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Can Yaman

Ginta si racconta tra desideri, consigli e divertenti aneddoti su Can Yaman

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“Donne, donne, oltre alle gambe c’è di più” cantavano Jo Squillo e Sabrina Salerno al Festival di Sanremo del 1991 . Leggendo il curriculum di Ginta Kubiliute Rachel, conosciuta dal pubblico solo come Ginta, questa frase sembra essere stata scritta per lei. Le esperienze collezionate in Italia e soprattutto all’estero nel campo della moda e della musica parlano per lei, dimostrando che oltre a essere bellissima è anche piena di contenuti. È il caso di dire che il detto popolare “è bella ma non balla” con lei viene completamente sfatato, perché non solo balla, ma canta, suona e nel tempo libero segue la sua passione per l’architettura.

Nata a Kaunas in Lituania ma cresciuta in Svizzera, a Lugano, la pop star internazionale conosciuta per brani come Mais oui mais non e Shanghai, giusto per citarne due, ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli 12 anni, come testimonial del noto brand Lee Jeans. Ovviamente una bellezza come la sua non poteva passare inosservata, soprattutto nei concorsi di bellezza ai quali partecipa e vince, come Miss Teen Svizzera e Miss Muretto nel 2002, diventando la più giovane vincitrice della storia del concorso.

Quando la passione si trasforma in lavoro…

La bella Ginta impegnata a studiare ben 6 lingue quali, italiano, francese, inglese, lituano, russo e tedesco, inizia a coltivare una passione che riuscirà a trasformare in lavoro: la musica. Da questo momento in poi, la sua carriera da musicista e cantante prende il volo in tutto il mondo, arrivando a collaborare anche con programmi importanti, come la versione inglese del talent show X Factor. Il pubblico negli ultimi tempi ha avuto modo di vederla e sentirla cantare nel programma di successo su Canale 5, All Together Now condotto da Michelle Hunziker e J-AX.
Ginta 
con oltre 204 mila follower su Instagram lo scorso mese ha pubblicato una foto in compagnia di due volti noti agli amici di NewsCinema: Andrea Carpinteri e l’attore turco Can Yaman . Scopriamo insieme cosa ci ha raccontato la brava e bella Ginta divisa tra lavoro, passioni e aneddoti su Can Yaman.

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Ginta

L’intervista a Ginta

Leggendo il tuo curriculum davvero sorprendente, la prima cosa che stupisce è il fatto che conosci perfettamente ben sei lingue. Dato il tuo spiccato talento nel riuscire a parlare così tanti idiomi, ce n’è uno che avresti sempre voluto imparare ma al quale hai momentaneamente rinunciato per mancanza di tempo libero?

– Assolutamente si, perché non si smette mai di imparare. Una lingua che sto studiando attualmente in maniera molto leggera è lo spagnolo. Ci metto davvero poco ad imparare lingue nuove, perché interpreto le parole come sonorità. In questo momento, non mi sono fiondata a studiare lo spagnolo con tutta me stessa perché una lingua ha bisogno di tanta pratica per essere tenuta viva. In questo momento i miei progetti sono incentrati soprattutto in Francia e Italia, non avrei modo di praticarla sufficientemente. È una lingua che mi pento di non aver studiato prima, l’avrei forse preferita al tedesco, che non ho mai avuto davvero modo di usare nella mia carriera.

Ascoltando brani come il tuo ultimo successo Shanghai, Mais oui mais non e Cet air la, come mai hai scelto di cantare prevalentemente in francese?

