Connect with us

Alice nella Città

Sul più bello | Interviste a regista e cast della sorprendente teen dramedy

Published

on

sul piu bello evi newscinema

Presentato alla 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Alice nella città, Sul più bello è l’opera prima di Alice Filippi, con Ludovica Francesconi, Giuseppe Maggio, Gaja Masciale e Jozef Gjura.

Marta è una giovane come tante, se non che soffre di una malattia genetica ed è ossessionata dalle liste. Le sue giornate trascorrono tra gli studi universitari, il lavoro al supermercato e le chiacchiere tra amici. Sì perchè Marta ha due amici, Federica e Jacopo, che le sono sempre accanto, nel bene e nel male. L’incontro con Arturo sconvolgerà la vita di tutti.

Sul più bello | Tra ossessioni e manie

Abbiamo incontrato i giovani protagonisti e la regista piemontese, in occasione del passaggio alla kermesse capitolina, ed ecco cosa abbiamo scoperto…

Nel film Marta dice che “la lista è vita”. Voi avete un’ossessione o una mania simile?

Gaja Masciale: Ne ho talmente tante… Un’ossessione che ho anch’io e che praticamente ho coltivato da un po’: ho un sacco di diari, dove scrivo ogni giorno più o meno tutte le cose che mi succedono. Tutte. Perchè poi ogni tanto, per esempio oggi prima di venire qui, sono andata a prendere il quaderno di Sul più bello ed ero così emozionata, avevo scritto tutto, come mi sentivo. Poi ovviamente sono flussi di coscienza.

Jozef Gjura: Io ho delle fobie. Odio prendere l’ascensore quindi a volte mi faccio anche sette piani a piedi. Anche io scrivo tante cose ma non sono così meticoloso come Marta, scrivo e mi finiscono i fogli ovunque di qua e di là, quindi in realtà sono molto confusionario.

sul piu bello 2 newscinema
Gaja Masciale, Ludovica Francesconi e Jozef Gjura in una scena del film.

Ludovica Francesconi: Ma io ho delle cose che faccio come routine… Non tolgo mai un anello che è di mia nonna e che mi ha regalato. E mi faccio tutti i giorni, la mattina, il the con il latte, perché ho bisogno di riflettere, di prendermi i miei 10 minuti tranquilla.

Giuseppe Maggio: Allora io quando sono stressato, mi pulisco le scarpe con tutto il kit. È una cosa che mi ha insegnato mio nonno ed è una mania perché devono essere proprio fatte bene, lucide. È una cosa anche utile che mi ricorda mio nonno.

Leggi anche: Soul | Il nuovo film Pixar è una scintilla di luce che scalda il cuore

La città di Torino e i riferimenti cinematografici

Quali sono stati i riferimenti o le ispirazioni per il film?

Alice Filippi: Io quando ho letto la sceneggiatura, ho pensato subito ad un film che raccontava delle tematiche molto delicate e in più si indirizza ai ragazzi. Quindi ho pensato che quei colori potessero rappresentare anche il carattere di Marta. Non solo nella storia, nelle battute, nella messa in scena ma anche visivamente mi piaceva raccontare Marta in questo modo.

A me piace moltissimo Wes Anderson per la cura che ha della fotografia, scenografia e costumi, e ho cercato con la mia squadra di fare proprio questo lavoro. Abbiamo lavorato per creare un mondo che fosse colorato e frizzante, però senza essere surreale. Quindi molto al limite, perché sennò c’era il rischio che diventassero delle macchiette. Abbiamo cercato di dosare molto i toni per raggiungere questo obiettivo.

Quanto ti ha aiutato la città di Torino, con i suoi scenari e l’atmosfera?

AF: Torino è una città meravigliosa. Io poi sono piemontese e quindi l’idea di girare il mio primo film a Torino, che è stato un caso perché era un colloquio qui a Roma, devo dire che mi sono sentita di giocare in casa. E sono stata molto contenta perché la conoscevo, conoscevo i luoghi e ci sono dei luoghi meravgliosi. Può essere anche bella colorata Torino, non so perché c’è quell’immagine differente. Potendo raccontare questa bella Torino, per me è stato portare anche la mia terra sullo schermo.

