Connect with us

Cinema

Bond 25, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo film di James Bond

Published

on

In oltre 56 anni scanditi da 24 film ufficiali, James Bond ha combattuto contro maniaci dei gatti, preti voodoo e una manciata di ex agenti dell’MI6. Ma l’ultimo cattivo della super-spia è stato un po’ più banale – per problemi di produzione – rispetto ai precedenti. Sì, alcune discussioni dei piani alti, dietro le quinte hanno causato ritardi nell’ultima uscita di 007. Ora con il film – apparentemente – di nuovo in pista, queste sono le ultime news rese note. Prima di dirvi tutto quello che sappiamo sul nuovo film di 007, un’infografica interattiva firmata Betway ha riassunto tutta la storia cinematografica dell’agente segreto più amato. Qui potete trovare tutti i fatti più interessanti e dati inediti.

Chi sarà il prossimo James Bond?

Smettetela di sognare Idris Elba nei vestiti eleganti di 007. Sarà nuovamente Daniel Craig a dare voce e corpo all’agente segreto britannico. Nonostante il drastico commento nel 2015, in cui dichiarò che avrebbe preferito  suicidarsi piuttosto che interpretare nuovamente Bond, a quanto pare Craig è tornato – presumibilmente – per un ultimo round come agente dell’MI6. Questo segnerà la sua quinta partecipazione nel franchise di James Bond, ricordando: Casino Royale , Quantum Of Solace , Skyfall e Spectre.

Quale sarà il titolo per questo nuovo film?

Bene, per il momento ancora non lo sappiamo – per ora viene chiamato Bond 25 . Gli ultimi due film di Bond sono stati intitolati con solo una parola che iniziava con la “s” – Skyfall and Spectre. Sarà una nuova tendenza? Una coincidenza? Seguirà il detto “non c’è due senza tre?”Onestamente, non lo sappiamo. Dobbiamo solo aspettare e vedere.

Da chi verrà diretto?

Attualmente, sulla sedia del regista si dovrebbe sedere Cary Joji Fukunaga – l’uomo che diresse la prima stagione di True Detective (la migliore), il film di Netflix Beasts Of No Nation e, più recentemente, la serie per Netflix, Maniac con Jonah Hill ed Emma StoneFukunaga ha sostituito Danny Boyle ( Trainspotting , Sunshine , Slumdog Millionaire, ecc.), il quale inizialmente era stato annunciato, confermando anche l’inizio delle riprese per maggio. Peccato che dopo qualche mese, uscì fuori dal progetto. Una dichiarazione ufficiale affermava che l’abbandono fu a causa di “differenze creative” tra Boyle, Daniel Craig e i produttori Michael G. Wilson e Barbara Broccoli.

Fukunaga è una scelta interessante per ricoprire il ruolo di regista – sarà il primo regista americano a girare un film di James Bond. Aver lavorato in precedenza con Idris Elba (su Animals ) aveva risvegliato nei fan, le speranze che l’attore potesse indossare i panni di Craig. In precedenza, si è trovato a dare forfait poco prima dell’inizio delle riprese di un altro progetto, a causa di differenze creative, originariamente dovute a Direct It prima che entrasse in scena Andy Muschietti. La sua produzione ha dimostrato di essere allo stesso tempo stile e sostanza, il che dovrebbe essere di buon auspicio per un film di Bond del XXI secolo.

dannyboyle bond

Il regista Danny Boyle

Perchè Danny Boyle ha abbandonato il progetto?

La dichiarazione ufficiale su Danny Boyle ha citato le classiche “differenze creative” – ​​il che potrebbe significare qualsiasi cosa. Probabilmente le vere motivazioni emergeranno nei prossimi mesi a venire. Una versione darebbe la colpa al coinvolgimento dell’ attore Tomasz Kot di Cold War – avvicinato per interpretare il ruolo di un pericoloso russo – pare avesse causato una frattura tra regista, star e produttori. Un’altra voce sull’uscita di Boyle, riguarderebbe l’idea di  voler uccidere Bond. Qualcosa che non era mai accaduto nella storia del franchise, nonostante le continue reintroduzioni del personaggio.

Chi si è occupato della sceneggiatura?

La versione scritta destinata alle riprese del nuovo film su Bond, proviene dai soliti sceneggiatori, Neal Purvis e Robert Wade – duo che scrisse anche Il mondo non bastaDie Another DayCasino RoyaleQuantum SolaceSkyfall e Spectre. Avevano già pronta una sceneggiatura per Bond 25 , ma quando Boyle venne coinvolto per dirigere il film, decise di interpellare anche John Hodge, suo abituale collaboratore, per scrivere una sceneggiatura diversa. In accordo con Boyle, la sceneggiatura di Hodge insieme a Purvis e Wade sarà la versione che verrà diretta dal regista Fukunaga.