– Il francese a dire la verità non è soltanto una lingua, ma anche un’atmosfera. Dato che sono musicista e cerco sempre di far arrivare delle emozioni alle persone che ascoltano la mia musica, il francese rappresenta ciò che sento di raccontare. Ascoltare un brano è come far partecipare una persona nella trama di un film. Il francese in questo senso per me ne è la colonna sonora perfetta. Ogni lingua nel canto ha una vocalità e un’espressione completamente diverse. Per esempio, in italiano la mia voce sembra più pungente, in francese più sensuale, in inglese più energica. In effetti, quando registro nelle diverse lingue a volte, facendo sentire i provini in Sony Music, a volte non riescono a riconoscermi per quanto la voce e la maniera di interpretare cambiano. Un cantante può trovare davvero tantissime sfaccettature nuove provando a cantare in una lingua diversa. Il francese in questo periodo della mia vita mi rappresenta tantissimo ed è ciò che voglio esprimere a chi mi ascolta.Nulla toglie però all’inglese, che sto sperimentando per i prossimi brani…

Piccolo consiglio: prima di continuare a leggere l’intervista cliccate su ‘play’ e ascoltate il brano Shangaï ….

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Prima regola: volersi bene, sempre!

La scorsa settimana sei stata protagonista di una diretta sul profilo Instagram di Andrea Carpinteri nella quale vi siete cimentati in una sessione di allenamento fisico da poter fare in casa, viste le misure restrittive imposte dal governo per evitare che i contagiati dal coronavirus possano aumentare. Qual è il rapporto con il tuo corpo e soprattutto vorresti dare dei consigli da seguire alle tue fan?

– Trovo che in periodi come questo bisognerebbe prendersi un pochino più cura di sé stesse e amarsi di più. Per me questo amore si traduce nello stile di vita sano –  mangiare bene e attività sportiva. Lo sporto per me un’abitudine, più che una costrizione – fa stare bene non solo fisicamente, ma col rilascio di endorfine ( ormoni della felicità) anche mentalmente. Questo equilibrio è fondamentale. Inoltre, l’attività cardio è importantissima anche per la musica, che richiede anche una certa preparazione atletica. Per esempio se devo fare un concerto di un’ora, dovrei essere allenata per almeno il doppio, quindi due ore di corsa per non perdere il fiato a metà concerto. Ti ripeto, è diventata proprio uno stile di vita perché sono abbastanza pigra. Nel senso che se non ho un’abitudine, rischio di non fare le cose. La costanza di fare sport tutti i giorni, comunque mi è rimasta da quando ero una teenager e che mi porto dietro da sempre. Tra me e me, è un appuntamento fisso giornaliero, ma alla fine se finisco per allenarmi 5 volte alla settimana, va benissimo lo stesso. Mi limito a fare esercizi semplici e mirati. Se pensate che lo sport sia un’imposizione, una cosa faticosa e fatta forzatamente, cambiate subito!

Come hai detto in diverse occasioni hai debuttato a 12 anni come modella, oggi sei un’artista di fama internazionale. Se avessi l’opportunità di fare un salto temporale nel passato, cosa diresti alla Ginta di 12 anni?

– Sicuramente le direi di farsi meno problemi mentali. Perché alla fine come ogni ragazza, crescendo mi sono portata dietro anche le mie insicurezze, le mie piccole ombre da combattere, i miei piccoli mostri che mi tormentavano sempre. Le direi di fare tutto in maniera più rilassata, perché tanto le cose accadono.

I prossimi progetti per il futuro e gli aneddoti con Can Yaman a Milano

Puoi dirci qualcosa in merito al tuo futuro professionale? E quando il pubblico avrà modo di vederti nuovamente in tv?

– Per quanto riguarda la televisione, non so dire esattamente quando potranno vedermi, data la situazione che stiamo vivendo tutti, quindi ci sono tantissime incertezze nel mondo dello spettacolo. Però posso dirti che sicuramente faccio quello che si può e ti anticipo che tra due settimane verrà pubblicato il mio nuovo singolo che invito tutti ad ascoltare e a vedere sul mio canale ufficiale YouTube.

