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Festival

Venezia 70°: Tom Welling presenta Parkland, un nuovo sguardo sulla morte di JFK

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Abbiamo seguito in occasione della 70°edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia la conferenza stampa dell’interessante Parkland. Scritto e diretto da Peter Landesman e interpretato da Zac Efron, Paul Giamatti, Jackie Earle Haley, Marcia Gay Harden e Tom Welling Parkland racconta i tragici eventi accaduti nell’ospedale Parkland durante l’assassinio del presidente Kennedy. Potete trovare qui sotto le domande poste dalla stampa internazionale a Peter Landesman e a Tom Welling.

Nel film possiamo trovare fonti molto dettagliate. Da dove provengono?

Peter Landesman: C’è molto materiale su questo episodio della storia, numerose testimonianze disponibili. Abbiamo dovuto ottenere delle licenze per poterle utilizzare nel film. Mi sono chiesto: perché non abbiamo visto prima queste storie? Quello che volevo era realizzare un’opera cinematografica e allo stesso tempo storica.

Il filmato rappresentato nel film è molto dettagliato, violento e poco conosciuto. Cosa pensate al riguardo?

Peter Landesman: Il nostro obiettivo era mostrare una verità viscerale, non solo emotiva ma reale. Nel film possiamo vedere molto sangue, una visione quasi shakespeariana che colpisce. Questo film è il punto di incontro tra la fiction e la realtà, una visione arcaica che ha immediatezza e allo stesso tempo ferocia.

Nel film possiamo trovare una certa empatia per alcuni personaggi criticati come Oswald, perché? E inoltre il titolo del film si riferisce al luogo vero e proprio o è una metafora del paese?

Peter Landesman: Parkland ha certamente un importante significato spirituale, per questo abbiamo scelto questo titolo. Non ho comprensione o simpatia alcuna per determinati personaggi di questa storia ma riconosco sicuramente una certa umanità, Oswald era un essere umano. Questo film non vuole fornire giudizio alcuno né gridare alla cospirazione o ad altro, vuole solo raccontare il tutto come parte di un’esperienza umana.

Come è stato far parte di questo film?

Tom Welling: E’ stato fantastico, ho vissuto una bellissima esperienza di insieme. La parte peggiore è stata la fine delle riprese, non volevamo proprio concludere questo meraviglioso film. Ho visto tantissime volte la scena dell’assassinio di Kennedy ma senza mai fare caso al contorno della scena, agli altri personaggi. Su questo set ho avuto la possibilità di esplorarmi come attore.

Che stile di riprese ha utilizzato?

Peter Landesman: Sul set avevamo due camere che giravano in continuazione. Ai miei attori ho suggerito di convivere con i loro personaggi.

Classe 1988, nato con l'idea del cinema come momento magico, cresciuto con la prassi di vedere (almeno) un film a sera, abituato a digerire qualsiasi tipo di opera (commedia, splatter, dramma, horror) sin dai primissimi anni di età, propenso a scavare nei meandri più nascosti per trovare sconosciute opere horror da torcersi le budella... appassionato, commerciale, anti-commerciale, romantico, seriofilo, burtoniano...disponibile davanti e dietro le quinte e disposto per tutti voi ad intervistare le più grandi celebrità italiane e internazionali... questo è Carlo Andriani ovvero: IO.

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Cinema

Venezia 76: Leone d’oro alla carriera a Julie Andrews, la sola e unica Mary Poppins

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Julie Andrews

Il Leone d’oro alla carriera della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019) è stato attribuito alla grande attrice inglese Julie Andrews, protagonista – tra i suoi numerosi successi internazionali – di classici amati in tutto il mondo quali Mary Poppins (1964), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Victor Victoria (1982).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto BarberaJulie Andrews, nell’accettare la proposta, ha dichiarato: “Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio La Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”.

A proposito di questo premio, Alberto Barbera ha dichiarato: “Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema. I due ruoli la proiettano nell’empireo delle dive internazionali, facendone il personaggio iconico adorato da intere generazioni di spettatori, senza tuttavia esaurire l’ampiezza e la portata della sua carriera artistica.  Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia.

È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra ipiù profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

 

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Cinema

Cannes 2019: Alejandro G. Inarritu presidente di Giuria

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Alejandro G. Iñárritu è ​​stato nominato presidente della giuria del Festival di Cannes 2019. Il regista premio Oscar di “Birdman” e “The Revenant” sarà il primo artista messicano a presiedere l’evento. Iñárritu ha una lunga storia con Cannes, a partire dal suo lungometraggio d’esordio, “Amores Perros” nel 2000, e  due anni fa con la sua esperienza di realtà virtuale acclamata dalla critica, “Carne y Arena”, nella selezione ufficiale.

Cannes è un festival che è stato importante per me dall’inizio della mia carriera” ha detto Iñárritu in una nota. “Sono entusiasta di tornare quest’anno con l’immenso onore di presiedere la giuria“. Ha aggiunto: “Il cinema scorre nelle vene del pianeta e questo festival è il suo cuore. Noi della giuria avremo il privilegio di assistere al nuovo ed eccellente lavoro di colleghi cineasti di tutto il pianeta. Questa è una vera delizia e una responsabilità che assumeremo con passione e devozione“. Pierre Lescure, il presidente del festival, e Thierry Frémaux, il suo direttore artistico, hanno elogiato Iñárritu come “non solo un audace cineasta e regista pieno di sorprese, ma anche un uomo di convinzione, un artista del suo tempo“.

Amores Perros“, un’esplorazione della società messicana, presentata in anteprima mondiale alla Settimana della Critica di Cannes, ha vinto il Gran Premio e ha ricevuto una nomination all’Oscar in lingua straniera. Nel 2006 Iñárritu ha vinto il premio come miglior regista a Cannes per il dramma d’ensemble “Babel“, che ha ricevuto sette nomination all’Oscar. Nel 2010 è tornato alla Croisette con “Biutiful“, il cui protagonista, Javier Bardem, ha portato a casa il premio come miglior attore e una nomination all’Oscar.

Il 72° Festival di Cannes si svolgerà dal 14 al 25 maggio 2019.

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Cinema

Oscar 2019, tutte le foto più belle dal red carpet

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Domenica sera nessun presentatore ufficiale è salito sul palco della 91° edizione della notte degli Oscar, ma il Dolby Theater si è riempito di tantissime star del cinema e della tv. Ma, prima della cerimonia di premiazione, le star hanno sfilato sul red carpet, sfoggiando look eleganti, sobri o particolarmente estrosi e oltre i limiti. Qui sotto potete sfogliare una gallery con alcune delle foto più belle e irresistibili del red carpet degli Oscar 2019.

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