Connettiti a NewsCinema!

News

Film in sala dal 26 gennaio 2017: programmazione cinema

Pubblicato

:

Questa settimana sono in programma ben 9 film che faranno la loro apparizione in tutte le sale cinematografiche. Oltre all’attesissimo La La Land che si è aggiudicato ben 7 Golden Globe, ci sono tantissime novità, come la commedia con James Franco Proprio Lui, un thriller psicologico con James McAvoy e un film- documentario molto interessante.

Fallen

Un film di Scott Hicks con Addison Timlin, Jeremy Irvine, Harrison Gilbertson e Joely Richardson. Basandosi sulla saga best seller della scrittrice Lauren Kate, Fallen racconta la storia di Luce Price, una diciassettenne che trascorre una vita normale fin quando non viene accusata per un crimine che non ha mai commesso. Dopo essere stata spedita in un rigido riformatorio, Luce si lega inspiegabilmente a due misteriosi ragazzi che la corteggiano, sentendo per loro dei forti sentimenti contrastanti. Dopo avere scoperto che sono due angeli che si contendono il suo amore da secoli, dovrà scegliere se schierarsi dalla parte del Paradiso o dell’Inferno.

La La Land

Diretto da Damien Chazelle con Ryan Gosling e Emma Stone. Los Angeles, Mia ha il desiderio di diventare un’attrice, ma tutti i provini a cui partecipa si rivelano essere dei completi fallimenti. Nel frattempo, Sebastian, un musicista da pianobar, spera di potere realizzare qualcosa di più importante per il suo futuro. Le loro strade sono destinate a incrociarsi creando un rapporto molto solido al fine di arrivare al successo tanto sperato. Il successo alla fine arriva, ma metterà a dura prova la loro relazione.

Proprio Lui?

Diretto da John Hamburg con Bryan Craston, James Franco e Megan Mullally. Per le vacanze di Natale Ned Fleming, marito e padre esemplare, decide di andare a fare visita alla figlia Stephanie in California e, con l’occasione, decide di conoscere il suo fidanzato. Laird è il fidanzato in questione, un miliardario che possiede una mega villa nella Silicon Valley dall’atteggiamento presuntuoso e dal linguaggio scurrile. Come poteva essere prevedibile, Ned non riesce ad accettarlo, specialmente quando scopre che il ragazzo è intenzionato a sposare la figlia.

Proprio Lui?

Split

Dal regista M. Night Shyamalan con James McAvoy, Anya Taylor-Joy e Betty BuckleyCasey e due sue compagne di scuola vengono rapite da un pericoloso maniaco che le rinchiude in una cantina. Oltre a non sapere cosa le attende, le ragazze faranno conoscenza delle molteplici personalità che abitano la mente del rapitore, alcune di esse molto pericolose.

Il Viaggio di Fanny

Diretto da Lola Doillon con Leonie Souchaud, Fantine Harduin e Juliane LepoureauFanny è una bambina ebrea che vive durante il regime nazista della seconda guerra mondiale. Dopo essere stata affidata ad una organizzazione clandestina nel tentativo di salvarle la vita, Fanny è costretta a scappare dal rifugio insieme ad altri bambini nel tentativo di raggiungere la Svizzera.

Split

Les Ogres

Dal regista Lea Fehner con Adele Haenel, Marc Barbé e Francois Fehner. Gli attori che appartengono alla compagnia teatrale Davai sono sempre in tournee per mettere in scena i loro spettacoli in giro per la Francia. Nonostante da anni ormai mettono in scena la stessa opera di Cechov, accade sempre qualcosa di nuovo ed inaspettato, proprio perché spesso i turbolenti legami affettivi che tengono insieme gli attori travalicano i confini privati e traspaiono di fronte al pubblico.

Riparare i Viventi

Un film di Katell Quillevere con Tahar Rahim, Emmanuelle Seigner e Anne DorvalSimon è un giovane ragazzo appassionato di surf che si sveglia all’alba per cavalcare le onde più belle; mentre torna a casa a bordo dell’auto guidata da un amico, rimane vittima di un grave incidente stradale che lo costringe ad uno stato comatoso grave. Il medico spiega ai genitori che il cuore batte ancora, ma per il ragazzo non c’è nulla da fare. Nel frattempo, a Parigi, il cuore di Claire si sta ingrossando innaturalmente e la sua unica speranza è un trapianto.