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Can Yaman, Ginta e Andrea Carpinteri durante il party della MTSZ Style

Lo scorso febbraio, esattamente un mese fa, insieme ad Andrea Carpinteri siete stati ospiti di un party esclusivo della MTSZ Style durante la Milano Fashion Week. In questa occasione ha preso parte l’attore turco Can Yaman. Ti andrebbe di condividere un ricordo, un aneddoto o un momento divertente che avete vissuto insieme durante quell’occasione?

– Can è una persona adorabile in tutti i sensi. È un ragazzo dolcissimo, divertente, ha un senso dell’umorismo spiccato e soprattutto ha un’umiltà unica. Andrea è come se fosse un fratello per me, siamo cresciuti insieme ed è stato veramente un weekend magico. Di aneddoti ce ne sono tantissimi, come le fan che si buttano per terra e che lui va a soccorrere, a chi gli lancia la bambina in braccio per fare la foto, scene veramente da film. Secondo me andrebbe fatta una soap opera o una commedia romantica proprio sulla vita di Can. Sicuramente è stata una delle ultime uscite che abbiamo fatto tutti, sia in Italia, in Svizzera, in Francia e anche in Turchia, perché poi la situazione ci ha portato un pochino a dividerci. Fatto sta, che io ce lo vedo benissimo nella televisione italiana, e voi?

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Can Yaman

Can Yaman | il gilet messo all’asta per Pamir Pekin è arrivato in Italia

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Alcune settimane fa, ci eravamo occupati di un’iniziativa benefica che stava molto a cuore di Can Yaman. Scomparso dai social nell’ultimo periodo, ha dimostrato di esserci sempre per sostenere la causa per Pamir Pekin. Il ‘cucciolo di uomo’ come amano chiamarlo alcune follower dell’attore, affetto da atrofia muscolare spinale (SMA tipo 1) non solo è una malattia ad alto tasso di mortalità ma deve anche combattere contro il tempo. Il traguardo dei 2 milioni 100 mila euro fissato per sottoporlo questa operazione che lo aiuterebbe ad alimentarsi autonomamente, oggi sembra più vicino.

La solidarietà dei turchi e delle persone di tutto il mondo non si è fermato un istante, tanto che ora mancano ‘solo’ 209 mila euro. Tra i tanti volti noti che hanno deciso di mettere a disposizione la propria immagine, c’è Can Yaman amatissimo in Italia (e non solo).

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Can Yaman insieme ai manager Ilker Bilgi e Cuneyt Sayil

L’asta per vincere il gilet con le ali di Can Yaman

Sulla pagina IG Cure For Pamir era stato messo all’asta un indumento molto caro al pubblico italiano indossato da Can Yaman. Il gilet con le ali disegnato a mano dal bravissimo stilista e manager Ilker Bilgi aveva completato l’outfit dell’attore, ospite del programma Verissimo condotto da Silvia Toffanin.

Un tam tam tra pagine e fan di tutto il mondo si è data ‘battaglia’ – seppur a fin di bene – per accaparrarsi questo pezzo unico. Alla fine, il 4 novembre, giorno di chiusura dell’asta benefica per Pamir, a vincere questo ambito gilet per 8 mila euro è stato il fandom italiano de Le Yamanine Official Fandom in collaborazione con altri 4 gruppi dedicati all’attore turco (Vivi Istanbul e i suoi set cinematografici, CanYamanForever.3, CanYaman1989Fans ed Erkenci Kus – Daydreamer le ali del sogno) e una yamanina molto speciale, Nicoletta Pierro.

Leggi anche: Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

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Leggi anche: Can Yaman: le similitudini tra la storia di Hercules e la vita dell’attore turco

Amore genera Amore | una speranza per il piccolo Giovanni

Citando un motto molto caro a Yaman, i cinque fandom hanno deciso di comune accordo di mettere a disposizione questo gilet per un’altra causa benefica. Dopo aver aiutato il piccolo Pamir Pekin devolvendo quasi 19 mila euro, è il momento di impiegare tutte le energie per un baby guerriero italiano, Giovanni.

