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Interviste

Tobey Maguire intervista il nuovo Spider-man

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Vman magazine ha pubblicato un articolo molto interessante in cui l’ex Spiderman Tobey Maguire intervista il nuovo The Amazing Spider-ManAndrew Garfield che sarà sul grande schermo dal 3 luglio. Qui ci sono alcuni estratti.

TM: Qual è stato il processo? Come hai fatto a finire per essere ‘il ragazzo’?

AG:  E ‘stato piuttosto semplice, a parte la pressione piena e drammatica rispetto a qualsiasi altro provino che io abbia mai fatto. A loro piace metterti al centro del ring, nel rispetto del dramma e della tensione che si crea attraverso una generazione di attori.

TM: Sì, capisco perfettamente. Che tipo di effetto ha avuto questo su di te?

AG: La cosa principale che sto pensando è preoccuparmi di quello che succederà dopo l’uscita di questo film. Qual è stata la tua esperienza, quando sei diventato Spider-Man agli occhi della gente? Sono interessato a sentire cosa avevi da dire sul cambiamento della tua vita. Perché in questo momento ho una serie di paure che mi contendono, minuto per minuto. Io non sono ancora consapevole di questa situazione, quindi sono sicuro che sto immaginando che sarà molto peggio di quello che è. Ti ammiro tanto perché sei un attore e questo è tutto quello che sei mai stato e tutto ciò che sarai. Deve essere molto difficile mantenere il semplice fatto di voler essere un attore, raccontare storie e non avere la tua immagine più grande della tua arte. Hai un ricordo di un cambiamento definitivo, o è stata una cosa senza continuità?

TM: Penso che la mia cosa era un po ‘diversa perché i film non erano stati fatti per l’apertura del week-end cosa che è abbastanza comune oggi. Il primo Harry Potter è uscito circa sei mesi prima di noi ed era quello il fenomeno del primo giorno. Era una cosa nuova in quel momento, e io non sto dicendo che non è accaduto nella storia del cinema, ma a quel tempo fu un grande salto e poi è successo lo stesso con noi. La gente non si aspettava nel 2002 uno Spiderman così. Per me era un po’ inaspettato. E’ stato scioccante.

AG: Mi sento una grande responsabilità sia per la storia che per i fans, perché so quanto significa questo personaggio per me e per le persone. Per il bene di tutte le persone che si preoccupano tanto quanto me, voglio portare il personaggio alla vita e assicurarmi che siano soddisfatti del lavoro che ho fatto.

TM: Questo è molto cool. Stiamo parlando di un sacco di cose, la connettività tra te e la storia e tra te e gli appassionati. Sembra che tu abbia un grande rispetto per il personaggio.

AG: Moltissimo. Peter Parker è un personaggio positivo, lui è mio puro soddisfacimento del desiderio, un perdente. Sono cresciuto così tanto con lui quando ero un ragazzino, dai fumetti  fino al primo film e tu avevi 19 anni quando ti ho visto in Spider-Man. Ho preso un dvd pirata al mercato di Portobello con il mio amico Terry, e siamo tornati a casa mia nel nord di Londra e lo abbiamo guardato due volte di fila!

TM [Ride]

AG: Terry ha questo accento e ogni volta che provavo a recitare quella parte, rideva e diceva: “No, amico, non potrai mai essere f * cking Spider-Man. Non sarai mai f * cking Spider- Man! “ Ero così umiliato e sconvolto. Ma, um … f * ck you, Terry!

TM [Ride]

The Amazing Spider-Man è interpretato anche da Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Campbell Scott, Irrfan Khan, Martin Sheen e Sally Field.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

Ancora più Bello: le video interviste esclusive a tutto il cast

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Ancora più Bello arriva al cinema dal 16 settembre in 350 copie, distribuito da Eagle Pictures. Si tratta del secondo capitolo della trilogia dedicata alle avventure sentimentali di Marta, adolescente affetta da una malattia che affronta con grande dose di ottimismo, e del suo gruppo di amici. (Qui la recensione del film)

Diretto da Claudio Norza, da un’idea di Roberto Proia, che lo ha anche sceneggiato insieme con Michela Straniero – si svolge esattamente un anno dopo i fatti raccontati nel primo capitolo (Sul più bello, diretto da Alice Filippi). Nel cast Ludovica Francesconi, Giancarlo Commare, Gaja Masciale, Jozef Gjura, Jenny De Nucci, Diego Giangrasso che abbiamo incontrato a Roma. Qui sotto le video interviste realizzate da Sabrina Colangeli per MadRog Cinema, il nostro canale youtube ufficiale.