Tre aggettivi per descrivere se stessi

Se doveste descrivervi con tre aggettivi, non tutti positivi…

LF: Sono una persona emotiva, sia in positivo che in negativo… soprattutto in negativo (ride, ndr.). Solare e impacciata.

GM: Sono spesso egocentrico, sono insicuro anch’io e abbastanza fragile.

JG: Impaziente, elegante… o stiloso forse. Lo stile è questione di personalità. Forse un po’ vanitoso, essendo un attore.

GajaM: Sicuramente sono precisa, nella mia confusione ovviamente. Sono una persona determinata, come Federica (il personaggio che interpreta nel film, ndr.) e sono molto disponibile nei confronti degli altri.

AF: Esigente, molto sensibile e attenta.

sul piu bello film newscinema
Giuseppe Maggio e Ludovica Francesconi in una scena del film.

Quale è stato uno dei momenti più difficili ed uno dei più belli della realizzazione del film?

GM: Penso che il più difficile sia stato quando ci hanno detto che non potevamo più girare e abbiamo dovuto interrompere le riprese.

LF: Sì è stato un duro colpo, perché sei un po’ in una bolla che ti protegge quando sei sul set, quindi non ti rendi realmente conto di quello che accade fuori, soprattutto perché è successo molto all’improvviso. Almeno io l’ho vissuto così. Ero totalmemte concentrata su questa cosa che si stava realizzando… Mi ricordo il preparare di corsa la valigia per poter ripartire – perché abbiamo girato il film a Torino – e tornare dai miei genitori.

Leggi anche: L’amore non si sa | In preapertura l’ottimo esordio di Marcello Di Noto

Il momento più bello è stato ricominciare, perché i primi due giorni a marzo io ero comunque tanto emozionata, avevo il terrore di cosa stava accadendo, perché dovevo capire come funzionava tutto, questa macchina che è perfettamente architettata e quindi ero molto agitata. Ritornare sul set sapevo quello che mi aspettava, non vedevo l’ora. Nel momento in cui abbiamo ribattuto il primo ciak ed è stata penso l’emozione più bella.

GM: L’ultimo ciak, per me. Perché ce lo siamo portati a casa.

L’emozione del grande schermo e una canzone da karaoke

Che emozione vi ha fatto rivedervi sul grande schermo, nella cornice del Festival?

GM: Enorme, è stata enorme.

LF: Io sto cercando di metabolizzare. Prima mi stavano facendo delle domande e ho dovuto dire “scusate un attimo, ho appena visto il film, datemi due minuti per riprendermi”. Mi tremavano le gambe, perché cercavo di contenere l’emozione e ripetermi “non pinagere, non piangere, non piangere”.

JG: La prima volta che l’ho visto non riuscivo a vedermi, ero super critico. Oggi invece ho visto che c’è una grossa sintonia tra di noi, quindi sono molto contento per come funziona.

GajaM: Quando mi sono rivista sul grande schermo facevo fatica a contestualizzarmi, poi fa un certo effetto rivedersi, sentire anche la propria voce. Poi invece anche io oggi ci ho preso gusto. Vedi… ho fatto un bel film, ne posso fare un altro? (ride, ndr.)

Scegliete una canzone che cantereste al karaoke.

GajaM: Io l’ho cantata e sono stata csì coraggiosa da voler cantare Mina, Oggi sono io.

JG: Roberto (Proia, sceneggiatore del film, ndr.) ci ha fatto fare il karaoke a fine film E io “non canto, non canto” e ho cantato I will survive.

GM: Sul più bello di Alfa.

LF: Beh io a questo punto canterei Fly me to the moon.

Alice nella Città

Alice nella città: tutto pronto per gli EFA Young Audience Award del 5 maggio 2019 a Roma

Published

on

alice nella città

Giornata dedicata al cinema quella di domenica 5 maggio attraverso Alice nella città, la quale organizzerà per il terzo anno consecutivo l’edizione dell’EFA Young Audience Award a Roma presso il Cinema Lux proseguendo la collaborazione di successo con il circuito European Film Award.