Il piccolo affetto da emimelia tibiale necessita di una quarta operazione per poter allungare la sua gamba e poter camminare normalmente. Dopo aver subito 3 operazioni in America, l’ultima fissata per marzo 2021 richiede 113 mila euro e altri 30 mila per la fisioterapia. Per chi volesse contribuire può contattare i fandom coinvolti e richiedere i dati per la donazione a favore del piccolo Giovanni.

Le Yamanine Official Fandom insieme agli altri 4 gruppi citati per tanto hanno deciso di donare il gilet di Can Yaman alla famiglia di Giovanni con la speranza che un giorno possa conoscere colui che ha generato questa catena d’amore e solidarietà.

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Can Yaman

Can Yaman | un appello ai fan per poter aiutare il piccolo Pamir Pekin

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Solitamente quando si parla di Can Yaman, le notizie ruotano intorno ai suoi nuovi progetti, alle interviste, al suo aspetto fisico e a quanto sia amato in tutto il mondo. Questa volta, l’occasione purtroppo è tutt’altro che piacevole per un ‘piccolo umano’ che sta soffrendo. Chi segue il noto attore turco, nelle scorse settimane si sarà accorto che nelle sue storie Instagram, sono apparse delle foto con un bimbo in primo piano e vari riferimenti per poterlo aiutare.

In un mondo dove i bambini in primis non dovrebbero mai soffrire e affrontare queste atrocità che la vita presenta improvvisamente, ci sono anche gli ostacoli di tipo economico a peggiorare la situazione. L’appello di Yaman, mosso anche da altri volti noti delle serie tv turche come Demet Özdemir e tanti altri, è stato postato nei vari profili personali sui social per sensibilizzare i fan a poter donare anche pochi euro per Pamir.

Can Yaman e l’appello ai fan per aiutare Pamir

L’attore turco molto amato in Italia, non è la prima volta che si presta a cause di beneficienza, come accaduto qualche mese fa con 50 famiglie turche. Questa volta però, tutto è più complesso, delicato e costoso. Yaman che vanta 7.6 milioni di follower su Instagram, nonostante abbia sempre un sorriso smagliante, in merito a questa situazione, qualche giorno fa su Twitter ha dichiarato di essere molto triste per questo bambino.

Immediatamente, alcuni gruppi fandom si sono attivati per poter iniziare una raccolta fondi a favore di Pamir, con la speranza che una goccia da sola non sia nulla, ma messa insieme ad altre possa riempire il mare. Per questo motivo, sapendo la stima e l’affetto che le nostre lettrici e lettori hanno nei confronti del divo turco, abbiamo voluto porre sotto i riflettori questa causa umanitaria. Inoltre, in vista del compleanno dell’attore (8 novembre), potrebbe essere un regalo davvero speciale, che sicuramente renderebbe orgoglioso Can delle “sue ragazze”, come le ha chiamate ultimamente.

Leggi anche: Can Yaman, il turco dal cuore d’oro sosterrà 50 famiglie turche per 2 mesi

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Leggi anche: Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

Qual è la malattia del piccolo Pamir Pekin?

Prima di scrivere questo appello, ho avuto modo di parlare con chi gestisce la pagina Instagram dedicata a Pamir, che vi invito a seguire per poter prendere tutti i riferimenti per poter effettuare le donazioni in maniera sicura (cliccate qui per vedere la pagina Instagram Cure For Pamir ). Dalla nostra chiacchierata è emerso esattamente quale sia la grave patologia che ha colpito il piccolo Pamir. Mai come questa volta, la tempestività è fondamentale, perché Pamir il prossimo 6 novembre compirà 22 mesi, e di conseguenza avrà poco meno di 2 mesi per far in modo che il trattamento possa essere efficace.

“Puoi spiegarmi qual è la malattia che ha Pamir?”

