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Durante un furto Letty finisce nella stanza sbagliata. Sorpresa dall’arrivo di un cliente, assiste alla conversazione di un serial killer su commissione.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Dal 9 giugno in home video “Bastardi a mano armata”

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Bastardi a mano armata

Disponibile dal 9 giugno in DVD e Blu-ray, grazie a Eagle Pictures, Bastardi a mano armata è una storia di vendetta e di riscatto, con Marco Bocci, Fortunato Cerlino e Peppino Mazzotta.

Bastardi a mano armata | La trama

Sergio Diotallevi (Bocci) ha finito di scontare la sua pena in una prigione in Algeria. In realtà, la sua uscita dipende da un favore che l’uomo accetta di fare per un uomo di cui non conosce l’identità (Cerlino).

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Si tratterà di recuperare dei documenti in un’abitazione abbandonata. Se non che al suo interno si imbatte in una famiglia, composta da padre (Mazzotta), madre e una figlia ventenne. Le cose non andranno quindi come il previsto.

Una scena del film con Fortunato Cerlino

Dietro la missione, che in teoria sarebbe dovuta essere semplice e sbrigativa, si cela infatti un piano di vendetta alquanto elaborato. Sergio ne diventa una pedina. Ma non ci vorrà molto prima che la sua etica, per quanto criticabile, guidi le sue decisioni e azioni.

Ode al cinema italiano anni Settanta

Bastardi a mano armata affonda le sue radici nella cinematografia nostrana anni Settanta, di cui riprende topoi e mood, riuscendo a regalare 90 minuti di puro divertimento.

Gabriele Albanesi, dirige e scrive soggetto e sceneggiatura – insieme al produttore Gianluca Curti e al giallista Luca Poldelmengo (di recente impegnato nel poliziottesco Calibro 9, in uscita anch’esso il 9 giugno, sempre per Eagle Pictures).

Bastardi a mano armata
Marco Bocci nel film

L’ironia fa parte integrante del progetto. Il non prendersi troppo sul serio è ciò che lo rende così riuscito e appetibile. Bravissimi in tal senso gli interpreti principali: un trio di grandi attori, forti della loro esperienza teatrale, capaci di mettersi in gioco e di sfruttare le dinamiche tra i rispettivi ruoli.

Il fatto che due di loro provengano da importanti show televisivi di genere poliziesco, quali Gomorra e Romanzo Criminale, aiuta nello scopo.

Bastardi a mano armata in home video dal 9 giugno

L’uscita home video presenta una confezione d’effetto. La locandina a tema scuro, con i tre protagonisti in primo piano, armati fino ai denti, rende bene l’idea del genere di appartenenza.

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Mentre la grafica del titolo porta in qualche modo la mente al caro buon vecchio Quentin Tarantino. E non a caso qualche sequenza di Bastardi a mano parmata sembra debitrice alla cinematografia del cineasta statunitense.

Tra i contenuti extra delle edizioni DVD e Blu-ray troviamo un interessante e gustosissimo backstage.

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Cinema

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto

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Run segna il ritorno dietro la macchina da presa di Aneesh Chaganty, che già nel 2018 aveva stupito tutti grazie al successo del piccolissimo Searching, lungometraggio d’esordio capace di incassare oltre 75 milioni a fronte di un costo di produzione inferiore al milione di dollari. Ancora una volta al fianco di Chaganty nello scrivere la sceneggiatura c’è Sev Ohanian, che co-firmava con lui il precedente film.

Stavolta Chaganty preme il pulsante sull’acceleratore e abbandona fin da subito le velleità di complicare la trama con enigmi e meccanismi da spiegare allo spettatore, riducendo all’osso il film e limitandosi all’essenziale.  

Run | il lato morboso di Sarah Paulson

Diane (Sarah Paulson) è una madre dedita ad accudire la figlia Chloe (Kiera Allen), una adolescente disabile. Il comportamento morboso, inquietante ed invadente della donna induce però Chloe a porsi degli interrogativi che la portano a mettere in discussione il suo rapporto con la madre. La loro relazione si trasforma sempre più in una prigione, svelando tetri segreti.

Il passaggio verso l’emancipazione individuale della giovane Chloe è l’inizio di un incubo hitchcockiano, dove l’unica persona che dovrebbe proteggerla e amarla si rivela invece un’aguzzina folle, capace delle peggiori crudeltà pur di tenerla assoggettata al proprio cuore malato. La povera Chloe, ridotta su una sedia a rotelle, costretta a fare colazione con i farmaci e condannata ad una vita di infermità apparentemente senza uscita, ha un solo lieto fine possibile nel quale sperare: che quella sua vita così limitata sia in realtà tutta un’illusione da cui si possa ancora fuggire. Il film vero comincia dopo una decina di minuti, quando l’unico colpo di scena (si fa per dire) è smaltito e può iniziare la corsa a cui allude il titolo.

Il piede sull’acceleratore

Costruito come un thriller, Run – che pone ovviamente l’enfasi sull’azione, quella di scappare, che è negata alla protagonista – è un prodotto di maniera, di cui si intuiscono presto gli sviluppi e i retroscena e che fallisce nel tentativo di rappresentare il terrore di chi si trova nella condizione di dover dipendere in tutto e per tutto da una persona di cui ci si fida ciecamente e di cui invece si scopre presto la completa insincerità. In un’ora e mezzo scarsa di durata, pochissimo tempo viene utilizzato per approfondire la vicenda di cui racconta il film e per esplorare le motivazioni che possono spingere una madre a fare ciò che fa Sarah Paulson nei confronti della figlia.

La scelta dell’attrice di American Horror Story nel ruolo della aguzzina non permette ad una interprete che già altrove aveva espresso con efficacia tutte le sfumature del terrore, di aggiungere un tassello significativo alla sua performance. Run non lascia infatti il minimo dubbio, fin dall’inizio, sul fatto che questa madre tanto amorevole e preoccupata sia in realtà bugiarda e cattiva. Non lo fa lo sceneggiatura, che elimina qualsiasi forma di ambiguità, e non lo fa la Paulson, le cui espressioni mettono subito in chiaro le intenzioni tutt’altro che positive del suo personaggio.

Un thriller di regia e montaggio

In un film che non si pone mai l’obiettivo di sorprendere lo spettatore (a differenza del precedente Searching), tutto è affidato al montaggio e alla regia, che qui riescono a tenere in piedi la baracca e a dare il giusto ritmo ad un thriller che, in mano ad altri, probabilmente avrebbe esaurito tutto il suo potenziale interesse nei primi quindici minuti. Run non è mai un film sbagliato o disonesto, ma uno che deliberatamente sceglie di fare il minimo sindacale che gli viene richiesto, senza approfondire le tematiche che emergono dal racconto. In alcuni momenti, grazie alla mano ferma di Aneesh Chaganty, questo sembra anche poter bastare.

Run | il thriller con Sarah Paulson trova il ritmo giusto
3 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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Recensioni

Crudelia | Il nuovo titolo Disney tra grande stile e un’ottima Emma Stone

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Crudelia

Dal 26 maggio nelle sale italiane, dal 28 maggio sulla piattaforma Disney+ (con accesso VIP), Crudelia è la nuova pellicola targata Disney, con Emma Stone ed Emma Thompson. Del cast fanno anche parte Mark Strong, Paul Walter Hauser (Richard Jewell) e Joel Fry.

Crudelia | La trama della nuova pellicola targata Disney

La piccola Estella Miller è una bimba tanto originale quanto impegnativa. La mamma, rimasta sola a occuparsi della figlia, decide di ritirarla dalla scuola e di cominciare con lei una nuova vita altrove. Durante il tragitto però, si ferma a chiedere aiuto a una vecchia conoscenza.

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Proprio in quell’occasione Estella rimane orfana, convinta di aver causato la morte della mamma, l’unico affetto rimastole. In fuga con l’inseparabile cagnolino Wink, la bambina troverà casa insieme a due ragazzini di strada, di nome Horace e Jasper.

Qualche anno più tardi, ritroviamo una giovane donna (Emma Stone), abilissima nei furtarelli e nelle truffe, pronta al grande salto. Grazie all’intervento di Horace infatti, Estella verrà assunta dai grandi magazzini The Liberty. Sebbene la sua vena creativa la spinga a mettersi sempre in mostra, nessuno sembra accorgersi di lei.

Emma Thompson in una scena del film

Almeno sino all’ingresso in scena della Baronessa (Emma Thompson), stilista rinomata e temuta. Qualcosa nella figura di quest’ultima, fa sorgere dei dubbi in Estella. Nel momento in cui avrà la certezza di aver trovato la responsabile delle sue disgrazie, farà di tutto per metterle i bastoni tra le ruote. Sotto le sembianze di Cruella

Un’opera per tutta la famiglia dallo stile irrinunciabile

In cabina di regia, Craig Gillespie (Tonya) confeziona un’opera per tutta la famiglia, capace di divertire ma con molto stile. Forte di un lavoro sui costumi e sulle acconciature a dir poco incredibile, oltre che incantevole, Crudelia è uno spettacolo per gli occhi e il cuore.

La Stone è bravissima nel dare spessore a una personalità caratteristica come Crudelia, mantenendo sul piano della credibilità anche le situazioni più “barocche”. Ovviamente il gioco è fondamentale, e tutti i protagonisti sembrano sfruttare al massimo l’occasione loro offerta.

Tra citazioni e rimandi, come per esempio quelli ad Hunger Games e al classico della Disney La carica dei 101 (1961) – su cui il progetto è basato, insieme al romanzo del 1956 a cura della scrittrice inglese Dodie Smith – il film esibisce una figura femminile assolutamente d’effetto.

Emma Stone nei panni di Estella/Cruella

Hear me roar | Fate largo alla nuova Crudelia

Hear me roar è una sorta di motto per la protagonista, che ruggisce ogni qualvolta si sente messa alle strette. Possiede una doppia anima, ben rappresentata dal bicolore della sua chioma.

Il coraggio fa parte di lei, insieme all’intraprendenza, all’estrosità, alla testardaggine. La Crudelia del nuovo titolo Disney ha poco a che fare con la storica De Mon, amante delle pellicce di dalmata, più che dei dalmata stessi.

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Interessante a questo punto rilevare come la specie canina venga inizialmente presentata sotto una luce negativa. Mentre l’affetto che la giovane protagonista nutre nei confronti dei suoi piccoli amici a quattro zampe appare sincero e motivato.

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