sua vita, Frances (Naomie Harris) in arte Shriek.

Una love story folle e incendiaria

Un riformatorio che sembra una casa stregata, dove vengono ospitati giovani dai trascorsi burrascosi e dai caratteri di difficile gestione. In questo suggestivo luogo, ha inizio una love story tra le più particolari e romantiche dell’universo Marvel – che fa anche eco a quella targata DC Comics tra Harley e Joker.

Cletus e Frances si conoscono da bambini, quando lei prende le difese di lui, mentre è completamente alla mercé dei bulli. Da quel momento tra i due si instaura un legame forte, duraturo, in qualche strano modo salvifico. Se non che la strada del crimine sembra chiamare entrambi, costringendoli a separarsi.

Bisogna meritarsele le cose belle. – Eddie Brock

Sarà proprio questo amore, folle e incontrollabile, a fornire la scintilla che rischierà di bruciare tutta San Francisco. L’occasione si presenta con il “matrimonio rosso sangue”, all’interno di una bellissima chiesa in costruzione.

Il finale di Venom – La furia di Carnage mette così in campo il massimo sfarzo in fatto di effetti speciali e visivi. La lotta tra Venom e Carnage riporta alla mente quella del precedente capitolo, ed è ciò che tutti aspettano sin dall’ingresso in scena del nuovo spaventoso personaggio.

Il gioco delle coppie

Come per Eddie e Venom, anche per Carnage e Cletus la condivisione del corpo non è un gioco da ragazzi. Ma se i primi due hanno ormai avuto abbastanza tempo per studiarsi, conoscersi e prendere le misure l’uno dell’altro, imparando anche ad aiutarsi, lo stesso non accade per i secondi.

I fatti sono nemici della verità. – Eddie Brock

La sintonia, la complicità, il compromesso sono necessari al fine di far funzionare la coppia, per quanto assurda possa essere la situazione. Anche stavolta a fare la forza del progetto sono gli sketch e le battute tra il protagonista umano e l’alieno che lo abita. Ne sono un esempio la scena all’interno del bagno e il litigio in casa da cui non si salva neanche un piattino.

Tom Hardy in una scema di Venom – La furia di Carnage

Leggi anche: I nostri fantasmi | In sala il gioiello delle Giornate degli Autori

Alla base ci sono anche una serie di tematiche da non sottovalutare, che si sviluppano attraverso e grazie al rapporto tra Eddie e Venom. Il desiderio di libertà, la gestione del dolore emotivo, le responsabilità e l’amicizia. Una versione alternativa di Don Chisciotte e Sancho Panza prende forma sullo schermo.

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Cinema

Hotel Paradiso: il primo albergo cinema del mondo, a Parigi (video)

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A Parigi ha aperto l’Hotel Mk2 Paradiso, il primo albergo cinema del mondo che offre un’esperienza di soggiorno cinefilo da non perdere. Abbiamo trascorso tre giorni in questa struttura elegante e moderna a pochi passi dalla fermata della metro Nation e nel vlog qui sotto vi facciamo vedere come è andata.

Se siete interessati ad approfondire e sapere di più su prezzi, stanze e modalità di soggiorno potete visitare il sito qui.

Se vi piace il video che hanno girato Lorenzo e Letizia iscrivetevi al canale MadRog Cinema, il nostro alter ego su YouTube.

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