” Grazie mille per l’attenzione. La malattia dell’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia mortale causata dall’incapacità del gene SMN nel corpo di produrre proteine ​​e causare la perdita muscolare nel corpo. È al primo posto nelle malattie che causano morti infantili nel mondo. Esistono 4 tipi di malattia. E sfortunatamente Pamir ha la malattia “Sma tipo 1”, che è il tipo più mortale della malattia.
A seguito di studi clinici, questa terapia genica applicata all’estero ha dimostrato di fornire il massimo beneficio se applicata a bambini fino a 2 anni.

Ecco perché ci sforziamo affinché possa essere raccolta la cifra richiesta e far in modo che Pamir possa ricevere il suo trattamento prima che compia 2 anni. Se volete sostenerci in questa difficile lotta, puoi raggiungere la nostra campagna di donazioni dal link che ti abbiamo inviato. Potete aiutarci a diventare una grande famiglia raccontando ai vostri partner e amici della nostra campagna per sostenerci. Insieme possiamo salvare la vita di un bambino piccolo.”

L’iban per poter effettuare il bonifico a favore del piccolo Pamir Pekin è il seguente: TR42 0011 1000 0000 0096 0476 97

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Can Yaman

Can Yaman | la rivincita dell’attore nelle frasi del Maestro Ferzan Ozpetek

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Come fosse una partita di Cluedo, dove gli indizi sui profili social dei protagonisti, non portano alla scoperta dell’assassino, ma alla possibilità di vederli lavorare insieme, Can Yaman e Ferzan Ozpetek negli ultimi mesi, sono al centro delle attenzioni del pubblico e dei media. Storie, post con tag e interviste video e scritte nelle quali si parla di una possibile collaborazione, sono motivo di forte interesse per chi li segue da tempo.

A partire dalle dichiarazioni del Maestro Ozpetek rilasciate a Salerno lo scorso luglio, passando per la foto di Can Yaman intento a leggere il libro Come un respiro in italiano, fino all’incontro a Roma avvenuto lo scorso 30 settembre nell’hotel dove soggiornava l’attore turco, la semplice idea di vederli lavorare insieme ha iniziato a prendere forma. Ripresa da tutte le testate giornalistiche italiane, turche e non solo, la foto scattata sulla terrazza dell’albergo situato in zona Vittorio Veneto a Roma, è stata considerata da molti, un nuovo inizio per Can Yaman.

L’idea di questo articolo nasce proprio da questo sodalizio che il pubblico non vede l’ora di vedere sul piccolo o grande schermo il prima possibile. Rileggendo i libri del Maestro Ozpetek in alcune citazioni, ho ritrovato delle considerazioni in linea con quanto accaduto a Can Yaman e con quanto – si spera – accadrà presto nella sua vita.

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L’importanza di avere una famiglia

“Se cresci senza nessuno che ti dica mai che sei bello o che sei bravo, senza una parola di conforto che ti rassicuri dandoti il tuo posto al sole nel mondo, niente sarà mai abbastanza per ripagarti di quel silenzio. Dentro resterai sempre un bambino affamato di gentilezza, che si sente brutto, incapace e manchevole, qualsiasi cosa accada. E non importa se, nel frattempo, sei diventato la più bella delle creature.”
(SEI LA MIA VITA)

Quando ho letto questo passaggio ho pensato quanto debba essere triste non avere qualcuno su cui contare. Qualcuno che tornato da scuola e leggeva la pagella ti diceva “Bravo!” anche se quello era il tuo dovere; qualcuno che non ti dava la buonanotte e ti rimboccava le coperte ma al contempo ti riempiva di giocattoli fino alla nausea.

Fortunatamente Can, nonostante i problemi economici che colpirono la sua famiglia durante l’adolescenza rischiando di compromettere il suo futuro, ha sempre avuto due colonne (oltre alle nonne) sulle quali poter contare: la mamma Guldem e il papà Guven. Due genitori che hanno dimostrato nel corso degli anni e una separazione, il rispetto e il valore della famiglia, incoraggiandolo a impegnarsi per ottenere le borse di studio e completare nel migliore dei modi la sua formazione scolastica. Lui, a differenza di quanto scritto nel libro, per loro è stato e continua a essere ‘la più bella delle creature’.