Ancora più Bello: la sinossi del film

Dopo dodici mesi, la storia tra Marta (Ludovica Francesconi) e Arturo è finita. “In amore gli opposti si attraggono ma alla fine si lasciano”, si ripete Marta, che giura a se stessa di voler rimanere da sola per un po’ e continua a convivere con ottimismo con la malattia che da sempre l’accompagna. Ma quando arriva Gabriele (Giancarlo Commare), un giovane disegnatore tanto dolce e premuroso quanto buffo e insicuro, Marta riconosce che potrebbe essere lui l’anima gemella che non riusciva a trovare in Arturo. Ma prima di farsi coinvolgere del tutto in una nuova storia, è sempre meglio aver chiuso definitivamente con quella precedente.

Approfittando di un temporaneo trasferimento di Gabriele a Parigi, Marta cerca di schiarirsi le idee anche grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre Federica (Gaja Masciale) e Jacopo (Jozef Gjura). Mentre ormai è sempre più convinta a lasciarsi andare alla storia con Gabriele, il ragazzo in preda alla gelosia commette un errore imperdonabile, che li farà separare. Quando tutto sembra andare storto arriva però una telefonata dall’ospedale che cambia le priorità di tutti: c’è un donatore compatibile per Marta. 

Il resto sarà svelato nel terzo capitolo della trilogia, Sempre più bello, in uscita nelle sale cinematografiche nel 2022.

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Cinema

Venezia 78 | Old Henry, video intervista a Tim Blake Nelson, Scott Haze e il regista Ponciroli

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Con il nuovo Old Henry, presentato fuori concorso a Venezia 78, Potsy Ponciroli confeziona un rigoroso western minimalista, o un microwestern, come amano chiamarlo i suoi interpreti, segnato dall’eccezionale contributo attoriale di Tim Blake Nelson – capace di dire tutto sul suo personaggio anche solo attraverso il modo in cui impugna la pistola – e dal tentativo di aggiornare il rapporto fra realtà e leggenda, ampliando una mitologia western cinematograficamente antichissima (un’operazione cercata di recente solo da Andrew Dominik con L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford).

Abbiamo avuto l’occasione di parlare del film con gli interpreti Tim Blake Nelson e Scott Haze e con il regista Potsy Ponciroli.

Ponciroli riesce a trarre vantaggio dalle ristrettezze di budget per realizzare un western in cui si sparano le ultime pallottole di un genere ormai al tramonto: in cui si possono contare i colpi esplosi dalle pistole e si riesce a tenere traccia di quanti ancora ne rimangono nel tamburo.

Non c’è nessuna voglia di spettacolarizzazione, nessun desiderio di mettere in scena l’ennesimo action caotico e frastornante: Old Henry aggiorna una trama classica – l’irruzione di uno straniero in casa che rompe gli equilibri di una famiglia e riporta a galla eventi rimossi del passato – e allo stesso tempo riesce a dire qualcosa di estremamente interessante sul genere di riferimento.

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Cinema

Venezia 78 | Il Silenzio Grande, video intervista ad Alessandro Gassmann

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Dopo aver diretto con successo il testo di Maurizio De Giovanni a teatro, Alessandro Gassmann ne propone adesso una rinnovata versione per il grande schermo, conservandone l’impianto ma sfruttando tutti gli strumenti a disposizione del regista cinematografico per ampliarne il senso e arricchire la sceneggiatura di nuove sfumature.

Abbiamo avuto modo di parlare con Alessandro Gassmann del suo terzo film da regista, delle sfide affrontate nel processo di trasposizione del testo dal teatro al cinema e di come immagina il suo prossimo futuro nel cinema.

Il Silenzio Grande: intervista ad Alessandro Gassman

Il Silenzio Grande, presentato come evento speciale delle Giornate degli Autori nel corso della 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, permette a Gassmann di utilizzare una dimora reale come scenografia della sua Villa Primic – non solo ambiente, ma personaggio fondamentale del racconto – e di lavorare sulla fotografia per suggerire visivamente allo spettatore cose che il testo solo parzialmente suggerisce. 

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