Doraemon Il Film – Nobita e la nascita del Giappone

Film d’animazione diretto da Shinnosuke Yakuwa. Doraemon e suoi amici sono stanchi della solita routine quotidiana, così decidono di viaggiare indietro nel tempo di oltre 70.000 anni in un periodo in cui il Giappone era disabitato. Dopo avere fatto conoscenza con alcune creature magiche, incontrano il giovane Kukuru che racconta ai ragazzi che il suo villaggio è stato distrutto da uno sciamano selvaggio. Nobita e i suoi amici aiuteranno Kukuru a cacciare lo sciamano dal villaggio e a far ritornare la pace.

Zero Days

Un film documentario dal regista Alex Gibney con Ahmoud Ahmedinejad, George W. Bush e Hilary Clinton Una guerra informatica a base di virus capaci di autoreplicarsi, scoperti nel 2010, sembra essere un progetto comune tra Stati Uniti e Israele per ostacolare i piani dell’Iran. Ma il virus risulta essere incontrollato e incontrollabile mettendo a repentaglio l’intera operazione. A tutto ciò si aggiunge un programma informatico rinominato Olympic Games capace di bloccare le infrastrutture di un intero Stato.

Scopri qui dove e a che ora vedere il film scelto!

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

RFF 13: Isabelle Huppert, conferenza stampa

Pubblicato

:

Isabelle Huppert, l’immensa attrice francese in occasione del ritiro del premio alla carriera durante la terza giornata della Festa del cinema di Roma, durante la conferenza stampa ha parlato a cuore aperto della sua carriera e del suo modo di approcciarsi alla recitazione. Imperativo da seguire: mai avere paura!

Lei è una fonte di ispirazione per molti attori e attrici, interpretato ruoli importanti e coraggiosi. Dove ha trovato il coraggio per poterlo fare?

Non solo giovani attori mi fanno i complimenti. I ruoli che ho interpretato non mi hanno mai fatto paura, ma sono comunque complessi e coraggiosi. Può far paura avere difficoltà, conflitti nella vita, ma l’unica cosa importante è vivere e lavorare in armonia.

Ultimamente ha lavorato nella serie The Romanoffs, cosa può dirci a riguardo?

The Romanoff è stato un lavoro molto intenso ed ho imparato anche un po’ di russo. Avevo visto Mad Man di Matthew Weiner e ho voluto lavorare fortemente con lui. Spesso si dice che dietro i Romanoff ci sia un mistero. I componenti sono morti, ma Mattew ha pensato bene di speculare su questa storia, creando 8 episodi diversi tra loro. Il mio personaggio è quello di una regista molto nervosa e trovo che nel mio episodio c’e qualcosa di barocco.

Oggi riceverà il premio alla carriera, cosa ha pensato quando le è stato comunicato? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare nella sua carriera?

Il teatro è una situazione più stressante rispetto al cinema, ma sono contenta di essermi cimentata anche in questo campo. Le difficoltà che si incontrano nel cinema vengono risolte dalla regia. Come attrice pongo molta fiducia nel cinema. Ricevere questo premio per me è una grande soddisfazione. Ricordatevi di non avere mai paura dell’ignoto. Il fatto che in teatro non si riproduce mai la stessa cosa, non mi spaventa, anzi lo trovo una cosa molto stimolante. Negli ultimi tempi il cinema è diventato una finestra sul mondo, per gli spettatori e per me.

Qual è il personaggio alla quale è più legata?

Mi sento vicina e non vicina ai personaggi che interpreto. “Non” mi sento vicina perché quello che accade in scena non mi succede nella vita reale. Invece “mi” sento vicina, perché comunque in tutto quello che rappresento metto una parte di me. Divido le attrici – e non solo – in due categorie: quelle vicino alla realtà e quelle più vicine alla fantasia. Resta il fatto che si tratta comunque di fiction.

Nel corso della sua carriera ha interpretato più di cento film. Come è riuscita a mantenere la sua identità?

È il cinema che permette di farlo. Così come avviene nel teatro è un confronto con se stessi. Non ci sono diverse recitazioni e soprattutto non si deve mai avere paura di quello che si andrà a recitare. Come disse Truffaut in riferimento a quando si gira un film: “ Il treno è partito e il paesaggio scorre”. Dobbiamo sempre essere noi stessi, perché è il cinema che deve raccontare.

Come ben sa, il grande Vittorio Taviani è venuto a mancare qualche mese fa. In merito, cosa ci può raccontare del rapporto con i Fratelli Taviani?

Ho un bellissimo ricordo di loro due, quando abbiamo girato in Toscana. Siamo stati in luoghi bellissimi e ricordo una dolcezza e bravura unica di Paolo e Vittorio.Erano due persone con una sola testa.