L’ EFA Young Audience Award è un progetto che ogni anno presenta in varie città d’Europa tre film europei pensati per un pubblico di ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. Un modo per promuovere tra i ragazzi i film europei di qualità che spesso non arrivano in sala. L’edizione 2019 ha raggiunto il record di ben 56 città coinvolte in 35 Paesi.

Durante l’evento, una giuria di 60 ragazzi selezionata da Alice nella città ad Aprile  e composta da ragazzi tra gli 11 e i 14 anni si riunirà per vedere i 3 film europei nominati dal comitato internazionale rappresentativo dell’ EFA Board Members (del quale è parte Fabia Bettini Direttore Artistico di Alice nella Città), per poi discuterne insieme, votare e decretare così il vincitore insieme alle giurie degli altri Paesi partecipanti. I tre titoli di quest’ anno sono: Los Bando, il road movie scandinavo  di Christian Lo che sarà introdotto dalla giornalista Michela Greco; la coproduzione anglo-svedese Old boys di Toby MacDonald, una storia di crescita ispirata a Cyrano de Bergerac introdotto dalla giornalista e critica Emanuela Genovese; ed infine il lungometraggio belga Fight Girl di Johan Timmers, una storia di riscatto e crescita attraverso lo sport presentato dalla giornalista Ilaria Ravarino.

Queste giornaliste saranno di supporto ai giovani giurati sia con un’introduzione al film sia per un breve confronto al termine della proiezione e prima della votazione. “Pensiamo che gli EFA Young audience award sia un’esperienza entusiasmante e formativa, un’opportunità per sentirsi europei e per aprirsi agli altri utilizzando come linguaggio e terreno di confronto il cinema“. Commentando Fabia Bettini e Gianluca Giannelli Direttori artistici di Alice nella città.

efa young audience award alice nella citta 2019 600x600

L’evento avrà luogo in contemporanea nei 35 Paesi che vedranno i tre film e che al termine dialogheranno tramite un collegamento live coordinato da Erfurt (Germania). Una volta convogliati i risultati nazionali e annunciati tramite videoconferenza dai rappresentanti di tutte le giurie, si svolgerà una cerimonia di premiazione, visibile in diretta in streaming sul sito yaa.europeanfilmawards.eu.  

Le schede didattiche e gli approfondimenti filmici sono curati da Alice nella Città.

I tre film nominati per l’edizione 2019:

Los Bando diretto da Christian Lo, nel cast vede la presenza di Tage Hogness (Grim), Jakob Dyrud (Aksel), Tiril Marie Høistad Berger (Thilda), Jonas Hoff Oftebro (Martin). La sinossi: un rocambolesco road movie con protagonista una giovane band norvegese, che attraversa il paese in una folle corsa contro il tempo, la polizia e i genitori per partecipare al Campionato Nazionale di Rock.

Old Boys è il film diretto da Toby MacDonald nel quale figurano Alex Lawther (Amberson), Jonah Hauer-King (Winchester), Pauline Etienne (Agnes), Joshua McGuire (Huggins), Denis Ménochet(Babinot). La sinossi: Come in Cyrano de Bergerac, un ragazzo timido e fantasioso aiuta un ragazzo molto in vista della scuola a conquistare la figlia del professore di francese.

Fight Girl è il terzo film prescelto, diretto da Johan Timmers con Aiko Beemsterboer (Bo), Bas Keizer (Dani), Noa Farinum (Joy), Hilde De Baerdemaeker (Esther), Ali Ben Horsting (Alex), Dioni Jurado-Gomez (Jesse), Imanuelle Grives(Cecilia). La sinossi: Bo è una ragazza di 12 anni che fa boxe. Ha molto talento ma deve affrontare soprattutto una battaglia emotiva a causa del divorzio dei suoi genitori.

