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Festival

Kit Harington al Giffoni 2017: “Volevo fare il giornalista”

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Jon Snow is Here. Sono sufficienti poche parole per introdurre l’arrivo di Kit Harington alla quarantasettesima edizione del Giffoni Film Festival.

T-shirt nera, pantaloni grigi, l’affascinante divo inglese ha risposto alle domande dei fan sul successo di Game of Thrones: “Questa serie mi ha dato la possibilità di essere con voi oggi. Sarà difficile ripetere quello che ho fatto finora”. Effettivamente Kit Harington, trenta anni compiuti lo scorso dicembre, ne ha fatta di strada dall’esordio nello show della HBO. I dubbi sul futuro sono però dietro l’angolo anche per l’immortale Jon Snow: “Un attore ha costantemente dei dubbi. Penso di smettere di recitare tre volte l’anno. Ogni volta che non mollo divento più forte”.

Ma che cosa ha spinto Harington a interpretare il coraggioso Jon Snow? “Sono attratto dagli action. Amo i combattimenti, la fisicità dell’interpretazione perché non bisogna pensare ma agire. Penso inoltre che la vita, senza comicità, sia noiosa. Amo le commedie sciocche”, afferma Harington ammiccando ai fan in delirio.

Nella settima serie di Game of Thrones, in onda su Sky Atlantic Hd (dal 17 luglio in versione originale e dal 24 luglio in italiano), Snow continua la sua ascesa al potere: “A differenza di altri personaggi Jon non ha l’ambizione di scalare la gerarchia. Credo abbia già raggiunto il massimo. Non penso diventerà re”. Ma che cosa fa di Game of Thrones una delle serie più seguite e amate a livello mondiale? “Le persone amano Game of Thrones perché oltrepassa il limite. È importante rompere le barriere, assumersi il rischio! Può andare bene o male ma è fondamentale rischiare”.

kit harington

Kit Harington nei panni di Jon Snow, l’eroe di Game of Thrones che l’ha reso celebre in tutto il mondo

Parlando di sfide e ambizioni Kit Harington interpreterà La mia vita con John F. Donovan di Xavier Dolan accanto ai premi Oscar Kathy Bates e Natalie Portman: “È una grande occasione essere il protagonista di un film di questo calibro. Ero spaventato ma volevo lavorare con un regista in grado di sperimentare qualcosa di nuovo. Ho fatto del mio meglio per interpretare John nel miglior modo possibile”.

Il Giffoni Film Festival segna il ritorno di Kit Harington in terra partenopea dopo le riprese di un celebre spot a Napoli: “Non mi lascia delle emozioni positive girare delle campagne pubblicitarie ma fa parte del lavoro. Napoli è una città talmente viva che mi fa dimenticare di vendere l’anima al diavolo”.

Nonostante l’indiscutibile fisicità, la passione per la recitazione di Kit Harington nasce dal teatro inglese e dal cinema d’autore: “Quando ho visto Ben Whishaw interpretare Amleto ho deciso di fare l’attore. Adoro inoltre la performance di Leonardo DiCaprio in Romeo + Juliet e di Edward Norton in La 25ª ora. Per quanto riguarda il cinema italiano ammiro i film di  Matteo Garrone e Ladri di biciclette di Vittorio De Sica”.

Ma se non fosse un attore, chi sarebbe oggi Kit Harington? “Ho rinunciato alla scrittura per la recitazione. Volevo fare il giornalista!”.

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Venezia 76: Leone d’oro alla carriera a Julie Andrews, la sola e unica Mary Poppins

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Julie Andrews

Il Leone d’oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019) è stato attribuito alla grande attrice inglese Julie Andrews, protagonista – tra i suoi numerosi successi internazionali – di classici amati in tutto il mondo quali Mary Poppins (1964), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Victor Victoria (1982).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto BarberaJulie Andrews, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”.

A proposito di questo premio, Alberto Barbera ha dichiarato: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell’empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica.  Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia.

È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra ipiù profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

 

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Cinema

Cannes 2019: Alejandro G. Inarritu presidente di Giuria

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cannes 2019

Alejandro G. Iñárritu è ​​stato nominato presidente della giuria del Festival di Cannes 2019. Il regista premio Oscar di “Birdman” e “The Revenant” sarà il primo artista messicano a presiedere l’evento. Iñárritu ha una lunga storia con Cannes, a partire dal suo lungometraggio d’esordio, “Amores Perros” nel 2000, e  due anni fa con la sua esperienza di realtà virtuale acclamata dalla critica, “Carne y Arena”, nella selezione ufficiale.

Cannes è un festival che è stato importante per me dall’inizio della mia carriera” ha detto Iñárritu in una nota. “Sono entusiasta di tornare quest’anno con l’immenso onore di presiedere la giuria“. Ha aggiunto: “Il cinema scorre nelle vene del pianeta e questo festival è il suo cuore. Noi della giuria avremo il privilegio di assistere al nuovo ed eccellente lavoro di colleghi cineasti di tutto il pianeta. Questa è una vera delizia e una responsabilità che assumeremo con passione e devozione“. Pierre Lescure, il presidente del festival, e Thierry Frémaux, il suo direttore artistico, hanno elogiato Iñárritu come “non solo un audace cineasta e regista pieno di sorprese, ma anche un uomo di convinzione, un artista del suo tempo“.

Amores Perros“, un’esplorazione della società messicana, presentata in anteprima mondiale alla Settimana della Critica di Cannes, ha vinto il Gran Premio e ha ricevuto una nomination all’Oscar in lingua straniera. Nel 2006 Iñárritu ha vinto il premio come miglior regista a Cannes per il dramma d’ensemble “Babel“, che ha ricevuto sette nomination all’Oscar. Nel 2010 è tornato alla Croisette con “Biutiful“, il cui protagonista, Javier Bardem, ha portato a casa il premio come miglior attore e una nomination all’Oscar.

Il 72° Festival di Cannes si svolgerà dal 14 al 25 maggio 2019.

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Cinema

Oscar 2019, tutte le foto più belle dal red carpet

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oscar 2019

Domenica sera nessun presentatore ufficiale è salito sul palco della 91° edizione della notte degli Oscar, ma il Dolby Theater si è riempito di tantissime star del cinema e della tv. Ma, prima della cerimonia di premiazione, le star hanno sfilato sul red carpet, sfoggiando look eleganti, sobri o particolarmente estrosi e oltre i limiti. Qui sotto potete sfogliare una gallery con alcune delle foto più belle e irresistibili del red carpet degli Oscar 2019.

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