Continua a leggere

Cinema

RFF13: Il mistero della casa del tempo, conferenza stampa

Pubblicato

:

Bella come poche attrici al mondo, Cate Blanchett vincitrice per ben due volte del premio Oscar, questa volta si è cimentata in una commedia fantasy per ragazzi dal titolo Il mistero della casa del tempo diretto da Eli Roth. La Blanchett è Mrs. Zimmerman e presenta un look sempre fine ed elegante con capelli grigi sfumati con il viola, ricorda sotto alcuni punti di vista, il personaggio di Mary Poppins. Il film è tratto dal romanzo di John Bellairs, un classico dell’infanzia che in tempi non sospetti, la Blanchett aveva letto quando era bambina. Durante la conferenza stampa incentrata sulla proiezione de Il mistero della casa del tempo, la bellissima attrice ha parlato anche di esperienze personali molto interessanti.

Cosa ha pensato quando ha letto per la prima volta la sceneggiatura?

C’è da dire che ero molto ansiosa di lavorare con un regista come Eli Roth, data la mia passione per il genere horror. Ad incuriosirmi è stato il fatto che questa storia di magia ma ambientata nel mondo reale, era destinata in particolar modo ad un pubblico di ragazzi. Per tanto il film, non doveva avere contenuti troppo pesanti né provocatori, bensì doveva contenere un messaggio giusto: nella vita possiamo cambiare tutto quello che non ci piace, che sia a scuola o all’ università.

Nel film c’è una frase che viene ripetuta spesso: “la magia è dentro di te”. Lei come intende questo concetto legato alla magia interiore? Cosa e quanto ama questo genere di film?

Di questo genere mi piacciono le scenografie e i costumi. Nel film mi piace vedere come la magia riesca ad entrare in azione nel mondo reale. Un mondo che viene trasformato in qualcosa di migliore, proprio attraverso la magia. In questo film, la magia è da intendersi come una metafora del cambiamento, come una necessità dell’evoluzione, di cambiare opinione.

Quando si trova a girare un film sente il dovere di lanciare un messaggio importante ai giovani e in primis ai propri bambini?

Secondo me c’è un messaggio positivo rivolto ai giovani e alle loro famiglie. Non bisogna lasciarsi condizionare dalle etichette che spesso vengono date in luoghi come le scuole e le università. Questo non è un film pesante, non ci sono sermoni destinati ai ragazzi. Ci sono solo tre personaggi stravaganti che attraverso l’utilizzo della magia rendono tutto più incantevole.

 

Lei è madre di quattro figli, una dei quali è stata adottata. Quanto ha messo della sua vita privata in questo film, visto che c’è una storia che parla di adozione?

Il film parli di tre persone rimaste in orfane perché Jonathan se n’è andato di casa. Il mio personaggio ha perso il marito e la propria figlia nello sterminio nazista. Alla fine, si cerca di creare una nuova famiglia con i cocci rotti delle precedenti. Le famiglie si formano in tanti modi, è sempre stato, anche se non sempre viene accettato. Per quanto riguarda la mia vita privata, non c’è alcuna differenza tra l’amore che nutro per mia figlia adottiva e i miei tre figli biologici.

Nel film viene citato l’aggettivo “indomito”. È un termine che sente vicino alla sua persona, magari legato al suo successo?

I fallimenti hanno un valore importantissimo nella vita di un essere umano, perché attraverso questi passi falsi si costruisce il proprio successo. Per quanto mi riguarda, sono stati proprio gli insuccessi che ho avuto nel corso della mia carriera a rendermi “indomita”.

In questo film la magia è la protagonista. Se potesse avere un super potere, quale vorrebbe?

“Bella domanda. Vorrei tanto avere quel potere che faccia andare tutti a votare, in particolar modo i giovani. Le elezioni sono lo strumento democratico di un Paese e  possono avere conseguenze importanti su tutto il mondo”.

 

Continua a leggere

Cinema

RFF13: Il vizio della speranza, conferenza stampa

Pubblicato

:

Un film giustamente etichettato come “femminile” . Il nuovo film di Edoardo De Angelis è dedicato alle donne, alla forza che hanno quando tutto ciò che le circonda, sembra schiacciarle al pavimento e lasciarle morire, senza avere la possibilità di reagire. Il vizio della speranza oltre ad essere il titolo della sua pellicola, è anche un modo efficace per descrivere il vizio, il pensiero fisso che la protagonista Maria mostra nei 97 minuti. Presenti alla conferenza stampa il regista Edoardo De Angelis, con i produttori Pierpaolo Verga, Attilio De Razza e il distributore Giampaolo Letta, lo sceneggiatore Umberto Contarello, il compositore Enzo Avitabile e il cast composto da Pina Turco, Cristina Donadio,  Marina Confalone, Massimiliano Rossi.

Come è nata l’idea del film?