 

 

Continue Reading

Alice nella Città

Skam Italia 2: intervista esclusiva ai protagonisti e qualche anticipazione

Published

on

skam italia 2

Casa Alice ha ospitato il cast di Skam Italia, la serie creata da Julie Andem, portata al successo in Italia dal regista Ludovico Bessegato per TimVision. Skam Italia è il remake dell’omonima serie norvegese iniziata nel 2015 e terminata nel 2017, che ha ottenuto ottimi risultati a livello mondiale. La versione italiana fa parte di un progetto internazionale a cui molti Paesi hanno deciso di contribuire con le proprie caratteristiche territoriali e sociali, pur rimanendo fedeli all’idea originale. Per la versione nostrana è stata scelta Roma. La città eterna è l’ambiente all’interno della quale i giovani studenti di un liceo romano narrano le proprie vicende, mostrando carattere, debolezze, primi amori e dubbi sulla propria identità sessuale.

La particolarità di Skam Italia è il rapporto che si viene a creare tra il personaggio e lo spettatore, riuscendo a condividere messaggi di WhatsApp e aggiornamenti sui social network dei protagonisti, proprio come avviene quotidianamente nella realtà. In questo modo si ha la possibilità di conoscere segreti e indagare su alcune situazioni poco chiare che portano avanti la storia. Nel corso della prima stagione, sul sito web di Skam Italia, ogni giorno vengono rilasciate delle clip che compongono un episodio. L’incredibile successo derivato da questa serie, seguita e amata da milioni di adolescenti in tutta Italia, ha creato un grandissimo richiamo di interesse e approvazione. L’entusiasmo dimostrato dal pubblico e della critica è stata la scintilla che ha convinto i produttori e il regista a confermare l’inizio delle riprese di una terza stagione di Skam Italia.

La domanda che tutti si sono posti dopo l’ultimo episodio della prima stagione è stata: “Cosa ci riserveranno i prossimi episodi?” NewsCinema.it prova a svelarvi qualche curiosità su quello che vedrete nella seconda stagione, offrendovi l’intervista esclusiva con i protagonisti della serie, durante la presentazione delle prime due clip del terzo episodio all’interno della 16° edizione di Alice nella città. Presente all’evento il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato e tutto il cast composto della prima stagione più una new entry: Ludovica Martino (Eva Brighi), Ludovico Tersigni (Giovanni Garau), Benedetta Gargari (Eleonora Sava), Federico Cesari (Martino Rametta), Beatrice Bruschi (Sana Allagui), Greta Ragusa (Silvia Mirabella), Martina Lelio (Federica Cacciotti), Giancarlo Commare (Edoardo Incanti), Luca Grispini (Federico Canegallo), Rocco Fasano (Niccolò Fare), Francesco Centorame (Elia Santini) e Pietro Turano (Filippo Sava).

Beatrice Bruschi! Federico Cesari e Pietro Turano.

SKAM Italia e il tema dell’integrazione

Il personaggio di Sana affronta una delle tematiche più scottanti presente nel nostro Paese: l’integrazione. L’attrice che interpreta Sana, parlando del suo personaggio ha detto: “Sicuramente è molto importante il discorso dell’integrazione in Italia. In qualche modo mi sento ambasciatrice di questa situazione. Riscontro una grande responsabilità su questo tema, tanto che ho ricevuto anche molte critiche perché non sono veramente musulmana. Premetto che sto studiando molto questa religione, che mi affascina moltissimo e oggi posso dire di conoscerla bene e chiaramente sto cercando di far fare al mio personaggio un percorso di crescita attraverso l’andamento delle stagioni. Credo che sia importante mandare un messaggio. Per quanto Skam sia una serie semplice, senza pretese, che racconta la quotidianità di giovani ragazzi, un messaggio c’è sempre. Inoltre spero che l’ integrazione, come fa Sana – perché alla fine è cmq integrata, riesce a crearsi a costruirsi un gruppo di amiche ed amici – riesca a realizzarsi e a concretizzarsi anche nella vita reale. Spero che tutte le persone che si sentono emarginate possano trovare la forza di essere se stessi. Come infatti fa Sana. Lei è se stessa. Lei non si preoccupa di dirti che un vestito non ti sta bene. Lei te lo dice, se ne frega di tutto perché lei è fatta così.”

SKAM Italia e la comunità LGBT

Un’altra tematica molto cara ai più giovani è l’orientamento sessuale. Durante la seconda stagione cambierà il rapporto tra Martino e Filippo dal momento che Martino avrà una storia sentimentale con Niccolò? Parlando del mondo delle comunità gay, è stato chiesto a Federico Cesari quali sono le differenze tra Isak, la sua trasposizione norvegese e quella italiana di Martino e se pensa che in un Paese bigotto – sotto certi aspetti – come l’Italia, questa serie possa aiutare a comprendere che l’amore tra due uomini è una cosa naturale, perché  l’amore è universale e non fa alcun tipo di distinzioni sessuali. “Rispetto al personaggio di Isak le tematiche e gli sviluppi vengono riprese dalla versione norvegese, così come anche le dinamiche rimangono invariate. Per quanto mi riguarda io ho cercato di attenermi alle versione norvegese, ma rendendo mio questo personaggio. Nella versione originale Isak è interpretato da un attore bravissimo e sinceramente copiare il suo modo di recitare sarebbe stato paragonato a quello di una “brutta copia” dell’originale. Per questo motivo ho cercato di italianizzare Martino, visto che le mie radici sono ben radicate nella cultura italiana. Per quanto riguarda la speranza che questa serie possa far comprendere, soprattutto agli adulti, che essere gay non vuol dire avere dei problemi, spero vivamente che questa produzione possa simboleggiare un punto di svolta nel nostro Paese. Come ben sappiamo Skam Italia nasce come serie e pertanto ha il potenziale limitato di una serie. Nonostante questo vedo che comunque molti mi scrivono, confidandomi che dopo averla vista sono riusciti a trovare la forza di fare determinate cose. Questo tipo di messaggi rappresentano la mia idea di complimento. Trovo che leggere messaggi come:’Skam mi da la forza di fare questo’ sia una cosa bellissima. Speriamo vivamente di normalizzare la tematica dell’omosessualità, raccontando una normale storia d’amore tra due ragazzi, che viene vissuta in maniera serena, tenendo conto degli sviluppi introspettivi dei personaggi. Noi abbiamo cercato di normalizzarla il più possibile.”

Il nuovo personaggio di SKAM Italia

Agganciandoci alle dichiarazioni rilasciate dall’attore che interpreta Martino, abbiamo scambiato quattro chiacchiere anche con la new entry del gruppo, Filippo Sava, il fratello di Eleonora. Il suo personaggio nella seconda stagione darà una bella scossa alla trama e alla vita di Martino. “Filippo è un personaggio molto ironico che si permette con una sottile ironia, di dire ed essere ciò che vuole. Riesce a mostrare ciò che è realmente, esprimendosi in maniera libera, proprio grazie a questa sua ironia simpatica, semplice e molto onesta. Trovo che questo personaggio sia onesto, profondamente sensibile  – e che come fanno molte persone – cerca di difendersi con il sarcasmo e con un po’ di cinismo, senza perdere mai la sua sensibilità. Questo aspetto emerge proprio nel rapporto con Martino, con il quale cerca fin dall’inizio un contatto per poterlo aiutare, ponendosi come punto di riferimento nella sua vita. Poi con sua sorella ce ne saranno delle belle, ma questo lo vedremo più tardi.”

C’è la speranza che questa serie possa aiutare gli adulti a comprendere il mondo omosessuale durante il periodo dell’adolescenza? Pietro Turano ha risposto: ” Sono convinto che questa storia tra Filippo e Martino, possa aiutare a comprendere che l’amore non ha sesso. Sono anni che io faccio attivismo LGBT e negli anni mi sono reso conto che spesso i giovani si sentono soli. Quando i punti di riferimento non ci sono sul territorio bisogna fare quel passo in più per andarli a cercare. Sempre più spesso ci sono storie come questa raccontata nella serie. Skam è molto vicina alla realtà dei giovani, essendo un prodotto fatto da giovani e per i giovani, con l’auspicio che magari li possa aiutare a compiere quel famoso passo di coraggio, per andare a cercare qualcuno con cui confrontarsi. È vero che siamo in un Paese un po’ bigotto, un po’ difficile, ma Roma non è una città omofoba. Certo, c’è un po’ di tutto in giro e spesso ci si sente soli, ma non bisogna pensare tutto in negativo. Le persone con cui confrontarsi esistono, non si è mai veramente soli e anche l’Italia è un Paese ricco di opportunità, di conoscenza, di confronto, di dialogo, di condivisione. Sono profondamente sicuro che Skam aiuterà i giovanissimi a trovare il coraggio di essere se stessi”.

Continue Reading

Alice nella Città

Alice nella città: incontro con Paolo Virzì e Francesca Archibugi per Mignon è partita

Published

on

alice nelle città

Con la sezione Quei ragazzi, da quest’anno Alice si apre ai classici contemporanei, ai film del passato restaurati e riproposti per la loro forza e attualità; in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Luce Cinecittà, festeggeremo in occasione dei trent’anni dall’uscita in sala il 20 ottobre 1988, il restauro di Mignon è partita, sorprendente esordio cinematografico di Francesca Archibugi, che da subito ebbe il sostegno del pubblico e della critica, mettendo in luce la sensibilità della regista di dirigere e raccontare il disagio degli adolescenti, e il passaggio all’età adulta.

Il restauro di Mignon è partita, film del 1988, rientra in un progetto complessivo di recupero del cinema italiano più recente: perché non solo i classici del muto o i grandi capolavori in bianco e nero necessitano di essere restaurati! In un anno che li ha visti restaurare anche i film dei fratelli Taviani e “Il portiere di notte” di Liliana Cavani, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce-Cinecittà sono orgogliosi di presentare ad “Alice nella città”, nell’ambito della Festa di Roma, la copia restaurata del film diretto da Francesca Archibugi esattamente trent’anni fa.

E sarà particolarmente emozionante rivedere il film all’Auditorium, a poche centinaia di metri dalla zona di Roma (per la precisione, piazza Melozzo da Forlì) dove è stato girato. Il restauro è stato realizzato dal CSC-Cineteca Nazionale in collaborazione con l’Associazione culturale Playtown Roma, a partire dal negativo originale 35mm e dal negativo sonoro ottico messi a disposizione da Istituto Luce-Cinecittà. Tutte le lavorazioni sono state realizzate presso il laboratorio Studio Emme. Si ringraziano in particolare il Presidente del Csc Felice Laudadio, il Presidente di Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, il direttore generale del Csc Marcello Foti e la conservatrice della Cineteca Nazionale Daniela Currò.

In occasione della proiezione del film, Francesca Archibugi e Paolo Virzì, dialogheranno di fronte al pubblico di ALICE NELLE CITTÀ, in un “duetto” a cura di Mario Sesti. Dice Francesca  Archibugi: “È un film che ha continuato ad essere proiettato nei licei tutti gli anni ma io non lo rivedo da tempo e sono curiosa di scoprire come reagisce un pubblico oggi.  Ricordo che dissi al direttore della fotografia: ‘Vorrei un film color acqua calda’, e qualcosa del genere la penso ancora, quasi ad ogni film. Ora che il film è stato restaurato non posso che dire grazie anche per aver restaurato questo desiderio.” Ricorda Paolo Virzì: “Nell’ottobre del 1988 arriva nelle sale “Mignon”, coi suoi personaggi buffi, dolenti, indimenticabili.  E con quel film sul male di crescere e di vivere, dove Piazza Melozzo, nel quartiere Flaminio di Roma, diventa il teatro emblematico dello strazio degli amori adolescenziali, irrompe nel nostro cinema, all’epoca acciaccato e stanco, l’energia ironica e umana del mondo di Francesca Archibugi, che per fortuna da allora non ha smesso di raccontarci le sue storie, che sono anche un po’ le nostre.

Sono contento che Alice nelle città, la parte più viva e sperimentale della Festa del Cinema, mi abbia chiesto di curare un “Duetto” con l’Archibugi e Virzì. Ricordo che ne feci uno con loro tanti anni fa, a Bellaria, ad Adriatico Cinema, negli anni 90′, ma ora potranno racconteranno alle platee dei giovani di Alice il cammino da quegli anni ad oggi, quando da tempo appare evidente che film come Mignon, Notte italiana, Nuovo cinema Paradiso, negli stessi anni, segnarono una decisiva discontinuità destinata a cambiare il paesaggio del nostro cinema”, aggiunge Mario Sesti.

Continue Reading
Advertisement

Facebook

Advertisement

Popolari