Chi interpreterà il ruolo di cattivo?

Quasi sicuramente sarà proprio Tomasz Kot. Tuttavia, Saïd TaghmaouiWonder Woman ) recentemente dichiarò di essere stato ingaggiato come il cattivo di Bond 25 da Boyle, ma ora con l’uscita di scena del regista forse il suo ruolo è stato messo in discussione. Onestamente non si hanno ancora notizie a riguardo.

Quando uscirà al cinema?

Non fate piani grandiosi per San Valentino 2020 perché stando alle ultime notizie, Bond 25 arriverà nei cinema il 14 febbraio, saltando le classiche uscite tra l’estate o il mese di dicembre. Il piano originale prevedeva l’ arrivo del seguito di Spectre nel novembre 2019, ma visto il ritardo  dovuto dall’abbandono di Boyle alla regia, dovremmo aspettare ancora molti mesi.

Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

Published

on

Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

Continue Reading

Cinema

The Last Duel | un film politico e programmatico con una eccezionale prova di Jodie Comer

Published

on

Fedele al suo titolo nella funzione e nella forma, The Last Duel è un film in costante contrasto con se stesso: il sontuoso dramma storico di Ridley Scott offre 152 minuti di tensione dialettica, un lunghissimo tira e molla tra l’epica sincera e la sua revisione ammiccante. Che ci sia un duello lo sappiamo dall’inizio. Lo sappiamo dal titolo, da tutta la promozione e dall’eco del primo film di Ridley Scott (I Duellanti) che risuona ovviamente in questo quarantaquattro anni dopo. Ed è proprio il duello tra Matt Damon e Adam Driver che apre il film, prima dei lunghissimi flashback che spiegheranno le ragioni per cui si è arrivati a quello showdown finale.

Lungo tutta la storia, lo spettatore sa benissimo che tanto alla fine si arriverà ad un duello, lo aspetta ma allo stesso tempo capisce che il vero interesse del film non è lì. Ridley Scott gioca con le attese dello spettatore, soprattutto quello maschile – che non vede l’ora di assistere alla resa dei conti finale tra due guerrieri (maschi) – per raccontargli nel frattempo una storia che riguarda la violenza subita da una donna e le conseguenze di quel trauma su di lei, accusando quella mentalità (solo medievale?) che considera la violenza sul corpo femminile un affronto alla vanità del maschio e lo stupro un crimine contro il legittimo patrimonio di un marito.

Attraverso scene brevi e ampie ellissi vediamo in cinque anni come si è sviluppata (e deteriorata) l’amicizia tra Jean de Carrouges (Matt Damon) e Jacques Le Gris (Adam Driver), i due sfidanti dell’ultimo duello legalmente autorizzato in Francia: prima commilitoni e poi nemici. Motivo di questa rivalità è soprattutto una donna, sposa (ovviamente non per libera scelta) del primo e oggetto del desiderio del secondo. Il film ripropone la stessa vicenda tre volte: prima attraverso lo sguardo di Jean de Carrouges, poi attraverso quello di Le Gris e infine attraverso quello di Marguerite (Jodie Comer).

Se nelle prime due versioni si ripropone uno schema “classico” (ormai vecchio) del cinema americano in costume, in cui due uomini sono al centro di tutto e la questione della violenza sessuale di uno sulla moglie dell’altro è un affare loro, che incide sul loro onore e che devono risolvere necessariamente tra uomini, nella terza versione capiamo la reale intenzione degli sceneggiatori (Matt Damon, Ben Affleck e Nicole Holofcener), cioè farci capire come quel modo di raccontare sia superato e ormai inaccettabile. La terza versione è infatti quella di lei (presentata come la sola attendibile fin dal nome del capitolo che la introduce), quella di una donna devastata dagli eventi narrati, che fino a quel punto sembravano riguardarla come fosse un oggetto.

Pur nella sua rigida e ostentata programmaticità, The Last Duel riesce a dimostrare la propria tesi (chiara fin dall’inizio, scontata e ovviamente inattaccabile) attraverso la prova attoriale di Jodie Comer, bravissima nell’utilizzare espressioni e movenze per suggerire una diversa presenza emotiva nelle tre sequenze che compongono il film (e per rappresentare visivamente la percezione sbagliata che del suo stato d’animo hanno i personaggi maschili). La più grande differenza tra le diverse narrazioni (maschili e femminile) emerge nel modo di recitare di lei: nella scena chiave dello stupro, proposta due volte, prima dal punto di vista dell’assalitore e successivamente dal punto di vista della vittima, è Jodie Comer, attraverso il movimento del proprio corpo, a trovare quell’incredibile dettaglio che il carnefice può strumentalmente usare per giustificare la violenza, appellandosi ad una esitante condiscendenza espressa attraverso un gioco di reciproci inseguimenti (che ovviamente non è davvero tale).