Edoardo De Angelis: Il centro del film è uno: vince chi resiste all’inverno, chi decide di fare qualcosa per cambiare il proprio destino. Chi si ribella all’imperativo “servire” e decide di usare la parola “agire” per uscirne fuori.

Solitamente quando fai i tuoi film, sembra che racconti sempre la solita realtà dura e feroce. In questo caso però c’e qualcosa in più, ci sono diversi registri innovativi come tenerezza, dolcezza. Come fai a mostrare sempre qualcosa di diverso?

Edoardo De Angelis: La tentazione di rifare qualcosa che mi è venuta bene, è tanta. Ma avere nella propria vita, una moglie e un produttore folli, non mi consente di andare verso la comodità. Mi spingono sempre a sperimentare, a battere nuove strade. Questo è doveroso per chi racconta storie, usando nuove forme di linguaggio.

Come è stato lavorare con un regista come Edoardo De Angelis?

Enzo Avitabile: Lavorare con un regista come Edoardo è stato molto facile, perché con lui è un piacere collaborare. Gli elementi di cui abbiamo tenuto conto nella composizione delle musiche e delle canzoni sono tre. Il primo è il modo di dire “I‘ ccà ce sent”, creando composizioni adatte al momento raccontato. Il secondo è la musica come esigenza dell’anima, senza aver alcun tipo di limitazioni. Il terzo è stato avere dei temi senza un vestito fisso, lasciare che la musica fosse un elemento di racconto durante il film, nei momenti di silenzio, rispondendo alle frasi “I’ song” e “I‘ sacce”.

Il vizio della speranza è uno dei vizi più belli che si possa avere. Inizialmente non è una cosa che appartiene a Maria, ma tutto cambia quando c’e un motivo per il quale combattere, per la quale sperare in un futuro migliore. Come ti sei rapportata a questo personaggio e tu, in prima persona, sei una persona che spera?

Pina Turco: La speranza ha dentro di se il seme della fiducia, della fede, serve per scrivere il proprio destino. La nascita di un bambino è la cosa più bella che possa accadere nella vita di un essere umano, sopratutto quando si è una donna. Per quanto riguarda la speranza e la mia persona, posso dire che quando ho accettato di fare questo film, mio marito non era convinto fossi pronta per interpretare un ruolo così complesso, per questo motivo dimostrargli che invece si stava sbagliando, è diventato il mio vizio della speranza.

Come hai fatto ad interpretare un personaggio così spietato?

Marina Confalone: Solitamente, sono abituata a lavorare sempre da sola. Ma ho capito che per poter interpretare nel migliore dei modi il ruolo spietato di Marì, era necessario l’aiuto di Edoardo. In particolar modo, sono stata molto a contatto con Pina, così da creare un rapporto più complice, in un set nel quale è stato bellissimo lavorare, in totale armonia.

Come è stato scrivere la sceneggiatura di un film totalmente al femminile e solo con tre uomini?

Umberto Contarello: Edoardo ha fatto una cosa molto difficile. Volevamo fare un film lirico ma immerso in un mondo nemico della lirica. Il film è nato da un’idea esplicitamente cristiana. Vedendo il film, mi è sembrato lampante l’associazione con l’andamento di una parabola. Per poter parlare di attualità si deve attingere al mondo arcaico. In questo film, viene sfatato il concetto che i bambini si fanno solo in relazione al luogo nel quale si fanno.

Quando hai interpretato il ruolo di Chanel in Gomorra ti sei ispirata ad una donna boss della periferia di Napoli, invece per il ruolo di Alba, da chi hai tratto ispirazione?

Cristina Donadio: Alba, la mamma di Maria è una donna affetta da una catatonia esistenziale. Lei non si rende conto di quello che la figlia sta vivendo e patendo. Sostanzialmente è stato fatto un lavoro di sottrazione nel caratterizzare Alba.

Il personaggio di Carlo Pengue è molto interessante. Come ti sei rapportato a questo ruolo?

Massimiliano Rossi: Ogni volta che mi trovo a lavorare con Edoardo, i personaggi che mi vengono assegnati mi sembrano sempre sconosciuti. Sono concreti solo in forma di pensiero, ma restano comunque inarrivabili. Solitamente, a causa del mio aspetto, vengo preso per interpretare ruolo da cattivo, ma forse per la prima volta, mi trovo nel ruolo di un bravo uomo, esiliato ingiustamente. Carlo Pengue è un essere umano, forse l’unico del film. Uno degli aspetti più belli è il legame tra Carlo e Maria, presente all’inizio e alla fine del film.

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Facebook

Film in uscita

Ottobre, 2018

Nessun Film

Film in uscita Mese Prossimo

Novembre

Nessun Film

Recensioni

Nuvola dei Tag

Popolari

X