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Il cortometraggio Taxi, il tassista dei fantasmi

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Taxi“, il cortometraggio diretto da Marco e Riccardo Di Gerlando è un prodotto davvero notevole, che racconta una storia interessante e davvero curiosa, con il protagonista che oltre ad essere un semplice tassista ordinario (Anselmo Nicolini), nasconde un segreto che lo rende unico. Infatti, come un Caronte del XXI secolo, egli racconta ad un giornalista la sua insolita storia: i suoi clienti sono fantasmi, che si fanno portare dal suo taxi al cimitero della città, per poi scomparire nel nulla.

L’idea geniale dei due giovani registi permette la realizzazione di un film di circa mezz’ora che tiene davvero attaccati allo schermo, sia per l’originalità della trama, sia per la resa filmica di quest’ultima. La scelta del bianco e nero accentua ancor di più una fotografia davvero nitida e di alto livello, curata da Claudio Retolatto e Michele Sculco. Tutte le componenti di “Taxi” sono ben amalgamate tra loro: la musica di Matteo Tacchi coinvolge profondamente lo spettatore, trasmettendo l’inquietudine e il mistero vissuti dalla stessa coppia di protagonisti, creando pathos e una sorta di attesa nello scoprire la verità dell’intera vicenda, in bilico tra il soprannaturale e la drammaticità della morte. Inoltre la sceneggiatura brillante e originale, firmata sempre da Marco e Riccardo Di Gerlando, che riesce a raccontare nel miglior modo possibile questa storia intrisa di  atmosfere noir e riflessione sulla vita e sulla perdita di essa. Molto emozionante la scena finale, in cui ogni fantasma torna “a casa” attraverso un oggetto che nella sua vita aveva ricoperto un ruolo fondamentale, e il corpo fisico svanisce lasciando spazio all’entità dell’anima.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

EYES, una denuncia forte verso una società sempre più indifferente

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EYES, cortometraggio da un’idea di Maria Laura Moraci, Elisa Fois, Francesca Aledda, pone lo spettatore dinanzi al problema dell’indifferenza e del consumismo sfrenato. Al progetto hanno partecipato anche Daniele Ciprì (fotografia e riprese) e Andrea Baracca (color). La mancanza di empatia, il guardare “senza vedere”, viene proposto dalla giovane regista con un particolare espediente: tutti gli attori sono in scena con gli occhi chiusi e con delle pupille disegnate sulle palpebre.

Ogni singolo personaggio che appare in EYES, dai più centrali fino alle comparse (esclusa una bambina, in quanto ancora innocente), non riescono a percepire realmente cosa succede intorno a loro. Dal conducente dell’autobus, alla donna totalmente rapita dal suo smartphone, sino alle ragazze ciniche e superficiali… il mondo circostante sembra essere estremamente lontano dai personaggi, così distaccati da ciò che accade ad appena pochi passi da loro. Una richiesta di aiuto però, risveglia infine un ultimo e tenue bagliore di umanità: gli attori, uno a uno, hanno un sussulto e riaprono gli occhi (quelli veri) per destarsi finalmente dallo stato di torpore dell’indifferenza.

maria laura moraci

Maria Laura Moraci

L’ultima parte del cortometraggio invece, presenta le riprese agghiaccianti degli ultimi momenti di vita di Niccolò Ciatti, un ragazzo ucciso durante una rissa a Barcellona. Le immagini, naturalmente molto forti, non solo mostrano la violenza ma anche l’indifferenza delle persone circostanti che si limitano a filmare con lo smartphone ciò che sta accadendo. Un esempio impressionante di come, quegli occhi disegnati sulle palpebre, siano molto meno simbolici di quanto si possa immaginare.

Il cortometraggio si presenta come una denuncia forte e decisa verso una società che, a dispetto di una tecnologia che ci consente di essere in contatto con tutti, si chiude in se stessa, senza riuscire più a percepire la richiesta di aiuto di qualcuno a pochi metri da noi. Spendere e consumare, senza mai fermarsi per guardarsi attorno e ascoltare chi ci circonda, è effettivamente uno dei principali mali del giorno d’oggi. L’aprire gli occhi o meglio, il tornare a percepire gli altri esseri umani come il nostro prossimo, è l’augurio e la speranza di Maria Laura Moraci che, con questi pochi minuti riesce a colpire lo spettatore spingendolo a riflettere profondamente. L’architrave del tema è ben supportato da una fotografia che denota capacità artistiche e l’intercalare degli eventi è dosato e ritmato con l’esperienza che solo i professionisti riescono a cesellare con maestria, riuscendo a mantenere costante l’attenzione dello spettatore e a emozionarlo.  

 

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EYES, il corto di Maria Laura Moraci ai David di Donatello 2019

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EYES è tra i 72 cortometraggi in concorso ai prestigiosi David di Donatello 2019 che si svolgeranno il 27 Marzo 2019 a Roma. Il cortometraggio scritto e diretto da Maria Laura Moraci, dedicato alla memoria di Niccolò Ciatti, il 22enne picchiato a morte da tre coetanei nell’indifferenza generale il 14 agosto 2017 in una discoteca vicino Barcellona, è stato selezionato tra 326 cortometraggi.

Maria Laura Moraci, alla sua prima regia di un corto di finzione, ha già vinto con EYES, da Aprile 2018 21 Premi tra cui: Migliore Colonna Sonora all’Ischia Film Festival premiato dalla Sony, Miglior Cortometraggio al Roma Web Fest 2018 con un premio di 5000 euro in noleggio di attrezzature cinematografiche offerte da Panalight; Miglior Corto Italiano al Milan International Film Festival (MIFF), Miglior Regista Donna nella sezione “Best Woman Filmmaker” al Los Angeles Independent Film Festival Awards; il premio Miglior Regista nella sezione “Best Director” al Gold Movie Awards Goddess Nikea Londra; una menzione speciale al PIFF – Pordenone International Film Feste il premio eccezionale “Outstanding Achievement” al Berlin Flash Film Festival.

EYES è stato inoltre selezionato in 50festival, tra cui ricordiamo: il Sedicicorto International Film Festivaldi Forlì, il Taormina Film Fest,il COFFI Festival Berlin 2019, International Fest Roma Film Corto, il Roma Cinema Doce lo Sciacca Film Fest; il Miami Independent Film Festivale il 5thMzansi Women’s Film Festivalin South Africa; ARFF Barcelona // Around International Film FestivalBest Cinematography per la Fotografia di Daniele Ciprì; e nella pre-selezione al Firenze FilmCorti Festivalè stato il corto più votato dal pubblico. Qui è possibile consultare la lista completa.

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Il Demone dell’Acqua pubblico su YouTube dopo l’anteprima su MyMovies

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demone dell'acqua

Il Demone dell’Acqua, il cortometraggio scritto e diretto da Cristian Tomassini e prodotto da INDIVISION, sarà disponibile in versione completa su YouTube a partire dalle ore 12.00 18 Gennaio 2019: https://youtu.be/iUVrjj2JF4c Dopo essere stato disponibile in streaming, in ESCLUSIVA per due settimane, su MyMovies.it Il Demone dell’Acquasarà a disposizione del pubblico e della critica per sensibilizzare su un tema attuale e fondamentale come l’immigrazione.

Il Demone dell’Acquaracconta il tema dell’immigrazione in una chiave sci-fi originale e innovativa. Ha vinto il Los Angeles Film Awards, il Woodengate Film Festival, l’Indie Best film Festival di Santa Barbara in California, e l’Hrizantema fantasy and horror in Serbia. Ed è stato selezionato in numerosi festival italiani e internazionali, tra cui  CORTO NERO 2018, DROP – Horror Film Festival and Awards, FIPILI Horror Festival 2018, Trieste Science + Fiction Festival, Roma CINEMA DOC, MigrArti Film Fest, GEA Film Fest, IBESTFF e Chimeera COMIX 2018.

Kanu è un ragazzo etiope che, a bordo di un barcone pieno di disperati,insegueuna nuova vita,in Europa. Speranzoso ha tra le mani una lettera della quale non capiamo inizialmente la provenienza. Dopo pochi attimi si addormentacon il sorriso sulle labbra. Ilbarcone è vittima diun terribile naufragio, protagonista diun incubo psichedelico e simbolico del nostro protagonista: Kanu sognadi essere Kurtz, l’ultimo dittatore di un impero decadente asserragliato su di un’antica villa europea. La voce fuori campo della sua segretaria (caucasica) ci descrivegli ultimi momenti della vita di Kurtz che, in predaai suoi ultimi deliri di onnipotenza, risveglia una strega attraverso deiriti magici per affidarle il compito di porre fine alla sua esistenza. Intantoci sonocontinui rimandidell’incubo,quello che nella realtà sta avvenendo a Kanu,e l’acqua inizia a invadere la villa ei suoni del naufragio si fannosempre più intensi.

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