La regia di Ridley Scott, infine, riesce ad evitare che l’atteso duello finale diventi un modo per compiacere lo spettatore che aspettava solo lo spargimento di sangue, il compimento della vendetta, ma trasforma la battaglia in un ulteriore supplizio ai danni della donna, che osserva i due uomini combattere dall’alto di una palafitta di legno (un rogo preventivo) che la tiene sempre in campo, visibile agli occhi di chi guarda.

The Last Duel | un film politico e programmatico con una eccezionale prova di Jodie Comer
3.8 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
Continue Reading

Cinema

Ancora più bello | La recensione dell’atteso sequel

Published

on

ancora più bello

Dal 16 settembre in sala (i ben 350 copie) grazie a Eagle Pictures, Ancora più bello di Claudio Norza è il sequel del sorprendente Sul più bello, presentato alla 14esima Festa del Cinema di Roma e divenuto in poco tempo un vero e prorpio fenomeno.

Leggi anche: Sul più bello | Interviste a regista e cast della sorprendente teen dramedy

Il motivo è presto detto. Il genere di appartenenza, il teen drama, è tra i più apprezzati e, nella nostra cinematografia, tra i più rari. Ne esistono di buoni esempi, ma tutti o quasi provenienti dal piccolo schermo. Ecco quindi che l’arrivo di un lungometraggio come Sul più bello apre una nuova strada da percorrere ed è visibilmente originale. L’aver poi dato il via a una trilogia lo rende ancor più unico e prezioso.

Ancora più bello | La trama

In questo secondo capitolo ritroviamo quindi Marta (Ludovica Francesconi), alle prese con la malattia genetica che la affligge dalla nascita e con un nuovo amore, il bel Gabriele (Giancarlo Commare). Sono passati 12 mesi da quando la storia con Arturo (Giuseppe Maggio) è finita, ma la ragazza non si è persa d’animo e anzi è andata avanti, con la sua passione per le liste e l’appoggio degli amici.

Giancarlo Commare e Ludovica Francesconi in una scena del film

Dal canto loro, Federica (Gaja Masciale) ha trovato un lavoro che sembra fatto apposta per lei, ma che nasconde qualche insidia, mentre Jacopo (Jozef Gjura) è alla disperata ricerca di un uomo che sappia regalargli emozioni oltre il semplice schermo del cellulare.

La routine dei tre ragazzi procede senza grosse novità, almeno sino a quando Gabriele non viene chiamato per un incarico a Parigi e Marta deve affrontare la relazione a distanza, in attesa che arrivino dei polmoni per il trapianto che potrebbe salvarle la vita.

Nuove tematiche ma il fulcro resta l’amore

Ancora più bello riprende le suggestioni del suo precedente, portando avanti le storie e le dinamiche tra i personaggi. I tre protagonisti ottengono ciascuno un suo spazio separato dagli altri, per cui è possibile andare più a fondo su alcune tematiche, anche di grande importanza, delicatezza e attualità.

Una di queste riguarda il mobbing e le molestie sul lavoro, affrontate sempre attraverso la chiave della commedia, ma non per questo meno efficaci. Al tempo stesso aleggia sulle vicende la malattia con la sua inesorabilità. Ma il fulcro di tutto è e resta l’amore, inteso nelle varie sfumature: a distanza, fisico, platonico, familiare. Con tutto ciò che si porta dietro, soprattutto in un’età come quella di Marta & Co. fatta di scoperte, di passione, di stravolgimenti.

Grandi emozioni e ottimi protagonisti

Le emozioni la fanno ovviamente da padrone in un prodotto simile, arricchito da questa estetica pop, vivace e accattivante, a cui fa eco la colonna sonora. Il tema musicale che riprende il titolo di Alfa e la nuova canzone portante, Ophelie, di Oscar Anton, accompagnano lo spettatore e lo portano dentro la narrazione, al fianco dei protagonisti.

Leggi anche: Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

E se la Francesconi, la Mascjale e Gjura possono contare su una sintonia ormai ben assodata (e leggibile anche dalla sala), un ottimo lavoro fanno le new entry. Giuseppe Futia sa come sfruttare fascino e autoironia, Jenny De Nucci è straordinariamente simpatica. Commare riceve un testimone pesante, ma lo gestisce alla perfezione, forte di una bella personalità e di una grande sensibilità (già apprezzate in Maschile singolare).

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari