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Festa del Cinema di Roma

Festival di Roma 2014, ecco il programma ricco di anteprime ed ospiti

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Il legame tra Roma e il cinema, malgrado la crisi dell’economia italiana e dell’industria cinematografica, regge ancora e diventa sempre più forte” ha dichiarato l’Assessore alla cultura Marinelli durante la conferenza stampa di presentazione della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, che si svolgerà dal 16 al 25 Ottobre 2014 presso l’ Auditorium Parco della Musica.

cinema2Anche quest’anno il Direttore Artistico è Marco Muller, che ha dichiarato di aver dato una sterzata al festival della Capitale che apre e chiude con due film della commedia italiana come Soap Opera di Alessandro Genovesi e Andiamo a quel paese del duo comico Ficarra e Picone. Per un budget approssimativo di circa 6 milioni di euro, il festival vuole mantenere la sua identità di festa del cinema, e i ben 38 partner e sponsor che hanno deciso ancora una volta di unirsi al progetto, daranno vita anche quest’anno al Villaggio del Cinema, dove avranno luogo diversi eventi e attività collaterali al concorso e al red carpet. Una novità che è emersa dalla conferenza stampa è sicuramente l’attiva partecipazione del pubblico che potrà gustare tutti i film in programma in ben sette sale, non solo all’interno e nei pressi dell’Auditorium, ma anche al MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, il cinema Barberini e in una sala digitale online. E, come spettatori, potranno votare e premiare tutti i film in base alle loro preferenze espresse all’uscita della sala.

Come sempre, i nomi degli ospiti internazionali che sfileranno sul red carpet, sono avvolti in un alone di mistero, ma le presenze già confermate da Muller e i suoi collaboratori sono i protagonisti delle masterclass previste nel programma ufficiale, tra cui Asia Argento, Brad Anderson, Kevin Costner, Takashi Miike, Joao Botelho, Gerladine Chaplin, Park Chan-Wook, Thomas Milian, Clive Owen, Vishal Bhardwaj, Walter Salles e Wim Wenders, tutti grandi professionisti della settima arte. Inoltre sono stati fatti i nomi di Richard Gere, Rooney Mara, ed eventuali interpreti dell’atteso Gone Girl di David Fincher. Tra i film in concorso infatti non mancano titoli italiani ed internazionali di rilievo che incuriosiscono critica e pubblico, come La Foresta di Ghiaccio di Claudio Noce con Emir Kusturica, Ksenia Rappoport e Adriano Giannini, Time Out of Mind di Oren Moverman con Richard Gere, Steve Buscemi, Jena Malone ed Abigail Savage, I Milionari di Alessandro Piva con Francesco Scianna e Valentina Lodovini. Oltre ai numerosi film di paesi di tutto il mondo come Angely Revoluchi dalla Russia, Dolares De Arena e Lucifer dal Messico, Itar ER-Layl dal Marocco, Die Lugen Der Sieger e NN dalla Germania, Lulu e Mauro dall’Argentina, Os Maias dal Portogallo, OBRA dal Brasile, Shier Gongmin dalla Cina e Wir Sind Jung e Wir Sind Stark dalla Germania. Fuori Concorso nella sezione Gala sono presenti grani anteprime mondiali ed europee come Black and White di Mike Binder con Kevin Costner, Octavia Spencer ed Anthony Makie, Gone Girl di Fincher con Ben Affleck, The Knick di Steven Soderbergh con Clive Owen, il romantico #ScrivimiAncora con la star di Hunger Games Sam Claflin e Lily Collins, Still Alice con Kristen Stewart, Julianne Moore e Alec Baldwin, e Trash con Martin Sheen e Rooney Mara.

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La sezione Mondo Genere inoltre darà ampio spazio alle opere prime e seconde, per far conoscere al pubblico nuovi artisti emergenti che hanno qualcosa da dire. Tra questi molto atteso Lo Sciacallo –  Nightcrawler con Jake Gyllenhaal che ha perso molti chili per interpretare un disoccupato che ogni notte gira con la sua telecamera per riprendere le scene dei delitti e degli incidenti più cruenti per venderli alle televisioni nazionali. Oppure Stonehearts Asylum con Kate Beckinsale, Ben Kingsley, Michael Caine e Jim Sturgess, un thriller ispirato ad un racconto di Edgar Allan Poe, in cui uno studente di medicina lavora in un manicomio e non sa che i suoi pazienti lo controllano. Per le liste complete dei film in programma e tutti gli eventi e le iniziative previste dal 16 al 25 Ottobre a Roma in occasione del festival, visitate il sito www.romacinemafest.it e buon divertimento!

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Festa del Cinema di Roma

Gli occhi di Tammy Faye | la recensione del biopic con Jessica Chastain

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Un inizio davvero di alto livello per la Festa del Cinema di Roma 2021. Ad aprire la kermesse cinematografica è stato il film Gli occhi di Tammy Faye diretto da Michael Showalter con protagonisti Jessica Chastain e Andrew Garfield. Continuate a leggere per scoprire la trame e la recensione, di uno dei film che sicuramente sarà tra i protagonisti della 94^ edizione degli Academy Awards.

La trama del film Gli occhi di Tammy Faye

A ridosso degli anni ’50, la piccola Tammy Faye è una ragazzina proveniente da una famiglia profondamente credente. Nata dal precedente matrimonio della madre concluso con un divorzio – atto non consentito dalla legge cristiana – la ragazzina era costretta a vivere nell’ombra per far in modo che la gente di International Falls, in Minnesota non la considerasse negativamente. Crescendo fisicamente, aumenta in lei la vocazione per la religione a tal punto da iscriversi all’università in un corso dedicato alla parola di Dio. Durante una di queste lezioni, incontra Jim Bakker, anche lui profondo conoscitore della Bibbia e del Vangelo. I due iniziano una relazione, consacrata con il vincolo del matrimonio, per essere liberi di poter vivere il loro amore a 360 gradi.

Decisi a portare in giro per l’America la parola di Dio, iniziano ad andare in giro per gli Stati americani con poche valigie, i libri sacri e il pupazzo Susie Muppet creato da Tammy per avvicinare i più piccoli alla religione. All’indomani di uno dei loro incontri con i fedeli, vengono avvicinati da un uomo che si scoprirà essere il proprietario dell’emittente televisiva più famosa d’America dedicata alla religione.

Jim Bakker (Andrew Garfield) e Jessica Chastain (Tammy Faye) in una scena del film

A partire da questo momento, la loro vita cambierà radicalmente. Jim diventerà da fan a rivale, dello storico predicatore televisivo Pat Robertson. Una lotta silenziosa, che lo porterà ad annunciare in diretta la creazione di un nuovo programma tv The 700 Club. E più accresceva la loro notorietà, più aumentavano i loro sostenitori o per meglio dire, partner in affari. Peccato che le continue donazioni effettuate a scopo benefico iniziano a essere dirottate sui conti di Jim e su un sistema di costruzioni di lusso. Grandi parchi, case per ragazze madri e giovani in difficoltà sono solo lo specchietto per i continui associati della coppia, che si trovano ad aumentare con la creazione della loro tv PTL.

Lo scintillio dei gioielli, le pellicce e la villa con piscina riescono ad offuscare l’obiettivo principale della coppia: divulgare le parole e l’amore di Dio. Mentre Jim continua a predicare la religione evangelista facendo leva sull’amore delle persone per l’Altissimo, Tammy si dedica alla musica incidendo canzoni incentrate su Dio. Ma non è tutto oro quello che luccica. I coniugi Bakker dopo aver messo al mondo due figli, iniziano ad avere problemi legati anche al mondo della politica. Le notizie relative a truffe ai danni dei sostenitori, gli orientamenti sessuali discutibili e i tradimenti iniziano a pesare come macigni nella vita di Jim e di Tammy, fino al definitivo punto di rottura che li catapulterà dritti all’Inferno.

Leggi anche: Jessica Chastain e Andrew Garfield nel biopic The Eyes of Tammy Faye

Leggi anche: The eyes of Tammy Faye | La conferenza stampa con Jessica Chastain

La recensione del film

Gli Occhi di Tammy Faye è un biopic incentrato sulla vita dei coniugi Bakker a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 del Novecento. Il titolo racchiude il segno distintivo della protagonista interpretato il maniera magistrale da Jessica Chastain, che sta vivendo un momento d’oro per la sua carriera. La possibilità di vedere il film in lingua originale permette di cogliere le inflessioni nel parlare compresa la sua risata, nella voce dell’attrice statunitense.

L’evoluzione del suo personaggio non si manifesta solo con i cambi di look, composto da colori sgargianti tipici degli anni ’80, ma anche dal make up incentrato principalmente sul suo taglio di occhi azzurri e dalle pettinature cotonate, replicate fedelmente a quelle della vera Tammy Faye.
La scelta di inserire la parola “occhi” nel titolo è sicuramente una scelta vincente.

Quelli azzurri della Chastain hanno mostrato emozioni contrastanti durante la storia. Passando dalla gioia del matrimonio, all’emozione per la nascita dei figli, alle lacrime per un addio improvviso e per concludere con i guai giudiziari del marito. Tra l’altro tutti eventi felici e dolorosi spiattellati in diretta tv, solo per poter avere più donazioni possibili da parte dei loro sostenitori. Mostrarsi fragili, umani, agli occhi dei fedeli, o meglio, del loro pubblico li ha portati a costruire un impero.

L’interpretazione della Chastain domina completamente la scena, accanto a una buona interpretazione di Andrew Garfield nel ruolo del predicatore evangelista Jim Bakker. Il ritratto della protagonista che esce fuori dalla sceneggiatura scritta da Abe Sylvia, mostra una donna fragile ma allo stesso tempo forte, quando ce n’è bisogno. Determinata a farsi rispettare come donna di spettacolo e non solo come madre, non ci pensa due volte a sedersi al tavolo dei predicatori impegnati in un discorso di politica.

Il programma di successo condotto Tammy e Jim era nato anche con lei e per tanto aveva tutto il diritto di accomodarsi. Se c’è un momento nel quale è possibile vedere il fuoco negli occhi della Faye avviene durante la conversazione con il Reverendo Jerry Falwell ( Vincent D’Onofrio) parlando di omosessualità. Questo tema – non a caso – sarà uno dei motivi che porteranno il Reverendo a voltare le spalle a Jim Bakker, durante il momento più buio della sua vita.

Ma far traboccare la goccia dal vaso, l’invito di Tammy nel suo programma, a un ragazzo omosessuale malato di AIDS. Sebbene la religione invita ad amare tutti gli esseri umani, questa intervista lascerà da soli i coniugi Bakker, rimasti senza un dollaro, sostenitori e casa. Ennesima dimostrazione di quanto la politica e la religione siano due facce della stessa medaglia e interferiscano l’una con l’altra. Ed infine, quanto il Dio Denaro a volte possa avere il sopravvento sulla parola di Dio.

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Alice nella Città

Ghostbusters – Legacy | In anteprima l’eccezionale versione di Reitman Jr.

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Presentato in anteprima europea alla XIX edizione di Alice nella città, Ghostbusters – Legacy di Jason Reitman è uno dei titoli più attesi della kermesse capitolina. Per l’occasione, il red carpet ha visto sfilare anche la storica Ecto-1, automobile “di servizio” degli Acchiappafantasmi.

Ghostbusters – Legacy | La trama

Phoebe (la sorprendente Mckenna Grace di Gifted e Malignant) ama la scienza, di cui vuole conosce ogni più microscopico dettaglio, a scapito di una socialità che le va evidentemente stretta. D’altro canto il fratello maggiore Trevor (il Finn Wolfhard di Stranger Things) è uno che vive col naso attaccato al cellulare.

Leggi anche: La Casa di Carta 5: la fine è vicina | il teaser trailer dell’ultima stagione

Quando alla mamma, Callie (Carrie Coon), viene notificato lo sfratto, i tre sono costretti a piantare baracca e burattini, e a trasferirsi a Summerville, in Oklahoma. Ad attenderli, una casa fatiscente e dall’aspetto sinistro, lasciata in eredità dal nonno materno, il celebre Egon Spengler (Harold Ramis).

Tra strane scosse di terremoto, un professore (Paul Rudd) tutt’altro che dedito all’insegnamento e una nuova esistenza di provincia, la famiglia Spengler scoprirà cose importanti sulle sue origini. Non prima però di aver affrontato qualche sana minaccia spettrale…

Paul Rudd in una scena del film

Un intrattenimento sano e genuino

Parlare della trama di Ghostbusters – Legacy ha davvero poco senso, dal momento che è un viaggio da sperimentare e da cui lasciarsi conquistare. Incredibilmente emozionante per i fan dei primi film degli anni Ottanta, ma impeccabile anche per i nuovi “adepti”, la pellicola ha il sapore dell’intrattenimento più bello e genuino.

In apertura il tanto noto tema musicale si incarica di dare il benvenuto. Ed è una delle migliori accoglienze di sempre. Lo spirito del passato, di quei film pensati per divertire e senza alcun tipo di pretenziosità, rivive in ogni fibra dell’opera di Reitman Jr.

Certo, una grande mano non può che venire dal lavoro svolto in precedenza dal padre, ma si vede che il cineasta di Juno e Tra le nuvole (giusto per citarne un paio) respira arte sin dalla tenera età, e conosce bene il fatto suo.

Gli anni Ottanta come fonte di ricchezza

Tra i numerosi rimandi ai primi Acchiappafantasmi , disseminati nel corso della narrazione – così da instaurare un vero e prorpio gioco con il suo pubblico – e quelli legati a tutta una poetica filmografica anni Ottanta – da I Goonies a Super8, passando per Stephen King e Stranger ThingsGhostbusters – Legacy mostra una ricchezza tale da poter essere studiato inquadratura per inquadratura.

Mckenna Grace e Finn Wolfhard in una scena del film

Eppure le vicende dei giovani Spengler si svolgono nel 2021, anno in cui il nonno aveva previsto un evento sovrannaturale alquanto pericoloso. Da qui derivano tutte le decisioni, con le rispettive conseguenze, che hanno condizionato l’esistenza di ognuno dei protagonisti.

Leggi anche: Venom – La furia di Carnage | Torna in sala la strana coppia Marvel

Il passato, il valore affettivo, sono qualcosa di inestimabile, e solo quando ci si deve fare i conti se ne ha la reale percezione. Al tempo stesso il sacrificio assume importanza quando lo si osserva dalla giusta prospettiva. Una figlia, una nipote, in contrasto per l’idea che ognuna ha dell’uomo che le ha abbandonate.

In tal modo Ghostbusters – Legacy arricchisce la fruizione con tematiche fondamentali, tra cui l’amicizia, la solitudine, l’identità. Eccezionale il lavoro del casting, che ha saputo trovare il volto perfetto per ogni nuovo (e di sicuro giàmemorabile) personaggio. Un’ultima esaltante lode all’invasione di Marshmellow.

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Festa del Cinema di Roma

The eyes of Tammy Faye | La conferenza stampa con Jessica Chastain

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La prima conferenza della 16esima Festa del Cinema di Roma ha visto l’avvicendarsi sul palcoscenico di due tra i più grandi e attesi ospiti di questa edizione: Jessica Chastain e Vincent D’Onofrio. I due sono protagonisti del film di apertura The eyes of Tammy Faye.

Chi era davvero Tammy Faye?

Entrata in contatto, all’epoca, con la storia di Tammy e del marito Jim Bakker (interpretato da Andrew Garfield) attraverso lo scandalo e i gossip, ha deciso di comprarne i diritti e di farne una pellicola – di cui è anche produttrice – per tentare di mostrare il dietro della facciata.

Leggi anche: RomaFF16 | Eternals chiuderà l’edizione della Festa del cinema e di Alice nella città

L’intento era quello di riesaminare le tappe che hanno portato all’evento mediatico, interrogandosi su chi fosse realmente Tammy Faye. Quando, dopo numerose ricerche, ha iniziato a venire a galla la verità, il messaggio, il gioco era ormai fatto.

Tammy credeva realmente in quello che professava, secondo la Chastain, motivo per cui lei ha lavorato da questa prospettiva, senza giudicare in alcun modo.

L’incontro con i figli

Aiutata dall’incontro con i figli di Tammy, dai quali ha potuto scoprire il colore preferito della mamma e il profumo che amava indossare, l’attrice ha inoltre studiato con un dialect coach per acquisire la parlata della Faye.

Tra le cose del personaggio che ha amato di più, annovera la sua apertura, la connessione con le persone, il credere che tutti fossero uguali. D’altro canto questo suo essere priva di confini, così inconsapevole talvolta e ingenua, ha rappresentato la difficoltà maggiore nell’interpretarla, perché si sentiva esposta e vulnerabile.

Leggi anche: Venezia 78: Scenes from a marriage, la conferenza stampa con Oscar Isaac e Jessica Chastain

I ricordi di Vincent D’Onofrio

Anche D’Onofrio ricorda del suo primo approccio a Tammy e Jim, attraverso le immagini nella televisione di un amico. E sottolinea come l’America fosse già divisa allora, seppur meno di adesso.

Eppure da parte sua non c’è mai stato un giudizio nei confronti di chi la pensava diversamente. In quanto attore, ha spiegato che il suo compito è tenere sempre la mente aperta e servire la storia in ogni suo aspetto.

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