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Non tutti i mali vengono per nuocere…

“Lo sapevi che in Giappone, quando si riparano le ceramiche rotte, non si nasconde il danno ma lo si sottolinea, riempiendo d’oro le linee di frattura? Perché credono che quando una cosa ha subito un danno e ha una storia, diventi più bella.”
(ROSSO ISTANBUL)

Tutte le persone che hanno seguito Yaman nell’ultimo anno hanno sicuramente capito a cosa mi riferisco con questa citazione. Volutamente ometterò tutta la questione, perché non merita attenzione il contenuto della querelle; bensì trovo interessante quanto – seppur dolorosa – quella vicenda di quasi un anno fa, sia stata un’ottima palestra per lo spirito e l’anima di Can. Sono sicura che se potessimo vedere all’interno del suo cuore, qualche crepa color oro saremmo in grado di vederla.

Qualche mese fa, quando provai a raccontare la storia di questo ragazzo amato per il suo modo di essere, cercai di farlo attraverso il cartone animato della Disney, Hercules. Prendendo in esempio una frase di Ade, il Dio degli Inferi, riportai una battuta che qualcuno avrà ‘dedicato a Can’ durante quel brutto periodo, quando suo malgrado, era diventato il bersaglio preferito della stampa turca: “Ora provi cosa vuol dire essere uguale agli altri”. Proprio come mostrato nel lungometraggio d’animazione, Yaman come Hercules seppur con fatica, è riuscito a tirare su la testa e tornare a vivere da assoluto protagonista il film della sua vita.

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La stagione della rinascita

“Impara dai fiori a essere paziente, ad aspettare, perché i fiori sanno che dopo un gelido inverno arriva la primavera. Bisogna solo avere pazienza, credere nelle proprie forze.”
(ROSSO ISTANBUL)

Nel primo romanzo scritto dal Maestro e dedicato alla sua adorata mamma, ho trovato una similitudine con una storia pubblicata da Can Yaman sul suo profilo Instagram, non molto tempo fa.
“In realtà, fiorivamo magnificamente e siamo stati sepolti nel terreno sbagliato”. Attraverso questa frase che non lascia spazio alle interpretazioni, l’attore ha commentato la chiusura della sua ultima serie tv Bay Yanlış diretta da Deniz Yorulmazer nel quale interpretava Özgür Atasoy in coppia con la bravissima collega e amica Özge Gurel. nei panni di Ezgi Inal. Dopo aver trascorso la quarantena a studiare questo nuovo personaggio, totalmente diverso da Can Divit di Daydreamer – Le ali del sogno, la delusione per la chiusura improvvisa della serie non ha lasciato con l’amaro in bocca solo i protagonisti ma soprattutto il pubblico. Spettatori che non si sono arresi, e che da settimane stanno lanciando eventi Twitter, per far in modo che qualcuno prenda di nuovo in mano la serie, come fosse un uccellino caduto troppo presto dal nido.

Se volessi dare una linea temporale a queste due frasi, direi che la citazione del regista potrebbe essere una degna conclusione. Nonostante il pubblico vuole vedere nuovamente il suo Signor Sbagliato sul piccolo schermo, magari su qualche piattaforma streaming, l’unica cosa che al momento possiamo fare è – per l’appunto – avere pazienza e aspettare che questo ‘gelido inverno’ finisca presto e per lasciare spazio a una nuova primavera magari in un progetto firmato Ferzan Ozpetek.

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Il gigante dal cuore di cristallo

“Ci sono persone troppo fragili, ed è proprio questa la loro debolezza ma anche la loro bellezza: un’immensa fragilità, quasi fossero di cristallo, così trasparenti e luminosi, ma difficili da maneggiare, anche per gli altri”.
(ROSSO ISTANBUL)

Fisicità che non passa inosservata, occhi buoni e fossette che compaiono appena accenna un sorriso, Yaman ultimamente è stato protagonista di un servizio fotografico firmato da Massimo Sestini per Chi con annessa intervista, nel quale appare in splendida forma. Spesso però accade, che l’aspetto esteriore prenda il sopravvento sull’aspetto interiore, tralasciando il dettaglio, che commenti e cattiverie gratuite, fanno male a chiunque al di la della stazza. I media turchi che hanno avuto difficoltà a maneggiare questo cristallo, criticato per essere troppo luminoso e trasparente, sembrano aver accettato l’idea che Can Yaman sta rappresentando il loro Paese nel mondo ad alti livelli.
Se non altro, meglio tardi che mai.

Il mondo è casa tua

“Certi posti hanno la capacità di trattenere le emozioni, proprio come fa un essere umano con il respiro. Poi le lasciano andare molto lentamente, e chi è in grado di percepirle le assorbe in ogni cellula del suo corpo. Ti fanno sentire a casa per sempre”.
(COME UN RESPIRO)

L’Italia ha senza dubbio un posto speciale nel cuore di Can Yaman. Lo studio della lingua nel liceo a Istanbul e i viaggi durante il periodo adolescenziale nel nostro Paese, lo portarono a essere considerato un italiano che aveva imparato il turco data la sua spiccata padronanza nel parlare il nostro idioma. Credo altrettanto, che tra i suoi momenti più importanti per la sua carriera, ci sia Napoli, la città dalla quale tutto è partito.

Non dimentichiamo, che lo stesso Ozpetek fu tra i primi a postare sul suo profilo Instagram un video nel quale Can era circondato da fan di tutte l’età sotto il suo hotel nel cuore del capoluogo campano. “Non mi aspettavo tutto questo” una frase che esprime l’incredulità di un ragazzo ignaro di ciò che da lì a poco la sua vita sarebbe cambiata, conquistando tutto il mondo.

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L’inizio di un nuovo percorso

“Concentrati sulle emozioni, è ciò che resta di più nel cuore della gente”. (SEI LA MIA VITA)

Per concludere questo omaggio a Can Yaman e Ferzan Ozpetek, ho voluto prendere in considerazioni due frasi scritte in due differenti romanzi. Pensando all’incontro a Roma, avvenuto tra i due, viene automatico pensare a quello scatto avvenuto davanti l’entrata dell’albergo, poco prima della partenza di Yaman per Milano con tutto il suo entourage. C’è chi ha detto che in quello scatto, il regista abbia sussurrato all’orecchio dell’attore qualcosa e lui si sia abbassato per sentire meglio visto il caos generato dalle fan. E poi c’è chi pensa che quello sia stato una sorta di abbraccio paterno, a simboleggiare ‘arrivederci’.

Onestamente, avere la possibilità di lavorare con un grande regista come Ozpetek, specialista nel riuscire a toccare le corde dell’anima in maniera tanto decisa quanto elegante e delicata, rappresenterebbe una svolta importantissima nella carriera di Yaman. Mi piace pensare, che quando quel fatidico giorno accadrà, dopo il ciak, azione sarà rivolto a Can, il consiglio che potrebbe dare il cineasta al suo attore potrebbe essere di concentrarsi sulle emozioni, perché è questo che la gente vuole.

“Ciò di cui tutti abbiamo bisogno, alla fine è solo la felicità”. (COME UN RESPIRO)

E infine, per chiudere questo cerchio, ho scelto questa citazione augurando a entrambi di continuare a essere sempre felici, di lavorare ad alti livelli come solo loro sanno fare e di vederli presto insieme sul set, per rendere felici – di conseguenza – gli spettatori che non vedono l’ora di leggere i loro nomi vicini al cinema o sul piccolo schermo.

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